Lettera aperta ai compagni di Proletari Comunisti
attaccati dalla repressione
29.10.08
Cari compagni,
vi scriviamo per rinnovarvi tutta la nostra solidarietà di
classe per l’attacco repressivo che state
subendo insieme ai compagni dello Slai Cobas
per il sindacato di classe. In particolare
esprimiamo la nostra solidarietà alla
compagna Margherita Calderazzi di Taranto
accusata da Riva, padrone dell’Ilva, di
essere la “mandante” della scritta “Riva
assassino” apparsa sui muri della sua
fabbrica e per questo condannata a pagare
100.000 euro.
Riva, con l’arroganza tipica della parte più reazionaria e
cinica della borghesia, con questo attacco
cerca di intimidire tutti i lavoratori e
isolare quelli più combattivi, per
continuare a portare avanti indisturbato il
suo sterminio prodotto in nome del profitto:
l’Ilva, infatti, è la fabbrica con più
morti, infortuni e malattie professionali
d’Italia, fonte inoltre di tumori per tutte
le masse popolari della zona.
Hanno completamente ragione i compagni dello Slai Cobas per
il sindacato di classe di Taranto a dire
“vogliamo un Tribunale che sancisca la
colpevolezza di Riva per omicidio colposo
plurimo, per omicidio volontario, per
crimini contro la vita dei suoi lavoratori,
per crimini contro la salute pubblica, per
crimini contro la città!”. Riva infatti è un
criminale, un assassino, un nemico delle
masse popolari! Bisogna promuovere la più
ampia denuncia e mobilitazione per portarlo
davanti ad un tribunale e costringere i
giudici a farlo rispondere dei suoi reati
contro l’umanità e ad adottare le misure di
sicurezza necessarie
per mettere fine agli infortuni e alle morti
sul posto lavoro e non solo.
Con questa nostra lettera, oltre ad esprimervi la nostra
solidarietà, ci teniamo a sostenere la linea
d’attacco che voi e lo Slai Cobas state
portando avanti, la linea del “processo di
rottura”: passare da accusati in accusatori,
ribaltare i ruoli e chiamare al banco degli
imputati i veri colpevoli, i padroni,
trasformando questo attaccare repressivo in
un contributo alla rinascita del movimento
comunista del nostro paese. Questa infatti è
la linea vincente! Allo stesso tempo, forti
dell’esperienza che abbiamo accumulato nella
lotta contro la repressione e in particolare
contro l’Ottavo Procedimento Giudiziario per
“associazione sovversiva” montato dal
“novello Torquemada” Giovagnoli, vi
avanziamo una proposta per rafforzare la
vostra battaglia, in nome della solidarietà
di classe e del dibattito franco e aperto
che deve esserci tra comunisti.
Su Repubblica del 26.10.08 è stato reso noto che il
ministro Stefania Prestigiacomo, attraverso
Bruno Agricola, ha contestato le analisi
fatte dall’ARPA sui livelli di diossina
prodotti dall’Ilva, definendole non
affidabili e incaricando dei tecnici in cui
ha fiducia la banda di mafiosi, razzisti,
clericali, fascisti e speculatori che
governa il nostro paese di condurre nuove
analisi sulla fabbrica dell’assassino Riva.
Insomma: la questione puzza di marcio e
morte, per le masse popolari, già prima di
iniziare!
Nichy Vendola ha espresso “preoccupazione” per l’intervento
del governo, ma ancora, almeno per quello
che sappiamo noi, non sta dando battaglia,
utilizzando al meglio gli strumenti che gli
mette a disposizione il suo ruolo e,
probabilmente, se non “spinto” della
mobilitazione popolare e dall’intervento dei
comunisti che sono e fanno i comunisti,
difficilmente lo farà. Sicuramente, però,
continuerà a “preoccuparsi” e a
piagnucolare, come tipico della sinistra
borghese davanti all’iniziativa della destra
reazionaria ed eversiva, non avendo
nient’altro di concreto da proporre in
alternativa.
Quello che è certo, è che la banda Berlusconi si sta
muovendo per coprire le spalle a Riva e
permettergli di continuare con il suo
sterminio in nome del profitto. Insomma, la
banda Berlusconi, in nome della solidarietà
di classe, sta intervenendo in difesa di un
componente della sua classe, a danno delle
masse popolari. Intervento questo in linea
con la decisione di aprire in Campania degli
inceneritori per far contenta la Camorra e
le altre componenti della borghesia che
ricavano profitti dagli inceneritori, di
costruire una nuova base USA a Vicenza per
far contenti gli imperialisti statunitensi,
di chiudere gli occhi davanti alle imprese
del più grande evasore fiscale del nostro
paese: il Vaticano e la sua Chiesa. La lotta
di Pianura, Chiaiano, Vincenza e Val Susa
dimostrano però che è possibile tener testa
a questi attacchi ai diritti delle masse
popolari e contrastare i progetti della
borghesia. In particolare la lotta di
Vicenza dimostra l’efficacia di unire la
mobilitazione popolare con l’intervento
nelle contraddizioni presenti nel campo
borghese.
Perché non utilizzare anche voi a vantaggio della lotta che
state conducendo a Taranto contro la
repressione, in difesa dei diritti politici
e della salute delle masse popolari le
contraddizione interne alla classe
dominante, per rafforzare la battaglia che
state giustamente portando avanti?
Ci permettiamo di avanzare alcune proposte.
Oltre a promuovere la mobilitazione e la solidarietà tra le
masse popolari, sarebbe opportuno spingere
consiglieri comunali, provinciali,
regionali, sindaci, presidenti della
provincia e lo stesso Nichy Vendola a
prendere posizione contro Riva e contro
l’interferenza del governo. Organizzare
presidi davanti al comune, al consiglio
provinciale e regionale per costringerli a
prendere posizione, pretendendo inoltre la
parola durante i vari consigli sollevando la
questione.
Bisogna intervenire nelle contraddizioni presenti nel campo
borghese, per volgerle a nostro favore, per
rafforzare la nostra lotta. Non bisogna
farsi legare le mani dalle concezioni
estremiste, da duri e puri, che non
permettono di adottare una tattica veramente
offensiva, anche in una situazione di
difensiva strategica. L’esperienza insegna
che bisogna giocare d’attacco, avere
l’iniziativa in mano. Solo attraverso questa
linea offensiva, che si articola sia nel
campo delle masse popolari (questo è
l’aspetto principale) promuovendo la
denuncia, la solidarietà e la mobilitazione
e anche nel campo della borghesia (aspetto
secondario, subordinato al principale e che
lo rafforza), promuovendo la presa di
posizione, è possibile vincere. Erroneamente
voi dite che siamo già nel fascismo. Con
questa analisi estremista non vedete che le
contraddizioni che presenta l’attuale forma
di regime, il regime di controrivoluzione
preventiva, sono molte più rispetto a quelle
di un regime fascista: nel regime di
controrivoluzione preventiva la borghesia
cerca di apparire democratica e, quindi, si
dota di istituti, come il “teatrino della
politica borghese”, in cui le masse popolari
possono in una certa misura intervenire, a
patto che restino in una posizione di
subordinazione ideologica, politica e
organizzativa alla borghesia. Nel regime
fascista questo non esiste: è un regime
terroristico della borghesia, in cui i due
campi, quello della classe dominante e
quello delle masse popolari, si
contrappongono apertamente e la repressione
e il terrorismo dello Stato è la principale
forma con cui la borghesia esercita il suo
intervento su di esse. La destra reazionaria
ed eversiva vuol giungere all’instaurazione
di un regime dittatoriale e sta muovendo dei
passi significativi in questo senso, ma
ancora non ha raccolto sufficienti forze e
consensi attorno a questo obiettivo (la
borghesia imperialista è infatti divisa al
suo interno: sia su qual è il modo migliore
per tenere sottomesse le masse popolari, sia
perché ogni gruppo che la compone aspira a
imporre i suoi interessi come “interessi
della nazione” rispetto a quelli dei gruppi
concorrenti). Più l’attività dei comunisti,
che sono e fanno i comunisti in ogni campo
della lotta di classe, sarà efficace, più
la classe dominante sarà in difficoltà nel
portare avanti questo progetto (e comunque,
se la classe dominante riuscirà ad imporlo,
le masse popolari saranno allenate,
all’altezza della situazione, più pronte a
rivolgerglielo contro trasformando la
mobilitazione reazionaria in mobilitazione
rivoluzionaria): nel regime di
controrivoluzione preventiva, infatti, le
masse popolari (o “opinione pubblica” come
la chiamano i borghesi) sono il “tallone
d’Achille” dalla classe dominate. E’ su
questa base che vi lanciamo l’appello ad
intervenire anche nelle contraddizioni
presenti nel campo borghese, come abbiamo su
proposto, per volgerle a vostro favore ed
impedire l’unificazione della borghesia
intorno ad un’unica linea, sia sull’Ilva,
sia sulla vostra repressione.
E’ attraverso questa linea che accumulerete tutte le
condizioni per vincere le battaglie contro
la repressione e la difesa dei diritti delle
masse popolari del territorio, acquistando
prestigio e rafforzando l’influenza e
l’orientamento comunista tra di esse,
ponendo basi solide per far avanzare la
rinascita del movimento comunista, per
accumulare forze intorno alla lotta per
l’emancipazione dei proletari dallo
sfruttamento economico, dell’oppressione
politica e dall’arretratezza culturale.
Cogliamo l’occasione per lanciarvi l’appello a
-
aderire e partecipare al presidio che
terremo il 5 novembre ad Ancona davanti al
Tribunale (Palazzo di Giustizia, Corso
Mazzini, 95, ore 9:00) in occasione
dell’udienza preliminare per “diffamazione
del PM Paolo Giovagnoli” montata contro di
noi dal PM Marco Pucilli su mandato dello
stesso Giovagnoli, perché abbiamo osato
chiamarlo con i suoi veri nomi: “novello
Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”.
-
inviare e far inviare fax di protesta al GUP
di Ancona (Paola Mureddu, fax:
07.12.07.28.63) che terrà l’udienza
preliminare
-
aderire e partecipare al presidio del 13
novembre a Roma, davanti la Cassazione
(piazza Cavour ore 9:00), in solidarietà con
gli antifascisti dell’11 marzo che quel
giorno avranno la loro udienza di Cassazione
e contro il duplice ricorso in Cassazione
fatto da Giovagnoli e da Marcello Branca,
Avvocato Generale della Repubblica presso la
Corte d’Appello di Bologna, contro il “non
luogo a procedere” emesso il 1° luglio dal
GUP Rita Zaccariello di Bologna nei
confronti dell’inchiesta per “associazione
sovversiva” montata da Giovagnoli, su
mandato della destra reazionaria, contro il
(n)PCI, il Partito dei CARC e l’ASP.
Vi rinnoviamo la nostra solidarietà e sostegno e vi
salutiamo a pugno chiuso!
Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!