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Jatevenne day: trovare la strada per vincere la
lotta
Dal Rapporto della Federazione Campania
Napoli.
Il 27 settembre si è svolto il corteo nazionale
contro la discarica di Chiaiano e Marano. Hanno
partecipato circa 5mila persone tra cittadini del
posto e delegazioni di comitati di lotta di varie
parti d’Italia; in fondo al corteo c’erano P-CARC,
Sindacato Lavoratori in Lotta, Associazione Unità
Comunista che nei fatti hanno formato uno spezzone
comunista. La manifestazione testimonia la volontà
da parte delle masse popolari di continuare a
difendere il territorio dall’imposizione manu
militare della discarica, anche se la direzione
della mobilitazione contro la discarica, influenzata
dalla concezione del “meno peggio” della sinistra
borghese, ha portato ad alcuni cedimenti, come ad
esempio l’abbandono del controllo dell’area della
discarica, che hanno seminato una certa delusione e
sfiducia tra le masse popolari nella propria
capacità di vincere questo braccio di ferro con la
banda Berlusconi, diversamente da quanto accaduto a
Pianura.
Gli abitanti della zona che partecipavano al corteo
avevano tutta l’intenzione di entrare nuovamente
nella discarica e di riprenderne possesso nonostante
sia stata dichiarata “sito di interesse strategico
nazionale”: da diverse settimane il presidio di
Chiaiano ha lanciato appelli in questo senso. Però,
arrivati al termine del percorso concordato, ovvero
a ridosso delle forze dell’ordine, ci sono stati
momenti di tensione tra i manifestanti: tra chi
voleva forzare per provare ad entrare e chi voleva
mantenere la posizione di faccia a faccia con la
polizia, tra chi voleva manifestare con la propria
bandiera e chi voleva dettare le regole della
partecipazione alla manifestazione, tra chi voleva
contribuire a sbloccare la situazione di empasse
della lotta di Chiaiano e chi a questi contrapponeva
il “qui comandiamo noi”, tra le donne che volevano
prendere parte all’operazione di forzatura e chi le
spingeva indietro per “proteggerle”. Su queste
contraddizioni ha giocato la polizia: quando il
corteo stava già in parte defluendo sono partite le
prime cariche. Mentre i manifestanti rimasti
indietreggiavano di corsa per non essere colpiti dai
lacrimogeni, alcuni abitanti del posto si chiedevano
perché il corteo non aveva tentato di forzare il
cordone nel momento in cui era ancora partecipato ed
esprimeva rancore nei confronti della violenza
poliziesca. |