CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2008

 

La rivoluzione nepalese avanza

di Bill Templer

 

Il 15 agosto 2008 a Kathmandu, in una storica votazione, Pushpa Kamal Dahal (aka Prachanda), presidente del Partito Comunista del Nepal (maoista), è stato eletto Primo Ministro della Repubblica Federale Democratica del Nepal, dove ora "un maoista governa dal tetto del mondo”. Prachanda ha ottenuto l'80% dei voti dell'Assemblea Costituente. Questa tornata segue l'elezione a sorpresa di Ram Baran Yadav del Partito del Congresso come nuovo Presidente della Repubblica il 22 luglio, mossa considerata in tale data come un colpo momentaneo serio al PCN(m).

Nelle elezioni del 10 aprile il PCN(m) ha ottenuto un chiaro mandato popolare (40% di tutti i delegati eletti all'Assemblea Costituente), dopo una lotta armata lunga dieci anni condotta dal PCN(m) contro la monarchia recentemente destituita.

Shyam Shrestha dopo le elezioni ha detto: “Il popolo del Nepal sta sorgendo, e il livello del loro risveglio è sorprendente. La loro coscienza è più avanzata di quella di chi dirige i partiti politici. La classe feudale cercherà di opporsi al cambiamento, ma la composizione dell'Assemblea Costituente e il livello di coscienza del popolo sono molto alti, ed essi non possono sostenere questa pressione.

Ora, con Prachanda al vertice dello stato, si prevede che il PCN(m) otterrà controllo ministeriale su una serie di ministeri chiave, così che il PCN(m) e il suo movimento avrà possibilità di dar prova di sé: "nel mostrare la loro serietà riguardo le trasformazioni sociali in nome delle quali sono andati in guerra. Hanno una fortissima presenza nei villaggi, e molti si aspettano ardentemente che siano in grado di costruire sulla base di ciò che hanno iniziato, erodendo le discriminazioni di casta e di genere. Hanno anche promesso un più equo sistema di proprietà terriera.”

Prachanda e il suo partito, nonostante la vittoria elettorale a valanga e l'attuale elezione democratica a Primo Ministro, restano in cima alla lista dei terroristi di Washington. Il Dipartimento di Stato e l'ambasciata USA a Kathmandu stanno destreggiandosi su varie definizioni di “terrorismo” che possono tentare di applicare al PCN(m). L'ambasciatrice USA Nancy Powell in una recente intervista è cauta nell'esprimere come realmente Washington vede la trasformazione in Nepal e sottolinea le sue preoccupazioni neoliberali nel promuovere “il settore privato, il libero mercato e gli investimenti esteri diretti” nel paese: “Noi auspichiamo con forza che il nuovo governo riconosca che il settore privato è di gran lunga il motore più potente della crescita economica”. Roshan Kissoon sottolinea: "Quando gruppi nella lista dei “terroristi” cominciano a vincere le elezioni avviene un'altro fenomeno curioso. Il termine effettivo di “terrorista” si inverte, la sua completa falsità traspare, e si determina una specie di collasso morale degli USA e di quello che rappresentano. È una specie di rovesciamento morale.”

È veramente importante che ovunque i progressisti afferrino meglio il significato di quello che avviene in Nepal. Le notizie su questi sviluppi molto importanti in genere vengono eclissate sia nei media di regime che in quelli indipendenti, inclusa molta stampa socialista. Come ha commentato Gary Leupp lo scorso aprile: “Il risultato elettorale dovrebbe essere udito “in tutto il mondo”. Dovrebbe essere in prima pagina. Ma così non è stato. Potete leggere The Red Star, il quindicinale in inglese del PCN(m), per notizie e opinioni di prima mano. Un ampio spettro dell'opinione locale sulla Rivoluzione e sulle sfide che il Nepal ha di fronte è esposto in un unico blog, che vale la pena di esplorare.

IL PCN(m) è uno dei principali partiti del Comitato di Coordinamento del Partiti e delle Organizzazioni Maoiste dell'Asia del Sud (CCOMPOSA),costituito da partiti di Bangla Desh, India, Sri Lanka, Bhutan, e dal Partito Comunista dell'Iran (ML-M).  Anche CCOMPOSA merita di essere meglio conosciuto al di fuori della sua regione, sebbene noi possiamo criticare alcune sue particolari posizioni o tattiche. La sua Dichiarazione è stata adottata nell'agosto 2002 e può aiutarci a capire meglio l'orientamento dei socialisti rivoluzionari nell'Asia meridionale (e occidentale) che si considerano parte del movimento maoista.

In Europa, il (n)PCI (nuovo Partito Comunista Italiano), fondato nell'ottobre 2004, si è particolarmente espresso a sostegno della lotta popolare del Nepal. La sua Dichiarazione di Fondazione espone un visione nuova per la ricostruzione socialista rivoluzionaria e la mobilitazione di massa in Italia e altrove. Un articolo "La prima grande vittoria del movimento comunista internazionale nel XXI secolo”, pubblicato in italiano nel foglio di partito La Voce (1 luglio 2008), sottolinea la storica importanza di quello che sta accadendo in Nepal.  Il Partito dei Comitati d'Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC) in Italia, stretto alleato del (n)PCI dal 2005, ha pubblicato un articolo sulla rivoluzione nepalese nell'ultima edizione di The Red Star, sviluppato sulla base del precedente articolo de La Voce.  È riportato sotto, e solleva questioni importanti per la più vasta lotta internazionale dei lavoratori.

L'articolo rileva il forte sostegno al sollevamento rivoluzionario del Nepal entro la International League of People's Struggle.  L'ILPS, fondata nel 2001, è un'organizzazione che comprende molte ONG. Recentemente ha mobilitato gli attivisti a sostegno di Dave Pugh in relazione alla sua detenzione in India per il suo lavoro d'inchiesta sul movimento contro le espropriazioni. Jose Maria Sison, presidente dell'ILPS, ha pubblicato una "Lettera di congratulazioni al Compagno Prachanda per la sua elezione a Primo Ministro”. Pochi partiti socialisti hanno fatto altrettanto.

La Rivoluzione Nepalese merita la solidarietà internazionale. Può essere fonte di ispirazione diretta per la resistenza popolare lungo il lato sud dell' Himalaya e ben oltre.  Nella regione, è probabile che “date le estreme e crescenti contraddizioni della società indiana, un vero regime rivoluzionario in Nepal avrà riflessi immediati e profondi in tutta l'India e in particolare nel nord e nel nord est. Inoltre, sebbene non abbia alcun confine in comune con il Bangla Desh, il Nepal è a poche dozzine di chilometri da questo paese, entro cui 150 milioni di persone vivono in condizioni molto dure. Kissoon, scrivendo su The Red Star, è preoccupato ma anche fiducioso: “Abbiamo visto che è stato architettato un colpo di stato per impedire ad Hamas di diventare governo della Palestina, e ci sono tutte le ragioni per credere che gli USA pianifichino qualcosa del genere in Nepal. [. . .]  Qui il PCN(maoista) si è attrezzato di conseguenza, ed è preparato ad ogni evenienza. Quello che è stato conquistato e il cammino che si ha davanti sono cose che bisogna proteggere.

Ho lavorato molti anni in Nepal, ma né io né i miei studenti abbiamo mai pensato che avremmo visto il giorno della Repubblica Federale Democratica sorgere sul Sagarmatha (Monte Everest), e che ora è una realtà”. Roshan Kissoon, che ha insegnato inglese e molto altro agli uomini e alle donne dell'Esercito Popolare di Liberazione nella campagna, e che conosce il movimento popolare alla sua base, lo dice bene: "Per le masse popolari del Nepal, i poveri e gli oppressi, i diseredati e i senza-terra, la storia è solo all'inizio".

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Il movimento comunista internazionale e la rivoluzione nepalese

La rivoluzione in corso in Nepal sta provocando molte reazioni nel movimento comunista internazionale. Molte sono positive, altre positive con riserva, alcune sono negative. Queste molte reazioni testimoniano l'importanza della rivoluzione nepalese, ed è bene che si sviluppino e si pongano in relazione tra loro, e che si sviluppi un dibattito franco e aperto tra le molte forze del movimento comunista internazionale. Un dibattito franco e aperto è lo strumento necessario per superare il settarismo che è, in questo caso, l'attitudine ad ignorarsi reciprocamente, ognuno chiuso nel suo ambito ideologico o nazionale.

Il settarismo è una debolezza del movimento comunista internazionale, persistente in questa fase iniziale della nuova ondata della rivoluzione proletaria. Espressione concomitante di questa debolezza è l'atteggiamento delle grandi aggregazioni del movimento comunista internazionale verso la rivoluzione nepalese.

Infatti, per decenni, sono esistite alcune grandi aggregazioni, costituitesi in contrasto con il revisionismo moderno, che riunivano partiti e organizzazioni comuniste di tutto il mondo. Lo stesso Partito Comunista del Nepal è membro di una di queste aggregazioni, e il nostro partito è membro di un'altra. Queste aggregazioni non si sono ancora chiaramente espresse sul significato della rivoluzione nepalese. L'unica che lo ha fatto è stata la International League of People's Struggle (ILPS), che tuttavia aggrega organizzazioni di massa e non partiti e organizzazioni politiche.

Il fatto che le organizzazioni esistenti del movimento comunista internazionale non si siano ancora espresse sul significato della rivoluzione nepalese è importante. A nostro giudizio, mostra il loro limite.

Infatti tutte queste aggregazioni si sono costituite e hanno assunto un significato come strumento di lotta contro il revisionismo moderno. Hanno avuto utilità nel combattere questo nemico del movimento comunista, i cui giorni, tuttavia, sono al termine in molti paesi. Mantiene forza in ambito internazionale e in alcuni paesi (in India, ad esempio, dove massacra le masse popolari come è successo a Nandigram, o in Cina, dove governa il paese). Tuttavia, altrove i revisionisti o non esistono più o esistono a malapena. Alcuni sono spariti con il crollo dei primi paesi socialisti. Altri nei paesi imperialisti sono praticamente svaniti, come è successo in Italia alle ultime elezioni. Alcuni continuano ad esistere ma sono stati schiacciati, come è successo alle elezioni per l'Assemblea Costituente in Nepal. Più i revisionisti arretrano, meno l'antirevisionismo serve come mezzo sufficiente per unire le varie forze comuniste.

Le varie aggregazioni internazionali esistenti differiscono ideologicamente tra loro (marxiste-leniniste, marxiste-leniniste con atteggiamento positivo verso il pensiero di Mao Tse-tung, marxiste-leniniste-maoiste). Hanno però avuto l'antirevisionismo come carattere comune e punto forte. Quanto più questo carattere perde importanza, tanto più esse lo perdono come punto forte a cui riferirsi.

Oggi le varie aggregazioni internazionali di partiti e organizzazioni comuniste non possono limitarsi a dire contro cosa combattono (revisionismo, imperialismo, ecc.), ma devono dire per cosa combattono. Hanno da segnare un corso per avanzare. Il fatto che denuncino le bugie dei revisionisti e i crimini degli imperialisti, ma che non siano capaci di dare un giudizio oppure si mantengano sul vago riguardo alla situazione in Nepal, dove i comunisti avanzano, è un segno delle loro difficoltà.

Nessuna delle varie aggregazioni di organizzazioni e partiti comunisti può porsi nemmeno come embrione di una nuova Internazionale se non supera questa difficoltà, se si limita a denunciare il revisionismo e l'imperialismo, se non propone un percorso che conduca i comunisti alla vittoria, nei paesi imperialisti e nei paesi oppressi e semicoloniali, in accordo con le relative condizioni specifiche.

Tali proposte non sorgono da qualche genio individuale, né dalle particolari qualità di un singolo partito o organizzazione. Sorgono dal dibattito franco e aperto tra i vari partiti e organizzazioni comuniste a livello internazionale. Questo dibattito, quindi, deve unirsi alla collaborazione pratica su tutti i fronti di lotta (contro l'imperialismo, per difendere le conquiste della classe operaia e delle masse popolari, i popoli e le nazioni oppresse, le donne, i giovani, l'ambiente, ecc.) e alla reciproca solidarietà. In questo modo il dibattito non potrà ridursi a un discorso vuoto e astratto: la pratica comune confermerà quali posizioni sono giuste e quali no.

Il dibattito franco e aperto, la pratica comune, la solidarietà reciproca sono i pilastri che sostengono la strada maestra dell'unità del Movimento Comunista Internazionale.

2008, Luglio

Partito dei CARC - Settore delle Relazioni Internazionali