Comunicato del 21.10.08 della DN del P-CARC
e ASP
CHI DIFFAMA CHI?
Il 5 novembre ad Ancona ci sarà
l’udienza preliminare contro il Partito
dei CARC e l’Associazione Solidarietà
Proletaria (ASP) accusati di
“diffamazione del giudice Giovagnoli”.
Il PM Marco Pucilli di Ancona si associa
e dà il suo contributo alla persecuzione
dei comunisti condotta dal “novello
Torquemada” Paolo Giovagnoli di Bologna
su mandato della destra reazionaria ed
eversiva!
Cosa farà il GUP Paola Mureddu che deve
decidere se sono i CARC e l’ASP ad aver
“diffamato” Giovagnoli o se è lui che in
questi anni ha condotto una persecuzione
continuata e arbitraria come è emerso
anche dalla sentenza di “non luogo
procedere” del GUP Zaccariello di
Bologna?
In questi giorni è stato recapitato ad alcuni degli
avvocati difensori dei compagni del
Partito dei CARC e dell’Associazione
Solidarietà Proletaria (ASP), iscritti
nel registro degli indagati per il
Decimo Procedimento Giudiziario (DPG),
la convocazione per l’udienza
preliminare che si terrà il 5 novembre
alle 10:00 presso il Tribunale di Ancona
(Palazzo di Giustizia, sito in Corso
Mazzini n.95).
Questo procedimento giudiziario (il decimo contro l’area
della “carovana” del (n)PCI) è stato
aperto circa un anno fa dal PM Marco
Pucilli della procura di Ancona su
mandato del PM Paolo Giovagnoli della
Procura di Bologna a carico dei compagni
dell’ASP Rosalba Romano, Massimo Amore e
Marco Lenzoni e a carico del segretario
nazionale del Partito dei CARC, Pietro
Vangeli, per gli articoli 110 (concorso)
e 595 (diffamazione) del Codice Penale.
Il reato per cui Giovagnoli ha fatto
indagare e accusare i compagni dell’ASP
è quello di aver scritto e diffuso un
volantino con questa frase: “Dopo 25
anni di persecuzione politica e 7
procedimenti conclusisi tutti con un
nulla di fatto (se non a volte con il
risarcimento dei danni per gli indagati)
la procura di Bologna, capitanata dal
procuratore Paolo Giovagnoli (lo stesso
che ha indagato per associazione
sovversiva gli studenti universitari
bolognesi colpevoli di essersi
auto-ridotti il costo della mensa
universitaria) è ora pronta ad andare a
fondo con l’ottavo procedimento che ha
come vero unico scopo l’eliminazione del
(nuovo) Partito comunista italiano e
della sua “carovana”: ossia questi
organismi che hanno contribuito a creare
le condizioni per la nascita del (n)PCI
nell’arco di più di vent’anni. Gli
inquisitori dello Stato borghese cercano
di colpire il rinascente movimento
comunista servendosi delle leggi
speciali antiterrorismo e di mezzi
spesso illegali”; il segretario del
Partito dei CARC invece è stato indagato
per aver inviato via e-mail un
comunicato in cui “si offendeva la
reputazione di Paolo Giovagnoli
magistrato in servizio presso la Procura
della Repubblica di Bologna. In
particolare nel testo il detto
magistrato veniva definito “zelante
persecutore di turno”, “novello
Torquemada” e “dispensatore del reato
associativo a Bologna”.
Questo comunicato “oggetto di reato” è stato sottoscritto
da più di 7.500 persone tra cui
intellettuali e politici, oltre che
lavoratori, studenti, pensionati, ecc.
Adesso dobbiamo supporre che il PM
Pucilli vorrà indagare, processare e
arrestare tutti i 7.500 firmatari
dell’appello a cominciare dal sindaco di
Napoli, Iervolino, dalla astrofisica
Margherita Hack, dal giornalista Deaglio,
da Diliberto e da Haidi Giuliani!!! In
caso di processo noi certamente li
chiameremo tutti a testimoniare e, con
essi, chiameremo a testimoniare anche
tutti quei giudici che in vent’anni
hanno condotto inchieste contro la
“carovana” del (n)PCI (tutte finite con
l’archiviazione o non luoghi a
procedere) e tutti coloro che fanno
parte del “Gruppo bilaterale italo
francese sulle minacce gravi” (su cui
abbiamo realizzato anche un Dossier
disponibile sul sito
www.carc.it) istituito su impulso
delle autorità italiane nel 2004,
violando la divisione dei poteri
stabilita dalla Costituzione, con
l’obiettivo di perseguitare la
“carovana” del (n)PCI.
Chiameremo a testimoniare anche il GUP Rita Zaccariello di
Bologna, che il 1° luglio 2008 ha
decretato il “non luogo a procedere” per
l’Ottavo Procedimento Giudiziario (OPG)
montato nel 2003 da Giovagnoli contro la
“carovana” del (n)PCI, dimostrando
chiaramente che avevamo e abbiamo
ragione a chiamarlo “novello Torquemada”
(le Motivazioni del GUP Zaccariello sono
disponibili sul sito
www.carc.it)!!!
Come definire altrimenti un giudice che, nonostante la
lunga lista di “non luoghi a procedere”
e “archiviazioni” con cui si sono
concluse sistematicamente tutte le
inchieste per “associazione sovversiva”
contro il (n)PCI, il P-CARC e l’ASP,
apre e conduce per cinque anni
l’ennesima inchiesta per lo stesso capo
di imputazione, nonostante l’assenza di
prove? Come definire altrimenti un
giudice che ha promosso la creazione del
“Gruppo bilaterale italo-francese sul
terrorismo e le minacce gravi”, di cui
fanno parte personaggi come il macellaio
di Genova Gratteri? Come definire, se
non appunto “novello Torquemada”, un
giudice che negli ultimi anni ha
dispensato il reato di “associazione
sovversiva” per l’auto-riduzione del
biglietto del cinema da parte del
movimento “San Precario”, per
l’occupazione di un treno per
partecipare ad un corteo contro il
precariato, per l’auto-riduzione del
costo della mensa universitaria, per una
contestazione in consiglio comunale, per
un commento fatto da quattro operai di
religione mussulmana su un mosaico della
basilica di S. Petronio raffigurante
Maometto all’inferno? Senza dimenticare
che Giovagnoli nel 2004, dopo
l’esplosione di grisù nella galleria
della TAV a Monte Bibele che aveva
provocato gravi ustioni a cinque operai,
anziché inquisire i responsabili del
Cavet (il consorzio che ha in appalto i
lavori dell’Alta Velocità), ha messo
sotto inchiesta due degli operai
ustionati perché non avrebbero
rispettato le istruzioni e le
disposizioni del Cavet in materia di
controlli e sicurezza! Nel 2007, invece,
ha messo sotto inchiesta per
“interruzione di pubblico servizio da
cui era derivato un ritardo di 18
minuti” un macchinista che si era
rifiutato di mettere a repentaglio la
vita sua e dei passeggeri guidando un
treno sulla cui motrice era installato
il pedale “vacma”, un dispositivo più
volte denunciato dai macchinisti come
assolutamente insicuro e inadeguato a
prevenire incidenti: basta pensare che
era montato sui treni coinvolti nei
disastri di Crevalcore e Roccasecca del
2005.
Come definire se non “novello Toprquemada” un giudice che
in cinque anni ha utilizzato senza porsi
limiti i soldi pubblici per seguire,
schedare, osservare, ascoltare,
intimidire e perquisire un centinaio di
compagni, nonostante l’assenza di prove
nel quadro dell’inchiesta sulla
“carovana” del (n)PCI? Dal dossier sul
procedimento giudiziario condotto dal
“novello Torquemada” emerge infatti che
per fare intercettazioni ambientali,
telefoniche e realizzare il controllo
GPS su uno dei compagni
inquisiti, in un solo anno sono
stati spesi ben 89.000 euro (172 milioni
di vecchie lire!), moltiplicato per le
decine di persone interessati si arriva
a milioni di euro!!! E siamo solo alle
intercettazioni!!! In questo calcolo non
sono comprese le decine di
perquisizioni, sbobinature e
trascrizione delle intercettazioni,
pedinamenti, appostamenti, stipendi per
le spie (Foglia e Cancello), utilizzo di
varie “ditte esterne di sicurezza e
controllo”, finanziamento dell’attività
del Gruppo bilaterale italo-francese sul
terrorismo e le minacce gravi, spese per
il trasporto da Napoli a Bologna della
documentazione raccolta dal giudice
Stefania Castaldi della Procura di
Napoli nel suo Settimo Procedimento
Giudiziario a carico della “carovana”
del (n)PCI (è stato necessario un camion
per il trasporto… che poi è stato
rinviato al mittente da Giovagnoli
perché il materiale era disordinato,
quindi c’è stato poi un altro viaggio
del camion da Napoli a Bologna),
stipendi e spese di trasferta per i
poliziotti italiani che hanno operato in
Francia contro il (n)PCI, spese per il
trasporto dalla Francia in Italia del
materiale sequestrato in casa di
Giuseppe Maj il 23 giugno 2003,
traduzione dal francese all’italiano
delle intercettazioni telefoniche fatte
in Francia e dei documenti in lingua
sequestrati, parcelle salate per
consulenze varie (scrittura, vocali,
ecc.) oltre agli stipendi per i topi
d’archivio utilizzati per ordinare tutte
queste informazioni raccolte e
contribuire alla realizzazione del
dossier… Che cosa ne dice Brunetta di
tutti questi sprechi di denaro pubblico?
Il PM di Ancona Marco Pucilli, che ha chiesto il rinvio a
giudizio per i fascisti che hanno
celebrato, con la complicità di un
prete, una messa per il duce; che ha
chiesto il rinvio a giudizio e condanne
per i dirigenti della Fincantieri per la
morte di un operaio; che ha fatto
arrestare un poliziotto immischiato nel
traffico di cocaina, adesso si mette al
servizio del PM Paolo Giovagnoli di
Bologna e diventa un lacché al servizio
della destra reazionaria ed eversiva,
che vuol istituire Tribunali Speciali,
mettere il guinzaglio alla magistratura
e fuorilegge i comunisti. Perché? Sta
subendo pressioni? O il suo
atteggiamento di difensore della
democrazia era solo una facciata?
Il GUP Paola Mureddu si sottometterà anche lei ai progetti
della destra eversiva e reazionaria
oppure, come il GUP Rita Zaccariello e
il giudice Umberto Antico della Procura
di Napoli (che nel 2003 rigettò gli
arresti cautelari per alcuni compagni
della “carovana” del (n)PCI richiesti
dal PM Stefania Castaldi allora titolare
del Settimo Procedimento giudiziario
contro quest’area – finito con
archiviazione), non si chinerà ai
dik-tat della destra reazionaria ed
eversiva e non si presterà a sostenere
questa campagna persecutoria?
Se guarderà ai fatti dovrà concludere che siamo stati noi
ad essere stati “diffamati” perché
qualificati presso l’opinione pubblica,
con la complicità della stampa borghese,
come “terroristi” da quello che
giustamente è stato da più parti
definito un persecutore dei comunisti e
di quanti lottano contro questa società
di oppressione, miseria e guerra.
Lanciamo l’appello a tutti i sinceri democratici, a tutti i
comunisti e anti-capitalisti a
continuare a firmare l’appello “No alla
persecuzione dei comunisti!” (qui
allegato) per dire NO alla messa
fuorilegge dei comunisti, per dire NO
all’eversione dell’ordine costituito,
per dire NO all’azzeramento dei diritti
conquistati con la Resistenza
Partigiana!!!
Lanciamo inoltre l’appello ad aderire e partecipare al
presidio che terremo davanti al
Tribunale di Ancona (Palazzo di
Giustizia, Corso Mazzini, 95) il 5
novembre alle 9:00, giorno
dell’udienza preliminare, in solidarietà
con i compagni inquisiti e in difesa
dell’agibilità politica dei comunisti!
No alla persecuzione dei comunisti!
La solidarietà è un’arma!
Costruiamo un fronte unito contro la
repressione!