CARC

Comunicati e volantini della Direzione Nazionale

Archivio - 2007

 

Comunicato stampa del 12.12.07

La classe operaia piange i suoi morti.

La borghesia difende i suoi assassini.

 

Negli articoli pubblicati sulla stampa che trattavano della manifestazione svoltasi a Torino a seguito della strage di operai alla Thyssen Krupp, in particolare quello del Corriere della sera del 11/12/2007, emerge una descrizione del nostro Partito che vorrebbe essere, nell’intento del giornalista Marco Imarisio, patetica. Il giornalista scrive: “(…)Le solite sigle CARC e Iniziativa Comunista ormai una tassa consueta da pagare ad ogni manifestazione. Ci provano anche stavolta, alcuni ragazzini tirano qualche uovo, qualche sasso contro la facciata del palazzo. I colleghi delle vittime del rogo li fronteggiano, chiedono spiegazioni per quella mancanza di rispetto al loro dolore. Capiscono che con questa gente non c’è nulla da spartire e da parlare. Con un gesto  bellissimo, che rivendica una vera diversità, li lasciano soli alle loro finte guerre e tornano al presidio davanti alla fabbrica (…)”.

Teniamo a precisare che il rapporto del nostro Partito con gli operai e in particolare con gli operai dello spezzone della Thyssen Krupp, è stato un rapporto di condivisione dello stesso lutto e delle stesse istanze che essi hanno espresso chiaramente durante la manifestazione.

L’attacco sferrato dalla stampa non è casuale. Essa sostiene il padronato e il ruolo che oggi si stanno giocando le dirigenze sindacali. I sindacati di regime sempre più tradiscono le aspirazioni della classe operaia, la fiducia che essa gli ha dato. I padroni e anche i sindacati di regime temono che la classe operaia riallacci il suo legame con i comunisti. A dimostrare ciò, la verità (che il giornalista ha omesso e mistificato) è che un gruppo di operai, prima che iniziasse il corteo, ha reagito al tentativo di estromettere i compagni del nostro Partito dal corteo da parte di una funzionaria dei sindacati di regime. Alla sua affermazione “in questo corteo non vi vogliamo e non siete stati invitati”, il gruppo di operai si è avvicinato alla funzionaria sindacale e le ha risposto che se c’era qualcuno fuori posto in quella manifestazione questi era proprio lei. I fischi li han presi Bertinotti e Rinaldini. A loro gli operai hanno ricordato che i loro morti sono veri e anche le loro guerre.

I giornalisti descrissero come “mostro” il nostro compagno Valter Ferrarato quando in un’intervista TV nel 2004 dichiarò a proposito di Biagi: “noi non piangiamo per Biagi, noi piangiamo per i nostri morti, per i morti sul lavoro, per i nostri compagni”.  I sindacati espulsero Valter dalla Fillea-CGIL per questa dichiarazione e il Sin-cobas espulse decine di iscritti perché a loro volta espressero solidarietà con Valter. La dirigenza della Thyssen Krupp non ha trovato il tempo per inviare neanche un rigo di condoglianze alle famiglie degli operai arsi vivi nella loro azienda, ammazzati da loro. I padroni e i politici hanno trovato però il tempo e lo spazio sui media per portare avanti un linciaggio mediatico contro l’on. Caruso che “ha osato” indicare come i responsabili dei morti sul lavoro Treu e Biagi.

La borghesia conferma che ogni classe piange i suoi morti!

La borghesia punta a ostacolare il rafforzamento del legame tra i comunisti e la classe operaia: attraverso le insinuazioni dei pennivendoli padronali, come questa di Imarisio, attraverso le inchieste giudiziarie (i 9 procedimenti contro il (n)PCI e contro il Partito dei CARC, l’inchiesta a carico dello Slai cobas-per il sindacato di classe, ecc.), i licenziamenti delle avanguardie operaie (i quattro operai licenziati dalla Sata di Melfi, Mimmo Mignano dalla Fiat di Pomigliano, ecc.). Additano i comunisti e le avanguardie dei lavoratori come terroristi, mentre i padroni ammazzano per il loro profitto ogni giorno 4 lavoratori. Chi sono i veri terroristi?

La verità è che la borghesia teme che il lutto di oggi si trasformi in riscossa, in lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

 

Ci stringiamo intorno alle famiglie dei lavoratori uccisi. Il nostro dolore di oggi rafforza la nostra determinazione alla lotta per il socialismo!

Antonio, Bruno, Roberto e Angelo vivranno per sempre nei nostri cuori e nella nostra lotta!

Faremo dell’Italia un nuovo paese socialista!