CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

Lettera del Partito dei CARC a Francesco Caruso - 9.04.08

Nei prossimi giorni 10, 100, 1000 dichiarazioni come quelle su Treu e Biagi!

 

Caro Francesco,

anche se con un po’ di ritardo, ti scriviamo in merito al tuo articolo pubblicato su Liberazione del 25 Marzo ’08. In esso, infatti, sviluppi delle riflessioni rispetto a questioni centrali, che riguardano tutti coloro che lottano per la difesa dei diritti conquistati dalle masse popolari e per la costruzione di un’alternativa al sistema vigente: il sistema capitalista. Abbiamo quindi deciso di intervenire pubblicamente per dire la nostra e contribuire al dibattito sulle questioni che sollevi.

 

Nell’articolo metti in luce la linea che guida la direzione del PRC nella scelta di candidarti in Veneto, per di più come secondo della lista: cercare di tagliarti fuori dal Parlamento in quanto deputato “non allineato” con il programma comune degli schieramenti borghesi (eliminazione dei diritti, saccheggio e occupazione dei paesi oppressi, repressione). Concordiamo pienamente con la tua analisi. Né la direzione del PRC, né le altre componenti del “teatrino della politica borghese” hanno infatti accettato la tua insubordinazione rispetto, ad esempio, alla drammatica questione delle morti sul lavoro. La tua giusta dichiarazione sulle responsabilità politiche di Treu e Biagi è infatti incompatibile con la funzione che ha il “teatrino” per la classe dominante: intossicare e ingannare le masse popolari del nostro paese per mantenerle in una posizione di subordinazione politica e ideologica. Questo “teatrino” per essere funzionale ha quindi bisogno di teatranti che accettano tacitamente la legge non scritta che “i panni sporchi si lavano in famiglia, lontani dagli occhi delle masse popolari”. La direzione del PRC partecipa a questo gioco e condivide questa legge non scritta (degli accordi dietro le quinte, anche se in pubblico fanno finta di litigare). Tu sei di troppo. Questa è la verità.  

Questo sgambetto nei tuoi confronti si combina con l’attacco anti-costituzionale sferrato nei confronti delle masse popolari con le varie leggi elettorali truffa “bipartisan” che si sono succedute, fino alla  “porcata” di Calderoli. Queste leggi sono state fatte, infatti, appositamente per impedire che liste indipendenti e autonome riescano ad entrare in Parlamento. Le masse popolari possono partecipare alla vita politica solo se “stanno al gioco”, solo se lasciano le redini della direzione nelle mani dei partiti borghesi e se accettano le loro leggi non scritte, gli usi e costumi del “teatrino”, senza metterlo in discussione e senza avere la “pretesa” di farla finita con il sistema economico, politico e sociale vigente.  

Isolamento ed eliminazione dal “teatrino” dei soggetti scomodi attraverso candidature improbabili e leggi anti-costituzionali di carattere preventivo (ossia finalizzare ad impedire l’entrata nel “teatrino” di liste indipendenti e autonome) sono però solo una faccia della medaglia. Quando ciò non basta, la borghesia ricorre infatti alla repressione, violando ancora di più la sua stessa legge, la sua stessa Costituzione.

A volte i due tipi di intervento avvengono simultaneamente, a volte l’uno precede l’altro. In ogni caso, l’uno rafforza l’altro, limitando l’agibilità politica degli oppositori e delle masse popolari.

Nel tuo caso, ad esempio, la manovra attuata dalla direzione del PRC si combina con il processo montato, su mandato dei “poteri forti”, dalla Procura di Cosenza contro il Sud Ribelle e altri militanti.  

L’attacco repressivo di Cosenza non è però un caso isolato. Esso si inquadra infatti in un’ondata repressiva più articolata che va dagli arresti del 12 febbraio all’inchiesta contro lo Slai Cobas-per il sindacato di classe, dalle condanne contro gli antifascisti dell’11 marzo alle condanne di Genova, dai licenziamenti politici (come nel caso di Mimmo Mignano di Pomigliano D’Arco) all’udienza preliminare del 13 maggio dei dirigenti del nostro Partito, dell’ASP e del (n)PCI voluto dal giudice Paolo Giovagnoli.

A nostro avviso bisogna denunciare in maniera chiara, decisa e sistematica l’insieme di queste misure, approfittando anche della campagna elettorale. A nostro avviso la giusta denuncia da te fatta nell’articolo manca di questa visione d’insieme. Questo la indebolisce e non la rende funzionale, come potrebbe, alla lotta per la difesa dei diritti e delle conquiste delle masse, per la costruzione di un blocco alternativo e antagonista a quello dei partiti borghesi e al loro programma comune.

Il nocciolo del discorso infatti è: la borghesia teme le masse popolari, teme che esse arrivino ad organizzarsi in maniera autonoma e indipendente per la difesa dei propri diritti e per la costruzione di un “altro mondo possibile”. Gli attacchi ai diritti politici sono la conferma della debolezza strategica della classe di parassiti e sanguisughe che governa il nostro paese.

 

Giungiamo così al secondo punto del tuo articolo che a nostro avviso deve essere oggetto di un dibattito collettivo delle forze progressiste e rivoluzionarie del nostro paese: definire il progetto alternativo a quello del sistema capitalista. In sintesi, concretizzare “quale altro mondo è possibile” e come arrivarci.

Noi pensiamo che l’unico altro mondo possibile è il socialismo: una società in cui le aziende non producono profitti per un pugno di padroni e di parassiti, ma beni e servizi per il benessere delle masse popolari, in cui i lavoratori e le masse popolari (che costituiscono il 90% della popolazione) prendono nelle loro mani la direzione della società e riorganizzano tutte le attività in conformità alle loro esigenze. Il primo passo per costruire questo altro mondo possibile è strappare il potere dalle mani di un pugno di parassiti e padroni che governa il nostro paese, le nostre regioni e le nostre città (e che costituisce il 10% della popolazione).  

Questo altro mondo non è solo possibile ma è anche necessario: è l’unica via di uscita possibile dalla crisi e dal marasma in cui i padroni, i ricchi, il Vaticano e i loro politicanti hanno gettato le masse popolari. I Montezemolo, i Draghi, i Berlusconi e i Veltroni indicano e impongono una via per uscire dalla crisi generale: assoluta libertà per i padroni di sfruttare, rapinare e devastare l’ambiente, nel nostro paese e nel mondo. E’ una via di miseria, guerra e morte per le masse, ma è una via. Fare dell’Italia un nuovo paese socialista è l’unico programma realistico e alternativo a quello di questa gente. Chi invece ha come programma il “meno peggio”, chi cerca di conciliare gli interessi dei padroni con quelli delle masse popolari, chi indica come unica strada quella di convincere i padroni a essere meno voraci, di fatto apre la strada al peggio, si trascina al carro dei Berlusconi e dei Veltroni e condanna quelli che lo seguono alla sconfitta e all’impotenza: lo abbiamo ben visto  nei due anni di governo Prodi!

Una delle componenti della lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista è costruire il Blocco Popolare (BP). Per Blocco Popolare intendiamo un fronte ampio che unisca tutti coloro che lottano, senza se e senza ma, per la difesa dei diritti delle masse popolari e per la costruzione di un “altro mondo possibile”: tutti i collettivi, i comitati di lotta, le sezioni dissidenti del PRC e del PdCI, i sinceri democratici, gli anti-imperialisti, gli anti-fascisti, gli anti-capitalisti. Questo Blocco Popolare unirà le lotte nelle piazze (togliendo spazio alla destra che invece cerca di mettere “masse contro masse”) e le combinerà con le irruzioni nel “teatrino della politica borghese”. Riteniamo infatti che sia necessario dar battaglia su tutti i terreni: dalle piazze ai palazzi del potere.

In sostanza, caro Francesco, le questioni e le domande che hai sollevato nel tuo articolo si traducono nell’utilizzare al meglio questi ultimi giorni della campagna elettorale

- per portare fino in fondo la denuncia contro i tentativi di limitare la partecipazione delle masse popolari in maniera autonoma al teatrino e contro le misure repressive messe in campo dalla borghesia per frenare la mobilitazione popolare

- per rompere la cortina di fumo con cui la borghesia nasconde alle masse popolari le sue manovre, le sue malefatte e i suoi intrighi

- per propagandare nel migliore modo possibile la necessità di costruire un fronte comune di lotta e solidarietà che combini la lotta nelle piazze con l’irruzione nei palazzi del potere.

In questo modo darai un contributo importante a creare le condizioni che permetteranno, dopo la campagna elettorale, di avanzare con un passo più spedito nella costruzione di un blocco alternativo e antagonista a quello della classe borghese.

 

Sfrutta la posizione mediatica che ti hanno dato quelli che oggi vogliono segarti e contribuisci con forza a questa operazione politica e di prospettiva!

 

Concludi questa campagna elettorale in modo dirompente, sferra nuovi duri colpi alla classe di sanguisughe che ci comanda e ai suoi politicanti: nei prossimi giorni 10, 100, 1000 dichiarazioni come quelle su Treu e Biagi!