Lettera aperta del Partito dei CARC
ai
comunisti di Ancona
Milano, 3 novembre ‘08
Cari compagni e compagne,
il 5 novembre ad Ancona si terrà l’udienza preliminare
contro il Partito dei CARC e l’Associazione
Solidarietà Proletaria (ASP), accusati di
aver “diffamato il PM Giovagnoli di Bologna”
chiamandolo con il suo vero nome: “novello
Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”.
Giovagnoli è infatti ormai celebre per le
sue numerose inchieste per “associazione
sovversiva” (la maggior parte delle quali
finite con l’archiviazione o il “non luogo a
procedere”) condotte contro i comunisti, i
no-global, gli anarchici e gli studenti di
Bologna. Con il suo operato, Giovagnoli
contribuisce ai progetti della destra
reazionaria ed eversiva: mettere fuorilegge
i comunisti, istituire Tribunali Speciali,
aumentare la militarizzazione nelle città,
fomentare la guerra tra proletari
(lavoratori italiani contro immigrati,
disoccupati contro lavoratori, giovani
contro vecchi, uomini contro donne,
eterosessuali contro omosessuali,
settentrionali contro meridionali, ecc.)
Il procedimento per “diffamazione” montato dal PM Pucilli
di Ancona su richiesta di Giovagnoli, è una
attacco alla libertà di espressione dei
comunisti conquistata con la Resistenza
antifascista, è il tentativo di mettere a
tacere gli oppositori politici per lasciare
mano libera alla destra reazionaria ed
eversiva.
Questo procedimento è legato a doppio filo con la
repressione nei confronti dei compagni dello
Slai Cobas-per il sindacato di classe, dei
compagni del Sindacato Lavoratori in
Lotta-per il sindacato di classe, degli
antifascisti dell’11 marzo 2006, dei
manifestanti di Genova, dei compagni
arrestati nel quadro dell’operazione 12
febbraio 2007 e con centinaia di altri
attacchi sferrati contro sindacalisti
combattivi, comunisti e avanguardie di
lotta. Allo stesso tempo, questo
procedimento è legato a doppio filo con la
riorganizzazione delle squadracce fasciste e
razziste, con le aggressioni nei confronti
degli immigrati e degli omosessuali, con le
cariche della polizia contro il movimento NO
dal Molin, con l’infame pestaggio di Piazza
Navona, con le inchieste contro gli studenti
per occupazioni e manifestazioni non
autorizzate, con i tentativi delle autorità
di insabbiare il massacro di Bolzaneto, di
affossare l’inchiesta sul sequestro di Abu
Omar ad opera dei servizi USA con la
complicità di quelli italiani, di riportare
alla ribalta personaggi come Licio Gelli
fondatore della loggia P2, da poco diventato
conduttore televisivo.
Tutti questi avvenimenti, apparentemente slegati tra loro,
sono in realtà l’applicazione della linea
tracciata dalla destra reazionaria ed
eversiva. E’ necessaria una risposta
unitaria, di classe, a questo progetto. E’
necessario sviluppare la solidarietà e
costruire un fronte unito di solidarietà,
resistenza e lotta composto da tutti coloro
che hanno l’obiettivo di far rinascere il
movimento comunista nel nostro paese, farla
finita una volta per tutte con il
capitalismo e instaurare l’unico altro mondo
possibile: il socialismo.
Vi lanciamo quindi l’appello a partecipare e a far
partecipare al presidio che terremo il 5
novembre dalle 11:00 davanti al Tribunale di
Ancona (corso Mazzini, 95), contro la
persecuzione dei comunisti, contro i
progetti eversivi della destra reazionaria,
per la difesa dei diritti politici
conquistati con la Resistenza e per fare
dell’Italia un nuovo paese socialista.
La solidarietà è un’arma!
La repressione non fermerà le lotte!
Costruiamo un fronte unito di solidarietà,
resistenza e lotta!
Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!