CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Agli avvocati che hanno difeso le compagne e i compagni inquisiti dal PM Giovagnoli  di Bologna

Milano,  16 luglio 2008

Cari avvocati

con questa lettera vogliamo esprimervi un pubblico ringraziamento per il prezioso contributo che avete dato  per vincere una battaglia in difesa della libertà di opinione, organizzazione e propaganda dei comunisti nel nostro Paese.

Il procedimento giudiziario orchestrato dall’inquisitore Giovagnoli di Bologna per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (270 bis) contro alcuni membri del (nuovo)PCI, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) è stata una chiara montatura giudiziaria, l’ottava di una lunga serie, di cui voi avete bene illustrato l’iter di ciascuna e le conclusioni (non luogo a procedere o assoluzione). Voi avete dato un importante contributo per smascherare il carattere persecutorio del procedimento giudiziario, la palese violazione della Costituzione e di diverse norme delle leggi vigenti in materia di diritti della difesa, di indipendenza della magistratura, di procedura penale; l’uso strumentale e prettamente politico che viene fatto dell’imputazione di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis, c.p.) che veniva utilizzato, anche in questo caso, per colpire i comunisti, i rivoluzionari e gli oppositori e non per verificare la sussistenza o meno del reato.

Non solo. Siete andati giustamente oltre! Vi siete a vostro modo legati alla lotta che decine di compagni in presidio conducevano all’esterno del Tribunale, partecipando anche voi attivamente alla denuncia dell’attuale ordinamento economico, politico e sociale che semina terrorismo, guerra e morte.

Il vostro contributo nella battaglia giudiziaria che si è condotta nell’aula del tribunale di Bologna nelle due udienze preliminari (13 maggio e 1° luglio 2008) oltre ad essere stato decisivo per far crollare il castello di carte che aveva messo in piedi il PM Giovagnoli in 5 anni di inchiesta e per mettere in chiaro qual era il vero obiettivo del procedimento giudiziario sul quale il giudice delle udienze preliminari (GUP), dott.essa Zaccariello, doveva pronunciarsi, è stato anche un contributo alla battaglia per la giustizia e la libertà e per la costruzione di un nuovo e superiore ordinamento economico e sociale, non più basato sullo sfruttamento e l’oppressione delle masse popolari e dei popoli.

Le vostre argomentazioni, unite alle dichiarazioni degli imputati, hanno messo in difficoltà l’accusatore Giovagnoli che nella sua replica si è smascherato quando ha sostanzialmente sostenuto che bisognava andare a processo e condannare gli imputati come operazione preventiva di tutela dell’attuale ordinamento [capitalistico] e dello Stato [della borghesia].

La decisione di “non luogo a procedere” per tutti i 12 accusati  deliberata dal GUP il 1° luglio è stata  quindi anche una vostra vittoria professionale, oltre che una vittoria per le classi oppresse e gli sfruttati. Essa dimostra concretamente che la battaglia politica e giudiziaria nei processi politici deve essere condotta sia all’interno delle aule del tribunale con una linea giudiziaria e politica avanzata e di attacco e sia all’esterno del tribunale, tra i lavoratori e le masse popolari, tra i sinceri democratici con una linea politica che trasforma gli accusati in accusatori, che usa il processo all’interno della più generale lotta che conduciamo contro l’attuale ordinamento imperialista e per la costruzione di una nuova società socialista.

La chiusura dell’Ottavo procedimento giudiziario contro la carovana del (n)PCI ha assestato un duro colpo ai promotori (apparati giudiziari, polizieschi e servizi dello Stato italiano) della ventennale persecuzione politica contro quanti si propongono e lavorano alla ricostruzione di un nuovo e vero partito e segna un’importante vittoria contro i propositi di messa fuori legge dei comunisti nel nostro paese e contro la repressione del movimento popolare. Comunque non dobbiamo illuderci. Ricordiamoci che rimane aperto il nono procedimento giudiziario - aperto sempre da Giovagnoli - e che comunque la sconfitta di questo inquisitore e dei suoi mandanti, non impedirà a qualche altro “bravo e onesto servitore dello Stato", ben pagato e finanziato con i soldi pubblici, di prodigarsi per continuare l'opera di persecuzione contro i comunisti e contro di noi della carovana in particolare. Questo perché la persecuzione dei comunisti, non è principalmente un fatto giudiziario, come vorrebbero fare credere i nostri accusatori, ma è una questione che riguarda la lotta di classe, la lotta tra la classe operaia (quella organizzata nel movimento comunista) e la borghesia imperialista. Il clima generale che si sta instaurando in Italia con la banda Berlusconi di nuovo al governo indica chiaramente che si accentuerà la repressione in tutte le sue forme. Gli avvocati quindi saranno sempre più chiamati a mettere la loro preziosa esperienza, sensibilità e professionalità e il loro impegno in difesa dei comunisti e degli altri oppositori.

 

Nel ringraziarvi per il vostro impegno, vi inviamo un cordiale saluto.

 

Il SN del P.dei CARC:  Pietro Vangeli

Il Responsabile Nazionale ASP: Massimo Amore