Statuto approvato dal Primo Congresso - Viareggio, 19/20 maggio 2007

Statuto approvato dal 1° Congresso Nazionale del Partito dei CARC del 19-20 maggio 2007

CAPITOLO I - PROGRAMMA GENERALE

Art. 1 - Ogni CARC è la sezione territoriale di un partito che contribuisce al lavoro per fare dell’Italia un nuovo paese socialista e allo sviluppo della rivoluzione proletaria mondiale. A questo scopo il Partito dei CARC fa proprio il patrimonio di esperienze del movimento comunista italiano e internazionale, sintetizzato nel marxismo-leninismo-maoismo.

Art. 2 - Il Partito dei CARC è un partito legale di comunisti, che utilizza quanto resta degli spazi di agibilità, conquistati dalla classe operaia e dal suo vecchio partito comunista con la Resistenza, per promuovere l’orientamento comunista delle masse popolari, la loro aggregazione attorno al partito comunista, la loro mobilitazione e partecipazione all’attività politica rivoluzionaria, alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

Art. 3 - Il Partito dei CARC si assume come compito principale il lavoro sul secondo fronte del Piano generale di lavoro del (n)PCI: quello che riguarda “la mobilitazione delle masse popolari a intervenire nella lotta politica borghese, con l'obiettivo principale di favorire l'accumulazione di forze rivoluzionarie e in secondo luogo con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari ed estendere i loro diritti, di acuire e sfruttare le contraddizioni tra i gruppi e le forze della borghesia imperialista”.

Art. 4 - La nostra partecipazione alla lotta politica borghese ha un carattere rivoluzionario e si distingue da quella dei riformisti (quale che sia il loro nome e il loro colore rossi, verdi o gialli):

a)      perché partiamo sempre e in ogni caso dagli interessi delle masse popolari anziché dalle possibilità e compatibilità dell’ordinamento sociale borghese;

b)      perché mettiamo davanti il contrasto di interessi di classe rispetto ai contrasti di idee;

c)       perché indichiamo chiaramente alleati e nemici, gli interessi che sorreggono idee e politiche degli uni e degli altri;

d)      perché miriamo a dividere e contrapporre anziché conciliare;

e)      perché miriamo a far coincidere contrapposizione tra schieramenti politici e contrapposizione tra interessi;

f)        perché miriamo a fare dell’incompatibilità tra interessi delle masse popolari e attuale ordinamento sociale la leva per il cambiamento dell’ordinamento sociale.

Art. 5 - L’incompatibilità tra interessi della borghesia imperialista e interessi delle masse popolari è un dato di fatto che si rende tanto più evidente quanto più procede la crisi generale. È meno evidente nei periodi di sviluppo economico, quando le cose “vanno bene”, così come è successo nel periodo tra la fine della Seconda guerra mondiale e la metà degli anni ’70. In quel periodo ha avuto fortuna la linea politica dei revisionisti del vecchio PCI. Costoro hanno diffuso tra le masse l’idea che gli interessi della borghesia imperialista e quelli delle masse popolari fossero compatibili, idea che è oggi sostenuta dai loro eredi (DS, PdCI, PRC, ecc.). Il Partito dei CARC si rivolge anche a tutti coloro che sono tuttora convinti della possibilità che gli interessi e le aspirazioni della classe operaia e delle masse popolari siano compatibili con il mantenimento del regime della borghesia imperialista. Li invita al confronto e alla collaborazione pratica, cioè a un lavoro comune nella difesa degli interessi e delle aspirazioni della classe operaia e delle masse popolari perché attraverso tale confronto e tale collaborazione si rendano conto nei fatti che il regime della borghesia imperialista non è in grado di garantire pace, giustizia sociale, libertà, benessere alle masse popolari.

Art. 6 - L’intervento e l’azione del Partito dei CARC negli altri fronti di lotta (primo fronte: lotta contro la repressione, terzo fronte: mobilitazione delle masse popolari nelle lotte rivendicative, nella difesa senza riserve delle conquiste strappate alla borghesia, e quarto fronte: mobilitazione delle masse popolari a costruire gli strumenti e gli organismi autonomi dalla borghesia - case del popolo, centri sociali, cooperative, circoli culturali, casse di mutuo soccorso, associazioni sportive e ricreative, ecc. - utili per soddisfare direttamente i propri bisogni) deve essere complementare e funzionale allo svolgimento del compito principale.

Art. 7 - La linea del Partito dei CARC è pertanto “dirigere e organizzare la mobilitazione delle masse popolari ad intervenire nella lotta politica borghese per favorire l'accumulazione di forze rivoluzionarie, per far emergere l’incompatibilità esistente tra gli interessi delle masse e gli interessi della borghesia in ogni campo e in ogni aspetto della vita delle masse, per acuire e sfruttare le contraddizioni tra i gruppi e le forze della borghesia imperialista, in sintesi per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse”.

Art. 8 - Il Partito dei CARC mobilita, unisce, organizza gli uomini, le donne e i giovani che, quale che sia il loro livello iniziale, si impegnano ad applicare secondo le loro capacità la linea del Partito dei CARC per sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria delle masse.

Art. 9 - Il Partito dei CARC adotta come principale metodo di lavoro e di direzione la “linea di massa”. La linea di massa consiste nel comprendere le tendenze esistenti in ogni ambiente e ad ogni livello delle masse popolari, sostenere la tendenza positiva - quella tendenza che, se prevale e si sviluppa, porta a confluire nel fiume della rivoluzione socialista – e contrastare e combattere la tendenza negativa - quella che, se si sviluppa e prevale, mantiene e rafforza la direzione e il domino della borghesia imperialista; nel comprendere che in ogni ambiente e in ogni fase della sua trasformazione vi è sempre una sinistra, un centro e una destra:

-    la sinistra è costituita da coloro che impersonano la tendenza positiva (non importa se ne hanno coscienza o meno, se usano o no parole d'ordine “di sinistra”);

-    il centro è costituito da coloro che non sono ancora schierati: all'inizio di un processo, in generale, costituiscono la maggioranza, non perché "le masse sono stupide e debbono essere illuminate dalla minoranza", ma perché ogni condizione si manifesta gradualmente e l'esperienza produce gradualmente i suoi effetti nell'atteggiamento delle persone;

-    la destra è costituita da coloro che impersonano la tendenza negativa (quali che siano le loro intenzioni e le loro parole d'ordine).

Lavorare col metodo della linea di massa significa quindi individuare in ogni situazione e fase particolari la sinistra, mobilitarla e organizzarla onde possa unire a sé il centro e isolare la destra.

Art. 10 - Il Partito dei CARC sviluppa con altre organizzazioni e organismi a livello nazionale e internazionale una politica da fronte basata su tre pilastri: 1. conoscenza reciproca, iniziative comuni in ogni caso in cui è possibile e scambio di esperienze; 2. dibattito aperto, basato sulla critica e l'autocritica, relativo all'analisi della situazione, al bilancio del movimento comunista, al programma, ai metodi di lavoro, alla linea generale e alle linee particolari; 3. solidarietà reciproca di fronte alla controrivoluzione preventiva e in generale alla repressione della borghesia imperialista.

Il Partito dei CARC sviluppa una politica da fronte comune con organismi che lavorano sui vari fronti della lotta di classe del nostro Paese, promuovendo la creazione di strutture di coordinamento (fronte popolare, Blocco Popolare, blocco comunista, ecc.) per lo sviluppo del dibattito, la promozione di iniziative comuni, lo scambio dell’esperienze e lo sviluppo della solidarietà reciproca.

Art. 11 - L’unità del Partito dei CARC e all’interno di ogni Sezione è l’unità sulla linea, sull’obiettivo e sul mezzo per realizzarlo. È inevitabile che nel corso dello sviluppo della nostra azione sorgano dissensi e contrasti relativi all'analisi della situazione, alla tattica da seguire nel lavoro interno (volto all’attività e al rafforzamento del nostro Partito) e nel lavoro esterno (volto ad attuare la linea del Partito), alle decisioni da adottare nel corso delle varie attività. I contrasti debbono essere individuati, posti in luce, studiati e trattati nell'ambito del Partito (distinguendo tra contraddizioni antagoniste e non), col metodo della lotta tra le due linee, per il raggiungimento dell'unità superiore. Finché permane il contrasto, la minoranza deve seguire la linea decisa dalla maggioranza ed entrambe debbono verificare e cercare la verità sulla base dell'esperienza.

 

CAPITOLO II - PRINCIPI ORGANIZZATIVI

Art. 12 - Ogni Sezione del Partito dei CARC è la sezione territoriale di un partito nazionale. Ogni Sezione applica al suo interno la divisione dei compiti per il funzionamento, la formazione e il lavoro istituzionale. Tutte le Sezioni creano un sistema nazionale di direzione che si esprime in attività (raccolta delle esperienze, bilancio delle esperienze, traduzione in linee e compiti, esecuzione, risorse finanziarie) e organismi specifici.

La direzione consiste nel raccogliere le esperienze, elaborarle in analisi, tradurre le analisi in obiettivi, linee, direttive e decisioni, portare queste agli organismi che le debbono attuare, seguire e controllarne l'applicazione.

Art. 13 - Il principale principio organizzativo del Partito dei CARC è il centralismo democratico applicato a tutti i livelli. Tutta l'organizzazione fa parte di un unico sistema nazionale di direzione e osserva un'unica disciplina: l'individuo deve essere subordinato al collettivo, la minoranza deve essere subordinata alla maggioranza, l'istanza inferiore deve essere subordinata all'istanza superiore. L’applicazione del centralismo democratico dentro il Partito deve essere effettiva e garantire e promuovere la libertà di espressione e di proposta, la critica e l'autocritica, insieme all'unità di azione a tutti i livelli del Partito.

Art. 14 - Ogni Sezione del Partito CARC deve concorrere al sistema nazionale di direzione ed eseguire le direttive e le decisioni degli organi dirigenti del Partito, adattandole allo specifico movimento delle masse nella propria zona e contribuendo alla direzione con la sua esperienza. Se una Sezione o Federazione dissente dalle analisi, dalle linee, dalle direttive o dalle decisioni della Direzione, essa deve esprimere le sue riserve all'istanza superiore, ma contemporaneamente deve applicare lealmente, attivamente e creativamente le direttive e le decisioni.

Art. 15 - Ogni membro del Partito dei CARC deve concorrere secondo le proprie capacità alla vita della Sezione di appartenenza con proposte, con la propria esperienza e i propri mezzi ed eseguire i compiti assegnatigli. Ognuno ha il diritto e il dovere di esercitare la critica e l'autocritica e di avanzare proposte e suggerimenti all'interno dell'organizzazione. Se un membro del Partito dei CARC dissente dalle analisi, dalle linee, dalle direttive o dalle decisioni della direzione del Partito dei CARC, della sua Federazione o della sua Sezione, egli può mantenere le sue riserve e ha anche il diritto di scavalcare la sua istanza e di rivolgersi all'istanza superiore. Deve tuttavia applicare lealmente, attivamente e creativamente le direttive e le decisioni.

L'istanza superiore ha il dovere di prendere seriamente in esame le critiche e le proposte che le pervengono dai membri e dalle Sezioni e di dare risposte motivate.

Art. 16 - Ogni Sezione deve contribuire al bilancio comune delle esperienze e a rafforzare il sistema nazionale di direzione e il Centro Nazionale (CN). Ogni Sezione deve inviare regolarmente alla Segreteria Federale (SF) di appartenenza e al Centro Nazionale: il rapporto mensile sulle attività svolte (diario delle attività), il rapporto mensile di valutazione di Resistenza, il bilancio economico mensile, la scheda di diffusione di Resistenza, il contributo economico mensile ed altri eventuali rapporti che siano richiesti dalla Direzione del Partito dei CARC.

Art. 17 - La SF deve inviare mensilmente alla Direzione un rapporto sulle attività svolte dalla SF e dalle Sezioni della sua zona di competenza.

 

CAPITOLO III - MEMBRI DEL PARTITO DEI CARC

Art. 18 - Può essere membro del Partito dei CARC chi:

a)      accetta la linea politica e lo statuto del Partito dei CARC,

b)      lavora attivamente e con lealtà in un organismo del Partito,

c)       applica le direttive e le decisioni degli organismi dirigenti locali e centrali,

d)      adotta uno stile di vita sia personale che politico corrispondente ai principi del movimento comunista, che favorisca lo sviluppo del legame del nostro Partito con le masse popolari e la classe operaia,

e)      osserva la disciplina del Partito,

f)        paga una quota.

Art. 19 - Ogni nuovo membro deve essere ben conosciuto dai compagni (tenore e condizioni di vita attuali e passate) e deve aver fatto un periodo di candidatura di almeno 3 mesi lavorando sotto la direzione del Partito.

Art. 20 - L'ammissione dei nuovi membri deve essere approvata dalla riunione plenaria della Sezione locale e deve essere comunicata alla SF.

Art. 21 - Ogni membro è tenuto alla vigilanza rivoluzionaria:

a)      è tenuto alla riservatezza circa i documenti, le attività, la composizione e gli altri aspetti che il Partito dichiara riservati, mentre è tenuto a propagandare analisi, linee, obiettivi e iniziative del Partito dei CARC;

b)      è tenuto inoltre a proteggere il Partito da infiltrazioni, provocazioni, spionaggio e aggressioni;

c)       se un membro ha dei sospetti sulla lealtà e correttezza di un altro membro deve esporre i suoi dubbi al dirigente di livello immediatamente superiore a quello del membro sospettato. Il dirigente è tenuto a verificare i sospetti sollevati, a informare l’istanza superiore e a prendere i provvedimenti del caso, salvo diversa indicazione da parte dei suoi dirigenti.

Art. 22 - Quando un membro viola la disciplina del Partito o non rispetta per altri versi lo Statuto, l’organismo o l’istanza di appartenenza, nell'ambito delle proprie funzioni e dei propri poteri e a seconda del caso concreto, prende nei suoi confronti le seguenti misure disciplinari:

a) ammonizione,

b) destituzione dalla carica,

c) sospensione con messa in osservazione,

d) espulsione dal Partito,

e) radiazione dal Partito.

Le misure disciplinari relative alla sospensione, all’espulsione e alla radiazione devono essere approvate dalla riunione plenaria dell’organismo o dell’istanza di appartenenza del membro interessato e devono essere comunicate all’istanza superiore e alla DN.

In ogni caso le misure disciplinari d) ed e) devono essere comminate dall’istanza più alta alla quale il compagno appartiene. Le istanze inferiori alle quali il compagno appartiene possono fare proposta e richiesta di applicazione delle misure d) ed e) alla istanza superiore alla quale il compagno appartiene.

Art. 23 - Il membro che si ritiene ingiustamente sottoposto alle misure disciplinari della sospensione e dell'espulsione può ricorrere alla Commissione Nazionale di Garanzia (CNG), che provvederà alla verifica e, se è il caso, predisporrà il ritiro del provvedimento.

Art. 24 - Ogni membro può dimettersi dal Partito dei CARC motivando chiaramente e per iscritto a tutte le istanze a cui appartiene i motivi delle dimissioni e regolando la cosa in modo da nuocere il meno possibile al lavoro del Partito dei CARC. Le dimissioni debbono essere comunicate all’istanza superiore.

Art. 25 - Ogni membro o dirigente che si dimette o che viene sospeso, può chiedere di rientrare come semplice membro ma con un periodo di verifica di due mesi, sotto la direzione del segretario di Sezione. Al suo rientro non può svolgere compiti di direzione per un anno; dopo aver lavorato con dedizione e disciplina può candidarsi negli organi direttivi.

Art. 26 - I membri del Partito non inquadrati in una Sezione sono diretti dalla SF o dal CD della DN.

 

CAPITOLO IV - ORGANIZZAZIONI DEL PARTITO

Art. 27 - Nell’intervallo tra due Congressi la direzione politica del Partito spetta, nell’ambito delle proprie competenze, al Direttivo della Sezione, alla Segreteria Federale (SF), alla Direzione Nazionale (DN).

A) Sezione

Art. 28 - La base dell’organizzazione del Partito, il suo fondamento, è la Sezione organizzata a livello territoriale (paese, zona, città, quartiere). Ad essa debbono appartenere tutti gli iscritti che lavorano e abitano in quel luogo.

Art. 29 - La formazione di una nuova Sezione deve essere approvata dalla SF territorialmente competente.

Art. 30 - Ogni Sezione decide al suo interno la divisione dei compiti e delle responsabilità. Ogni Sezione è diretta da un segretario e da un Direttivo, il cui numero viene fissato in funzione degli iscritti dalla SF.

Art. 31 - Il segretario e il Direttivo sono eletti dal Congresso della Sezione e durano in carica per due anni, a meno che la maggioranza dei membri della Sezione o la SF chiedano anticipatamente una verifica. L'elezione del segretario e del Direttivo deve essere comunicata alla SF. Questa può chiedere, motivandolo, di effettuare una nuova votazione per eleggere un diverso segretario. La SF deve comunque accettare i risultati della seconda votazione.

Art. 32 - Il segretario e il Direttivo costituiscono la Direzione della Sezione, che attua le deliberazioni delle istanze superiori e dirige tutto il lavoro del Partito nell’ambito della Sezione: organizza l’attività ordinaria e straordinaria, mobilita e organizza membri, collaboratori e simpatizzanti, cura i rapporti con le istanze superiori del Partito.

Art. 33 - La Direzione della Sezione si riunisce in sessione ordinaria con cadenza mensile e comunque ogni qualvolta ne ravveda la necessità. Essa convoca, almeno una volta al mese, l’Assemblea di tutti gli iscritti della Sezione, nella quale si discutono le deliberazioni delle istanze superiori, si programmano e si verificano le attività, si fa il bilancio dell’esperienza e si esercitano la critica e l'autocritica.

 

B) Federazione

Art. 34 - La Federazione include le Sezioni di un determinato comprensorio, è costituita di norma su base regionale. Possono essere costituite Federazioni su base provinciale. Alla costituzione della Federazione provvede la Direzione Nazionale (DN).

Art. 35 - Ogni Federazione è diretta da un segretario federale (sf) e da una Segreteria Federale (SF), composta dal segretario federale e da altri membri, il cui numero viene fissato dalla Direzione Nazionale in funzione del numero delle Sezioni presenti nel territorio di competenza.

Art. 36 - Il segretario federale (sf) e i membri della SF sono eletti dal Congresso di Federazione e durano in carica per due anni, a meno che la maggioranza dei segretari delle Sezioni o la Direzione Nazionale ne chiedano anticipatamente la verifica.

Il sf e i membri della SF devono avere almeno un anno di comprovata militanza e avere svolto con impegno ed efficacia almeno una responsabilità di settore nelle Sezioni.

L’elezione del segretario federale e della Segreteria Federale deve essere comunicata alla DN. Questa può chiedere, motivandolo, di effettuare una nuova votazione per eleggere un diverso segretario federale. La DN deve comunque accettare i risultati della seconda votazione.

Art. 37 - Il sf e i membri della SF costituiscono la Direzione della Federazione che rappresenta il Partito nella regione o provincia in tutte le istanze, coordina e verifica le attività delle Sezioni, promuove e decide la formazione di nuove Sezioni, organizza le mobilitazioni del Partito a carattere regionale o provinciale, dirige i settori di lavoro regionali, cura i rapporti con la DN del Partito.

Art. 38 - La Segreteria Federale può commissariare, con maggioranza dei 2/3 dei suoi membri e con decisione motivata scritta, una Sezione, qualora non svolgesse adeguatamente i suoi compiti istituzionali, incaricando un membro della Segreteria stessa. La Sezione commissariata può fare ricorso alla Commissione Nazionale di Garanzia (CNG).

Art. 39 - In caso di dimissione o espulsione di un membro della Segreteria Federale, quest’ultima può cooptare un altro membro con maggioranza di 2/3 dei suoi membri.

Art. 40 - La Direzione della Federazione si riunisce almeno una volta al mese e comunque ogni qualvolta ne ravveda la necessità.

 

C) Direzione Nazionale (DN)

Art. 41 - La DN è composta dal Segretario Nazionale (SN), che la presiede, e da altri membri eletti dal Congresso del Partito e dal presidente della CNG.

Art. 42 - Il numero dei membri della DN è fissato dal Congresso. La DN può cooptare altri membri (fino ad un massimo di 1/4 dei componenti della DN) con decisione a maggioranza dei 2/3 dei membri già esistenti.

Art. 43 - I candidati alla DN devono avere almeno un anno di comprovata militanza e avere svolto con impegno ed efficacia almeno una responsabilità di settore.

Art. 44 - La DN è il massimo organismo di direzione del Partito tra un congresso e l’altro, e presiede al sistema nazionale di direzione. La DN rappresenta il Partito in tutte le istanze, crea i diversi organi del Partito, nomina le redazioni centrali degli organi di stampa, organizza e dirige tutte quelle iniziative che rivestono importanza per l’intero Partito, distribuisce le forze e i mezzi nei vari settori di lavoro e amministra la cassa centrale.

Art. 45 - La DN prende le sue decisioni a maggioranza semplice, salvo nei casi in cui lo Statuto stabilisca diversamente.

Art. 46 - La DN nomina al suo interno - e ne revoca i membri - un Comitato Direttivo (CD), composto dal Segretario Nazionale (SN) e dal altri membri eletti dalla DN per la direzione delle attività centrali. Il numero dei membri del CD viene definito dalla DN.

Art. 47 - La DN promuove, dirige e decide la formazione di nuove Federazioni.

Art. 48 - La DN può commissariare, con maggioranza di 2/3 dei suoi membri e con decisione motivata scritta, una Segreteria di Federazione (SF) qualora non svolgesse adeguatamente i suoi compiti istituzionali, incaricando un membro della DN stessa o da essa delegato di assumerne la direzione e il controllo dell’attività. La SF commissariata può fare ricorso alla Commissione Nazionale di Garanzia (CNG).

Art. 49 - La DN, di fronte a gravi mancanze compiute da un suo membro nel lavoro della DN stessa o di altre istanze del Partito, prende le misure disciplinari che ritiene opportune nell’interesse del Partito (sospensione dalla DN, espulsione dal Partito). Le misure debbono essere approvate da almeno 2/3 della DN. Il membro della DN sottoposto alle misure disciplinari può fare ricorso alla Commissione Nazionale di Garanzia (CNG).

Art. 50 - La DN viene convocata in sessione ordinaria dal Comitato Direttivo con cadenza almeno trimestrale, è presieduta dal Segretario Nazionale (SN). L'ordine del giorno deve essere comunicato con un anticipo di almeno una settimana.

 

D) Comitato Direttivo (CD)

Art. 51 - Il CD è composto dal SN, membro di diritto, e da altri membri nominati dalla DN. Il CD è presieduto dal SN e decide a maggioranza.

Art. 52 - Il CD ha il compito della gestione corrente delle attività centrali del Partito e dell’organizzazione e gestione del Centro Nazionale (CN), che è l'insieme degli uffici esecutivi delle attività centrali.

Art. 53 - Il CD agisce su delega della DN e secondo le linee decise dalla DN. La DN stabilisce il contenuto della delega e lo può modificare in ogni momento.

 

E) Il Segretario Nazionale (SN)

Art. 54 - Il SN è eletto direttamente dal Congresso. Egli rappresenta il Partito e ha i poteri indicati nello Statuto e quelli delegatigli dalla DN o dal CD.

 

F) La Commissione Nazionale di Garanzia (CNG)

Art. 55 - Il Congresso del Partito elegge la CNG composta dal presidente e da altri 2 membri, più un membro supplente.

Art. 56 - La CNG vigila e garantisce il rispetto dello Statuto; decide in merito ai ricorsi in materia di sanzioni disciplinari; verifica i bilanci economici; formula proposte per il superamento di conflitti tra gli organismi dirigenti; esprime pareri sulle proposte di scioglimento o commissariamento di organismi dirigenti.

Art. 57 - Il presidente della CNG è membro di diritto della DN, senza diritto di voto.

 

CAPITOLO V - CONGRESSO DEL PARTITO

Art. 58 - Il Congresso del Partito è la suprema istanza del Partito e viene convocato dalla DN di regola ogni 2 anni. Congressi straordinari vengono convocati dalla maggioranza di 2/3 dei componenti della DN o dalla maggioranza delle Federazioni.

Art. 59 - La convocazione del Congresso, come pure il suo ordine del giorno e le tesi debbono essere portati a conoscenza dei membri del Partito con almeno due mesi di anticipo.

Art. 60 - Il Congresso del Partito è composto dalla DN uscente e dai delegati eletti nei Congressi di Federazione.

Il Congresso del Partito: a) discute le relazioni della DN, della CNG e di altri dirigenti e membri del Partito; b) dirime le questioni programmatiche del Partito; c) delibera su tutti i problemi politici, tattici e organizzativi; d) elegge il Segretario Nazionale, la DN e la CNG.

Art. 61 - Il Congresso ha la facoltà di deliberare se in esso sono rappresentati almeno la metà dei membri.

Art. 62 - Il Congresso del Partito è preceduto dai Congressi di Sezione e dai Congressi di Federazione. I Congressi di Sezione eleggono i delegati per il Congresso di Federazione. Al Congresso di Federazione partecipano i membri della SF uscente e i delegati delle Sezioni.

Art. 63 - Le norme per la rappresentanza dei Congressi di Sezione e per lo svolgimento dei lavori vengono fissate dalla SF e debbono essere approvate dalla CNG.

Art. 64 - Il Congresso di Federazione elegge i delegati per il Congresso del Partito. Le norme per la rappresentanza dei Congressi di Federazione e per lo svolgimento dei lavori vengono fissate dalla DN e debbono essere approvate dalla CNG.

 

CAPITOLO VI – LA TESSERA, I SIMBOLI E GLI INNI DEL PARTITO

Art. 65 - La tessera attesta la regolare iscrizione al Partito. Al compagno nuovo iscritto deve essere consegnata con la tessera una copia dello Statuto.

Art. 66 - La bandiera del Partito dei CARC è rossa con al centro il simbolo del Partito.

Art. 67 - Il simbolo è il seguente: cerchio con bordo giallo e sfondo rosso, all’interno falce e martello gialli sovrastante la scritta CARC gialla, nel semicerchio superiore la scritta in giallo PARTITO dei COMITATI di APPOGGIO alla RESISTENZA, nel semicerchio inferiore la scritta in giallo per il COMUNISMO.

Art. 68 - L’inno provvisorio del Partito è l’Internazionale.