CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2007

 

Comunicato della DN del 31.12.07

Giovagnoli apre il 10° procedimento a carico del Partito dei Carc e dell’ASP!

Giovagnoli attacca la libertà di pensiero e di parola!

Giovagnoli continua ad ergersi a paladino della repressione contro i comunisti e contro ogni forma di protesta e ribellione.

 

Giovagnoli, magistrato appartenente a Magistratura democratica, ci dà un’ulteriore prova di democrazia attaccando direttamente l’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Questo diritto non esiste se viene criticato il Sig. Giovagnoli.

 

Giovagnoli ha dato mandato alla procura di Ancona di difendere la sua “rispettabilità”. Ha fatto aprire al PM Marco Pucilli, che si è prestato immediatamente al gioco politico e agli interessi personali di Giovagnoli, un’inchiesta a carico dei compagni dell’ASP Rosalba Romano, Massimo Amore e Marco Lenzoni, e a carico del segretario nazionale del Partito dei Carc, Pietro Vangeli, per gli articoli 110 (concorso) e 595 (diffamazione). Il reato per cui Giovagnoli ha fatto indagare e accusare i compagni dell’ASP è quello di aver scritto e diffuso un volantino con questa frase “Dopo 25 anni di persecuzione politica e 7 procedimenti conclusisi tutti con un nulla di fatto (se non a volte con il risarcimento dei danni per gli indagati) la procura di Bologna, capitanata dal procuratore Paolo Giovagnoli (lo stesso che ha indagato per associazione sovversiva gli studenti universitari bolognesi colpevoli di essersi auto-ridotti il costo della mensa universitaria) è ora pronta ad andare a fondo con l’ottavo procedimento che ha come vero unico scopo l’eliminazione del (nuovo) Partito comunista italiano e della sua carovana. Gli inquisitori dello Stato borghese cercano di colpire il rinascente movimento comunista servendosi delle leggi speciali antiterrorismo e di mezzi spesso illegali”; e il segretario del Partito dei Carc per aver inviato via e-mail un comunicato in cui “si offendeva la reputazione di Paolo Giovagnoli magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di Bologna. In particolare nel testo il detto magistrato veniva definito “zelante persecutore di turno”, “novello Torquemada” e “dispensatore del reato associativo a Bologna”. Da sottolineare che il comunicato in questione è stato sottoscritto ad oggi da più di 5.000 persone tra cui intellettuali e politici, oltre che lavoratori, studenti, pensionati ecc.

Adesso dobbiamo supporre che Giovagnoli vorrà indagare, processare e arrestare tutti i 5.000 firmatari dell’appello a cominciare dal sindaco di Napoli, Iervolino, alla astrofisica Margherita Hack, al giornalista Deaglio e ai deputati Diliberto e Heidi Giuliani!

Giovagnoli dopo aver aggirato la divisione tra poteri esecutivo e giudiziario, principio base della democrazia borghese,  come membro del “gruppo franco-italiano per le minacce gravi”, dopo aver aggirato le leggi della democrazia borghese continuando ad aprire e chiudere procedimenti nei nostri confronti, adesso aggira la stessa Costituzione Italiana.

In tal modo non solo Giovagnoli sta continuando con la sua opera di repressione e persecuzione nei confronti di qualunque forma di dissenso e in particolare dei comunisti (siamo oramai al 10° procedimento a carico della carovana del nuovo PCI, se non è persecuzione questa!), non solo si mette alla testa, si fa portatore ed esempio per le varie Procure d’Italia, della trasformazione dei tribunali in Tribunali speciali, di triste e fascista memoria, e si mette alla testa del rafforzamento delle misure repressive nei confronti degli oppositori politici, ma usa il suo ruolo istituzionale, i soldi della pubblica amministrazione (cioè i nostri soldi) per proteggere se stesso dalle critiche che gli provengono dalle masse. Usa le risorse dello Stato per scopi personali perché si è “offeso” per essere stato chiamato persecutore e novello Torquemada. Lo fa riconfermando a tutti che è un persecutore di comunisti ed un individuo che usa il suo ruolo e la sua figura non per il bene e gli interessi collettivi, ma solo per preservare se stesso dalle critiche, per preservare la sua poltrona e i suoi privilegi. Giovagnoli usa il PM Pucilli per minacciarci. “Se mi criticate utilizzo i miei poteri per indagarvi ulteriormente, ancora e quando voglio, per continuare a danneggiare la vostra attività politica” (a distanza di anni non ha ancora restituito i computer e altri materiali sequestrati nelle perquisizioni). Il PM Giovagnoli minaccia 5.000 persone firmatarie dell’appello incriminato NO alla persecuzione dei comunisti! e tutti gli italiani: non osate criticarmi perché vi spedisco in galera, vi metto sulla lista nera (vedi pressioni tramite un’apposita campagna stampa contro alcuni firmatari per ritirare la firma)!

Giovagnoli ci minaccia perché ha paura delle verità che noi diciamo e pubblichiamo!

I poliziotti nella bassa bergamasca usando una macchina rubata, armati, vanno a picchiare gli extracomunitari, facendo come le squadracce nere. I giudici e gli apparati statali perseguitano i comunisti, gli anarchici, gli antifascisti, i lavoratori, usano il loro potere per cercare di imporre la loro politica, per imporci un regime che elargisce soltanto miseria e morte per i lavoratori e per le masse e garantisce ricchezza e lusso ai padroni e ai loro amici. Oggi, ultimo dell’anno, la televisione annuncia tutti i posti esauriti per i veglioni di fine anno a 1.000 euro a persona (lo stipendio mensile di un operaio), mentre gli operai della Thyssen Krupp accompagnano la salma del loro settimo compagno ucciso dai padroni, per i profitti dei padroni, mentre Prodi scia e versa le solite lacrime di coccodrillo per la TV.

Chiamiamo tutti i lavoratori, gli studenti, i pensionati, tutti coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese, tutti coloro che soffrono l’ingiustizia di questo regime ad unirsi alla solidarietà con tutti i compagni e i lavoratori che lottano per un mondo migliore colpiti dall’arrogante repressione di Giovagnoli e di tutti gli altri giudici servi della politica dei padroni.

Chiamiamo tutti i sinceri democratici a difendere gli spazi di agibilità politica conquistati con la Resistenza, conquistati con il sangue, il sacrificio, la lotta dei Partigiani!