CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato congiunto della DN e dell'ASP del 11.02.08 

Per la vigilanza rivoluzionaria!

Denunciamo il confidente del SISDE di Napoli, Giovanni Battista Cancello e il confidente della polizia politica (DIGOS) di Modena, Antonio Foglia.

 

La repressione e la persecuzione delle avanguardie di lotta, degli elementi delle masse popolari, degli antifascisti, dei rivoluzionari e dei comunisti si intensifica. La repressione è uno dei modi con cui la borghesia risponde alle richieste di una vita dignitosa da parte delle masse popolari; è un modo per impedire che la resistenza delle masse popolari possa trovare obiettivi comuni e organizzazione sotto la direzione dei comunisti. La repressione delle masse popolari e dei comunisti è un aspetto della lotta di classe.

La borghesia, alle prese con la crisi economica e la crisi politica e sociale del suo sistema, peggiora le condizioni di vita delle masse, cerca di riportarle indietro nella storia, coniugando violenza e repressione a mistificazione, corruzione, ecc. La necessità di contenere il malcontento, di reprimere la resistenza delle masse, pur continuando a mantenere la parvenza di un regime democratico, spinge la borghesia a scavalcare in continuazione, nella maniera più occulta possibile, le sue stesse leggi, gli stessi principi che stanno alla base della democrazia borghese.

La legge sulla privacy e, in contrapposizione, le continue intercettazioni, pedinamenti, controlli, licenziamenti, espulsioni dai sindacati delle avanguardie di lotta, e non solo, sono l’evidente tentativo della borghesia di camuffare un regime basato sempre più sulla violenza, sul controllo, sulla minaccia e non sul consenso, almeno parziale, delle masse. La borghesia fa le leggi, le cambia quando le conviene e le riadatta a suo uso e consumo (caso eclatante il falso in bilancio e tutte le lotte interne alla borghesia stessa sulle leggi sulla immunità parlamentare, sulle intercettazioni ai parlamentari e ai loro parenti e amici), le viola quando ritiene opportuno (le rendition, cioè i rapimenti della CIA in collaborazione con i servizi segreti dei vari paesi europei, Italia compreso, con invio in carceri segrete per fare torturare i prigionieri sono i casi più mostruosi e più evidenti).

Nella guerra che la borghesia conduce contro il proletariato e in particolare contro i suoi elementi avanzati e più coscienti, ogni mezzo, anche quelli illegali secondo il codice borghese, sono utilizzati per frenare lo sviluppo della mobilitazione rivoluzionaria della masse popolari e della classe operaia.

 

Anche dallo studio dei materiali relativi al settimo procedimento penale (procedimento giudiziario n. 32949/01 - PM Stefania Castaldi - Procura di Napoli del 2001) e ottavo (procedimento giudiziario n. 9096/03 - PM Paolo Giovagnoli Procura di Bologna 2003) a carico della carovana del (nuovo)Partito Comunista Italiano, in cui numerosi membri del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) sono stati coinvolti in prima persona, emerge con evidenza l’uso, diciamo “spregiudicato”, che la borghesia fa delle sue stesse leggi e in particolare dagli atti viene a galla, tra i tanti mezzi della borghesia, illegali e occulti, l’uso comune e diffuso di infiltrati, spie, confidenti e collaboratori a pagamento.

Dagli atti risulta che sono stati utilizzati per questo sporco lavoro due infami individui, due emarginati, due rifiuti della società:

Giovanni Battista Cancello con un passato (e anche un presente) di tossicodipendente e alcolizzato. Nato a Treviri (PG) il 08-02-1956, vissuto a Napoli e ivi abitante all’epoca dei fatti, in via Franzese n.5, Villaricca (Napoli). Dopo il blitz del 23 giugno 2003 questi si è apparentemente eclissato e trasferito a Modena dove probabilmente lavora presso l’ospedale civile.

Dagli atti della settima e ottava inchiesta è emerso che Giovanni Battista Cancello riferiva sistematicamente l’oggetto delle conversazioni che aveva con un membro dell’organizzazione dei CARC, di cui egli ha fatto parte per un breve periodo presso la sezione di Napoli, al SISDE (il Sisde oggi, dopo l’ultima riforma dei servizi segreti si chiama SIN, Servizio per la sicurezza interna). I due agenti del SIDSE a cui Cancello riferiva sono: Marcello Nicola e Morganella Donato. L’ufficio operativo di copertura dei due agenti segreti era ubicato presso la sede dell’INPS di Napoli, in via Nuova Poggioreale. Il numero di utenza telefonica usato per colloquiare con l’infame confidente era 0817871916.

 

Foglia Antonio, malato psichiatrico, residente a Modena in una struttura per malati mentali, “La Fattoria”. Detenuto negli anni passati (intorno agli anni 1994-1996) nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo. Dagli atti dell’ottavo procedimento risulta che questi era al servizio della DIGOS emiliana (è confidente della polizia sin dal 1993). Il Foglia collaborò per degli anni con la sezione del CARC di Modena e chiese anche di entrare nel Partito, cosa che non gli fu consentita. Nei fatti svolgeva un lavoro di infiltrato, spiava, registrava e/o riferiva alla DIGOS le nostre conversazioni e riunioni. Si accordava con la DIGOS per invitare singoli compagni in locali nei quali poi le conversazioni venivano registrate.

 

Questi elementi che avevano trovato nella collaborazione con il Partito dei Carc una dignità come persone e come proletari, nei fatti, perché ricattati o per denaro, hanno preferito rimanere nella loro emarginazione fino a rendersi complici della borghesia contro la loro classe e anche contro i loro amici, o almeno coloro che anche personalmente avevano tentato di sostenerli in una strada di crescita e di riscatto individuale e di classe.

 

Questa operazione di infiltrazione e spionaggio è partita nel 2001 (sotto il governo Amato), è proseguita sotto il governo Berlusconi-Bossi-Fini ed è continuata sotto il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti: in barba alle numerose riforme dei servizi segreti, leggi e provvedimenti per il rispetto della privacy, ecc. che nel frattempo sono venuti a gravare ulteriormente sulla Spesa Pubblica.

L’operazione di infiltrazione e spionaggio nella carovana del (n)PCI si salda con la formazione del “Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi”, costituito formalmente il 4 marzo 2004 a Roma, in violazione del dettato costituzionale, vigente sia in Italia sia in Francia, sulla separazione dei poteri giudiziario ed esecutivo. La composizione del gruppo è ancora segreta perché l’ex Ministro Mastella non ha mai risposto all’interpellanza depositata al Senato dai sen. Russo Spena e Boccia.

 

L’uso di spie e confidenti, molto utilizzato anche durante il fascismo, è un modo illegale e infame per portare avanti il controllo su chiunque venga considerato dagli apparati della borghesia come “potenzialmente” pericoloso.

Per i borghesi è un modo, inoltre, per utilizzare, nella loro sporca guerra contro le masse popolari, parte delle masse da loro stessi oppresse e sfruttate contro la parte più avanzata delle masse popolari. È un ulteriore sfruttamento e dominio sulla parte di esse più arretrata. Infatti questi elementi, già abbrutiti, vengono utilizzati dagli apparati repressivi e poi “ributtati” nella melma da cui provengono. Gli apparati legali ed extralegali dello stato li utilizzano e poi, quando non servono più e se non servono più, li scaricano, li denunciano nei loro stessi atti giudiziari, li “bruciano”, li espongono senza nessun problema al giudizio dei compagni da loro traditi e di tutte le masse popolari. I servitori della borghesia non si fanno nessuno scrupolo perché per loro sono solo uno strumento da utilizzare nella loro guerra contro la classe operaia e le masse popolari e lo fanno con lo stesso disprezzo e la stessa arroganza con cui sfruttano, uccidono, mutilano ogni giorno le masse popolari.

 

Non ci stupisce che esistano individui tra le masse così abbrutiti da essere disposti a qualunque cosa per un po’ di soldi, un posto di lavoro, o una loro “incolumità personale”: l’abbrutimento è uno dei prezzi pagati dalle masse popolari in questa società diretta dalla borghesia; né ci stupisce che i servizi segreti, la polizia e tutti i servitori dei ricchi e potenti della terra siano disposti a qualunque cosa pur di mantenere il loro potere, ma dobbiamo rilevare la nostra ingenuità e la nostra ancora relativa inesperienza nel trattare queste questioni.

Infatti siamo colpevoli di un ritardo notevole nel denunciare Cancello Battista e colpevoli di una denuncia debole, non propagandata adeguatamente, di Antonio Foglia.

Invece, ogni comunista, ogni rivoluzionario, ogni antifascista, ogni lavoratore deve denunciare senza esitazione spie e collaboratori al soldo degli apparati repressivi dello Stato borghese; è un modo per tutelare la sicurezza di ogni organismo, per rafforzare l’organizzazione delle masse popolari e la rinascita del movimento comunista e rivoluzionario.

Le spie e gli infiltrati non sono un problema che riguarda solo le organizzazioni direttamente coinvolte e indagate, ma riguarda tutto il movimento comunista e rivoluzionario e tutte le masse popolari che si organizzano (le indagini a carico del movimento No Dal Molin, i licenziamenti degli operai della SATA lo dimostrano) che sono potenzialmente sottoposti allo stessa metodologia di sorveglianza e controllo preventivo.

Denunciare pubblicamente questi individui infami significa rafforzare la vigilanza rivoluzionaria nelle nostra fila e tra le masse popolari! Perchè ciò 1) rende le spie e gli informatori individuati innocui, o per meglio dire inutili alla forze repressive, 2) dà a noi comunisti e alle masse la possibilità di riconoscerli e individuarli e quindi ci da la possibilità di proteggerci, 3) ci dà modo di comprendere gli strumenti utilizzati dalla borghesia in questo regime, un regime di controrivoluzione preventiva, 4) ci dà modo di considerare che ognuno di noi potrebbe subire le “attenzioni” degli apparati repressivi, potrebbe essere minacciato, lusingato, invitato alla delazione e al tradimento e quindi ci da modo di imparare a trattare anche queste questioni da comunisti.

La denuncia pubblica delle spie, infiltrati, delatori significa rafforzarci nella lotta contro la repressione, accrescere la nostra autonomia ideologica dalla borghesia, rafforzare il fronte comune di lotta!