CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato DN del 05.06.2008

Prosegue la nostra ricerca sulla vita e sulle opere dei personaggi che, a vario livello, ricoprono un ruolo nell'Ottavo Procedimento Giudiziario contro la carovana del (n)PCI.

 

Nel comunicato DN del 26.05.08 abbiamo reso pubbliche le nostre prime scoperte sugli amici e gli amici degli amici di Giovagnoli. 

Oggi pubblichiamo un comunicato sui nemici di Giovagnoli! Per Giovagnoli i nemici sono i lavoratori e chi li difende. Il titolare dell'inchiesta, il PM Paolo Giovagnoli, non è soltanto un persecutore di comunisti e dispensatore del reato di associazione sovversiva a studenti e centri sociali. No! Giovagnoli è un incallito persecutore, ma proprio incallito, delle masse popolari in genere, zelante aguzzino di immigrati e lavoratori!

Infatti nel 2002 arrestò, con l’accusa di essere “terroristi islamici”, quattro operai marocchini di religione musulmana perché mentre filmavano un affresco che ritrae Maometto torturato dai demoni, nella basilica di S.Petronio a Bologna, avevano espresso il loro augurio che qualcuno tirasse giù quell’affresco blasfemo! Giovagnoli, attento vigilante dell’ordine democratico e ricercatore di “terroristi”, pensava che i quattro lavoratori, andati a Bologna per sbrigare alcune pratiche burocratiche al Consolato del loro paese, stessero progettando un attentato! (articolo pubblicato da Repubblica, 22 agosto 2002, pagina 8, sezione Politica Interna).  

Ancora: nel 2004, dopo l’esplosione di grisù nella galleria della TAV a Monte Bibele che provocò gravi ustioni a cinque operai, anziché inquisire i responsabili del Cavet (il consorzio che ha in appalto i lavori dell’Alta Velocità), mise sotto inchiesta due degli operai ustionati rei, secondo Giovagnoli, di non aver rispettato le istruzioni e le disposizioni del Cavet in materia di controlli e sicurezza! Mentre nessun dirigente del consorzio per l'Alta Velocità, il Cavet, venne chiamato a rispondere dello scoppio (Repubblica,  7 e 9 luglio 2004). 

 

Infine, nel 2007 richiese il rinvio a giudizio per “interruzione di pubblico servizio da cui era derivato un ritardo di 18 minuti” un macchinista che si era rifiutato di mettere a repentaglio la vita sua e dei passeggeri guidando un treno sulla cui motrice era installato il pedale “vacma”, un dispositivo più volte denunciato dai macchinisti come assolutamente insicuro e inadeguato a prevenire incidenti: basta pensare che era montato sui treni coinvolti nei disastri di Crevalcore e Roccasecca del 2005. Insomma le vite dei lavoratori e dei passeggeri sono di gran lunga meno importanti di un minimo ritardo di un treno... che in realtà sono sempre in ritardo e non certo per colpa dei lavoratori! Inoltre il rifiuto del macchinista imputato rientrava nella protesta indetta dai sindacati, RSU e RLS contro il dispositivo e per esprimere solidarietà verso altri compagni di lavoro già colpiti da gravi provvedimenti. Forse Giovagnoli voleva colpirne uno per terrorizzarne cento? (Repubblica, 20 settembre 2007).

 

Insomma il nostro Novello Torquemada si presta bene a compiere l’attento lavoro di preservare l’ordine e gli interessi della borghesia italiana! Riducendo la nostra Costituzione a carta straccia: ormai Giovagnoli con tutti i suo procedimenti giudiziari che ha aperto ha messo in discussione il diritto di parola, di espressione, di protesta…se a rimetterci sono i profitti delle imprese!

 

Voi non lo mettereste ai lavori forzati un simile acerrimo nemico dei lavoratori che fa carriera perseguitandoli?

Ad esempio ad asfaltare le strade in agosto sotto il controllo degli operai, non lo vedreste bene?

Di quante e quali protezioni gode questo giudice dalla mille risorse e che fa carriera reprimendo i comunisti e gli altri oppositori?