CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato DN del 6.03.08 

 

PERQUISIZIONE AL PARTITO DEI CARC!

Grave attacco alle libertà “democratiche”!

 

Ieri mattina, 05.03.2008, quattro volanti dei Carabinieri hanno fatto irruzione nella sede del Partito dei Carc di Napoli Ponticelli e della Casa del Popolo.

Con la scusa di ricercare stupefacenti hanno messo a soqquadro l’intera sede, rovistando tra striscioni, volantini, manifesti, documenti politici e i moduli per la raccolta firme per le prossime elezioni politiche. Per giustificare questa perquisizione in grande stile e fatta d’urgenza senza permesso dell’autorità giudiziaria hanno infine condotto in questura un simpatizzante del quartiere presente nella sede della Casa del Popolo trovato in possesso di marijuana.

Oggi, 06.03.08, a Quarto di Napoli i Carabinieri con fare provocatorio hanno fermato due compagni dei CARC e un simpatizzante, che dopo aver raccolto le firme per le elezioni stavano chiacchierando nell’atrio del portone della propria abitazione, chiedendo loro i documenti personali e dell’auto. Infine hanno giustificato la provocazione dicendo che stavano cercando una persona alcolizzata.

La cosa non ci sorprende!

- Nel febbraio 2006, in prossimità delle elezioni amministrative e dopo le perquisizioni a nostro carico del 1999 e del 2003, Paolo Giovagnoli, il novello Torquemada, sguinzagliò la Digos in tutte le case dei candidati del Partito dei Carc sequestrando materiale politico e in particolare materiale elettorale (moduli raccolta firme, simboli, bandiere, ecc.) e materiale informatico utile e necessario per portare avanti la nostra propaganda elettorale.

- Sempre nel 2006 a Napoli si cercò di far saltare la nostra lista con la scusa che alcuni dei nostri candidati in passato erano stati condannati o inquisiti. Per che cosa?

Alcuni per reati comuni: la borghesia prima costringe una parte delle masse popolari a condizioni di miseria, abbrutimento ed emarginazione e poi o li reprime oppure li usa come manovalanza per i suoi affari sporchi, per lucrare sulla loro cura e “reinserimento”, per guadagnare sul loro abbrutimento. Quando invece quelle stesse masse, quegli stessi disperati alzano la testa e cercano di uscire dalla loro situazione, quando sono organizzati dai comunisti anziché dalla Chiesa cattolica, dalla criminalità organizzata o dai fascisti, quando iniziano a lottare contro la società che li ha gettati in quella condizione anziché sprofondare nell’abbrutimento o sperare nel regno dei cieli, allora li denigra in ogni modo.

Altri per reati d’opinione e politici, cioè per aver promosso, organizzato e partecipato alle lotte dei lavoratori e delle masse popolari contro lo sfruttamento, la rapina e l’arbitrio dei padroni e per togliere ai padroni il potere di sfruttare e rapinare gli operai e gli altri lavoratori, di devastare l’ambiente e di seminare guerra e miseria, quindi per costruire una nuova società diretta da e per i lavoratori e il resto delle masse popolari. Quindi per lo stesso motivo per cui sono stati inquisiti gli autoferrotranvieri di Milano, gli operai della FIAT SATA di Melfi, i compagni di Potere Operaio della FIAT di Pomigliano d’Arco, i compagni del comitato No Dal Molin di Vicenza, per cui il 12 febbraio del 2006 sono stati arrestati 15 supposti membri del Partito comunista politico-militare e dei Comitati Proletari per il Comunismo, per cui sono stati perquisiti i portuali di Gioia Tauro, per cui sono stati condannati a 4 anni gli antifascisti di Milano, a 7 anni i compagni che nel 1999 manifestarono a Firenze contro la guerra di aggressione alla Jugoslavia, a 12 anni i manifestanti contro il G8 di Genova, per cui sono sotto processo a Cosenza i compagni di Sud ribelle, per cui i sindacalisti onesti, le avanguardie di lotta, i comunisti vengono espulsi dai sindacati di regime. Tutte le liste dei partiti borghesi a Napoli erano composte da persone che avevano riportato condanne o sono inquisite per corruzione, concussione, mafia, falso in bilancio e simili: del resto anche il Parlamento è pieno zeppo di ladri, truffatori, mafiosi.

- Il mese scorso, un’altra volta a pochi mesi dalle elezioni, ci è arrivata, dopo ben cinque anni, la notifica di fissazione dell’udienza preliminare per l’ottava inchiesta aperta a carico del nostro partito e dei suoi simpatizzanti (la famigerata inchiesta Giovagnoli). L’udienza si terrà il 13 maggio, un mese dopo le elezioni.

- Sempre a Napoli durante la lotta contro la riapertura della discarica di Pianura i nostri compagni, in prima fila nella lotta e punto di riferimento per le masse della zona, sono stati minacciati da fascisti e camorristi che andavano a braccetto con le forze dell’ordine.

Perché questo nuovi e ulteriori attacchi?

Il motivo è semplice.

- Impedire al nostro partito (uno dei pochi costretti a raccogliere le firme) di presentarsi alle elezioni visto che nonostante i mille cavilli burocratici che “democraticamente” ostacolano la partecipazione delle masse popolari alla competizione elettorale, a Napoli abbiamo quasi raggiunto il numero necessario di firme e pochi giorni fa abbiamo presentato il nostro simbolo “Lista comunista per il Blocco Popolare” al Ministero degli Interni.

- Fare terra bruciata intorno al nostro partito, indurre i lavoratori e le masse popolari a tenersene ben lontane: se non bastano le ripetute inchieste per “terrorismo” perché dopo averci conosciuti nelle lotte e nelle mobilitazioni vari lavoratori ci dicono “se i terroristi sono come voi, ci vanno bene”, se non basta l’accusa di avere in lista dei “condannati” perché le masse popolari o almeno la parte più battagliera di esse sa che non tutti i condannati sono uguali, adesso ricorrono all’insinuazione che abbiamo a che fare con l’uso e, perché no, lo spaccio di sostanza stupefacenti!

Questo ennesimo attacco contro il nostro partito conferma l’importanza dell’irruzione dei comunisti nel teatrino della politica borghese per accumulare forze rivoluzionarie: al di là della forza che ostenta, in realtà la borghesia è debole, teme i comunisti perché essi, in ogni ambito in cui intervengono, promuovono, orientano e organizzano la mobilitazione delle masse popolari contro lo sfruttamento, la miseria, la guerra, e il degrado, promuovono la riscossa contro la classe di assassini che ci governa, contro il loro criminale ordinamento sociale e contro i politicanti che lo sostengono; ha paura che i comunisti irrompano nel teatrino della politica borghese e lo trasformino da strumento per imbrogliare le masse in arma delle masse contro la borghesia.

Questo ennesimo attacco contro il nostro partito dimostra che la borghesia usa ogni mezzo per tenere fuori i comunisti e quindi le masse popolari dal suo teatrino: dove non bastano gli intralci e i cavilli burocratici, usa la repressione, l’insinuazione, la menzogna.

Per la borghesia è legale o comunque tollerabile e al più un “incidente” tutto ciò che le permette di mantenere il suo dominio, di fare buoni affari, di accumulare profitti: dai massacri contro le masse popolari in Iraq, in Afghanistan, in Libano e in Palestina alle stragi sul lavoro come quella della Truck Center di Molfetta e della Thyssen-Krupp di Torino, dalla devastazione dell’ambiente alle stragi come quella avvenuta nei giorni scorsi nei pressi di Fiumicino, dove due donne e tre bambine sono morte travolte da alcune auto in corsa, perché non c’erano i soldi per costruire neanche uno straccio di marciapiede dove aspettare lo scuolabus!

Per le masse popolari, è legittimo tutto ciò che è conforme ai propri interessi anche se non è legale, cioè anche se non è conforme alle leggi borghesi, alle leggi di quelli che comandano nel nostro paese, alle leggi di quelli che sfruttano, rubano, opprimono, reprimono e saccheggiano, alle leggi di quelli che misurano tutto in termini di soldi e vorrebbero che tutti si regolassero come loro, secondo la loro gretta e ristretta mentalità.

 

Non ci tireremo indietro nemmeno davanti a queste ennesime provocazioni!

Facciamo appello a tutti i lavoratori, disoccupati, studenti, casalinghe e pensionati affinché appoggino e collaborino con la Lista Comunista per il Blocco Popolare in tutte le città dove siamo presenti. Firma e fai firmare, raccogli sottoscrizioni, partecipa alle riunioni dei comitati elettorali, fai girare la voce che i comunisti partecipano alle elezioni.

 

Per promuovere la riscossa delle masse popolari!

Per difendere senza se e senza ma i diritti conquistati e conquistarne di nuovi!

Per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

 

NO ALLA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI!