Comunicato della DN del 01.09.08
Ai
promotori dell'appello "Il 9 settembre,
per un autunno di mobilitazioni"
Come Partito dei CARC aderiamo all’appello “Il 9 settembre,
per un autunno di mobilitazioni”. Siamo
d’accordo sull’importanza
- di sviluppare su grande scala la resistenza al procedere
della crisi generale (politica,
economica e culturale), quindi di
promuovere una vasta mobilitazione
contro il carovita e gli speculatori e i
loro complici, contro l’attacco al
contratto collettivo nazionale di
lavoro, in difesa del diritto di
sciopero, in difesa di quello che resta
delle libertà democratiche, contro la
repressione, per la sicurezza sul
lavoro, per la difesa della salute e
dell’ambiente, contro la rapina delle
pensioni e l’innalzamento dell’età
pensionabile, contro il razzismo e le
squadre fasciste e razziste, ecc. In
sintesi contro il governo Berlusconi e
le misure con cui esso sta attuando o si
propone di attuare il programma comune
della borghesia imperialista, il
programma dettato da industriali,
banchieri, cardinali, affaristi,
mafiosi, imperialisti USA e sionisti,
imperialisti europei (eliminazione
di ciò che resta delle conquiste di
civiltà e benessere per le masse
popolari in campo economico, politico,
sindacale, culturale; lotta accanita
per conquistare un ruolo di primo piano
negli affari mondiali, nella spartizione
dei profitti estorti ai lavoratori e ai
popoli oppressi che si traduce in
invasioni, aggressioni, guerre, aumento
delle spese per armi e soldati;
repressione del movimento di
resistenza delle masse popolari contro
il “programma comune” e in particolare
nella persecuzione, condotta all’insegna
della “guerra contro il terrorismo”, di
quanti si organizzano e lottano contro
il sistema imperialista e per la
rinascita del movimento comunista);
- di rafforzare l’autonomia ideologica e politica
della sinistra delle masse popolari
dalle forze borghesi, cioè di tutti
quelli che sono contro il programma
comune della borghesia imperialista, di
quelli che mettono avanti sempre e
comunque la difesa e l’affermazione
degli interessi dei lavoratori e delle
masse tutte, di quanti aspirano a un
altro mondo possibile, di quanti sono
per fare dell’Italia un nuovo paese
socialista; di rafforzare la
capacità della sinistra delle masse
popolari di organizzare in proprio,
direttamente e autonomamente dalle forze
borghesi la mobilitazione popolare; di
accrescere l’unità e
l’organizzazione delle masse popolari,
elevare la loro coscienza
ideologica e politica, combattere
l’influenza politica e ideologica della
destra borghese, dei fascisti, del clero
e della sinistra borghese sulle masse
popolari fino a romperla. In sostanza di
far avanzare la rinascita del movimento
comunista nel nostro paese.
Siamo convinti che uno strumento indispensabile a tal fine
sia quello di costruire un blocco
popolare che unisca i lavoratori
avanzati, i comunisti, gli antifascisti,
gli anticapitalisti, i sinceri
democratici, i comitati di lotta, le
organizzazioni progressiste e di lotta
degli immigrati, un blocco popolare che
promuova e sostenga la mobilitazione
contro il programma comune
della borghesia imperialista, per
difendere e affermare gli
interessi delle masse popolari e
per fare dell’Italia un nuovo
paese socialista, un blocco popolare che
unisca le lotte nelle piazze, nelle
scuole e nei posti di lavoro con le
irruzioni nel teatrino della politica
borghese per assediare fin dentro i
palazzi del potere i padroni e i loro
rappresentanti e non lasciargli libertà
di manovra neppure nel loro terreno, un
blocco popolare che rafforzi ed estenda
la partecipazione e il protagonismo dei
movimenti, connetta i tanti fili della
resistenza e rafforzi la mobilitazione
della “porzione di paese che non si
rassegna all’esistente” rafforzando in
essa l’aspirazione al futuro.
In questa ottica parteciperemo all’incontro del 9 settembre
e promuoveremo la partecipazione di
altre forze ed organismi ad esso. Se
sono state già prese delle decisioni in
merito al luogo e all’orario
dell’incontro, vi chiediamo di farci
avere celermente queste informazioni.
Milano, 30 agosto 2008
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IL 9 SETTEMBRE, PER UN AUTUNNO DI
MOBILITAZIONE
I primi passi del governo hanno confermato le previsioni di
chi considera la destra italiana un
miscuglio di populismo, autoritarismo al
servizio di una logica padronale e
confindustriale. Il pacchetto sicurezza
con il suo razzismo istituzionale, gli
attacchi indiscriminati contro la
popolazione campana in difesa della
salute contro le discariche tossiche,
l'assalto ai servizi pubblici locali, i
ripetuti attacchi contro i lavoratori
pubblici definiti «fannulloni», il
rilancio di una politica militaresca con
la conferma e ampliamento delle missioni
militari e la determinazione a costruire
la nuova base di Vicenza nonostante
l'opposizione popolare fino ai soldati
nelle città, fanno il paio con il
tentativo di Confindustria, tramite il
tavolo concertativo, di abolire il
contratto nazionale, con i desiderata
integralisti del Vaticano, con una
politica dell'Unione europea che, con le
direttive sul rimpatrio dei migranti e
con quella sull'allungamento della
settimana lavorativa, suggellano il
clima reazionario che si respira in
tutto il continente. A tutto questo si
associa l'arroganza istituzionale di un
governo che fa dei processi giudiziari
del proprio leader il perno della
propria politica. Di questa situazione
porta una responsabilità diretta il
centrosinistra che con l'esperienza del
governo Prodi ha spianato la strada a
gran parte delle misure -
criminalizzazione dei Rom,
flessibilizzazione del mercato del
lavoro, base di Vicenza, Alta Velocità,
repressione delle popolazioni campane in
rivolta contro la gestione rifiuti - che
oggi appaiono giustamente odiose. Anche
la politica concertativa delle
confederazioni sindacali ha permesso al
precedente governo di centrosinistra di
portare avanti l'attacco al mondo del
lavoro ed allo stato sociale. Sullo
sfondo di queste dinamiche nazionali si
stagliano scenari internazionali molto
preoccupanti. Il primo è quello di una
Unione europea che si presenta nemica
dei lavoratori e dei popoli come è stato
ben percepito in Irlanda; il secondo è
quello del rumore di sciabole attorno
all'Iran; ma la questione più grave
indubbiamente è lo scenario economico
che manifesta segnali di crisi
strutturale.
Di fronte a questo quadro è evidente che serve un nuovo
protagonismo sociale, dal basso,
partecipato, capace di connettere i
tanti fili di resistenza sociale che
pure esistono e di battere un colpo per
esprimere la porzione di paese che non
si rassegna all'esistente. Come
organizzazioni e persone che hanno
mantenuto un filo comune di dibattito e
di mobilitazione in questi anni, abbiamo
avvertito l'esigenza di un primo
incontro per costruire una mobilitazione
contro il governo e la Confindustria,
senza fare sconti al Pd. Osserviamo,
oggi, che l'esigenza di una
mobilitazione, autonoma dal Pd, si
estende ad altri soggetti della sinistra
che pure sono stati legati
all'esperienza del centrosinistra. E' un
fatto di per sé positivo. Per questo
proponiamo un incontro dell'opposizione
sociale, sindacale e politica il 9
settembre per contrastare le politiche
filopadronali e razziste del governo,
gli attacchi ai lavoratori e ai migranti
che vengono anche dall'Europa, la
repressione contro i movimenti e le
comunità in lotta. Un incontro aperto,
in grado di ragionare sulle
mobilitazioni immediate e sulle forme
più efficaci per estendere
partecipazione e protagonismo dei
movimenti.
Confederazione Cobas
Coordinamento dei Collettivi
universitari di Roma
Rdb
Rete dei Comunisti
Sinistra Critica
Giorgio Cremaschi (Fiom Cgil)
Marco Bersani (Attac)
novesettembre@gmail.com