CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato della DN del 22.09.2008

Mercoledì 1 ottobre tutti al Tribunale di Napoli contro la persecuzione dei comunisti, per la difesa dei diritti democratici conquistati con la resistenza

 

Che le campagne elettorali del P-CARC siano sempre ricche di “colpi di scena” e di attacchi repressivi, ormai è noto.

 

Nel 2006 le Autorità cercarono di mandare in aria la Lista Comunista presentata alle comunali di Napoli montando una campagna mediatica denigratoria e aprendo un procedimento giudiziario contro alcuni  compagni candidati che avevano dei precedenti penali e che quindi, secondo le leggi dello Stato italiano, sono “ineleggibili”… a meno che non paghino una somma molto alta di denaro per ripulirsi la fedina penale (come hanno fatto tutti i “rispettabili cittadini” e “cavalieri del lavoro” che oggi siedono in Parlamento, in Senato e nelle varie assemblee elettive nonostante condanne per corruzione, tangenti, “collusioni con la Mafia”, stragi di Stato, appartenenza ad organizzazioni fasciste, falsa testimonianza e traffici vari).

 

Perché i nostri compagni sono “ineleggibili”?

Alcuni per reati comuni: la borghesia prima costringe una parte delle masse popolari a condizioni di miseria, abbrutimento ed emarginazione e poi o li reprime oppure li usa come manovalanza per i suoi affari sporchi, per lucrare sulla loro cura e “reinserimento”, per guadagnare sul loro abbrutimento. Quando invece quelle stesse masse, quegli stessi disperati alzano la testa e cercano di uscire dalla loro situazione, quando sono organizzati dai comunisti anziché dalla Chiesa cattolica, dalla criminalità organizzata o dai fascisti, quando iniziano a lottare contro la società che li ha gettati in quella condizione anziché sprofondare nell’abbrutimento o sperare nel regno dei cieli, allora li denigra in ogni modo.

Altri per reati d’opinione e politici, cioè per aver promosso, organizzato e partecipato alle lotte dei lavoratori e delle masse popolari contro lo sfruttamento, la rapina e l’arbitrio dei padroni e per togliere ai padroni il potere di sfruttare e rapinare gli operai e gli altri lavoratori, di devastare l’ambiente e di seminare guerra e miseria, quindi per costruire una nuova società diretta da e per i lavoratori e il resto delle masse popolari. Quindi per lo stesso motivo  per cui sono stati inquisiti gli autoferrotranvieri di Milano, gli operai della FIAT SATA di Melfi, i compagni di Potere Operaio della FIAT di Pomigliano d’Arco, i compagni del comitato No Dal Molin di Vicenza, per cui il 12 febbraio del 2006 sono stati arrestati 15 supposti membri del Partito comunista politico-militare e dei Comitati Proletari per il Comunismo, per cui sono stati perquisiti i portuali di Gioia Tauro, per cui sono stati condannati a 4 anni gli antifascisti di Milano, a 7 anni i compagni che nel 1999 manifestarono a Firenze contro la guerra di aggressione alla Jugoslavia, a 12 anni i manifestanti contro il G8 di Genova, per cui sono stati messi sotto processo a Cosenza i compagni di Sud ribelle, per cui i sindacalisti onesti, le avanguardie di lotta, i comunisti vengono espulsi dai sindacati di regime.

Tutte le liste dei partiti borghesi a Napoli erano composte da persone condannate o inquisite per corruzione, concussione, mafia, falso in bilancio e simili: tutti i tipici reati dei ricchi e dei loro rappresentanti che anche attraverso le cariche rappresentative rubano alle masse popolari e ai lavoratori.

 

L’attacco alla Lista Comunista di Napoli si combina con altri due colpi sferrati sempre nel 2006 contro le Liste Comuniste:

1- nel bel mezzo della campagna elettorale, ai danni di molti dei candidati delle Liste Comuniste di Milano, Roma e Napoli vennero fatte delle perquisizioni e venne sequestrato materiale politico e strumentazione informatica, su mandato del “novello Torquemada” il giudice Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna, titolare dell’ottavo procedimento giudiziario per “associazione sovversiva” a carico della “carovana” del (n)PCI, per il quale il giudice Zaccariello ha emesso lo scorso 1° luglio il non luogo a procedere;

2- sempre nel bel mezzo della campagna elettorale venne arrestato il compagno Valter Ferrarato, candidato nella Lista Comunista di Milano, con l’accusa di aver partecipato alla mobilitazione antifascista che si era tenuta l’11 marzo a Milano.

 

Ma non finisce qui!

Quest’anno, a qualche giorno dalla fine della raccolta firme per la presentazione della lista alle elezioni politiche (e proprio nel momento in cui mancava appena qualche centinaio di firme per riuscire a raggiungere l’obiettivo della presentazione della lista nella circoscrizione Napoli 1) una nostra sede a Napoli è stata perquisita senza mandato da cinque pattuglie dei Carabinieri con una pretestuosa accusa di “spaccio di stupefacenti”…

Sempre quest’anno e sempre a qualche giorno dalla fine della raccolta firme per la presentazione della lista alle elezioni politiche, un tale Marco Bordi, legato ai partiti democristiani, ha querelato la Lista Comunista e anche altre liste, chiedendo di annullare la loro partecipazione alle elezioni… perché avevano nel loro simbolo la falce e martello!

 

Il giochetto è chiaro: la borghesia pur di tener lontani i comunisti dal suo teatrino della politica è disposta a tutto.

 

Mercoledì 01 ottobre alle 9:00 presso il tribunale di Napoli si terrà il processo contro i cinque compagni “ineleggibili” della Lista Comunista che si presentò a Napoli nel 2006: sono compagni del P-CARC, dell’Associazione di Solidarietà Proletaria (ASP), del Sindacato Lavoratori in Lotta – per il sindacato di classe (SLL).

Il carattere strumentale e repressivo di questo procedimento giudiziario è evidente. E’ un attacco alla rinascita del movimento comunista nel nostro paese e contro il rinnovamento del movimento sindacale. E’ un attacco contro la lotta che le masse popolari conducono per la difesa dei diritti conquistati, per conquistarne di nuovi e per farla finita una volta per tutte con i padroni, il Vaticano e il loro Stato.

 

Chiamiamo tutti i compagni, i sinceri democratici, i comitati di lotta a partecipare al presidio che si terrà davanti al tribunale il 1° ottobre alle 9:00 per denunciare questo attacco repressivo, per mettere in luce il disegno che si cela dietro questo procedimento giudiziario, per sostenere e rafforzare i compagni che entreranno in aula a testa alta, rivendicando la loro militanza rivoluzionaria e sindacale a fianco delle masse per le masse, trasformandosi da accusati in accusatori e chiamando al banco degli imputati i veri criminali: i padroni e il loro Stato.

 

La solidarietà è un arma!

Trasformiamo la repressione in un contributo alla rinascita del movimento comunista attraverso la resistenza alla repressione, la lotta comune contro la repressione e lo sviluppo della solidarietà di classe!

Creiamo un fronte comune contro la repressione e la difesa dei diritti politici!