|
La
mobilitazione in difesa della scuola pubblica e del
diritto allo studio
Aumento degli alunni per classe, chiusura di molte
classi nei piccoli centri, ritorno al maestro unico,
più di 80.000 licenziamenti del personale docente,
più di 40.000 tagli al personale amministrativo e
tecnico, riduzione dell’orario di funzionamento
delle scuole, voto in condotta, uniformi
scolastiche.
La Ministra Gelmini vuole portare la scuola italiana
indietro di 60 anni!
Dal suono della prima campanella, in tutta Italia si
sono susseguite e stanno proseguendo le proteste e
le manifestazioni contro la “riforma Gelmini” della
scuola.
Maestri, professori, genitori, studenti e personale
amministrativo danno vita a varie forme diprotesta:
presentarsi a scuola con segni di lutto al braccio,
esporre fuori dagli istituti dei drappi neri,
inscenando i funerali della scuola pubblica,
assemblee, cortei, scioperi, presidi. Alcune scuole
sono state occupate da genitori e maestri, gli
studenti manifestano nelle strade.
Il 27 settembre centinaia di migliaia di persone in
tutte le città d’Italia hanno partecipato alla
mobilitazione nazionale indetta dalla CGIL, mentre
tutti gli organismi di base stanno organizzando la
partecipazione allo sciopero del 17 ottobre. La Rete
scuole ha promosso una raccolta firme
(www.retescuole.net) da sottoporre ai dirigenti di
tutte le sigle sindacali della scuola per
organizzare “una o tante manifestazioni, davvero
unitarie, con tutte le bandiere finalmente insieme,
capaci di fermare la scuola o di farne laboratori di
confronto e riflessione per i cittadini”.
Questo è un dato importante! Il tentativo di
superare gli steccati e rendere unitario anche nella
forma ciò che lo è già nella sostanza. E’ la strada
per valorizzare una mobilitazione che è già vasta e
capillare.
La Ministra Gelmini tira dritto per la sua strada e
ostenta sicurezza, incoraggiata dalle lusinghe che i
mafiosi e gli speculatori le rivolgono per aver
tradotto in pratica la direttiva che la banda
Berlusconi ha ricevuto dagli imprenditori e dal
Vaticano. Questa riforma infatti è un deciso passo
verso lo smantellamento scientifico e sistematico
della scuola pubblica a favore di quella privata
(cioè prima di tutto della Chiesa). Nel disegno di
legge che aveva presentato nel febbraio 2008, prima
di insediarsi (e insidiarci!) come Ministro, la
Gelmini ha tracciato il percorso che deve
concludersi con la completa privatizzazione delle
scuole: ogni scuola gestita da una fondazione che
amministra le finanze e decide i programmi, che
assume e licenzia i docenti a proprio piacimento,
che concorre con le altre per ottenere i
finanziamenti pubblici.
Bella trovata! Per incoraggiare gli imprenditori a
“investire” nella scuola privata, la ministra i
soldi li fa mettere ai contribuenti!
Altro che brillante operazione per riqualificare la
scuola pubblica! Quello che la Gelmini e il resto
della banda Berlusconi stanno preparando è il
funerale della scuola pubblica! Ma i docenti, gli
alunni, i lavoratori e le famiglie non ci stanno. La
difesa della scuola pubblica è la base di partenza,
i comunisti devono intervenire per mostrare che una
scuola efficiente, pubblica, gratuita e
all’avanguardia, la scuola che le masse popolari
meritano, è un obiettivo raggiungibile, una
conquista possibile… dopo aver celebrato il funerale
dei mafiosi, degli alti prelati, degli speculatori e
degli affaristi.
I
comunisti e le masse popolari costruiranno la scuola
che ci meritiamo! |