CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Volantino nazionale del 29.10.08

Respingiamo il decreto Gelmini - Difendiamo la scuola pubblica

 

Il decreto Gelmini (sostenuto dalla creatività finanziaria di Tremonti, dalla crociata contro i “fannulloni” di Brunetta e dall’arroganza della banda di fascisti, mafiosi, parassiti e sfruttatori raccolta attorno a Berlusconi) è parte di un progetto di riforma della scuola e delle università che ha l'obiettivo di smantellare l’istruzione pubblica a beneficio di quella privata.

Perché tagliare i fondi alle scuole pubbliche, ridurre il numero degli insegnanti e del personale tecnico, sottoporli a condizioni di lavoro sempre peggiori (aumentano le responsabilità, diminuiscono le retribuzioni), significa creare le condizioni per il definitivo smantellamento del servizio pubblico.

 

Il colpo di grazia. Il processo di “riforme e tagli” e “razionalizzazione”, negli ultimi anni è già toccato alle ferrovie, alla sanità, alle autostrade, alle telecomunicazioni, ecc. Con risultati disastrosi. Oggi (ancora una volta) tocca alla scuola, ma questa volta “in grande”.

 

Quando non ci saranno più strutture per garantire l'insegnamento a tutti, quando non ci saranno più neppure un numero sufficiente di docenti e di tecnici, quando gli effetti di questa riforma avranno saccheggiato i programmi ministeriali di insegnamento in favore delle “necessità di adeguare l'insegnamento ai tempi moderni”;

 

Insegnamenti moderni per tempi moderni. Tanto “moderni” che il Vaticano vuole togliere dal programma di scienze le teorie sull'evoluzionismo a favore dello studio della Bibbia, tanto “moderni” che schiere di nostalgici del ventennio fascista vogliono far passare i partigiani per delinquenti e i repubblichini per eroi della patria...

 

allora soltanto i figli della borghesia potranno accedere a strutture scolastiche - private - capaci di formarli. Saranno formati per fare i dirigenti d'azienda, i capi del personale, i contabili, i magistrati e gli avvocati per le aziende e le istituzioni di famiglia.

Un insegnamento mirato e conforme alla composizione e alla divisione della società: il 90%, che deve lavorare in condizioni sempre peggiori, con maggiore sfruttamento, con maggiore precarietà, con maggiori ricatti (e per fare tutto ciò non ha certo bisogno di istruzione e cultura) e il 10% che si occupa degli affari, che prende decisioni, che dirige, decide, legifera, sfrutta e ingrassa sulla pelle degli altri.

C’è chi dice: difendiamo la scuola pubblica, ma c'è bisogno di una riforma contro gli sprechi, per renderla ancora più funzionale, moderna, formativa, perchè non sia un “parcheggio” obbligatorio in attesa della disoccupazione. E ha ragione! Negli ultimi 30 anni le lotte in difesa della scuola pubblica, così come altre lotte giuste (Art. 18, pensioni, ecc.) sono state dirette e orientate limitandosi alla difesa delle conquiste precedenti, per la paura di perdere tutto. Una sorta di “meno peggio” che però apre sempre (e ha effettivamente aperto) le porte al peggio.

 

Puntiamo al meglio, non al “meno peggio”!

Il movimento di queste settimane contro il decreto Gelmini ha unito studenti, professori, presidi, rettori, ricercatori, genitori e personale tecnico della scuola e dell'università.

E' un movimento enorme e potenzialmente inarrestabile. Ha raccolto la solidarietà di gran parte dei lavoratori e delle masse popolari del nostro paese.

La creatività, la fermezza, la determinazione e l’ampia partecipazione hanno messo in difficoltà Berlusconi e la sua banda di sciacalli (ecco perchè ha minacciato di sciogliere i cani, far intervenire la polizia contro le proteste e il più esperto Cossiga gli ha consigliato di fare come a Genova nel 2001, un bagno di sangue).

I cortei, le lezioni all’aperto e le assemblee hanno trasformato il decreto Gelmini in un problema di tutti, un problema di ordine pubblico, un problema politico e collettivo. Anche per questo il movimento ha raccolto l'ammirazione e il sostegno di chi porta avanti altre lotte, in altri ambiti, seppur accomunate dallo stesso obiettivo: difendere i diritti conquistati, resistere al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

 

Anche la lotta contro il decreto Gelmini è parte della lotta contro lo sfruttamento, il degrado culturale e morale, il razzismo e il fascismo. E' parte della lotta per conquistare un altro mondo possibile e necessario.

 

Per una scuola pubblica, laica, democratica, formativa e gratuita!

 

Contro i tagli ai fondi, l'oscurantismo nei programmi, la privatizzazione, il clientelismo e le baronie!

 

 

La lotta per la scuola che vogliamo è parte della lotta per il futuro che vogliamo!

 

Facciamo della scuola un'istituzione pubblica, laica, formativa e gratuita!

 

Facciamo dell'Italia un nuovo paese socialista!