CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Volantino della DN del 26.01.08 

Destro e sinistro: dopo Berlusconi è toccato a Prodi!

Le masse popolari hanno dato una sonora lezione anche a questa cricca di imbroglioni!
Avanziamo nella costruzione del Blocco Popolare per mettere davanti a tutto gli interessi delle masse!

 

In ogni campo il governo Prodi-D'Alema-Bertinotti (più Epifani) ha attuato lo stesso programma del governo Berlusconi, il programma comune della borghesia imperialista: sfruttare all'osso i lavoratori, rapinare i paesi oppressi, devastare l'ambiente. Con un'unica differenza: che l'ha coperto e condito con i quotidiani proclami a favore della pace e della democrazia, con le prediche del Papa sulla fratellanza tra i popoli, con il memorandum sulla pena di morte, con le tante promesse di miglioramenti salariali e di interventi fiscali a favore dei redditi delle masse popolari da realizzare in un futuro non definito, con qualche elemosina elargita ai lavoratori. E che ha puntato sui partiti della sinistra borghese e sui sindacati di regime per farlo digerire pacificamente alle masse popolari.

 

Le cose però non sono andate come contavano lorsignori. A dare il là al movimento delle masse è stata la parte avanzata delle masse popolari, i comunisti, i lavoratori avanzati, i sindacalisti onesti, gli antifascisti (la sinistra delle masse popolari) e non i Bertinotti, i Giordano, gli Epifani e quanti sostenevano di “lasciar fare a Prodi. Il risultato è che la mobilitazione delle masse popolari contro le misure di miseria e guerra del governo Prodi è diventata più vasta, diffusa, combattiva, anziché arretrare. E' questo che ha reso il circo Prodi sempre meno adeguato allo scopo per cui i suoi “grandi elettori” gli avevano affidato il governo del paese e ha acuito le contraddizioni al suo interno, fino a farlo esplodere.

Adesso i vari gruppi che compongono la borghesia imperialista (industriali, banchieri, Vaticano imperialisti USA e sionisti, malavita organizzata) contratteranno e si scanneranno tra loro per trovare un ricambio a Prodi. La lotta dei teatranti nelle prossime ore e nei prossimi giorni si incentrerà su questo.

 

Ma una cosa è certa: il problema non è se a Prodi succederà Amato o Marini, Draghi o Veltroni, il problema è far fare un salto in avanti alla mobilitazione delle masse popolari, sul piano dell'organizzazione e dell'orientamento!

Lo sviluppo della mobilitazione accentuerà la lotta fra i teatranti e aumenterà le loro difficoltà nell'applicazione della loro linea comune 1. far arretrare con le buone e con le cattive le mobilitazioni con cui le masse popolari hanno contrastato l'attuazione del programma comune, da Napoli a Torino, da Roma a Vicenza, dagli studenti della Sapienza di Roma ai metalmeccanici; 2. indurre almeno una parte delle masse popolari a partecipare, ai loro ordini, alla rapina di altre parti delle masse e dei popoli dei paesi oppressi per mantenere, difendere, migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro.

 

Le condizioni per fare il salto in avanti sono favorevoli.

Nel nostro paese centinaia di comitati e organismi hanno promosso e organizzato la resistenza delle masse popolari alle misure antipopolari e ai soprusi del governo Prodi e dei suoi mandanti. La resistenza delle masse popolari all'opera di rapina, guerra e devastazione dell'orda di sfruttatori, ladri e assassini che ora sta preparando il ricambio a Prodi può estendersi e rafforzarsi tanto più quanto più si farà strada in essa la volontà di liberarci non solo di questo o quel governo borghese, ma anche dei suoi mandanti e dell'ordinamento sociale che produce stragi come quelle della Thyssen o disastri come quello dei rifiuti a Napoli, la fiducia di riuscirci.

 

La nostra proposta.

Per dare forza e prospettiva alle lotte e alle mobilitazioni dei lavoratori e delle masse popolari occorre costruire un Blocco di tutte le forze contrarie “senza se e senza ma” al programma di miseria, sfruttamento, morte e guerra della borghesia e altrettanto decise a promuovere e sostenere la lotta di ogni settore e gruppo delle masse popolari.

Un Blocco che dica chiaro e tondo che la base USA di Vicenza non s'ha da fare, perché non serve alle masse popolari per vivere meglio, ma solo ai padroni e ai loro governi per aggredire, uccidere e torturare i popoli dei paesi oppressi e così riuscire a sfruttarli e rapinarli di più e meglio.

Un Blocco che alle esigenze dell'economia nazionale, della sicurezza nazionale, degli accordi internazionali, cioè dei padroni, dei ricchi e dei potenti, contrapponga quelle delle masse popolari.

Un Blocco che non contratti se le masse devono cedere 50 anziché 100 in termini di salari, pensioni, diritti, civiltà, che non le guidi di cedimento in cedimento promettendo ogni volta che sarà l'ultima, che non sostenga la menzogna o l'illusione che il benessere delle masse è compatibile con il capitalismo come continueranno a fare i residui della sinistra borghese raccolti ne “la Sinistra l'arcobaleno”, ma indirizzi il malcontento e l'insofferenza delle masse popolari per la vita dura e grama cui sono costrette contro i soli e veri responsabili: i padroni, i ricchi, gli speculatori della finanza, il Vaticano e il loro sistema.

Un Blocco che proclami in ogni angolo del paese che se lavoro, pace, uguaglianza e dignità sono incompatibili con l'equilibrio del sistema finanziario e il pareggio dei conti pubblici, basta eliminare il sistema finanziario e i conti pubblici e creare un nuovo ordinamento sociale in cui il benessere dei lavoratori smetta di essere in contrasto con l'economia nazionale, ma diventi il metro di misura del benessere della società e l'obiettivo di tutta l'attività sociale.

Un Blocco che irrompa nel teatrino della politica borghese, che partecipi alle elezioni ed entri nelle assemblee elettive per affermare gli interessi e le aspirazioni delle masse popolari e che usi anche quel teatrino per raccogliere e organizzare le forze intorno al programma delle masse popolari: fare del nostro paese un paese senza basi militari, senza stragi sul lavoro, senza miseria, senza precarietà e senza guerra, un paese senza padroni, un paese socialista.

Un blocco per assediare fin dentro il teatrino i padroni e i loro rappresentanti e non lasciargli libertà di manovra neppure nel loro terreno.

 

Ecco il governo che è caduto:

Per raccogliere voti il circo Prodi aveva promesso il ritiro delle truppe italiane dai fronti di guerra e l'impegno per la pace, aveva promesso (e i partiti della cosiddetta “sinistra radicale” lo avevano strombazzato a gran voce) che si sarebbe opposto all'estensione e all'intensificazione della guerra promossa dagli imperialisti USA e sionisti.

In realtà dal maggio 2006 ad oggi il governo Prodi-D'Alema-Bertinotti (più Epifani) ha fatto tutt'altro!

Ha sostituito i soldati con truppe di mercenari in Iraq, ha assunto il comando delle forze di occupazione NATO in Afghanistan, ha mandato nuove truppe a dare manforte ai sionisti in Libano.

Ha confermato gli impegni con gli imperialisti USA per il rafforzamento delle basi militari, a partire da quella di Vicenza, e favorito l'uso del territorio italiano come base delle loro operazioni di aggressione in Medio Oriente, in Africa e in Asia, ha collaborato e coperto le loro “operazioni sporche” in ogni parte del mondo, ha sottoscritto l'accordo per la costruzione dei bombardieri F-35 Lightning a Cameri e aderito allo “scudo stellare”.

Ha confermato l'accordo militare Italia-Israele già sottoscritto dalla banda Berlusconi e collaborato all'embargo genocida attuato dai sionisti contro Gaza.

Ha aumentato le spese per guerre e armamenti (24% in più in due anni) e ha preparato un decreto che finanzia le missioni di guerra in atto e quelle future, a partire dall'allargamento dell'intervento in Kosovo e dalla prossima guerra contro l'Iran.