CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato della DN del 17.01.08 

Pulizia, non polizia!

Fatti, non ecoballe né ecopromesse

 

Lo smaltimento dei rifiuti a Napoli e in Campania è un problema annoso che chiamarlo “emergenza” è la beffa che si aggiunge al danno inflitto alle masse popolari e all’ambiente. Dal 1994 sulla cosiddetta emergenza rifiuti è stato costruito un sistema di potere e affaristico che ha arricchito politici di destra e sinistra, malavita e industriali, commissari straordinari, commissioni e sottocommisioni, consorzi. Un sistema che ha ingoiato miliardi di euro tra finanziamenti pubblici e tasse rifiuti sempre più salate pagate dalle masse popolari della Campania.

Poco sono servite le diverse inchieste giudiziarie (tutte concluse con un nulla di fatto) o la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Campania istituita nel 1995. I rifiuti sono diventati il principale centro di affari e profitti per i governi locali e i partiti di Centro sinistra (con a capo Bassolino e Jervolino) e di Centro destra, per la camorra e per gli industriali di tutta Italia che hanno trovato posti per smaltire a basso costo il loro rifiuti tossici, riducendo la Campania a pattumiera d’Italia. Tutti continuano a lucrare sulla pelle e sulla salute delle masse popolari -della regione. Il risultato è il disastro ambientale e igienico-sanitario è sotto gli occhi di tutto il paese e del mondo intero!

Contro questa banda di criminali sta lottando con determinazione il movimento popolare contro le discariche e quello contro gli inceneritori sceso in campo in questi anni.

In questi giorni (e ad ogni periodica “crisi rifiuti”) politici parassiti e speculatori, assieme a vescovi, sindacalisti, esperti, giornalisti e intellettuali vari raccontano un sacco di panzane sulle cause di questo disastro, cercando di confondere le acque per coprire i veri responsabili, per perpetuare il “sistema affaristico”.

Tutti sono uniti nel cercare di addossare la responsabilità alle masse popolari.

Alcuni sostengono che “i napoletani producono più spazzatura degli altri”. In realtà i dati sulla  produzione di rifiuti solidi urbani (dati 2006) dicono che la Campania produce  circa 2,8 milioni t. di rifiuti (inferiore alla Lombardia: 4.,8 milioni di t. e grossomodo uguale all’Emilia-Romagna o alla Toscana).

Altri che le popolazioni non vogliono gli impianti di incenerimento perché il loro egoismo e localismo li porta ad avere  “mancanza di sensibilità verso le esigenze collettive”. In realtà i cittadini giustamente non si fidano degli speculatori e affaristi  che gestiscono l’affare incenerimento, visto che sono gli stessi che hanno gestito le varie emergenze rifiuti di questi anni e hanno prodotto l’attuale disastro ambientale e sanitario.

Altri che i napoletani “non hanno sensibilità ecologica visto che non fanno la raccolta differenziata”, come se l’organizzazione e la gestione della raccolta differenziata dipendesse dalla scelta e dalla volontà dei singoli e non da chi ha gestito e gestisce in modo criminale la cosa pubblica.

 

Quelli che lottano perché non accettano di continuare ad ammalarsi e morire a causa degli impianti legali e illegali di raccolta e incenerimento dei rifiuti urbani e industriali  sono indicati come violenti e facinorosi. In realtà hanno mille ragioni per combattere contro quanti hanno creato una vera catastrofe sanitaria: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Istituto superiore della Sanità e del Registro campano delle malformazioni congenite parlano chiaro: la Campania supera la media nazionale per mortalità (+ 9% per gli uomini e + 12% per le donne), per tumori al fegato (+ 19% per gli uomini e + 29% per le donne), per malattie al sistema nervoso (+83%)!

 

In questi anni alcuni più di “sinistra” e onesti hanno più volte denunciato la connivenza tra politica borghese, pubblica amministrazione, economia legale e criminalità organizzata, quel brulicare di affarismo, clientelismo, corruzione, intrallazzi e inciuci ai danni delle masse che si svolge dietro il sipario del teatrino della politica borghese. Il merito delle loro denunce è che indicano uno o l’altro dei numerosi e reali responsabili del disastro ambientale e sanitario della Campania, il limite è che non mettono assieme i pezzi, non vanno alla radice del problema.

La loro denuncia è un’arma spuntata se non si collega alla giusta mobilitazione delle masse popolari e se non mette in evidenza che è il sistema di potere della borghesia imperialista del nostro Paese (industriali, banchieri, alti ufficiali, affaristi, cardinali, ecc.) e la sua diramazione in Campania che ha creato e crea questo disastro, che alimenta questa guerra di stermino.  Solo cosi  è possibile spiegare perché le decine di inchieste e operazioni di polizia succedutesi negli anni contro i traffici di rifiuti hanno sortito effetti nulli o quasi, il legame di affare (i soldi non hanno odore) che unisce camorra e benemerite industrie settentrionali nello smaltimento dei rifiuti industriali o nella costruzione di inceneritori (i Romiti e la ditta Impregilo nel luglio 2007 sono stati rinviati a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture proprio per la  costruzione degli inceneritori).

La verità è che “a monnezza è oro” per tutta la borghesia imperialista italiana e quella campana in particolare: per gli imprenditori  (da quelli che “risparmiano” sulla gestione dei rifiuti pericolosi affidandoli alla camorra a quelli che intascano finanziamenti e sovvenzioni varie per la gestione dei rifiuti e lucrano sulla vendita dei prodotti derivati dai rifiuti); per i banchieri (che partecipano alla spartizione degli ecoprofitti e al riciclo dei denari sporchi lavandoli dietro una congrua percentuale); per i camorristi (che organizzano e gestiscono il trasporto e lo smaltimento legale e illegale);  per i politici borghesi di vario tipo e colore (che conquistano posizioni di potere, incassano tangenti e favori per loro, i loro familiari e la loro cricca); per funzionari, consulenti, tecnici della Pubblica Amministrazione e delle varie commissioni, sottocommissioni, ecc. pagati per occupare poltrone; per sindacalisti di regime che si riciclano come consulenti, esperti e persino commissari straordinari (è il caso, ad esempio, di Andrea Losco, sindacalista CISL che ha fatto carriera: consigliere comunale, poi provinciale, poi regionale, poi Presidente della Regione Campania e Commissario straordinario ai rifiuti dal 1999 al 2000, attualmente deputato del Parlamento europeo); per la corte vaticana che partecipa alla spartizione degli ecoprofitti grazie al posto di rilievo che occupa nel sistema finanziario italiano.

La mobilitazione prolungata e decisa delle masse popolari di Pianura, Quarto e delle altre zone di Napoli ha finora impedito che questa ennesima crisi venga risolta  riaprendo qualche discarica vecchia o nuova e lasciando che tutto continui come prima, che la gente continui ad ammalarsi e morire di rifiuti. 

Contro la lotta accanita delle masse popolari il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti e il suo ministro verde hanno gettato la maschera: non riuscendo a spezzare la lotta contro la riapertura della discarica con le cariche della polizia e dei carabinieri, hanno mandato  l’esercito e il macellaio De Gennaro (distintosi nei massacri di Napoli e di Genova nel 2001 e per questo promosso recentemente a capo del Gabinetto del Ministero dell’Interno!). Poi hanno fatto appello alla solidarietà nazionale, e qui sta l’imbroglio, perché i rifiuti di Napoli venissero accolti negli impianti di stoccaggio e di incenerimento delle altre Regioni.

Hanno fatto bene le popolazioni di queste regioni, a partire dalla Sardegna, a ribellarsi alla decisione dei loro politici di accogliere i rifiuti campani: la solidarietà con gli abitanti della Campania non si fa spartendosi i rifiuti, ma principalmente sostenendo la loro lotta, protestando contro le cariche della polizia e l’invio dell’esercito, unendosi nella mobilitazione contro il governo Prodi e le giunte Bassolino e Jervolino e tutti i responsabili del disastro ambientale e sanitario in cui versa la Campania, sostenendo le rivendicazioni degli abitanti di Pianura, di Quarto e delle altre zone di Napoli e dintorni, allargando il fronte della lotta contro la devastazione dell’ambiente e della salute e i suoi responsabili di ieri e di oggi.

Qualcuno storce il naso dicendo che “sono mobilitazione promosse dalla destra”.  Per valutare correntemente quello che accade bisogna tener presenti alcune questioni:

- dove non c’è la sinistra ad organizzare la mobilitazione delle masse popolari è “normale” che la destra cerchi di  strumentalizzarle, di usarle per propri fini politici;

- la denigrazione e la diversione è uno strumento della lotta di classe che la borghesia usa a man bassa e con maestria; a seconda del target su cui vuole fare presa usa l’argomento più efficace; l’abbiamo visto anche per la lotta di Pianura, Quarto e le altre zone di Napoli: illegale, violenta, capeggiata da facinorosi, da camorristi, da terroristi, da centri sociali, dettata da interessi egoistici, ecc.;

- quando era al governo, il centro-destra (oltre a fare le stesse cose che ora sta facendo il centro-sinistra), liquidava ogni lotta, mobilitazione, sciopero dei lavoratori e delle masse popolari dicendo che era opera “di un pugno di professionisti delle manifestazioni” e dei “soliti comunisti”; da quando è all’opposizione cerca di spacciarsi per “paladino” di quelle stesse lotte che ieri denigrava e reprimeva e di infilarsi strumentalmente per raccogliere voti, consensi e seguito;

- la borghesia ha bisogno dell’appoggio o perlomeno del consenso delle masse popolari alle sue misure di guerra, miseria e devastazione. Quindi la borghesia in generale, e quella più reazionaria in particolare attraverso le organizzazioni fasciste, sta facendo le sue prove di mobilitazione reazionaria delle masse popolari.

Noi sosteniamo che i reazionari e la destra, in definitiva, non possono farsi paladini e promotori degli interessi delle masse popolari (i loro mandanti e padroni ricevono gravi danni se la mobilitazione delle masse cresce) e che in definitiva ogni membro o frazione delle masse popolari ha di fronte solo due strade per mantenere, difendere e migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro: o unirsi agli altri lavoratori per eliminare la direzione della borghesia imperialista sulla società e instaurare una nuova società socialista (mobilitazione rivoluzionaria delle masse) o partecipare, agli ordini della borghesia imperialista, alla rapina di altre parti delle masse popolari (mobilitazione reazionaria delle masse). Questo vale anche per le lotte contro i rifiuti e indica qual è il compito dei comunisti e dei lavoratori avanzati in esse.

 

Gli abitanti di Pianura, Quarto e delle altre zone di Napoli hanno sperimentato sul campo chi sono gli alleati su cui contare, i nemici da combattere, i falsi amici o gli amici con tanti se e tanti ma da mettere alla prova. I comitati No TAV, No dal Molin e gli altri aderenti al Patto Nazionale di Solidarietà e Mutuo Soccorso hanno indetto per il 19 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale a sostegno delle popolazioni campane e per una nuova politica sui rifiuti “per rendere visibile a tutti che la devastazione dei territori assume forme diverse nei diversi luoghi ma risponde dappertutto alle stesse logiche: ogni problema diventa un'emergenza da risolvere passando sulla testa dei cittadini, e ogni occasione è buona per imporre scelte che non risolvono i problemi e creano nuovi danni”.

Il nostro partito, attraverso le sezioni di Napoli Flegreo, Ponticelli ed Ercolano, ha promosso e partecipato alla lotta contro la riapertura della discarica di Pianura e per esigere che venga trovata una soluzione al problema rifiuti conforme agli interessi delle masse popolari. La lotta esplosa a dicembre ha alle spalle un lavoro di mobilitazione, orientamento e organizzazione iniziato a maggio dell’anno scorso con la campagna elettorale, in cui la difesa dell’ambiente e lotta alla gestione clientelare del ciclo rifiuti da parte delle istituzioni furono un nostro argomento fondamentale e sviluppato con i comitati e i singoli contattati durante la campagna elettorale. Attraverso volantinaggi e assemblee il nostro partito ha promosso l’organizzazione della lotta contro i rifiuti. E’ nato così il Comitato Flegreo Ambiente e Territorio, che ha organizzato insieme all’Associazione Resistenza (formata  da un gruppo di giovani di Quarto anch’essi contattati con la campagna elettorale) manifestazioni, raccolte firme, presidi, ha preso parte alla task force sui rifiuti istituita, su pressione della lotta dei cittadini, dal sindaco di Quarto, ha ottenuto l’uso della sede del Consiglio comunale per tenere le sue riunioni e ha portato avanti la piattaforma elaborata raccogliendo le richieste delle masse nelle assemblee. 

L’impegno di alcuni nostri compagni in questa lotta li ha portati a divenire anche bersagli di attacchi repressivi e di minacce di affaristi e politicanti che sguazzano nell’affarismo politico e camorristico che cerca di deviare, dividere e indebolire la mobilitazione popolare. In questi giorni abbiamo denunciato pubblicamente queste minacce e manifestato la solidarietà al nostro compagno Davide Seconde e ad agli altri membri del Partito dei CARC e a coloro che sono in prima fila nella lotta contro i rifiuti minacciati dai camorristi a braccetto dei fascisti di Alleanza Nazionale e di Alternativa Sociale e in combutta con i poliziotti, i carabinieri e l’esercito guidati dal macellaio De Gennaro.

 

La devastazione dell’ambiente e della salute delle masse popolari  non sono una fatalità né un incidente di percorso, ma un prodotto dell’ordinamento sociale capitalista e della direzione dei padroni, del Vaticano e della criminalità organizzata. Solo la lotta delle masse popolari può rallentare e fermare la devastazione dell’ambiente e della salute e per dare forza e respiro anche queste lotte devono sfociare nell’eliminazione del capitalismo.

I comunisti devono promuovere e sostenere ogni lotta per la difesa dell’ambiente e della salute, unendola alle lotte contro la guerra, per la difesa del salario, per la difesa delle conquiste di civiltà e benessere e indirizzandola contro la borghesia e il suo criminale ordinamento sociale per fare dell’Italia un nuovo paese socialista e creare così le condizioni per una soluzione definitiva della questione dell’ambiente e della salute.

 

Sostenere e promuovere ogni lotta delle masse popolari contro la devastazione dell’ambiente e della salute!

 

Sostenere la lotta della popolazione di Pianura, Quarto e delle altre zone di Napoli e della Campania!

 

Protestare contro le cariche della polizia e l’invio dell’esercito per riaprire le discariche e attivare gli inceneritori in Campania!

 

Contro il governo Prodi-DAlema-Bertinotti e il suo rappresentate campano Bassolino appoggiare e organizzare la mobilitazione delle masse popolari!

 

Aderire e organizzare iniziative per la Giornata Nazionale di solidarietà  alle popolazioni della Campania del 19 gennaio!

 

Valutare ogni partito e ogni suo esponente non dalle promesse che fa ma da quanto sinceramente, concretamente e a fondo sostiene le sacrosante richieste della masse popolari e promuove la loro sacrosanta lotta in difesa dell’ambiente e della salute!

 

Non un voto, non un soldo, nessun sostegno ai partiti che votano a favore della riapertura delle discariche e dell’attivazione degli inceneritori! Non un voto, non un soldo, nessun sostegno ai partiti che appoggiano l’invio dell’esercito in Campania!

 

Costruire un Blocco Popolare di solidarietà, mobilitazione e lotta, che partecipi alle elezioni per fare irruzione nel teatrino e assediare la borghesia fin dentro le sue istituzioni, per rafforzare le mobilitazioni contro la devastazione dell’ambiente, contro il carovita, contro la guerra, contro la precarietà e l’attacco ai diritti, per sostenere senza se e senza ma gli interessi dei lavoratori, dei pensionati, degli studenti, delle casalinghe, dei disoccupati!

 

Presentare liste del Blocco Popolare alle prossime elezioni!