Solidarietà da Left Radical of Afghanistan
Quella che
segue è la traduzione del messaggio di solidarietà
pervenutaci da “Sinistra Radicale dell’Afghanistan”,
organismo presente alla Conferenza di Cianciano, entro
cui si raccolgono forze comuniste che hanno scelto
questa denominazione perché i comunisti non hanno
agibilità politica in Afghanistan.
Cari compagni
dei CARC,
esprimiamo la
nostra solidarietà a voi e ai compagni condannati a
Parigi. Siamo convinti che la borghesia e i capitalisti
non smettono neanche un minuto di dedicare la loro
attenzione ai comunisti e alle forze progressiste nel
mondo, e agiscono congiuntamente dagli USA all’Europa,
all’Asia, all’Africa e all’Australia per schiacciare gli
operai, i giovani, i movimenti democratici e contro la
guerra particolarmente se sono guidati e promossi dai
comunisti. Non è una cosa sorprendente. Per questo
motivo la forze progressiste e particolarmente quelle
operaie e comuniste devono destarsi e non lasciarsi
ingannare dalla pittoresca democrazia del capitalismo e
dai loro “governi eletti”. Il nemico di classe dà
libertà d’azione limitata all’arco di coloro che non
sono pericolosi per il suo potere. In caso contrario,
usa tutto il suo potere per etichettare i soggetti come
“terroristi” e “ribelli”, in modo da legittimare gli
attacchi barbarici che intende sferrare contro di loro.
Questo è provato dall’esperienza dell’ultimo decennio,
almeno.
Il compito dei
movimenti e delle forze comuniste, socialiste,
progressiste, operaie e antimperialiste, al di là delle
differenze tra di loro, è di comprendere la realtà e
tenere conto degli interessi comuni, agire contro la
borghesia che domina nel loro paese e contro
l’imperialismo nel mondo insieme, in un fronte unito,
altrimenti i governi imperialisti uniti ci manterranno
nell’isolamento e ci schiacceranno uno ad uno,
dall’Italia, agli USA al Giappone, a turno.
La solidarietà
gioca un ruolo decisivo nella lotta per i nostri
diritti, per la nostra presenza e la nostra crescita.
Noi siamo con voi.
Con questa
presente comunicazione, rendiamo onore all’eroe della
classe operaia, il compagno Antonio Gramsci, in
occasione del 70° anniversario della sua morte. È ora di
mettere in pratica ciò che ci ha lasciato in eredità,
come lezione preziosa e guida.
Avanti verso
un fronte unito antimperialista!
Resistere
contro l’occupazione imperialista in Afghanistan e Iraq!
Left Radical of Afghanistan (LRA)
Radical Revolutionary Youth of
Afghanistan (RRYA)
lr_afg@yahoo.com
rry_af@yahoo.com
comunicato di
Unità Comunista
Solidarietà a
i compagni del (n)Pci
No alla
persecuzione dei comunisti, solidarietà ai compagni
G.Maj, G.Zceppel e A.D'Arcangeli perseguitati in Francia
con la complicità del governo Prodi, il 4/5 e 6 aprile
si terrà, l'ennesimo processo dei tre compagni, una
nostra delegazione sarà al processo per sostenere i tre
compagni e per dire no alla loro estradizione e alla
farsa di questo processo.
Le idee e le
lotte dei comunisti non si processano, niente e nessun
tribunale ha il diritto di processare i nostri compagni,
perchè essi appartengono al movimento di resistenza
popolare.
Solidarietà
militante ai comunisti.
SLL - per il Sindacato di Classe
domenica 8 aprile 2007 1.50
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Esprimiamo la massima solidarietà militante ai compagni
condannati in maniera persecutoria ignobile
proletari comunisti
ro.red@libero.it
Lotta e Unità
esprime
la solidarietà a Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel, Angelo
D’Arcangeli, Teijelo e Galan processati a Parigi e
condannati a pene fino a 5 anni.
La
repressione preventiva che colpisce i compagni a Parigi
è la stessa che colpisce i compagni e le compagne in
Italia.
La
repressione preventiva rappresenta l’azione politica
dello Stato contro il movimento rivoluzionario e di
classe, a cui lo stesso movimento deve far fronte in
tutte le forme di lotta e di unità possibili e
necessarie.
Un’azione politica di Stato dispiegata contro compagni e
militanti organizzati e contro movimenti di massa: dagli
arresti e le perquisizioni ai licenziamenti politici per
“attività sovversiva” fino al tentativo di
dividere e ostacolare mobilitazioni come “No Tav” e “No
Dal Molin” e di isolare e separare avanguardie di
fabbrica e d’azienda dalla massa dei lavoratori.
Sostenere e lottare
a fianco dei movimenti di
massa, solidarizzare e sostenere i compagni e i
militanti comunisti e rivoluzionari.
Unire, con la
solidarietà e la lotta, ciò che lo Stato vuole dividere
ed isolare con la repressione!
09
aprile 2007
Lotta e Unità
per l’organizzazione
proletaria
e-mail:
lotta.unita@libero.it
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380
– 80133 Napoli
ass-solid-prol@libero.it
Napoli
6-4-2007
Questa
mattina a Napoli dalle ore 09,30 alle 12,30, si è svolto
un presidio di lotta presso il Consolato di Francia per
protestare contro la persecuzione politica e giudiziaria
messa in atto dal governo francese, in combutta con il
governo italiano, ai danni dei membri del nuovo Partito
comunista italiano. I compagni sotto processo in questi
giorni sono: Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel, il giovane
simpatizzante e collaboratore della delegazione del
(n)Pci Angelo D’Arcangeli, e gli spagnoli Antonio Ramon
Teijelo e Manuela Galan, militanti della Fraccion
Octubre del PCE(r).
Il
presidio promosso dai compagni del Partito dei CARC, dal
Sindacato Lavoratori in Lotta e dall’ASP ha visto la
partecipazione di oltre trenta compagni e simpatizzanti
e si è svolto in concomitanza con la terza udienza che
si è svolta presso il Tribunale di Parigi.
Dopo
un ampio volantinaggio e un comizio avanti al Consolato
che spiegavano ai passanti le ragioni della lotta, una
delegazione di quattro compagni rappresentanti gli
organismi presenti è stata ricevuta del Console di
Francia. Il portavoce della delegazione ha esposto in
modo chiaro ed ampio le ragioni della protesta chiedendo
di riportare presso gli organismi competenti del governo
francese la richiesta di farla finita con la
persecuzione dei comunisti e con la collaborazione con
il governo italiano e il suo apparato repressivo. La
delegazione ha concluso con la dichiarazione che le
iniziative di lotta continueranno fino a che la
persecuzione dei compagni sotto processo a Parigi non
smetterà. A sua volta il Console si è impegnato a
riportare in giornata ai referenti del governo francese
quanto gli è stato rappresentato.
Al
presidio di questa mattina era prevista la
partecipazione del Deputato Francesco Caruso che
impossibilitato a venire ha inviato un comunicato di
protesta direttamente al Console.
La
lotta continuerà fino alla completa libertà dei
compagni!
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
CP 380
– 80133 Napoli
ass-solid-prol@libero.it
Napoli, 10/04/2007
Il
Tribunale di Parigi ha emesso la condanna contro i
membri del nuovo Partito comunista italiano - (n)Pci –,
contro un suo giovane simpatizzante e contro i due
comunisti spagnoli della frazione ottobre del Partito
comunista spagnolo ricostruito - Pce(r).
La
persecuzione dei comunisti in Francia è giunta ad una
svolta. Dopo quasi quattro anni tra carcere e vigilanza
speciale (confino); dopo vari soprusi, irregolarità
processuali e violazioni dei diritti degli imputati, il
tribunale di Parigi ha emesso la condanna di primo grado
contro i compagni del (n)Pci e contro i comunisti della
frazione Ottobre del Pce(r).
Ai membri del (n)Pci Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel,
accusati di fabbricazione e utilizzo di documenti falsi,
il 7 aprile il giudice accoglie sostanzialmente le
richieste del Procuratore della Repubblica ed emette la
condanna di 5 anni, di cui 3 in carcere e 2 su libertà
vigilata; a questi 5 anni viene aggiunta l’interdizione
a vita dal territorio francese; inoltre, il giudice
emette un mandato di cattura.
Per Angelo D’Arcangeli, accusato di aver aiutato Maj e
Czeppel durante la clandestinità, il giudice ha emesso
la condanna di 2 anni, di cui 1 in carcere e 1 su
libertà vigilata; ma per lui nessuna interdizione dal
territorio francese.
Per Antonio Ramon Teijelo, accusato di aver aiutato Maj
e Czeppel nella fabbricazione di documenti falsi, il
giudice ha elargito una condanna di 40 mesi, di cui 20
in libertà vigilata; a questi si addiziona
l’interdizione a vita dal territorio francese; scontata
la pena sarà estradato in Spagna.
Per la comunista Manuela Galan, accusata di aver fornito
un aiuto logistico a Maj e Czeppel durante la
clandestinità, il giudice ha emesso una condanna di 2
anni, di cui 1 su libertà vigilata; a questi si
addiziona l’interdizione a vita dal territorio francese.
Questa inchiesta e queste condanne sono un’emblema della
persecuzione dei comunisti in Europa, un esempio fulgido
di collaborazione attiva degli Stati borghesi e dei loro
apparati controrivoluzionari e repressivi.
L’ottavo procedimento penale contro la carovana del
(n)Pci, iniziato ufficialmente il 23 giugno del 2003 a
firma del sostituto Procuratore della Repubblica di
Bologna Paolo Giovagnoli, vide la collaborazione serrata
di servizi segreti, polizie e magistrati di almeno tre
Stati: in Italia, Framcia e Svizzera furono effettuate
decine di perquisizioni e sequestri di materiali per il
lavoro politico. Non è certo questo l’unico esempio di
collaborazione dei gruppi borghesi europei nella
persecuzione del movimento comunista internazionale.
Pensiamo per questo alla caccia contro i comunisti del
DHKP-C e alla collaborzione che l’Italia ha offerto al
governo fascista turco di Erdogan che il primo aprile
del 2004 portò all’arresto di numerosi compagni in vari
paesi dell’Unione Europea (UE). Attualmente per quell’operazione
in Italia sono in carcere ancora i comunisti turchi Evni
e Zeinep. E poi abbiamo il caso del gruppo dell’ufficio
di informazione del DHKP-C in Belgio (Bahar Kimiongur è
il più noto rappresentante di questo gruppo), finiti
anch’essi in carcere grazie alla collaborazione
repressiva tra Stato belga e quello turco. Poi, per
citarme una più recente, l’operazione del 12 febbraio
scorso che ancora ha visto operare la macchina
repressiva italiana con quella svizzera (arrestati 15
persone tra comunisti e sindacalisti). Ma sono centinaia
le operazioni repressive internazionali di questi ultimi
anni frutto delle collaborazioni tra i governi borghesi
europei. Esse dimostrano la concordanza d’idee nel
procedere alla messa al bando del comunismo perchè lo
considerano ancora di più oggi uno spettro che prima o
poi prenderà nuovamente corpo nella nuova ondata di
rivoluzioni proletarie e socialiste.
L’impennata di controrivoluzione preventiva della
borghesia imperialista internazionale ha fatto
dell’equazione comunismo uguale terrorismo, la sua
principale motivazione-giustificazione dell’attacco
repressivo.
Un grande dispendio di soldi, mezzi e uomini è stato
fatto in questi anni per cercare di contrastare ancora
una volta il rinascente movimento comunista. E anche la
cattura costosa di Cesare Battista, ex membro di
un’organizzazione comunista combattente non più
esistente da almenono trent’anni, ha voluto mandare
questo messaggio. In Italia, i governi di centro destra
e centro sinistra, che anche in questo ambito perseguono
una politica comune per contraste il comunismo e la
ricostruzione del Pci, hanno in questi ultimi anni
coperto e finanziato apparati segreti come quelli
diretti da personaggi come il generale Pollari e lo
spione Mancini che, insieme ad una banda di spie della
CIA, sono stati gli autori del rapimento dell’ex Imam di
Milano Abu Omar. I governi italiani, da quello
Berlusconi a quello Prodi che dei loro misfatti
continuano a proteggersi a vicenda con il segreto di
Stato, per perseguitare i comunisti hanno dato carta
bianca a personaggi come il comandante dei ROS il
generale Ganzer, che è stato messo, come i precedenti
spioni citati, accidentalmente sotto inchiesta dalla
magistratura di Milano per traffico di droga. Questo
quadro appena tratteggiato dimostra quanto importante è
per la borghesia imperialista italiana mettere fuori
gioco i comunisti con tutti i mezzi possibili, con le
buone o con le cattive. Ciò è tanto più evidente quando
si cerca di terrorizzare con la minaccia della galera
quanti si organizzano semplicemente per dare
solidarietà, come è successo ai quattro compagni
arrestati a Milano con l’accusa ridicola di istigazione
a delinquere per avere espresso solidarietà con gli
arrestati del 12 febbraio. E ancora il ministro della
giustizia Mastella minaccia di repressione chi ha
pubblicato su un sito una lettera aperta di un
prigioniero politico del Partito comunista
politico-militare, facendo intendere che non esiste
libertà di parola se non per i borghesi e i loro
pennivendoli, per i quali normalmente si reclamano tutte
le garanzia di libertà di pensiero e di parola. E poi
l’accanimento contro i comunisti prosegue nelle carceri
con l’isolamento e le misure estreme del 41 bis per
indurre alla dissociazione dalla lotta di classe i
prigionieri.
Ma la
borghesia pur divenendo giorno per giorno e in tutte le
forme più aggressiva, più feroce e violenta contro i
comunisti, e tutti gli altri oppositori e tutte la masse
popolari che resistono al suo programma di lacrime e
sangue, non avrà scampo alla sua fine.
Nel caso della persecuzione dei compagni del nuovo Pci e
dei compagni che con loro sono oggetto di repressione
costante da almeno 25 anni, la borghesia italiana non ha
ancora vinto la sua guerra di annientamento. Anche nelle
condanne esemplari comminate dalla giudice Beauguin del
Tribunale speciale di Parigi e autrice insieme al
famigerato giudice antiterrorista Gilbert Thiel di tuta
la messa inscena processuale, è possibile cogliere il
fallimento del disegno di Paolo Giovagnoli di perseguire
al più presto l’estradizione dei compagni residenti in
Francia. Egli contava di arrestarli al più resto in
Italia assieme ad altre decine di militanti comunisti
del Partito dei CARC ritenuti parte dell’”associazione
sovversiva denominata (n)Pci”. Quel progetto è di fatto
fallito.
Le ragioni di questo fallimento risiedono soprattutto
nella grande mobilitazione di solidareità che i membri
del (n)Pci hanno ricevuto a livello internazionale, una
soldarietà guadagnata soprattutto grazie alla loro
esemplare condotta di contrattacco alla repressione,
consistita nel comportarsi in modo coerente ai principi
del comunismo, adottando una linea procesuale di
rottura, ma continuando principalmente a potare avanti,
anche nelle condizioni di restrizione delle libertà
personali, il lavoro di costruzione e rafforzamento del
(n)Pci.
Con le condanne del 7 aprile scorso è iniziata una nuova
fase della mobilitazione per sviluppare ancora di più la
solidarietà con i compagni del (n)Pci fino al prossimo
processo d’appello. Occorre in questo lasso di tempo
organizzarsi per rafforzare la loro resistenza alla
repressione e per inviare ad essi ogni sorta di aiuto
materiale e morale. Occorre unire alla loro resistenza
la solidarietà sempre più ampia degli elementi avanzati
delle masse popolari e del proletariato, che troveranno
nei loro stessi gesti solidali ancora più forza per
lottare contro gli attacchi della borghesia imperialista
sempre più incattivita dal suo sistema putrido e in
crisi profonda.
No alla persecuzione dei comunisti!
No
alla persecuzione dei compagni del nuovo Partito
comunista italiano!
Solidarietà con i compagni condannati dal tribunale
speciale di Parigi!
Libertà per tutti i prigionieri politici!
Forum
antimperialista indiano
11
Novembre 2006
Cari
compagni,
il
Forum Anti-Imperialista di tutta l'India denuncia la
persecuzione e l'imprigionamento dei militanti
combattenti dei CARC e del nPCI. Richiediamo che lo
stato italiano interrompa questi attacchi fascisti e
liberi tutti i prigionieri politici. In tutto il mondo
la borghesia sta lanciando attacchi contro la gente che
ama la libertà, chiamandoli terroristi e negando loro
libertà di parola, di azione e di organizzazione.
Facciamo appello a tutti gli individui, ai gruppi e alle
organizzazioni progressiste per insorgere contro tale
attacco capitalista e costruire un movimento globale
unito contro i capitalisti-imperialisti.
Esprimiamo il nostro impegno solidale con la vostra
lotta.
Saluti
rivoluzionari
Manik
Mukherjee
novembre 2005
PRC
Como
La federazione di Como dei Giovani Comunisti esprime
solidarietà ai militanti del (nuovo) Partito Comunista
Italiano minacciati dall'iniziativa della Procura di
Bologna, e approfitta dell'occasione per esprimere più
generale solidarietà a tutti i compagni vittime della
repressione borghese.
Rotterdam, 20 Novembre 2006
Cari compagni.
Prima di tutto grazie per le
informazioni che abbiamo ricevuto sulla persecuzione dei
compagni del vostro partito in Italia e in Francia. È
chiaro che la borghesia teme la resistenza crescente che
si trova ad affrontare. È resistenza contro i suoi
programmi di crisi e gli attacchi coordinati a livello
europeo contro i diritti e le libertà democratiche
borghesi. La borghesia in tutti i paesi è consapevole
che una resistenza organizzata mirata al mutamento
strutturale della società, che porti il potere alla
gente che lavora e che elimini lo sfruttamento, sarebbe
la fine del suo potere e dei suoi privilegi. Per questo
lo stato sta usando tutti i mezzi contro le
organizzazioni rivoluzionarie e il popolo. Anche andando
oltre le sue stesse regole di democrazia e libertà, e
così smascherando l’inconsistenza di quel che dicono
nella loro propaganda.
La lotta per la società
socialista è una questione internazionale, motivo per
cui gli operai e le loro organizzazioni si devono
sostenere a vicenda. Questo è anche più importante per
chi vive nella stessa Europa, dove i poteri repressivi
cooperano in modo intensivo.
Abbiamo trasmesso le
informazioni che abbiamo ricevuto scrivendo articoli
nella nostra rivista. Abbiamo mandato una lettera di
protesta al giudice di Bologna (copia acclusa).
Vi auguriamo forza nella
vostra lotta, certi che lo Stato italiano non riuscirà
nei suoi intenti.
Vi preghiamo di
aggiungere il nome della nostra organizzazione nella
lista degli aderenti all’appello contro la persecuzione
dei comunisti.
Saluti rivoluzionari
Per GML/Rode Morgen
(Paesi Bassi)
Jeroen Toussaint
-----------------------------------------
Rotterdam, 20 Novembre 2006
Procura di
Bologna
Piazza Trento
e Trieste
401347
Bologna
fax 051
201948
Signori,
Qui nei Paesi
Bassi siamo venuti a conoscenza di pesanti restrizioni della
libertà politica in Italia. Con questa lettera desideriamo
protestare energicamente contro la persecuzione che data da
lungo tempo da parte dello Stato italiano contro coloro che
sono o sono ritenuti membri del (nuovo) Partito Comunista
Italiano. È chiaro a tutti che questa persecuzione è in
contraddizione con tutte le regole della democrazia e che
gli imprigionamenti, le perquisizioni e le confische sono
incompatibili con la legge italiana. Molti dei vostri
colleghi in altre città italiane che hanno agito contro
queste perosne sono stati smentiti dai giudici stessi.
Per questo
motivo vi esortiamo a interrompere tutte le azioni
giudiziarie contro questi uomini e queste donne, e di
smettere di impedire loro di esercitare il loro diritto
democratico a lottare per una società migliore per il popolo
italiano.
Distinti saluti,
A nome di GML/Rode Morgen
Jeroen
Toussaint
Marano (NA),
26.10.06
Aderisco con
convinzione all’appello e dichiaro la mia disponibilità per
ogni forma di mobilitazione.
Mauro Bertini
già Sindaco di Marano di Napoli
COMUNICATO
STAMPA
Firenze,
12/9/2006
Agli
organi d’informazione/stampa,
L’avvenuta
ricorrenza degli attentati di New. York sollecitano
una riflessione non solo sulla natura di quel
tragico e ancora troppo oscuro, avvenimento quanto
su ciò che è accaduto in questi anni sul terreno
dell’esercizio reale, concreto dei diritti
democratici e di libertà.
Basterebbe pensare alla vergogna del lager, made in
USA, di Guantanamo, l’ammissione (
da parte dello stesso Bush ! ) dell’esistenza di
altri luoghi di segregazione (…e “tortura” !
..) tenuti segreti, eccc…..
Vogliamo riferirci, esplicitamente, alla
strumentalizzazione che i vari governi “occidentali”
(…ma non solo !..) hanno largamente
operato in questi anni di, conclamata, “lotta al
terrorismo” !
Inchieste su presunte reti “terroriste” con decine
d’arresti, di fermi, centinaia di perquisizioni,
campagne giornalistico-televisive finalizzate ad
allarmare, impaurire l’opinione pubblica,
introduzione o applicazione di norme restrittive e
d’eccezione ( dagli “esasperati” controlli
aeroportuali all’applicazione di norme fortemente
lesive dei diritti alla difesa dei
“presunti” indiziati, ecc…. ). Quasi sempre
queste “grandi operazioni” ( spesso,
addirittura, condotte contemporaneamente in più
paesi ! ) si risolvono in “nulla di fatto”,
palesando la loro natura “politico-propagandistica”.
In
Italia si sono impiegati grandi mezzi con relative,
roboanti, campagne informative ( ma sarebbe più
corretto chiamarle : “disinformative”
! ) per colpire presunte “reti” islamiche, o gruppi
sovversivi sui quali, infine, niente si è potuto
contestare di concreto. Ci riferiamo, in
particolare, alle misure prese contro militanti ed
esponenti dei “CARC” o
dell’associazione “A manca pro
S’indipendentzia” che hanno subito vere e
proprie azioni vessatorie e persecutorie, certamente
indegne di un paese che si vuole democratico e “stato
di diritto” ! Tutto ciò, per giunta, non aiuta,
certamente, ad aumentare la fiducia e il rispetto,
necessari, nei confronti delle istituzioni e, in
particolare, degli organi preposti alla sicurezza e
alla legalità.
Tanto più che nel nostro paese i “servizi” di stati
indicati come “alleati” spadroneggiano compiendo
reati criminali di gravissimo peso ( “sequestro
di persona”, ecc… ! ). L’Italia ha
conosciuto una stagione terroristica
particolarmente violenta e sanguinosa ( da P.za
Fontana ad Ustica passando per la stazione di
Bologna ! ) ; se si vuole combattere, veramente,
il TERRORISMO non c’è bisogno di guardare lontano, i
responsabili materiali e soprattutto i mandanti
politici di quegli atti efferati e criminali non
sono mai stati catturati e assicurati alla giustizia
e circolano, ancora, liberamente nel nostro paese e
nelle nostre istituzioni !
Alessandro LEONI,
CPN et Segreteria region. toscana PRC
Aldo MANETTI,
Consigliere regionale, Vicepresidente I° Commissione
CRT
Mauro LENZI,
Segreteria regionale toscana PRC et Consigliere
Comune Colle V. d’Elsa (Si)
Redazione Namir
ADERIAMO ALL'APPELLO - da tutta la redazione Namir
solidarieta' e pronta comunicazione per ogni vostra
iniziativa. purtroppo la repressione non ha piu'
un'etichetta politica evidente - ma viene attuata da
uno stato venduto alle multinazionali economiche e
guerrafondaie e non accetta per questo di ricevere
qualsiasi critica alternativa e propositiva. chi
reprime in primo luogo e' insomma un sistema
economico al cui interno possiamo trovarci qualsiasi
partito.
per
una libera informazione - solidarietà evidente da
tutta la redazione del giornale Namir.
saluti a pugno chiuso.
SLL-
per il sindacato di classe
Corsisti organizzati zona orientale di Napoli-SLL
Nuova
casa del Popolo Ponticelli-Napoli
Aderiamo all'appello, contro le procure italiane e
quelle francesi, contro la persecuzione che stanno
attuando nei confronti del (n)pci e la carovana, noi
sempre e comunque al vostro fianco, siamo convinti
della vostra resistenza, la vostra resistenza
rafforza la nostra al procedere della 2° crisi del
capitalismo.
Con
voi fino alla vittoria.
Sezione Impastato del PdCI di Bologna
Il
Coordinamento cittadino del PdCI e la FGCI di
Bologna esprimono solidarietà alle compagne e
compagni dei CARC e dell’(n)PCI. In questi ultimi
anni vi è stato un lento ma continuo restringimento
degli spazi di agibilità politica per i comunisti e
per la sinistra in generale. Questo fenomeno di
oscurantismo, ben si sposa con il persistere di uno
squallido revisionismo che vuole mettere sullo
stesso piano le battaglie per la democrazia e il
potere dei lavoratori condotte dai comunisti e dalla
sinistra con i soprusi della destra e delle relative
classi che rappresentava e rappresenta.
Oggi
difendere l’agibilità politica del movimento
comunista internazionale fa parte della più generale
battaglia per la democrazia contro l’autoritarismo
dell’imperialismo.
Solidarietà e agibilità politica per i comunisti e
la sinistra in Italia !
Contro le
leggi fasciste !
No al
Codice Rocco !
Diego
Negri - Coodinatore cittadino Partito dei
Comunisti Italiani - Bologna
Circolo Iqbal Masih - Bologna
esprimiamo piena solidarietà ai militanti colpiti
dai provvedimenti giudiziari gestiti dal PM
Giovagnoli, pensiamo anche che la gestione del
PM
si inasprirà ulteriormente.
E'
importante per ciò, oggi, far sentire la nostra voce
cosicchè ognuno di noi, non abbia mai la sensazione
di sentirsi solo.
Collettivo "Iqbal Masih" - Lecce e provincia
Il
Collettivo
"Iqbal Masih" di Lecce e provincia
aderisce all'appello contro la repressione dei
comunisti in Italia.
Inviamo un saluto di solidarietà ai compagni
perseguitati e auspichiamo una ripresa forte della
lotta di massa contro la repressione.
Saluti comunisti.
Per
il collettivo: Attanasio Rosario
a Manca pro s'Indipendentzia
cari
compagni,
aderiamo
all'appello da voi lanciato contro la criminalizzazione dei
comunisti e ci stringiamo introno a voi in un abbraccio di
solidarietà fraterna in questo duro momento in cui anche le
conquiste che sembravano salde vacillano sotto i colpi di
una nera reazione.
Segreteria Rapporti Internazionali di a Manca pro s'indipendentzia
Coordinamento Provinciale
contro la Repressione (Latina)
Comunicato stampa - 12 Luglio 06
Il Coordinamento Provinciale
contro la Repressione (Latina) invita a solidarizzare contro
il tentativo delle Autorità Italiane di portare a termine
l’ottavo ed ennesimo procedimento giudiziario basato su
false accuse di terrorismo contro il gruppo (e contro chi è
stato ritenuto ne facesse parte) che dalla fine degli anni
70, con determinazione lavora alla costruzione del nuovo
Partito Comunista Italiano.
Nell’ambito dell’ottavo
procedimento farsa, le Autorità Italiane tramite la
manodopera del giudice di Bologna Giovagnoli, stanno
tentando di sferrare un altro attacco all’agibilità politica
per i comunisti nel nostro paese : questa volta la manovra
repressiva vuole portare all’arresto di circa 30 compagni/e,
(tra militanti del (nuovo)PCI e presunti tali),
compresa l’estradizione dalla Francia dei compagni Maj,
Czeppel e D’Arcangeli.
Solo una forte mobilitazione
popolare può fermare sul nascere quest’ennesima manovra
repressiva, solo lo sviluppo di un ampia denuncia di quest’ennesimo
atto della persecuzione contro i comunisti, può generare le
condizioni per vincere questa nuova battaglia contro la
repressione e la violazione dei diritti democratici.
In particolare rivolgiamo quest’appello
a tutti i sinceri democratici, gli attivisti, le forze
politiche e istituzionali che hanno dato il loro
fondamentale contributo di mobilitazione alla vittoriosa
lotta per la liberazione del membro della Delegazione del
(nuovo)PCI Angelo D’Arcangeli, che tuttora subisce numerose
restrizioni alle sue libertà personali e su cui grava il
rischio di un estradizione dalla Francia alle carceri
italiane, per essere processato sulla base di false accuse
di terrorismo. Proprio la situazione di Angelo (che una gran
parte dei cittadini dei Monti Lepini conosce) indica
l’accanimento persecutorio con cui le Autorità Italiane e le
Autorità Francesi stanno conducendo quest’ennesimo
procedimento farsa per terrorismo : le stesse Autorità
Francesi che hanno finora gestito la persecuzione contro il
(nuovo)PCI e che sono state costrette a liberare (dopo 4
mesi di carcere) il D’Arcangeli proprio per l’inesistenza di
prove e per la sostanziale falsità delle accuse di
terrorismo, si apprestano probabilmente a concedere
l’estradizione in Italia di D’Arcangeli, Maj e Czeppel, per
farli processare sempre sulla base di false accuse di
terrorismo !
Una nuova ondata repressiva sta
tentando di imbavagliare la libertà di pensiero di Angelo e
di tanti altri uomini e donne colpevoli soltanto di essere
comunisti : è obbligo morale e politico di tutte le forze
progressiste e sinceramente democratiche dei Monti Lepini e
della provincia di Latina che hanno con forza contribuito
alla liberazione di Angelo, riprendere la mobilitazione per
fermare il pericolo di una sua estradizione nelle carceri
italiane !
Appare chiaro a questo punto, il
fatto che l’ottavo procedimento farsa per terrorismo contro
il (nuovo)PCI rappresenta il tentativo neppure troppo
nascosto di mettere al bando i diritti politici dei
comunisti, in quanto Angelo D’Arcangeli e gli altri compagni
perseguitati non esiste alcuna prova di reato specifico, se
non l’accusa di comunismo !
La persecuzione dei membri e
simpatizzanti del (nuovo)Partito Comunista Italiano
mascherata da guerra al terrorismo, rappresenta la chiara
volontà politica della classe sociale al potere nel nostro
paese di vietare di fatto i diritti politici che i comunisti
hanno conquistato con la Resistenza. Dunque lo Stato e i
suoi apparati repressivi mentre offrono protezione e
sostengono gli interessi di criminali di ogni risma (dal
caso Savoia, a Tanzi fino ai numerosi mafiosi che siedono in
Parlamento), coi loro attacchi ai diritti politici dei
comunisti, vanno sempre più concretizzando quello che
definiamo senza mezzi termini un vero e proprio disegno
eversivo !!!
Che tutti prendano una posizione
pubblica contro la repressione e per la difesa dei diritti
politici, contro l’ottavo procedimento giudiziario condotto
dal giudice Paolo Giovagnoli nei confronti del (nuovo)PCI e
contro la collaborazione delle Autorità Francesi a questa
vergognosa persecuzione politica, dando ampia difusione alle
prese di posizione e facendole recapitare allo stesso
giudice Giovagnoli (Procura della Repubblica c/o Tribunale
di Bologna - Piazza Trento-Trieste 40137 Bologna tel.051201111
Fax. 051884748).
Ad ogni tentativo di smantellare
le conquiste democratiche è necessario rispondere
sviluppando la più ampia campagna di difesa dei diritti
politici, alla manovra della Procura bolognese rispondiamo
sviluppando un ampio fronte di lotta e solidarietà per la
difesa dei diritti democratici conquistati con la
Resistenza !!!
Area Programmatica - PROGETTO COMUNISTA
CONTRO LA
REPRESSIONE SOLO LA LOTTA PAGA!
Apprendiamo
sempre con sgomento ma, del resto, senza sorpresa, la
rapidità e la “decisione” d'intervento delle forze
dell'ordine e dello Stato nel tentare di piegare la capacità
di resistenza e controffensiva dei rivoluzionari.
Istituzioni
sempre più lontane dai bisogni reali della gente,
autocratiche ed autoreferenziali, fanno ricorso al
loro braccio armato con sempre maggiore spregiudicatezza,
convinte di "risolvere" coi manganelli o la magistratura
borghese contraddizioni sociali ormai palesi e stridenti e
questioni politiche quale riflesso fisiologico della lotta
economica corrente, quotidiana.
È inaudito che la
pratica della liberazione sociale, nel suo esser principio
di lotta e di emancipazione per il proletariato e le masse
popolari oppresse, possa essere colpita con tale solerzia e
brutalità! Obiettivo è, ovviamente, quello di eliminare
dissenso politico e sociale, prodotto dalla progressiva
linea di capitalizzazione dei servizi essenziali di tenuta
sociale, con aggressioni poliziesche e repressione legale;
contrastare la capacità di controffensiva del movimento
comunista, resistente nel nostro Paese anche a fronte della
generale compatibilizzazione governista di chi, ormai solo
formalmente, si richiama al comunismo; equivalere problemi
sociali a questioni di ordine pubblico per conseguire carta
bianca nel reprimere chi si impegna, conseguentemente e
coerentemente, nella lotta.
Pratiche, queste,
divenute purtroppo una costante in questa fase, poiché
proprie e condivise dai poli dell'alternanza borghese di
governo ad ogni livello, sempre più estranei alle esigenze
popolari, sempre più votati alla configurazione di espliciti
comitati d'affari della classe dominante, schierati a difesa
di interessi classisti, di casta e proprietà.
Per tutto
questo, per una dimostrazione di giustizia sociale
necessaria, per riaffermare i diritti di tutti i proletari,
l' AREA PROGRAMMATICA – PROGETTO COMUNISTA, si schiera,
senza esitazione alcuna, al fianco del (n)PCI e dei compagni
oggi nel mirino della repressione, invitando tutti i
movimenti di lotta, collettivi ed organizzazioni che si
richiamano esplicitamente, in prassi, teoria e prassi, alla
transizione rivoluzionaria al socialismo, a fare fronte
unico contro questa ulteriore stretta autoritaria che vede
uniti, indistintamente, centrodestra e centrosinistra,
nazionali e locali, nel comune obbiettivo di mettere a
tacere chi scende in piazza e lotta per rivendicare il
sacrosanto diritto al lavoro, alla determinazione pubblica e
collettiva di spazi sociali autorganizzati, ad un'esistenza
libera e dignitosa e, più in generale, ad un’alternativa di
classe, di sistema, di potere.
Rispondendo
all’appello lanciato dai CARC (n)PCI, esprime, pertanto,
solidarietà attiva e militante nonché unità di intenti e di
lotta per contrastare e “respingere la campagna in atto
di criminalizzazione del comunismo e persecuzione dei
comunisti”.
Attivando i
nostri presidi territoriali e di fabbrica, i nostri quadri
militanti di direzione e organizzazione politica, i compagni
tutti, al fine di relazionarsi in un quadro d'insieme con il
CARC (n)PCI, cogliamo l'occasione per porgere i nostri
saluti comunisti, al solito, a pugno chiuso, teso alla Lotta
e l’Ideale.
Le lotte non si
processano!
Solidarietà
militante ai compagni arrestati o indagati!
Contro la
repressione, solo la lotta paga!
napoli lì 8
ottobre 2006
MLCP-Turkey/Northern
Kurdistan
Cari compagni,
nella vostra lettera datata 3
settembre 2006 ci informate che il governo italiano, così
come gli altri governi europei, cerca di avviare una nuova
caccia alle streghe e un’operazione di repressione
preventiva contro il (nuovo)PCI, i CARC, e altri
rivoluzionari e comunisti in Italia.
Prima di tutto, vi preghiamo di
accogliere la nostra simpatia e solidarietà a tutti i
rivoluzionari e i comunisti italiani che sono stati e sono
perseguitati, imprigionati e torturati da tutti i governi
italiani, sia quello della banda Berlusconi che quello nuovo
del centro sinistra. Non c’è dubbio che la loro offensiva e
la loro repressione è generata dalla paura del comunismo, il
futuro dell’umanità. È loro intento fermare ogni movimento e
ogni organizzazione che a loro si oppone, e aprire la strada
per continuare con il sanguinario sistema capitalista
imperialista fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo,
che nient’altro che miseria porta alla classe operaia, a
tutti i lavoratori e ai popoli oppressi del mondo.
Fino ad oggi abbiamo avuto
esperienza di molti esempi di simili campagne giudiziarie,
perquisizioni domiciliari e attacchi, in molti paesi come
l’Italia, la Spagna, la Francia, la Gran Bretagna, la
Germania, la Turchia, ecc. Con il pretesto di “combattere il
terrorismo”, e usando gli immigrati come capri espiatori,
hanno introdotto e attuato le nuove leggi antiterrorismo,
molte delle quali ereditate dal periodo del fascismo in
Europa, per dare forza alla prevenzione dell’opposizione e
della lotta contro le politiche neoliberali, le
privatizzazioni, la militarizzazione dell’economia
nazionale, le loro politiche aggressive verso gli altri
popoli del mondo come quelli dell’Iraq, della Palestina, del
Libano, della Siria, ecc.
Cari compagni, fiduciosi nella
lotta comune contro il comune attacco dei nostri nemici,
ancora una volta estendiamo la nostra simpatia e solidarietà
a tutti i progressisti, antifascisti, rivoluzionari e
comunisti italiani. Mentre condanniamo con tutta la forza
l’offensiva del governo italiano, siamo allo stesso tempo
molto ben consapevoli che tali attacchi dell’imperialismo
capitalista non possono fermare e non fermeranno i nostri
compagni italiani in questa lotta che fa loro onore, e non
fermeranno i loro sforzi di porre il comunismo come la
speranza che sta davanti alla classe operaia e al popolo
dell’Italia.
Saluti rivoluzionari
Partito Comunista Marxista
Leninista della Turchia e del Nord Kurdistan
Dipartimento
Internazionale
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