CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato della DN del 07.05.08

Gli assassini fascisti e la mobilitazione reazionaria nel nostro paese

 

Le canaglie nazifasciste sono tornate a colpire. Una squadraccia fascista, rafforzata dal clima di legittimazione e di revisionismo, alimentato in questi anni dal centro destra e dal centro sinistra e rinvigorito dalla vittoria della banda di mafiosi, razzisti, fascisti di Berlusconi, Bossi e Fini, ammazza a Verona in un’aggressione premeditata Nicola Tommasoli. Di nuovo un giovane barbaramente ucciso da una delle tante squadracce fasciste che imperversano a Verona come in molte parti del nostro paese; in queste ore tragiche non possono non ritornare alla memoria le altre vittime della mano fascista di questi ultimi anni: il compagno Dax di Milano ucciso nel marzo 2003 e il giovane compagno Renato Biagetti ucciso nell’estate 2006  a Focene per mano di due nazisti della Legio Aurelia.

Solo pochi giorni fa abbiamo assistito ai lugubri saluti romani sulla scalinata del Campidoglio a Roma che festeggiavano la vittoria di Alemanno e alle martellate a Ostia contro la stele che ricordava l’eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine.

La borghesia nei suoi rappresentanti politici del PDL, polizia e carabinieri sostengono, foraggiano e proteggono le bande fasciste e le loro sedi; il PD e i partiti della sinistra borghese tollerano e in parte partecipano alla riabilitazione dei fascisti. Tutti insieme sostengono invece, chi attivamente e chi con il silenzio assenso, alla persecuzione dei comunisti, delle avanguardie sindacali, degli antimperialisti, degli antifascisti.

Fini (lo stesso che era in questura e nelle caserme a Genova del 2001, a guidare il massacro in diretta), nella sua prima apparizione televisiva da presidente della Camera, dichiara che le contestazioni contro Israele dei centri sociali e della sinistra radicale alla Fiera del Libro di Torino sono "più gravi" di quanto accaduto a Verona dove dei nazisti, conosciuti per le loro vili aggressioni e “tollerati” da anni da Digos, magistratura e forze politiche democratiche, hanno aggredito e ammazzato a calci e pugni Nicola Tommasoli.

Le aggressioni fasciste, quando proprio non possono essere occultate, vengono derubricate a fatti  teppistici non politici, casi isolati, occasionali, frutto di ragazzate, come ha prontamente dichiarato il sindaco leghista di Verona Tosi o l’estate scorsa il sindaco di Roma Veltroni dopo il raid squadrista a Villa Ada a Roma. In questi mesi le provocazioni, le aggressioni e gli attentati contro le sezioni del movimento comunista (a cominciare dalla nostra stessa sezione di Torino), centri sociali, associazioni  e immigrati sono all’ordine del giorno.

L’11 marzo 2006 la Fiamma Tricolore marciò protetta e autorizzata dal Prefetto e dalle forze dell’ordine a Milano città medaglia d’oro alla Resistenza mentre gli antifascisti, i comunisti venivano caricati, arrestati e  successivamente processati con dure condanne dal “tribunale speciale” di Milano.

La stampa di regime mentre fa di tutto per far passare l’omicidio fascista di Nicola come un atto teppistico e non politico cerca di far passare i comunisti come terroristi e banditi. Chiunque lotta per il comunismo, protesta contro il regime sionista e fascista che sta cercando di perpetrare il genocidio del popolo palestinese, viene additato come terrorista.

Un esempio palese e maldestro della montante campagna  di disinformazione e repressione che la banda reazionaria che si sta insediando al governo è avvenuto nelle stesse ore in cui moriva Nicola.

Il Tempo, storico giornale reazionario della capitale (collegato ai servizi segreti) apre in prima pagina nell’edizione di ieri con la notizia “bomba” che nel mercato popolare di Porta Portese fiancheggiatori brigatisti diffondevano volantini sovversivi tra la gente attonita o come cita un altro giornale romano il Messaggero  “volantinavano contro il capitalismo”. Il giornalista di turno Maurizio Piccirilli con un veloce copia e incolla su commissione ha scritto un articolo in cui mette al centro l’attacco ai comunisti, cerca di denigrare il nostro partito e fa confusione ad arte anche tra varie organizzazione e diversi partiti. La notizia bomba sul “ritorno dei terroristi” nelle piazze è stata ripresa su TV e giornali legati alla banda di reazionari, fascisti e razzisti del nuovo governo Berlusconi (Studio Aperto, Il Giornale, Tg2). In realtà a Porta Portese il nostro partito era  impegnato con un banchetto di propaganda, come in altre città, nella raccolta firme dell’appello contro la persecuzione dei comunisti, appello presente anche sul sito del partito e che ha raccolto quasi 7.000 firme, in vista dell’udienza preliminare che si terrà a Bologna il 13 maggio prossimo. Il novello Torquemada, PM Giovagnoli, (con l’ennesima inchiesta, l’ottava) intende processare per associazione sovversiva 12 compagni tra dirigenti del partito dei Carc, dell’ASP e supposti membri del (n)PCI. 

 

La provocazione de Il Tempo viene ripresa e seguita da alcuni mezzi di informazione controllati dalla Banda Berlusconi e infatti la notizia viene data con gli stessi toni dal Tg2 di AN e da Studio Aperto.

Il  lavoro di disinformazione di questi organi di stampa dimostra bene la volontà politica di pezzi importanti della borghesia di questo paese di avanzare nella persecuzione dei comunisti, nel colpire la liberà di espressione e di organizzazione del movimento comunista (proposta Volontè di inserire  nella riforma costituzionale prossima il reato di apologia di comunismo),  di bandire il movimento comunista e il suo patrimonio storico e politico.

Il processo che si apre a Bologna contro il partito dei Carc e la carovana del (n)PCI è un tassello importante di questa strategia, è un'operazione giudiziaria contro la rinascita del movimento comunista, è un fatto storico, di rilevanza nazionale ed europea, paragonabile ad altri tentativi di criminalizzazione o messa al bando dei comunisti in Europa avvenuti in questi anni.

Questa persecuzione si inserisce in un clima generale di caccia alle streghe che va avanti da anni, che ha portato a centinaia di perquisizioni e decine di arresti: dai compagni del Sud Ribelle (assolti nel processo di Cosenza grazie alla mobilitazione popolare), dei compagni di A Manca Pro S’Indipendentzia, del Campo Antimperialista, di Iniziativa Comunista, agli antifascisti dell’11 marzo, ai compagni arrestati il 12 febbraio 2007 accusati di far parte del Partito comunista politico-militare, agli anarchici, alle perquisizioni dei compagni dello Slai Cobas-per il sindacato di classe, alle perquisizioni dei membri del NO Dal Molin, ai licenziamenti delle avanguardie di lotta (Fiat di Melfi e Pomigliano). Il continuo controllo e la schedatura dei militanti comunisti, e in genere di tutti coloro che in qualche maniera si occupano di politica o che sono impegnati nel campo sindacale e sociale, sono diventati la norma. Sono milioni le persone schedate, intercettate, pedinate. Come  durante il ventennio fascista, se non di più!

Gli artefici e i protettori dei criminali che portano ogni giorno una guerra di sterminio contro le masse popolari (morti sul lavoro, per malasanità, per guerra e miseria) cercano di processare gli animatori e sostenitori della resistenza dei lavoratori e delle masse popolari a questa guerra di sterminio, quanti si organizzano per abbattere questo brutale sistema economico e sociale.

Oggi nel nostro paese esistono centinaia di migliaia di uomini e donne che hanno a cuore la bandiera rossa, il comunismo, la resistenza, l’antifascismo e che sono la base rossa in grado di contrastare la mobilitazione reazionaria. Il movimento comunista e popolare sa bene che la lotta contro il fascismo è parte essenziale della lotta più generale contro il capitalismo e il suo sistema di miseria, guerra e barbarie. Oggi nel nostro paese la mobilitazione reazionaria è la strada che la Confindustria, la Mafia, il Vaticano, gli Usa e i gruppi sionisti battono con forza per tentare di dare una risposta alla crisi generale che investe il mondo capitalista, per avanzare nel programma di smantellamento dei diritti e delle conquiste di cui ancora godono le masse popolari, per  contrastare la parte avanzata e più organizzata del movimento popolare che in vario modo e forme contribuisce alla rinascita del movimento comunista nel nostro paese.

 

In realtà è la borghesia che fa continua opera di terrorismo: partecipando a guerre di aggressione contro altri popoli, affamando milioni di uomini e donne , fomentando la caccia e l’odio contro l’immigrato o il diverso,  disinformando, intossicando le masse popolari,

Sono loro i veri terroristi, i mandanti negli anni passati delle stragi di stato, delle bombe sui treni e nelle piazze, della Gladio e dei vari bracci armati utilizzati contro il movimento comunista e popolare, sono loro che arricchiscono sulla morte quotidiana di cinque lavoratori, sono loro che speculano sulla vita delle masse popolari di tutto il mondo.

 

Chiamiamo tutti i comunisti, gli elementi più avanzati della classe operaia e delle altre classi delle masse popolari nonché i sinceri democratici a rafforzare su larga scala la resistenza alla repressione e la lotta contro la repressione

Chiamiamo tutti i comunisti, gli elementi avanzati delle masse popolari e i sinceri democratici ad esprimere con manifestazioni, sottoscrizioni e in altre forme la loro solidarietà agli organismi e ai compagni perseguitati. La solidarietà è un aspetto importante della lotta contro la repressione e rafforza la resistenza delle masse popolari alla repressione.

NO ai nuovi tribunali speciali contro i comunisti e gli oppositori!

No al processo di Giovagnoli & C. contro i comunisti!

Martedì 13 maggio 2008 ore 9.00 presidio in Piazza Trento e Trieste – Bologna in sostegno dei compagni indagati per l’ottavo procedimento giudiziario contro la carovana del (n)Pci!