CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato del 20.03.08

Usare fino in fondo la campagna elettorale per far avanzare la rinascita del movimento comunista!

 

Il 9 marzo era il termine ultimo per raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste per le elezioni politiche. Come avevamo previsto, non siamo riusciti a raccogliere la quantità di firme sufficienti a presentare la LC-BP alle politiche, anche se a Napoli ci siamo andati molto vicini: in tre settimane abbiamo raccolto 1.700 firme delle 2.000 necessarie; per quanto riguarda le amministrative invece la LC-BP si presenta alle comunali di Massa, Viareggio e Priverno e alle provinciali di Massa-Carrara, non si presenta a Roma (dove sono state raccolte 1.058 firme, ma poi 150 sono state annullate) e neanche a Campi Bisenzio (dove è stato impostato il lavoro di raccolta firme, ma poiché non vi erano le condizioni per presentare una lista con candidati del posto si è deciso di sospendere la raccolta). Un inciso: a quanto ci risulta nessuna nuova lista è riuscita a presentarsi alle elezioni raccogliendo le firme necessarie, con l’eccezione delle liste di Beppe Grillo. Comunque non è ancora tempo di bilancio del nostro lavoro: lo faremo a elezioni concluse così come analizzeremo la situazione politica determinata dall’esito delle elezioni e definiremo come sviluppare il nostro lavoro in questa situazione. Adesso dobbiamo portare a fondo la campagna elettorale o meglio andare fino in fondo nell’usare la campagna elettorale per condurre la nostra campagna di propaganda e organizzazione, di semina e raccolta delle forze.

 

Perché dare un’indicazione di voto. Se partecipassimo alle elezioni con una concezione elettoralista, cioè con l’idea che le elezioni sono il fine e non un mezzo, con l’idea che le campagne elettorali abbiano un ruolo diverso da quello di mostrare, sanzionare e rafforzare un rapporto di forze determinato dalla lotta di classe, con l’idea che l’unica cosa importante è raccogliere tanti voti e avere qualche parlamentare eletto, a questo punto diremmo: visto che non siamo riusciti a presentarci, alle politiche non votate o annullate la scheda oppure ancora regolatevi come meglio credete.

Ma, come abbiamo più volte sostenuto, noi partecipiamo alle campagne elettorali e alle elezioni per condurre una campagna di propaganda e di organizzazione con l’obiettivo di far avanzare la rinascita del movimento comunista, di accumulare forze rivoluzionarie, di promuovere, estendere e rafforzare la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari ed elevare la coscienza di quella parte delle masse popolari che già si mobilita contro il programma di miseria e guerra della borghesia imperialista.

Quindi

- per diffondere ed estendere la convinzione che il socialismo è unica via d’uscita realistica e possibile per le masse popolari dalla crisi e dal marasma economico, politico, sociale, culturale e ambientale in cui la borghesia imperialista ha gettato la nostra società,

- per spiegare nel modo migliore e il più ampio possibile che la lotta per instaurare il socialismo è il contesto indispensabile anche per un’efficace lotta per difendere e ampliare le conquiste e i diritti della masse popolari

- per promuovere e sostenere, senza se e senza ma, ogni mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari a difesa delle loro conquiste e diritti in ogni campo,

- per rafforzare l'organizzazione delle masse popolari a partire dalla parte avanzata di esse, per moltiplicare e rafforzare i comitati e gli organismi di resistenza già esistenti e formarne di nuovi, per costituire nuove organizzazioni come i Comitati Popolari di Controllo,

- per accrescere la forza della sinistra nelle organizzazioni di massa già esistenti, in particolare nei grandi sindacati di regime (FIOM, altri sindacati della CGIL e degli altri sindacati di regime) e nei sindacati alternativi,

- per allargare e rafforzare le fila del movimento comunista cosciente e organizzato,

- per consolidare e rafforzare il Partito dei CARC reclutando nuovi membri, estendendo la cerchia dei collaboratori e rafforzando i legami già esistenti.

In una parola: il nostro obiettivo è far avanzare, sviluppare ed estendere l’autonomia e l’indipendenza ideologica, politica e organizzativa delle masse popolari dalla borghesia, costruendo il Blocco Popolare di tutte le forze contrarie al programma comune della borghesia e che aspirano a un altro mondo possibile e necessario.

E’ per questo che siamo contro l’astensionismo di principio, che di fatto significa lasciare in mano alle forze borghesi un campo importante di mobilitazione e dibattito che coinvolge gran parte dei lavoratori e delle masse popolari del nostro paese, lasciare che il voto continui ad essere il rito attraverso il quale lavoratori, studenti, pensionati, casalinghe e disoccupati scelgono a quale gruppo di affaristi, speculatori e padroni affidare il governo del nostro paese, anziché

- mobilitare le masse popolari a prendere in mano uno strumento che oggi è a esclusivo uso e consumo della borghesia e trasformarlo in megafono, cassa di risonanza, strumento di mobilitazione e di lotta,

- lasciare che le masse popolari siano tenute fuori dal teatrino della politica borghese o al massimo vi partecipino in posizione subordinata alla borghesia (sotto la direzione della sinistra borghese) e alle sue regole anziché mobilitare le masse a irrompere nel “teatrino della politica borghese” per assediare fin dentro i palazzi del potere i padroni e i loro rappresentanti e non lasciargli libertà di manovra neppure nel loro terreno.

E’ per questo che abbiamo condotto in questi mesi un articolato lavoro per promuovere la costruzione di Liste Blocco Popolare e poi Liste Comuniste per il Blocco Popolare con vari organismi, associazioni e singoli: Associazione Solidarietà Proletaria (ASP), PCL, Piattaforma Comunista (ex Teoria e Prassi), Collettivo Ottobre di Roma, Gruppo di Studio di Latina, la sezione del PRC di Priverno, il C.S.O. K100 Fuegos di Campi Bisenzio. Un lavoro che svolgiamo ancora con difficoltà e che non riesce a sviluppare appieno, per nostri limiti, le potenzialità che la situazione oggettiva esprime.

E’ per questo che abbiamo deciso di fare banchetti di raccolta delle firme per presentare la Lista Comunista per il Blocco Popolare anche alle politiche, pur sapendo già in partenza che quasi sicuramente non saremmo riusciti a raccoglierne in numero sufficiente.

Ed è sempre per questo che continuiamo a partecipare alla campagna elettorale e in particolare indichiamo anche dove non siamo presenti con le nostre liste per chi votare: le elezioni non sono solo il voto, ma anche la scelta del voto può e deve diventare uno strumento per rafforzare l'indipendenza ideologica, politica e organizzativa delle masse popolari dalle forze politiche borghesi, per fare la nostra irruzione nel teatrino.

 

In base a che cosa definire l’indicazione di voto. Per decidere quale indicazione di voto dobbiamo tenere presente il contesto in cui si svolgono le elezioni politiche e amministrative, dobbiamo valutare le forze in campo, dobbiamo considerare lo stato della lotta di classe in corso nel nostro paese e in ogni zona, dobbiamo considerare il lavoro che stiamo conducendo per la costruzione del Blocco Popolare nel nostro paese, in ogni zona e con alcune delle forze in campo. Sulla base di questo possiamo definire qual è il voto “utile” ad accumulare forze rivoluzionarie, a mobilitare le masse, a far crescere la loro coscienza politica, a rafforzare e ampliare la loro organizzazione, ad accendere le loro aspirazioni e rafforzare la loro fiducia in se stesse, qual è l’indicazione di voto utile a rafforzare il nostro lavoro di propaganda e organizzazione, qual è l’indicazione di voto utile a far avanzare la costruzione del Blocco Popolare di tutte le forze contrarie al programma comune della borghesia e che aspirano ad un altro mondo possibile.

Come abbiamo scritto nel programma della Lista Comunista per il Blocco Popolare, oggi, a differenza del passato, le principali forze che si candidano a governare il nostro paese sono due forze della destra borghese:

- da una parte il “vecchio” centro-destra, la banda di fascisti, razzisti, mafiosi, speculatori, avventurieri e alti prelati raggruppata da Berlusconi nel Popolo della Libertà. Li abbiamo già visti all’opera dal 2001 al 2006, dal massacro di Genova in poi abbiamo visto chiaramente qual è il programma anti-popolare di questa coalizione e l’arroganza con cui lo porta avanti;

- dall’altra parte il “nuovo” centro-destra raggruppato intorno a Veltroni e al neonato Partito Democratico. Questa coalizione di falsi amici del popolo e di imbroglioni porterà avanti una politica anti-popolare senza i compromessi e le titubanze che caratterizzavano il circo Prodi (e infatti si fa vanto di aver tagliato i ponti con Bertinotti e gli altri suoi soci di ieri).

Quindi due forze di destra: una apertamente reazionaria, antipopolare, filoamericana, clericale e oscurantista e l’altra sempre antipopolare anche se non apertamente reazionaria, filoeuropeista ma comunque succube degli imperialisti americani, sedicente laica ma succube della corte vaticana.

Sia il “vecchio” che il “nuovo” centro-destra concordano sul programma da attuare e gareggiano a chi è più bravo a realizzarlo. Le differenze sono solo nei modi da adottare e nei mandanti che li manovrano.

Entrambi gli schieramenti hanno un solo programma, il “programma comune” dettato da industriali, banchieri, cardinali, affaristi, mafiosi, imperialisti USA e sionisti, imperialisti europei che consiste:

1. nell’eliminazione di ciò che resta delle conquiste di civiltà e benessere per le masse popolari (conquiste economiche, politiche, sindacali e sociali): flessibilità, precarietà, lavorare di più e guadagnare di meno, innalzamento dell’età pensionabile e pensioni da fame, eliminazione del CCNL, istruzione e sanità a pagamento, carovita, affitti alle stelle e mutui da strozzinaggio, miseria, degrado ambientale e culturale;

2. nella lotta accanita per conquistare un ruolo di primo piano negli affari mondiali, nella spartizione dei profitti estorti ai lavoratori e ai popoli oppressi: invasioni, aggressioni, guerre, aumento delle spese per armi e soldati;

3. nella repressione del movimento di resistenza delle masse popolari contro il “programma comune” e in particolare nella persecuzione, condotta all’insegna della “guerra contro il terrorismo”, di quanti si organizzano e lottano contro il sistema imperialista e per la rinascita del movimento comunista: inchieste, arresti, perquisizioni, sequestri, pedinamenti, intercettazioni, cariche della polizia, schedature, espulsioni dai sindacati di regime.

In sintesi la destra indica una via d’uscita alla crisi generale: assoluta libertà per i padroni di sfruttare i lavoratori, rapinare le masse e devastare l’ambiente, nel nostro paese e nel mondo. E’ una via di miseria, guerra e morte per le masse, ma è una via.

Oltre a questi due schieramenti di destra, a sinistra ci sono due tendenze:

- la Sinistra, l’Arcobaleno che raggruppa quel che resta della sinistra borghese (PRC, PdCI, Sinistra Democratica e Verdi). Queste forze  con il passaggio a destra del PD e con la caduta del loro governo Prodi, sono allo sbando e alla ricerca di una loro collocazione nel teatrino della politica borghese. Non indicano un via d’uscita dalla crisi alternativa al programma comune della destra vecchia e nuova. Sono contro i mali del capitalismo, ma non contro il capitalismo che li produce. Vorrebbero qualcosa che non c’è più: un capitalismo dal “volto umano”. Vorrebbero qualcosa di impossibile: conciliare gli interessi dei padroni con quelli delle masse popolari. Vorrebbero dei padroni più buoni e meno voraci, come se fosse una questione di buona o cattiva volontà e non di interessi incompatibili: quelli di chi non lavora e vive alle spalle degli altri o se lavora lo fa solo per aumentare le sue ricchezze (borghesia imperialista) e quelli invece di chi lavora per vivere e se non lavora non riesce ad avere di che vivere (masse popolari). Il loro programma è “il meno peggio”: cercare di limitare l’eliminazione delle conquiste, chiedere di togliere solo 50 quando i padroni vogliono togliere 100! Per questo sotto la loro direzione anche gli scioperi e le altre iniziative di lotta sono ridotte a un rito. Di fatto sono al carro della destra borghese. Adesso che sono stati scaricati da Veltroni, il loro problema principale è conservare le loro poltrone e i loro privilegi!

- Sinistra Critica, PCL, PdAC (le varie forze che si sono staccate dal PRC e che il (n)PCI ha definito “frammenti in libertà della sinistra borghese”). Queste forze sono per la difesa degli interessi delle masse popolari, riconoscono in una certa misura che gli interessi delle masse sono incompatibili con quelli dei padroni, dei finanzieri, del Vaticano, dei banchieri, della malavita, si dichiarano anticapitaliste. Sono contro i mali del capitalismo e anche contro il capitalismo che li produce: questo è il loro aspetto positivo, ciò che li differenzia da “la Sinistra, l’Arcobaleno”. Il loro limite è che sono contro ma non ancora chiaramente per: sono contro il capitalismo, vorrebbero un mondo migliore, ma non dicono chiaramente che questo mondo è il socialismo né hanno chiaro come arrivarci. In sintesi: non lottano, almeno per il momento, per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

 

L’indicazione di voto del Partito dei CARC. Sulla base di queste considerazioni la Direzione Nazionale del nostro Partito, dopo un ampio dibattito e dopo aver chiesto alle singole Federazioni di valutare se vi erano dei motivi fondati per dare indicazioni di voto diverse a livello locale, ha deciso di dare le seguenti indicazioni di voto.

Alle elezioni politiche: votare il Partito Comunista dei Lavoratori che si presenta in tutte le circoscrizioni elettorali.

Alle elezioni amministrative: a Massa e Massa-Carrara, Viareggio e Priverno, votare per la Lista Comunista per il Blocco Popolare; negli altri posti, votare per le liste che sono espressione di movimento di lotta delle masse popolari: non liste che promettono che faranno e che mobiliteranno, ma che già stanno facendo e mobilitando le masse contro un qualche aspetto del programma comune della borghesia imperialista, quindi che sono espressione di una mobilitazione reale e già in corso. In particolare a Vicenza votare per la lista “Vicenza Libera. No Dal Molin”; dove non sono presenti liste popolari con queste caratteristiche, votare per il PCL o, se non è presente, votare per Sinistra Critica; dove non sono presenti né liste popolari di lotta né liste dei “frammenti in libertà della sinistra borghese”, votare per la Sinistra l’Arcobaleno e, dove non c’è neanche la Sinistra l’Arcobaleno, votare per il PD.

 

Alcuni ci chiederanno perché diciamo di votare alle elezioni politiche il PCL e non Sinistra Critica o il PDAC? Perché il PCL è la forza che, oltre a tenere alta la falce e martello, non ha accettato di seguire Bertinotti e compagnia nella scelta di entrare nel governo Prodi, ha cercato di raccogliere e organizzare la base rossa del PRC; perché è la forza che ha mostrato di promuovere, e non solo proclamare, la solidarietà di classe contro la repressione e la politica da fronte, cioè l’unità d’azione e il fronte comune tra le forze comuniste, quindi in una certa misura incarna e favorisce la tendenza alla costruzione del Blocco Popolare: è stata tra i primi firmatari (nella persona del suo dirigente, Marco Ferrando) dell’appello “No alla persecuzione dei comunisti”, ha promosso o partecipato in varie occasioni alla Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero, ha partecipato alla manifestazione in solidarietà con gli antifascisti dell’11 marzo, ha partecipato con spezzoni unitari insieme al nostro Partito a varie manifestazioni, ecc. Diciamo apertamente che, insieme a questi aspetti positivi, il PCL presenta anche dei limiti: in primo luogo non proclama apertamente l’obiettivo di fare dell’Italia un nuovo paese socialista e quindi nella campagna elettorale si limita ad alzare il tiro nelle rivendicazioni in termini economici e dei diritti anziché puntare a rafforzare la mobilitazione e l'organizzazione dei lavoratori e a migliorare il loro orientamento non principalmente in quanto elettori ma come artefici della storia, come protagonisti decisivi della lotta per difendere ed ampliare quelle conquiste che la destra borghese vuole eliminare e che la sinistra borghese, nei due anni di governo Prodi, ha chiaramente dimostrato di non riuscire a difendere; in secondo luogo non  porta fino in fondo la politica da fronte: non ha dato seguito agli appelli all’unità rifiutando di fare liste comuni con il nostro Partito; ha usufruito della possibilità di presentarsi alle elezioni con le firme di patrocinio di due parlamentari senza denunciare pubblicamente questo escamotage dell’ultima ora escogitato nel chiuso delle aule parlamentari dalle forze borghesi per salvare in extremis i piccoli partiti e senza indicare pubblicamente la possibilità di servirsi di tale escamotage per aggirare i mille intralci burocratici con cui la borghesia ostacola la partecipazione delle masse popolari alle competizioni elettorali. In sintesi questo partito non ha ancora spezzato il cordone ombelicale che lo lega alla sinistra borghese, non ha ancora superato l’atteggiamento da politicanti che lo accomuna alla sinistra borghese e in definitiva deve ancora scegliere se diventare una forza veramente comunista oppure occupare uno spazio nel posto lasciato libero dal PRC. Attraverso il lavoro e la lotta comune auspichiamo che romperà non solo organizzativamente, ma anche ideologicamente e politicamente con la sinistra borghese.

Sinistra Critica, oltre ad aver partecipato e in una certa misura avallato le misure guerrafondaie e popolari del governo Prodi e a non praticare la solidarietà di classe (due esempi: ha osteggiato l’adesione di un loro circolo dell’hinterland milanese alla manifestazione in solidarietà con gli antifascisti del l’11 marzo dicendo ai compagni del circolo di aspettare un’adesione nazionale che non è mai arrivata e un suo dirigente si è rifiutato di sottoscrivere l’appello “NO alla persecuzione dei comunisti” dicendo: “mi scelgo bene i miei amici”!), non ha dato alcun seguito concreto all’appello che aveva lanciato per l’unità delle forze a sinistra della Sinistra l’Arcobaleno: all’adesione del nostro Partito, ad esempio, alcuni dirigenti hanno detto prima di non averla ricevuto e poi che avrebbero dato una risposta… che non è mai arrivata!

Il PDAC (che non si presenta alle politiche e, a quanto ci risulta, neanche alle amministrative) ha una posizione settaria che lo porta a impegnarsi maggiormente nel dare addosso ai suoi ex compagni che a fare politica da fronte con le altre forze comuniste.

 

Altri ci criticheranno perché alle amministrative diamo indicazione di votare la Sinistra l’Arcobaleno dopo che i partiti che la compongono hanno appoggiato le misure antipopolari e guerrafondaie del governo Prodi, dopo che hanno abbandonato persino i simboli del movimento comunista, ecc. Ancora di più perché diamo addirittura indicazione di votare il PD quando noi stessi affermiamo che è passato armi e bagagli alla destra borghese! A tutti loro diciamo che dove non ci sono né la Lista Comunista per il Blocco Popolare né liste popolari di lotta né liste del PCL, di Sinistra Critica o del PDAC il voto alla Sinistra l’Arcobaleno (che è quanto resta della sinistra borghese) e addirittura al Partito Democratico (che rappresenta la parte della vecchia sinistra borghese che è diventata nuova destra) è il voto che nella situazione concreta di questa campagna elettorale

- più e meglio ci permette di rafforzare il nostro legame con quella parte delle masse popolari che, nella lotta politica borghese, rappresenta la parte più avanzata

- più e meglio alimenterà e acuirà le contraddizioni tra la borghesia nei prossimo periodo

- più e meglio farà da spartiacque tra i comunisti e i falsi “amici del popolo”.

Facciamo alcuni esempi. A Priverno nel mese di febbraio ci sono state le primarie del Centro-sinistra: i candidati erano quasi tutti esponenti della destra borghese (PD, Lista civica con a capo il figlio del presidente di Forza Italia, una lista con a capo un noto tangestista ex PSI). La sezione locale è intervenuta nelle primarie dando indicazione di votare per il candidato più a sinistra, Federico D’Arcangeli di Sinistra Democratica, per incrementare le contraddizioni interne ai cinque schieramenti. Durante le elezioni, AN ha inviato dei suoi scagnozzi a votare, idem FI. Alla fine ha vinto la lista del tangentista. La sezione del nostro Partito ha denunciato i traffici di voti che si erano svolti durante le primarie, rompendo il silenzio/assenso di tutti i partiti che avevano partecipato a questa “consultazione popolare”. Sulla spinta di questa denuncia, il PRC è stato costretto ad uscire dall’Arcobaleno, che subito ha riconosciuto la leadership del noto tangentista decidendo di sostenerlo. La sezione ha allora chiesto al PRC di fare una lista unitaria e il PRC, non sapendo che pesci prendere, ha deciso di non presentarsi alle elezioni e chiamare a votare scheda bianca. Disgustati di quanto la partecipazione dei nostri compagni ha portato allo scoperto, una parte di coloro che facevano riferimento al PRC ha detto che non voterà, un’altra hanno detto che collaborerà e darà una mano alla Lista Comunista per il Blocco Popolare.

A Milano, nel quartiere di Niguarda, grazie ai banchetti di raccolta firme siamo venuti in contatto con numerosi anziani della zona, comunisti nel cuore, attivi in passato nelle lotte per la casa e operaie del quartiere, membri della locale sezione dell’ANPI e frequentatori della locale sezione del PD; vari di loro hanno firmato per la Lista Comunista; uno di loro, che non ha firmato, ci ha spiegato quanto il movimento comunista ha ancora un’influenza tra la gente: quando i dirigenti del PD hanno cambiato l’insegna della sezione da DS a PD, senza dire niente a nessuno hanno rimosso la targa con il nome di Rigodi, il partigiano a cui era intitolata la sezione; molti fra questi anziani comunisti si sono fatti sentire e hanno messo i dirigenti del PD di fronte a un aut aut: o veniva rimessa la targa dedicata a Rigoldi oppure la sezione avrebbe di fatto chiuso perché gli attivisti e i simpatizzanti avrebbero smesso di frequentarla, di curarla, ecc. Risultato: la targa intitolata a Rigodi campeggia in bella vista sulla sede della sezione!

A Massa-Carrara un compagno del direttivo provinciale del PRC, dopo l’esperienza della Lista Comunista dello scorso anno, si è candidato nella LC-BP alle provinciali, dichiarando sui giornali: “Qualcuno potrebbe pensare ad un mio tradimento verso Rifondazione e su questo punto voglio fare chiarezza e spazzare via ogni fraintendimento.

Il mio non è stato un tradimento verso quell’organizzazione politica che per anni ho sostenuto con il cuore, non sono stato io a lasciare il partito, ma è stato il partito a lasciare me.

Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l’Arcobaleno e la falce e martello non c’era più.

Il passo indietro fatto sul nostro simbolo glorioso per me è inaccettabile, se si somma al fatto che alle amministrative locali vengono sostenuti due candidati del PD questo allora è veramente troppo.

Il simbolo dei lavoratori lo porto da sempre nel cuore e me lo porterò con me fino alla morte.

Gli interessi dei padroni non si possono conciliare con quelli dei lavoratori, fino a quando ci saranno i ricchi continueranno sempre ad esistere tanti poveri questa è la verità.

Il socialismo è l’unica via di uscita dalla catastrofe e per questo ideale voglio continuare a lottare.

Per questo motivo alle provinciali sosterrò l’elezione di un candidato comunista e non certo di un politicante del PD come Buffoni.

Per questo motivo invito tutti quelli che hanno a cuore gli ideali del comunismo a votare per la Lista Comunista per il Blocco popolare e a sostenere il candidato Lenzoni”.

 

In sostanza condividiamo e facciamo nostro quanto affermato dal (n)PCI nel suo comunicato del 15 marzo: “Il terreno principale di lotta è per noi, anche nelle campagne elettorali, la mobilitazione delle masse popolari, la promozione e il sostegno alle loro lotte, la loro irruzione nel teatrino della politica borghese indipendente dalle forze politiche borghesi, la loro mobilitazione nella lotta contro la repressione, la promozione e il sostegno delle organizzazioni di massa, il nostro legame con le masse popolari. Il nostro lavoro su questo terreno continuerà dopo la campagna elettorale, perché noi non siamo elettoralisti. Esso non farà discriminazioni tra le masse popolari a secondo di come avranno votato, ma sarà favorito tanto più quanto più avanzata sarà l'autonomia ideologica, politica e organizzativa delle masse dalla borghesia che avremo costruito o rafforzato con la campagna elettorale e quanto più acute e ingestibili saranno le contraddizioni nelle coalizioni borghesi, nei partiti borghesi e nelle nuove assemblee elettive. Zona per zona, dove arriva il nostro lavoro organizzato ma non siamo riusciti a presentare Liste Comuniste per il Blocco Popolare, alla parte più avanzata delle masse popolari cui giungiamo con il nostro lavoro organizzato ma che non ha aderito al nostro sforzo per presentare Lista Comuniste per il Blocco Popolare, noi dobbiamo dire che voteremo come loro e daremo indicazione di votare come loro, perché così vedranno meglio quanto sarebbe stato utile avere costituito un Blocco Popolare e vedranno anche che non hanno motivo di prendersela con i loro compagni di classe e di sfruttamento che hanno sbagliato come loro e hanno votato per qualcun altro”.

 

Oggi le masse popolari sono per i padroni e politicanti borghesi bestie da soma nelle loro aziende, carne da cannone per le loro guerre, massa di manovra nelle loro elezioni. Oggi l’unica via di emancipazione che i padroni indicano al singolo lavoratore è quella di  diventare anche lui un padrone, a patto che metta l’avidità di denaro e la carriera personale al di sopra di tutto, a patto che sia privo di scrupoli nell’approfittare di ogni situazione, nello speculare, nello sfruttare l’ignoranza e il bisogno degli altri lavoratori, a patto che, come ha detto Berlusconi a una lavoratrice precaria, che sia disposto a prostituirsi a qualche ricco o figlio di papà. Con il Blocco Popolare e l’irruzione dei comunisti e delle masse popolari nel teatrino della politica borghese contribuiamo invece a ridare fiducia ai lavoratori e alle masse sulla loro forza e sul loro ruolo nella società e ad avvicinare il giorno in cui l’Italia diventerà un paese socialista, un paese in cui ogni lavoratore emancipa se stesso emancipando tutti i lavoratori, ogni lavoratore persegue il proprio successo e la propria felicità lottando per il successo e la felicità di tutte le masse popolari.