Resistenza n° 10 - ottobre 2008

organo del partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo

 

La mobilitazione in difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio

 

Aumento degli alunni per classe, chiusura di molte classi nei piccoli centri, ritorno al maestro unico, più di 80.000 licenziamenti del personale docente, più di 40.000 tagli al personale amministrativo e tecnico, riduzione dell’orario di funzionamento delle scuole, voto in condotta, uniformi scolastiche.

La Ministra Gelmini vuole portare la scuola italiana indietro di 60 anni!

 

Dal suono della prima campanella, in tutta Italia si sono susseguite e stanno proseguendo le proteste e le manifestazioni contro la “riforma Gelmini” della scuola.

Maestri, professori, genitori, studenti e personale amministrativo danno vita a varie forme diprotesta: presentarsi a scuola con segni di lutto al braccio, esporre fuori dagli istituti dei drappi neri, inscenando i funerali della scuola pubblica, assemblee, cortei, scioperi, presidi. Alcune scuole sono state occupate da genitori e maestri, gli studenti manifestano nelle strade.

Il 27 settembre centinaia di migliaia di persone in tutte le città d’Italia hanno partecipato alla mobilitazione nazionale indetta dalla CGIL, mentre tutti gli organismi di base stanno organizzando la partecipazione allo sciopero del 17 ottobre. La Rete scuole ha promosso una raccolta firme (www.retescuole.net) da sottoporre ai dirigenti di tutte le sigle sindacali della scuola per organizzare “una o tante manifestazioni, davvero unitarie, con tutte le bandiere finalmente insieme, capaci di fermare la scuola o di farne laboratori di confronto e riflessione per i cittadini”.

Questo è un dato importante! Il tentativo di superare gli steccati e rendere unitario anche nella forma ciò che lo è già nella sostanza. E’ la strada per valorizzare una mobilitazione che è già vasta e capillare.

La Ministra Gelmini tira dritto per la sua strada e ostenta sicurezza, incoraggiata dalle lusinghe che i mafiosi e gli speculatori le rivolgono per aver tradotto in pratica la direttiva che la banda Berlusconi ha ricevuto dagli imprenditori e dal Vaticano. Questa riforma infatti è un deciso passo verso lo smantellamento scientifico e sistematico della scuola pubblica a favore di quella privata (cioè prima di tutto della Chiesa). Nel disegno di legge che aveva presentato nel febbraio 2008, prima di insediarsi (e insidiarci!) come Ministro, la Gelmini ha tracciato il percorso che deve concludersi con la completa privatizzazione delle scuole: ogni scuola gestita da una fondazione che amministra le finanze e decide i programmi, che assume e licenzia i docenti a proprio piacimento, che concorre con le altre per ottenere i finanziamenti pubblici.

Bella trovata! Per incoraggiare gli imprenditori a “investire” nella scuola privata, la ministra i soldi li fa mettere ai contribuenti!

 

Altro che brillante operazione per riqualificare la scuola pubblica! Quello che la Gelmini e il resto della banda Berlusconi stanno preparando è il funerale della scuola pubblica! Ma i docenti, gli alunni, i lavoratori e le famiglie non ci stanno. La difesa della scuola pubblica è la base di partenza, i comunisti devono intervenire per mostrare che una scuola efficiente, pubblica, gratuita e all’avanguardia, la scuola che le masse popolari meritano, è un obiettivo raggiungibile, una conquista possibile… dopo aver celebrato il funerale dei mafiosi, degli alti prelati, degli speculatori e degli affaristi.

I comunisti e le masse popolari costruiranno la scuola che ci meritiamo!