CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Comunicato della DN del 15.01.08 

Quanto fa paura un banchetto di propaganda!

Il PM Giovagnoli mobilita le “forze dell’ordine” per impedirci di volantinare!

 

Sabato 12 gennaio, il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) hanno organizzato a Bologna un banchetto per la raccolta di firme all’appello NO alla persecuzione dei comunisti! e per la propaganda di materiale informativo riguardo agli ultimi procedimenti giudiziari a carico della carovana del (n)PCI, portati avanti dal PM Giovagnoli della Procura di Bologna. Le ultime novità riguardano la chiusura dell’inchiesta e il rinvio a giudizio da parte della procura di Ancona di alcuni compagni dell’ASP e del Segretario Nazionale del Partito dei CARC per il reato di diffamazione: si accusano i compagni di aver “offeso la reputazione” del PM Giovagnoli, definendolo nell’appello No alla persecuzione dei comunisti! (sottoscritto da più di 5.000 persone) il “Novello Torquemada”!

Il Comune di Bologna dello “sceriffo” Cofferati con motivazioni pretestuose e fondamentalmente illegali ha cercato, scavalcando e ignorando le stesse leggi borghesi e in particolare la Costituzione, di vietarci l’utilizzo della piazza. Dopo che abbiamo messo il Comune davanti la loro illegalità e antidemocraticità è intervenuta direttamente la Digos per rassicurarci (ci hanno fatto ben 4 telefonate!) che nessuno voleva vietarci la piazza, che nessuno voleva vietarci un diritto sancito dalla Costituzione e che loro sapevano bene che non c’è nessun bisogno, per la legge italiana, di permesso per poter fare una riunione pubblica, un banchetto o un volantinaggio. La Digos ha però ben pensato di sviluppare una rappresaglia nei nostri confronti. Non potendoci impedire la nostra libera espressione attraverso la legge hanno cercato di intimorire i nostri compagni abusando del loro potere. I compagni sono stati fermati una prima volta in macchina a Modena, con tanto di lampeggianti, sirena e pistola alla mano! Hanno tentato una perquisizione dell’auto, senza mandato, e hanno minacciato i compagni di portare tutti in questura, di far saltare il banchetto: “potrebbero fermarvi anche venti volte da qui a Bologna, lo sapete?”,  oltre a tentativi di provocazione “non  mi rompere il cazzo”, “cerco di trattarvi alla pari”.

A Bologna, una volta allestito il banchetto nella piazza richiesta, piazza del Nettuno, si sono presentati circa sette funzionari della Digos, chiedendo a tutti i documenti. Tra questi una donna che ha filmato i compagni presenti con una telecamera. Alla richiesta di una spiegazione, è stato detto che probabilmente qualcuno ha letto il volantino e “si sarà incazzato” (forse sempre Giovagnoli?). L’identificazione è durata circa una mezz’ora. Ma non è finita!

Nel pomeriggio sono arrivati alcuni collaboratori, alcuni di loro minorenni, uno di loro è venuto con la madre: di nuovo si presenta la Digos e identifica tutti i compagni presenti che non erano già stati identificati al mattino. Semplice controllo! Ma nel momento in cui la madre del giovane compagno chiede di sapere il perché hanno richiesto i documenti, i quattro galoppini si dileguano.

Il Corriere della Sera dice che Giovagnoli è infastidito ma non certo preoccupato per la manifestazione dei Carc a Bologna. Al giornalista aveva dichiarato: «Non credo che siano pericolosi. I militanti di base sembrano pronti a tutto, ma i capi li tengono tranquilli perché secondo loro non è il momento». E allora perché le sue tre inchieste (in 4 anni) a carico dei dirigenti del Partito dei CARC?!!

E per fortuna che non è preoccupato!!! Per questo sguinzaglia il giudice di Ancona e poi la Digos di Modena e Bologna contro di noi per ostacolare la realizzazione di un semplice banchetto e di una raccolta di firme?

Giovagnoli non solo continua a utilizzare per suoi fini personali e suoi fini politici gli strumenti  che il suo ruolo di giudice gli mette a disposizione, ma continua principalmente a perpetrare una persecuzione politica contro i comunisti con uno stile tipicamente fascista.

Giovagnoli è un giudice aderente a Magistratura Democratica. Il primo obiettivo definito da questa associazione è: “lo sviluppo di una cultura giurisdizionale europea fondata sul rispetto, in ogni circostanza, dei principi dello Stato di diritto democratico, tra i quali spiccano in primo luogo il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali”. L’articolo 21 della nostra Costituzione dice “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, ma se a essere criticato è il PM Giovagnoli allora il “democratico” giudice “si offende” e scavalcando le stesse leggi della democrazia borghese non solo ci perseguita, ma tenta di intimorirci, bloccare, contrastare la nostra attività politica in tutti i modi.

Giovagnoli ci conferma di essere uno zelante persecutore dei comunisti.

Invitiamo Giovagnoli a dimostrare di essere veramente un giudice democratico e imparziale aprendo una inchiesta contro gli agenti della Digos che hanno minacciato e cercato di intimorire i nostri compagni, il capo di imputazione lo può scegliere lui tra i seguenti: minacce, abuso di potere, diffamazione, associazione sovversiva, ecc.

 

Il giudice Giovagnoli è un antidemocratico e un persecutore politico!

No alla repressione nei confronti dei comunisti, antifascisti, anarchici, lavoratori!

Teniamo alta la vigilanza democratica: mobilitiamoci per difendere i nostri diritti!

Sviluppiamo la mobilitazione per difendere gli spazi di agibilità politica conquistati con la Resistenza!