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Viva
l’autorganizzazione degli immigrati in lotta!
Dopo 5 mesi di governo della banda Berlusconi, al di
là della propaganda, i problemi delle masse
popolari, il degrado e la precarietà della vita, su
cui i razzisti e i fascisti hanno fatto e fanno leva
per promuovere la caccia all’immigrato, sono
aumentati ed è chiaro che la borghesia non può e ha
apertamente rinunciato a risolverli o prevenirli: si
limita a rispondere con maggiore repressione e
controllo (più polizia, militari, ecc.). Il razzismo
“di Stato” è cresciuto: le forze dell’ordine sono
autorizzate a perseguitare sistematicamente gli
immigrati e i poveri (e spesso le due categorie
coincidono!). Le torture sui ROM da parte dei
carabinieri a Bussolengo (VR) sono un esempio di ciò
che succede, nel silenzio e nell’impunità, con
sempre maggiore frequenza. I settori più abbrutiti e
arretrati delle masse si sentono autorizzati a
“farsi giustizia da sé”: aumentano le intimidazioni,
i pestaggi, le aggressioni, le spedizioni punitive
contro gli immigrati. E’ evidente che il brodo
culturale in cui maturano è quello alimentato dalla
destra (sia quella apertamente razzista che quella
sedicente “democratica”), sostenuto dal buonismo
imbelle della sinistra borghese: i roghi dei campi
nomadi e l’omicidio del giovane Abdoul a Milano ne
sono tragici esempi. La strage di immigrati a
Castelvolturno è il monito che i camorristi e gli
speculatori hanno voluto rivolgere a tutti gli
immigrati sfruttati come schiavi nelle campagne o
per i loro “affari”: attenti, chi si ribella fa
questa fine, altro che “regolamento di conti fra
spacciatori di droga”. E’ il livello di barbarie
raggiunto dalla borghesia nella guerra contro i
poveri!
A
fronte delle discriminazioni, del degrado e delle
condizioni di vita e di lavoro sempre più
oppressive, le masse popolari immigrate si
organizzano e reagiscono. Il 20 settembre a Milano,
durante il corteo antirazzista organizzato dopo
l’omicidio di Abdoul, centinaia di giovani immigrati
(o “italiani di seconda generazione”, figli di
immigrati) hanno scavalcato i cordoni eretti dai
dirigenti del PRC (i pompieri!), sfondato i cordoni
della celere e hanno dato vita a un corteo non
autorizzato carico di rabbia e di determinazione a
lottare.
Solo il giorno prima, centinaia di immigrati sono
scesi nelle strade di Castelvolturno per una
manifestazione che si è trasformata in rivolta
contro il razzismo, lo sfruttamento, il degrado e la
camorra.
A
chi è sceso in strada in queste manifestazioni, come
ai lavoratori immigrati che lottano nelle fabbriche
e nelle cooperative, la borghesia, sia essa di
destra o di sinistra, non può dare nessuna risposta
e nessuna prospettiva perchè in questo ordinamento
politico e sociale non c’è nessuna possibilità di
integrazione. Sotto la direzione dei rottami della
sinistra borghese che predica la conciliazione degli
interessi degli immigrati con quelli dei padroni, le
lotte degli immigrati sono destinate a diventare
ulteriore elemento di scontro fra settori delle
masse popolari e ad alimentare la mobilitazione
reazionaria.
I
comunisti possono e devono promuovere, sostenere e
orientare l’organizzazione e la mobilitazione degli
immigrati legandola a quella dei lavoratori e delle
masse popolari italiane, nelle fabbriche, nei
quartieri, nelle scuole e anche nella lotta politica
borghese, da cui gli immigrati sono completamente
esclusi: se è vero che siamo in un paese
democratico, com’è che non hanno neanche il diritto
di votare?
La lotta contro il razzismo, per i diritti politici
e l’emancipazione degli immigrati è legata ed è
parte della lotta per l’emancipazione di tutte le
masse popolari dallo sfruttamento economico e
dall’oppressione politica! E’ parte della lotta per
fare dell’Italia un paese di solidarietà e
uguaglianza, un paese in cui ci sia un posto e un
ruolo dignitoso per ogni uomo, donna, bambino,
giovane e anziano delle masse popolari, un paese in
cui ogni forma di oppressione e discriminazione
razziale non solo sarà vietata, ma non avrà neanche
più alcuna ragione di essere! |