CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato della DN del Partito dei CARC e dell'ASP del 14.06.08

Ultimato il dossier sul Gruppo bilaterale italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi!

Ecco i nomi e le malefatte di tutti i complici del giudice Giovagnoli

 

Come avevamo annunciato nei precedenti comunicati, il nostro Partito e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) in queste settimane hanno condotto un approfondito lavoro di inchiesta sul Gruppo bilaterale italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi istituito nel 2004 su impulso del giudice Giovagnoli per coordinare l’attività repressiva tra Italia e Francia nei confronti principalmente del (n)PCI, del P-CARC e dell’ASP.

 

Sull’esistenza e l’attività di questo Gruppo il senatore Russo Spena e la senatrice Boccia nel novembre 2006 avevano interrogato il Parlamento, senza però ottenere risposte.

 

Le abbiamo quindi cercate noi: abbiamo scavato negli atti dell’inchiesta Giovagnoli e indagato sul percorso e sull’attività degli “illustri” componenti del Gruppo, attingendo alle informazioni disponibili sui giornali e su internet e “tirate fuori” quando l’una o l’altra componente della “casta” ha deciso, per lotte intestine, di montare qualche “scandalo”.

 

Chi leggerà il dossier che abbiamo realizzato (allegato) si renderà conto con che tipo di carrieristi, faccendieri, mestatori e macellai Giovagnoli si accompagna per condurre la sua opera di persecuzione dei comunisti.

 

Chi leggerà il dossier che abbiamo realizzato (allegato) si renderà anche conto che tutti i componenti del Gruppo concorrono a calpestare la divisione tra potere esecutivo e potere giudiziario: sia quei magistrati dalle relazioni discutibili e sospette, sia quei magistrati che conquistano le prime pagine dei giornali riempiendosi la bocca di tanti bei discorsi sull’indipendenza della magistratura. L’esistenza del Gruppo e la partecipazione attiva al suo interno sia dei primi che dei secondi mostra chiaramente che esiste nei “poteri forti” la volontà di sovvertire l’attuale ordinamento costituzionale e di istituire Tribunali Speciali attraverso cui far diventare legge e norma ciò che oggi avviene già, ma in modo fraudolento, per tutelare gli interessi della “casta” a danno del “popolo sovrano”.

 

In questo dossier mettiamo a conoscenza il “popolo sovrano” a cui, secondo la Costituzione, apparterrebbe il potere e in nome del quale, sempre secondo la Costituzione, verrebbe amministrata la giustizia, ma che viene sistematicamente e scientemente estromesso dalla conoscenza di quello su cui sulla carta ha il potere di decidere:

-          di tutti i nomi e le malefatte dei componenti del Gruppo

-          di alcuni interessanti documenti inerenti al Gruppo emersi dagli atti dell’inchiesta montata dal giudice Giovagnoli

-          di alcuni dei numerosi documenti di cui il “novello Torquemada”, guarda caso, non tiene conto nel suo rinvio a giudizio perché smontano tutto il suo impianto accusatorio.

 

Un inciso: questo dossier, prima ancora di uscire, è stato additato come “una minaccia che gli investigatori non sottovalutano” nell’articolo “Nuovi estremisti all’ultima crociata” pubblicato su Panorama del 12 giugno 2008 a firma di Giacomo Amadori. E’ la sua opinione su un dossier che non era ancora stato pubblicato o ha scritto sotto dettatura di Giovagnoli e del suo entourage? In ogni caso è la dimostrazione che per la “casta” (cioè per la borghesia, i suoi sostenitori, servi e lacché) la verità è una minaccia perché il suo potere si fonda, oltre che sulla repressione, sull’inganno, sulla menzogna, sul segreto e sull’intossicazione delle coscienze del “popolo sovrano”.

 

Questo dossier è un punto di arrivo e allo stesso tempo un punto di partenza per rilanciare ad un livello superiore questo lavoro di inchiesta. Lanciamo l’appello a tutte le associazioni che lottano per la difesa dei diritti politici, a tutte le associazioni che lottano per la difesa dei Diritti dell’Uomo, a tutti i giornalisti che si battono per la trasparenza e per la libertà di informazione, a tutte le associazioni di giuristi che si battono per l’indipendenza della magistratura a contribuire con le loro conoscenze, mezzi e risorse ad approfondire questo dossier e a prendere posizione pubblicamente contro questa persecuzione politica. Per ulteriori informazioni e documentazione potete scrivere a resistenza@carc.it .

 

Il 1° luglio il giudice Rita Zaccariello dovrà decidere se istituire o no il processo contro il (n)PCI, il P-CARC e l’ASP richiesto dal giudice Giovagnoli. Dovrà quindi decidere se diventare o meno complice di Giovagnoli e della sua opera di violazione della divisione dei poteri e di subordinazione del potere giudiziario ai progetti repressivi ed eversivi dell’esecutivo, della sua opera di violazione dei diritti politici conquistati nel nostro paese con la Resistenza partigiana.