Comunicato del 3.10.08
Il governo Berlusconi usa le autorità
borghesi per passare dalle minacce ai
fatti
Il Consiglio di Stato blocca il
referendum contro la costruzione della
base a Vicenza, cala la maschera e
mostra la natura eversiva della
borghesia!
“Gravemente inopportuno” è il giudizio
che Berlusconi diede del referendum
contro la costruzione della nuova base
USA, indetto dalla giunta di
Centro-sinistra di Vicenza, sotto la
spinta, le pressioni e le mobilitazioni
del movimento NO Dal Molin. Era il 5
settembre scorso e poche ore dopo le
parole di Berlusconi, come per
sottolinearle, la celere caricava
duramente e senza pretesto un presidio
di attivisti NO Dal Molin.
Nonostante le provocazioni, gli ostacoli
e gli impedimenti, il movimento NO Dal
Molin ha continuato a preparare il
referendum, ha continuato a pretendere
di poter esercitare il diritto di
espressione, di giudizio e di scelta
sancito dalla costituzione.
Il 2 ottobre, a 3 giorni dal voto, la
notizia che il Consiglio di Stato ha
bloccato il referendum definendolo
“inutile”, visto che il governo,
l'opposizione, le autorità borghesi, gli
speculatori, gli imperialisti USA, i
mafiosi e il Vaticano hanno già deciso
che la nuova base USA di Vicenza deve
essere costruita.
La verità è che la vittoria del referendum costituirebbe un
nuovo duro colpo alla banda Berlusconi
perché rafforzerebbe la resistenza non
solo degli abitanti di Vicenza, ma di
tutte le masse popolari e dei
lavoratori, indebolirebbe tutta l’azione
del nuovo governo, lo metterebbe in un
grave impiccio con i suoi padroni
americani, acuirebbe le contraddizioni
tra le forze di governo e le metterebbe
in difficoltà, in particolare la Lega
che si spaccia per il partito delle
autonomie locali: già adesso di fatto a
Vicenza (come in Val di Susa) difende
gli accordi internazionali stretti dal
governo di Roma contro la volontà delle
comunità locali nascondendosi dietro la
foglia di fico che sarebbe una
“minoranza di facinorosi” a non volere
la nuova base USA: come la metterebbe in
caso di vittoria del referendum?
L'esperienza di Vicenza mostra con
chiarezza il funzionamento del teatrino
della politica borghese: finché i
partiti borghesi, le autorità, i
padroni, gli speculatori e gli
imperialisti sono lasciati liberi di
decidere, di fare e disfare, tutto va
bene. Quando invece le masse popolari si
organizzano e sono decise a far valere i
loro diritti, sono decise a intervenire
in modo autonomo la dove di solito
possono solo fare gli spettatori
(irrompono cioè nella campagna
elettorale e nelle elezioni borghesi)
allora la “democrazia diventa gravemente
inopportuna” e la borghesia è disposta a
violare le sue stesse leggi per far
valere i propri interessi. Diventa
eversiva, apertamente antipopolare,
reazionaria e “golpista”.
L'intervento del Consiglio di Stato per
vietare lo svolgimento del referendum è
l'estrema conseguenza dell'attività,
dell'organizzazione, della mobilitazione
popolare che il movimento NO Dal Molin
ha saputo costruire, promuovere e
dirigere raccogliendo i sentimenti, i
valori, le aspirazioni più sane e
progressiste delle masse popolari di
Vicenza e del resto d'Italia.
Il sindaco Variati (PD) e tutto il
movimento NO Dal Molin assicurano che
domenica 5 ottobre si svolgerà
regolarmente il referendum: se sarà
vietato l'uso delle scuole come seggi,
saranno allestiti gazebo nelle immediate
vicinanze; se non saranno nominati
presidenti di seggio e scrutinatori,
saranno consiglieri comunali e notai a
svolgerne il ruolo.
Quale sarà la prossima mossa del governo
Berlusconi? Costringeranno il sindaco
Variati alle dimissioni? Scioglieranno
il consiglio comunale? Militarizzeranno
la città? Schederanno tutti coloro che
andranno a votare e li perseguiteranno?
Manganelleranno una per una tutte le
persone che non vogliono la costruzione
della base USA?
Qualunque scelta facciano sarà una mossa
di difesa, la difesa strenua di un
potere che ha accusato il colpo, la
difesa di una classe dirigente corrotta
che trascina nella sua agonia la società
intera.
Tutti i comunisti e i progressisti
devono sostenere la lotta del movimento
NO Dal Molin e, allo stesso tempo,
promuovere nella propria zona Comitati
Popolari di Controllo e denuncia delle
Autorità e della Pubblica
Amministrazione, per stare con il fiato
sul collo alla borghesia e ai suoi
lacché, smascherare le loro malefatte e
spezzare il segreto che le circonda,
ridurre i loro spazi di manovra nel
teatrino della politica borghese.
Le masse popolari di Vicenza e il movimento NO Dal Molin hanno aperto
la strada. Valorizziamo, estendiamo e
sviluppiamo l'esperienza di Vicenza!
Costruiamo in tutta Italia 1000, 10000,
1000000 Comitati Popolari di Controllo
per stare con il fiato sul collo della
borghesia e costruire un fronte comune
di lotta, un Blocco Popolare per fare
irruzione nel teatrino della politica
borghese!
Portiamo la lotta fin nel campo nemico:
10, 100, 1000 consigli comunali ribelli
in tutta Italia!