riprende la pubblicazione di

Rapporti Sociali

 nuova serie

 

Rapporti Sociali n. 39 - marzo 2008

 

in questo numero:

 

- Bilancio della lotta contro il governo Prodi e prospettive per la costruzione del Blocco Popolare

- Appello: Costruiamo il blocco Popolare per irrompere alle prossime elezioni

- Liberarsi dal politicantismo per avanzare

- Intervista al compagno Francesco Caruso

- comunisti, antifascisti e antimperialisti

- Malattie curabili...ma non per tutti

- Sul Partito comunista delle filippine

- Intervento di José Maria Sison

- L'antifascismo non è un'opinione

- Movimento delle donne e degli omosessuali: unire ciò che la borghesia divide

- Un esempio di letteratura comunista: Il comitato clandestino al lavoro

- Lettere / dibattito

 

 

Presentazione del numero 39

 

La fine del governo Prodi-D’Alema-Bertinotti (PAB) e le elezioni politiche in corso aprono una nuova fase della lotta politica e della lotta di classe del nostro Paese. Nei prossimi mesi è importante che i comunisti e gli altri oppositori al programma comune della borghesia imperialista partecipino attivamente alla campagna elettorale e alla lotta politica borghese con un loro intervento autonomo, con proprie liste elettorali, con un proprio intervento e proprie iniziative nelle mobilitazioni delle masse che sono destinate a crescere (dal movimento del donne contro la nuova ventata reazionaria promossa dal Vaticano e dalla destra, alla lotta contro la gestione affaristica e criminale dei rifiuti di Napoli, al rilancio dei progetti come la TAV in Val Susa o il Ponte di Messina, fino alla mobilitazione contro la guerra in Afghanistan, la base di Vicenza o la nuova nuova operazione militare in Kossovo).

Dobbiamo intervenire sistematicamente nelle iniziative (elezioni, manifestazioni, assemblee, convegni, ecc.) e dire, nella lingua e nei modi più adatti al nostro pubblico:

1. che la difesa delle conquiste, la lotta contro le varie misure della borghesia è vincente (acquista forza), solo nel quadro della lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista;

2. che fare dell’Italia un nuovo paese socialista è la parola d’ordine di una sinistra che si propone di mobilitare le masse a risolvere i loro problemi, trascinandole in un’ondata progressista, che dà soluzione ai loro problemi;

3. che instaurare il socialismo è l’unica via di uscita dal marasma attuale: spiegando in cosa consiste il socialismo, perché è una soluzione realistica e perché è l’unica soluzione realistica;

4. che in questo quadro è possibile anche ampliare le conquiste se chi dirige la lotta non si lascia legare le mani dalla borghesia, tramite la sinistra borghese e la destra dei sindacati;

5. che la crisi e lo sbandamento di quanto resta della sinistra borghese (La Sinistra l’Arcobaleno), dopo la sua partecipazione al carro del governo Prodi, è dovuta alla sua mancanza di risposte concrete e realistiche alla situazione. Chiusa nell’orizzonte della società borghese, essa auspica e promuove il sogno di un capitalismo corretto dalle sconcezze che maggiormente suscitano avversione. Le sue lagne e suppliche ai padroni e alla destra di essere più comprensivi e meno arroganti si scontrano con la realtà dei fatti, così come le sue teorie del “male minore”, del “meno peggio” sono diventate sempre più sinonimo di sconfitta: il meno peggio apre solo la strada al peggio.

Sull’origine della caduta del governo e sulle cause che hanno repentinamente fatto saltare il circo Prodi e tutti i suoi acrobati e specialisti dell’imbroglio delle masse e sui compiti della nuova fase ci sembra utile invitare i lettori a leggere l’innovativa analisi fatta dal (n)PCI nel suo comunicato del 13 febbraio 2008, intitolato La situazione e i nostri compiti, reperibile sul sito: http://lavoce-npci.samizdat.net. Il (n)PCI sostiene che il governo PAB è caduto “a causa dei contrasti tra i mandatari e grandi elettori dei governi borghesi del nostro paese. Il governo PAB è caduto vittima delle contraddizioni internazionali e delle ripercussioni che esse hanno in Italia. (…) La crisi economica minaccia sempre più l’egemonia finanziaria USA e la loro capacità di succhiare risorse di ogni genere da tutto il mondo e aggrava la crisi politica negli USA. Gli imperialisti europei accelerano la loro marcia per erigersi nel mondo di fronte agli USA come potenza economica e politica autonoma e impedire che gli imperialisti USA continuino a succhiare risorse dai paesi europei e a fare la parte del leone nel saccheggio del resto del mondo. L’agitarsi a tutto campo del presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy è l’espressione più evidente dell’urgenza di un nuovo corso avvertito dalla borghesia imperialista europea. La Corte Pontificia non poteva tollerare che il governo italiano seguisse il corso che porta a un rafforzamento politico dell’Unione Europea. Per quanto sconvolgenti possano essere il distacco dall’Unione Europea o un’opposizione al suo rafforzamento politico, la Corte Pontificia non può tollerare che l’Italia diventi parte di un effettivo Stato europeo: non continuerebbe a godere del potere e dei privilegi di cui gode oggi in Italia e, a spese dell’Italia, nel resto del mondo. Da qui la sua alleanza con gli imperialisti USA e i gruppi sionisti per seppellire il governo Prodi.”

Riteniamo importante questa analisi, anche se in parte essa contrasta con alcune delle tesi contenute nell’analisi elaborata dal Partito dei CARC e riportate in questa rivista (o su Resistenza).

Ci sembra che il comunicato del (n)PCI metta troppo in secondo piano il ruolo avuto dall’avanzata di un movimento di lotta delle masse popolari degli ultimi mesi (a partire dalla manifestazione di giugno contro Bush e Prodi) su questa crisi politica. Concordiamo pienamente sull’importanza che assume l’irruzione dei comunisti e degli altri anticapitalisti nella campagna elettorale in corso (a questo fine il nostro partito si è fatto promotore della costruzione di liste comuni), riteniamo molto importanti i criteri indicati dal (n)PCI per far sì che l’intervento elettorale dei comunisti diventi un punto di forza nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Il confronto franco e aperto è indispensabile per arrivare ad una linea più avanzata.

 

Alla costruzione del Blocco Popolare e alla raccolta della base rossa e antifascista dedichiamo gran parte di questo numero. Siamo sempre più convinti che la nuova fase apra nuove possibilità per compiere un salto in avanti nell’accumulazione delle forze rivoluzionarie e nell’organizzazione, su basi nuove, del campo delle masse popolari contro i promotori e sostenitori del programma comune della borghesia, per portare avanti il programma di società che le masse popolari vogliono (il socialismo).


 


bilancio di un anno di attività della Redazione.

E’ passato un anno

 

Cari lettori è passato un anno dall’inaugurazione della nuo-va serie della rivista. Un anno in cui abbiamo avviato la costruzione/formazione di una redazione giovane. E’ tempo di fare un primo bilancio mettendo in evidenza i risultati raggiunti, le difficoltà incontrate e i limiti che ancora caratterizzano il nostro lavoro e la nostra rivista.

Abbiamo tenuto fede al nostro impegno di riprendere con regolarità la pubblicazione della rivista, abbiamo fatto un buon lavoro ora pensiamo che si tratta di “avanzare sul terreno tracciato” per migliorare la rivista e la nostra formazione di redattori comunisti, facendo un ulteriore passo avanti per superare lo stile artigianale e per adottare uno stile più professionale nell’inchiesta e nell’elaborazione dei testi. A partire dal sottoscritto. Riconosco come mio limite lo stile superficiale, di poco cura del particolare, che ha spesso determinato un non adeguato livello di trattazione degli articoli, con un risultato in alcuni casi modesto.

La responsabilità degli eventuali errori non spetta principalmente ai compagni redattori. Spetta a chi dirige o a chi doveva dirigere, a chi ha diretto con un metodo sbagliato o arretrato. Questo ci insegna il movimento comunista. In una lotta la responsabilità principale degli errori spetta a chi promuove e dirige la lotta non a chi vi partecipa a vario titolo. Invertire l’ordine delle responsabilità ci porta al malcostume, tanto diffuso tra le forze soggettive, di addossare la responsabilità delle proprie sconfitte, dei propri errori e dei propri limiti alle masse (alla loro arretratezza o al loro carattere poco “rivoluzionario”). Un atteggiamento che li porta ad isolarsi dalle masse e a mettersi contro le masse stesse.

Nella conduzione dell’opera di formazione di un gruppo di scrittori comunisti, dobbiamo considerare quanta resistenza c’è nel movimento comunista italiano (quindi in noi stessi), a scrivere e in genere a fare un lavoro sistematico e “quasi professionale” di riflessione. Scrivere obbliga a fare un lavoro di riflessione, di elaborazione logica dei temi, di connessione logica delle idee. Insomma ci costringe ad uscire, almeno in una certa misura, dall’istintivo e dallo spontaneo. Ne abbiamo un bisogno estremo. È certamente il punto debole di tutto il movimento comunista del nostro paese.

L’elaborazione, il lavoro intellettuale è un punto debole per ogni movimento proletario: le classi oppresse, le classi fruttate, i popoli oppressi sono “per definizione” esclusi dal lavoro intellettuale, come dalle altre attività “tipicamente umane”. “Lei non è pagato per pensare, altri sono pagati per quello” dice il padrone all’operaio. Al massimo i proletari sono ammessi ad imparare un mestiere. In Italia è inoltre una tara nazionale come ha giustamente rilevato Gramsci nelle prime tre delle Tesi di Lione (1926) parlando ripetutamente di questa tara storica, dovuta al ruolo che ha avuto e ha il Vaticano e la Chiesa di Roma in campo culturale.

Come redazione di RS abbiamo quindi avviato un prezioso lavoro di formazione comunista e di lotta contro questa tara. E’ importante continuare a farlo, nonostante la resistenza che ognuno di noi oppone all’acquisizione di uno stile di lavoro professionale. Anche a questo fine è stata utile la scelta di far firmare gli articoli, anche se spesso non rispecchiano in tutto il “punto di vista” del firmatario, viste le diverse modifiche apportate in sede di lavorazione. Crediamo che questo modo di procedere abbia favorito lo sviluppo del dibattito e la costruzione di una coscienza critica nei redattori e, di conseguenza, nei lettori. Questo per quanto riguarda il lavoro della redazione, il nostro lavoro interno.

Per quanto riguarda l’influenza esterna della rivista abbiamo ancora pochi e scarsi elementi per misurare se e quanto RS:

1. è diventato lo strumento teorico della battaglia per la costruzione del blocco elettorale e sociale comunista e anticapitalista tramite l’illustrazione, la riflessione e il bilancio dell’applicazione della politica da fronte e della linea di massa;

2. è diventato lo strumento con cui conduciamo la battaglia per contrastare l’influenza, l’orientamento e la mobilitazione degli elementi avanzati delle masse popolari da parte dei partiti borghesi e riformisti e delle altre forze soggettive;

3. è diventata quella rivista che invoglia (e educa) alla lettura e alla riflessione compagni e compagne oggi poco propensi alla lettura e allo studio, che danno poco importanza al lavoro teorico (non comprendono a sufficienza che “senza teoria rivoluzionaria il movimento rivoluzionario si sviluppa fino ad un certo punto, non va oltre un livello elementare”. Come ci insegna Lenin); che contrasta l’abitudine dei compagni e delle compagne alla delega del lavoro di analisi a intellettuali borghesi e che ci rende succubi dell’influenza dell’ideologia borghese di sinistra; che educa ad un atteggiamento riflessivo, critico e autocritico.


Riteniamo importante (e diamo una particolare importanza) al bilancio collettivo su questi punti, un bilancio pubblico e per questo che invitiamo i compagni del nostro Partito e i nostri lettori a partecipare, tramite le pagine della rivista, a questo bilancio, mandandoci le loro riflessioni e le loro critiche. Intendiamo così sviluppare un dibattito franco e aperto fra la rivista e i suoi lettori.

 

Saluti comunisti

Pietro Vangeli

 


 

 

Numenro 38. novembre 2007

in questo numero:


Avanzare sul sentiero
tracciato

Le forze migliori
del nostro Paese

La cupola finanziaria
del Vaticano

Unità dialettica e
politica da fronte

Chavez e il Venezuela

Il capitalismo uccide
per fame e per obesità

Raccogliere la bandiera rossa dell’Ottobre

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione del n. 38

 

Questo numero della rivista esce in un momento particolare della lotta di classe del nostro Paese caratterizzato dalla crisi della sinistra borghese (da un lato il passaggio di campo, definitivo e inequivocabile, dei DS nelle fila della destra borghese con l’operazione PD;  dall’altro la residua sinistra borghese – PRC, PdCI, SD e Verdi – sempre più “integrata” nel sistema capitalista e alla ricerca di una nuova strada elettoralista, la “cosa rossa” di occhettiana memoria) e dallo sviluppo di un movimento di lotta e protesta popolare.

In un anno e mezzo di governo, Romano Prodi e con lui tutti gli esponenti della sinistra borghese hanno gettato la maschera: la loro politica reale si chiama continuità programmatica con la banda Berlusconi. Le misure concretamente attuate in materia di lavoro, pensioni, TFR, scuola, sanità, sostegno al Vaticano e agli imperialisti USA e sionisti, sono tutte misure care al programma comune dei banchieri, degli speculatori, dei generali, dei cardinali e dei mafiosi (la borghesia imperialista). Le altre misure, quelle promesse per carpire il voto e la fiducia dei lavoratori e dei sinceri democratici, sono rimaste tutte lettera morta: a distanza di un anno il governo non ha fatto nulla per i diritti civili, nulla contro il precariato e nulla contro l’affarismo.

La pratica di questi mesi testimonia bene il degrado politico e morale in cui sono sprofondati i partiti della sinistra borghese e i sindacati di regime. Tutta la sinistra borghese, anche quella definita “radicale”, ha svoltato a destra: il passaggio armi e bagagli dei DS nelle fila della destra borghese con il Partito Democratico (cristiano); i Cofferati e i Dominici che gareggiano a chi è più razzista con i Borghezio e i fascisti di turno; PRC, PdCI e Verdi che recitano la pantomima di partiti di governo e di opposizione; gli Epifani-Angeletti-Bonanni che si ergono, con sempre maggior spudoratezza, a paladini degli interessi dei padroni. Tutti insieme cercano di presentarsi come i più convinti sostenitori degli interessi della borghesia imperialista, alimentando l’affarismo e la mobilitazione reazionaria (riabilitazione del fascismo e del razzismo, campagne xenofobe, repressione). Questa decisa scelta di campo ha messo in crisi il rapporto della sinistra borghese con le masse popolari e con la propria base. La grande manifestazione del 20 ottobre ha spazzato via la sceneggiata del PRC e PdCI (“non è una manifestazione contro il governo Prodi”) mostrando bene come centinaia di migliaia di lavoratori e giovani vogliano farla finita con il governo Prodi e con la sua politica antipopolare. La grande manifestazione del 20 ottobre si inserisce a pieno titolo nel solco delle lotte di questi mesi che hanno messo la sinistra borghese alle corde, superata dalla sua stessa base e dal blocco popolare che avanza.

Dalla manifestazione del 9 giugno contro Bush e Prodi alla scarsa adesione dei lavoratori alla truffa sul TFR e sui fondi pensione organizzata da governo-industriali-speculatori e sindacati, dalla contestazione degli operai FIAT contro i dirigenti sindacali fino ad arrivare alla sonora bocciatura delle grandi fabbriche al referendum sul “Protocollo del 23 luglio” (il No ha prevalso in tutte le aziende pubbliche e private dove c’è stato un controllo effettivo da parte dei lavoratori sullo svolgimento delle votazioni). Questi e altri mille episodi mostrano che i lavoratori hanno sempre meno fiducia nella borghesia, nel suo governo, nei suoi partiti e nei sindacati di regime.

Alla sinistra borghese, per stare a galla, non basta più terrorizzare la base col ricatto “fate come diciamo noi o ritorna Berlusconi”; non basta più l’imbroglio di presentare come misure vantaggiose provvedimenti che in realtà vanno contro i lavoratori e i pensionati; non basta più confondere le acque per mettere masse contro masse (lavoratori contro pensionati, giovani contro anziani, occupati contro precari e disoccupati). La crisi della sinistra borghese è irreversibile e ha origine dalla mancanza di risposte concrete e realistiche che essa fornisce alla situazione attuale e alle aspirazioni che provengono dalle vaste masse popolari.

I comunisti, con il loro programma di fare dell’Italia un nuovo paese socialista, sono gli unici che possono imprimere una svolta e un orientamento lungimirante alle mobilitazioni delle masse, sono gli unici che possono mobilitare le masse nella risoluzione dei problemi che li affliggono.

A questi temi dedichiamo ampio spazio in questo numero della rivista. Inoltre in questo numero iniziamo a trattare delle diverse forme di resistenza popolare in corso nel mondo e che rappresentano concretamente la rinascita del movimento comunista, l’avanzata della seconda ondata della rivoluzione proletaria (dopo la prima della prima metà del secolo scorso). Nel fare questo partiamo dalla rivoluzione democratica antimperialista del Venezuela. Continuiamo a parlare del Vaticano e della sua piovra finanziaria che strangola le masse popolari del nostro Paese e del mondo, della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista conduce contro le masse popolari (morti per fame e per obesità). Continua il dibattito sull’11 marzo di Milano e sull’antifascismo (in questi giorni si svolge il processo di Appello contro la condanna ad anni di carcere di 18 antifascisti).

Celebriamo il 90° Anniversario della Rivoluzione di Ottobre con fiducia e con la convinzione che la riscossa delle masse popolari sta ricreando, a distanza di un secolo, un nuovo e più avanzato processo rivoluzionario.

 


 

 

In questo numero:

 

- Lotta al governo Prodi

- Contro i partiti azienda

- Primo congresso del Partito dei CARC

- La Repubblica pontificia

- Morti sul lavoro

- Sionismo e nazismo

- Comunicato della DN dei CARC sulle condanne ai compagni del (n)PCI

- Gramsci e lo studio della filosofia comunista

- Lettere/dibattito

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione

 

Con questo numero della rivista iniziamo a dare corpo e sviluppare i propositi della nuova serie della rivista, tramite l’inchiesta e l’analisi di alcuni aspetti importanti della lotta di classe del nostro Paese e a livello internazionale.
Innanzitutto rendiamo omaggio al valoroso compagno Antonio Gramsci, primo vero grande dirigente del movimento comunista italiano, morto 70 anni fa nelle carceri fasciste, dopo oltre 10 anni di carcere e confino. Lo ricordiamo per la sua dedizione alla causa della classe operaia, per la tenacia nella lotta per la costruzione di un vero partito rivoluzionario (il PCd’I), per il suo eroismo, per il suo rigore scientifico nell’analisi della lotta di classe del nostro Paese. Valorizzare il suo vasto contributo teorico e pratico sarà uno dei punti fermi del nostro Partito e della rivista.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai dirigenti e militanti nel (nuovo)Partito comunista italiano Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel, al simpatizzante Angelo D’Arcangeli e ai due compagni spagnoli della Frazione Ottobre del PCE(r), Teijelo e Galan, condannati il 6 aprile dal Tribunale di Parigi a pene pesanti ed esemplari (fino a cinque anni per Maj e Czeppel), in un processo farsa, al di fuori di ogni garanzia e norma di diritto. Il processo farsa orchestrato dalle Autorità francesi si inserisce nel solco della decennale persecuzione condotta dalle Autorità italiane contro la carovana della costruzione del nuovo partito comunista rivoluzionario italiano, il (n)PCI. Il processo di Parigi è una tappa dei diversi procedimenti giudiziari per associazione sovversiva orchestrati dai servizi segreti e dalle Procure di mezza Italia. L’ultimo procedimento (l’8° di una lunga serie) è ancora in corso, istruito dalla Procura di Bologna. L’inquisitore di turno è il PM Paolo Giovagnoli. Una persecuzione “speciale” riservata ai comunisti del XXI secolo, simile a quella fascista, che condannò il compagno Gramsci e centinaia di comunisti e antifascisti.
La situazione politica generale del nostro Paese. Il governo del circo Prodi mostra ogni giorno con maggiore sfrontatezza la volontà di portare avanti il programma dettato dalla borghesia imperialista (industriali, USA, Vaticano, affaristi). I suoi ricatti, i suoi imbrogli e le sue contumelie dimostrano la mancanza di ritegno di questa classe politica borghese. Continua tranquillamente la politica guerrafondaia e di attacco alle classi popolari portata avanti dal precedente governo della banda Berlusconi. L’ultimo grande imbroglio, in ordine di tempo, è il famoso “tesoretto” che dice di voler dare alle masse popolari. Dopo averle saccheggiate con la finanziaria di 35 miliardi di euro ora promette di restituirne 2-3: prima ci ha rubato 100 e ora, bontà sua, promette in campagna elettorale, di restituircene 10. Il Governo Prodi e tutto il suo circo dimostrano bene come la sinistra borghese sia al carro della destra. E’ quest’ultima a dirigere i partiti della sinistra borghese in tutti i campi (lavoro, famiglia, sanità, scuola, beni pubblici, cultura, ecc.). Sta facendo passi da gigante la sudditanza della sinistra borghese alla destra nella promozione dell’anticomunismo e del razzismo, nella riabilitazione del fascismo, nel sostegno alla guerra imperialista, nella sudditanza al Vaticano, alla UE, alla NATO, agli imperialisti USA. La sudditanza della sinistra “radicale” (PRC, PdCI, verdi e sinistra DS) alla destra ormai ha completamente investito questi partiti, sprofondandoli nella degenerazione morale e politica, eliminando quelle residue differenze che li rendevano “amici delle masse”. Il sistema dei “partiti azienda” avanza nel campo della lotta politica borghese e spinge alla costruzione di Liste comuniste e alla costruzione del Blocco popolare come punto di riaggregazione e di lotta dei lavoratori, degli elementi avanzati e dei sinceri democratici. Scanzano, Vicenza, Val Susa e le altre lotte che attraversano il nostro Paese mostrano che la lotta contro il “programma comune” avanza, che le masse popolari si scontrano con entrambe le frazioni del “partito unico” (Partito democratico e Partito delle libertà padronali). Alla politica borghese “bipartisan” le masse oppongono un movimento unitario delle masse popolari. Questi importanti movimenti di lotta ci indicano che bisogna procedere con più determinazione nella costruzione del Blocco popolare, come punto di riferimento politico e organizzativo veramente autonomo politicamente e ideologicamente dai vari partiti borghesi.
Con questo numero iniziamo un lavoro di inchiesta in alcuni campi importanti per comprendere la situazione attuale e i compiti dei comunisti, degli altri anticapitalisti e dei sinceri democratici.
- Ruolo del Vaticano nella società italiana e importanza della lotta per la sua abolizione. Il Vaticano è il principale puntello del dominio della borghesia imperialista mondiale e in particolare di quella del nostro Paese. Attivo sostenitore e promotore della mobilitazione reazionaria, della guerra di sterminio non dichiarata e della crociata mondiale contro il movimento comunista e democratico.
- Guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista conduce contro le masse popolari: una guerra che provoca ogni anno decine di milioni di morti per fame, miseria, sfruttamento, guerre, malattie curabili, depressione. Nessuna guerra nella storia dell’umanità ha mai fatto tante vittime. Qui iniziamo dai morti sul lavoro, anche su questo bisogna smascherare gli ipocriti piagnistei di Napolitano, Bertinotti e compari: sono anche loro artefici e complici di questa particolare guerra del sistema capitalista.
- Sionismo: moderno regime fascista, promosso e sostenuto dagli imperialisti USA e dai reazionari di tutto il mondo come baluardo contro l’avanzata del movimento antimperialista del Medio oriente.
Inoltre trattiamo, con un’intervista al Segretario Nazionale, del Primo congresso del Partito dei CARC.
Infine, con questo numero inauguriamo la rubrica Lettere-dibattito. Rinnoviamo l’invito a rendere vitale questa rubrica inviandoci brevi articoli, note e critiche.


 


 

 

Nel numero 36:

 

- Una nuova serie per migliorare e avanzare verso il socialismo

- Le Liste Comuniste irrompono nella battaglia elettorale

- Riforma o difesa della Costituzione?

- Bilancio dell’esperienza: Fronte Popolare per la Ricostruzione del Partito Comunista

- Congresso del SLL e rinnovamento del movimento sindacale italiano

- 11 marzo 2006 a Milano. Un’esperienza da mettere a frutto

- Nepal: verso la nuova democrazia popolare

- Presentazione di “Un futuro possibile” di Marco Martinengo e Elvira Mensi

 

 

 

 

Presentazione

Una nuova serie per migliorare e avanzare nella lotta per il socialismo

Con questo numero apriamo una nuova serie della rivista e riprendiamo la pubblica-zione, con rinnovato spirito e veste, dopo due anni dall’uscita dell’ultimo numero (n.35, dicembre 2004). La prima serie ha svol-to un prezioso e insostituibile lavoro, dura-to quasi un ventennio, per la ricostruzione di un vero partito comunista. Ora iniziamo un percorso dove RS assume un ruolo di primo piano nella battaglia politica e cultu-rale per affermare la linea che bisogna fare dell’Italia un nuovo paese socialista. In questi due anni vi sono stati tanti avve-nimenti significativi per la rinascita del movimento comunista e per lo sviluppo delle lotte delle masse popolari. Citiamo i principali, a cui dedichiamo la maggior parte degli articoli di questo numero. Fondazione (ottobre del 2004), nella clandestinità, del (nuovo)Partito comu-nista italiano. Il Partito “nasce - affermala Dichiarazione di fondazione, resa pub-blica nel mese di novembre del 2004 - per completare l’opera che il primo PCI lasciò interrotta: fare dell’Italia un nuovo paese socialista e contribuire così alla rivoluzio-ne proletaria mondiale”. Il (n)PCI ha dichiarato che suo compito è riprendere il cammino iniziato dal primo partito comu-nista (il PCd’I di Gramsci), costituito nel1921. Quel partito ha condotto un’eroica resistenza contro il fascismo conquistando il riconoscimento e l’appoggio della classe operaia, fino ad assumere la direzione delle masse popolari e condurle alla vitto-ria nella Resistenza (1945). Di seguito,però, a partire dagli anni ’50, per una serie di fattori interni e internazionali e a causa di errori e limiti propri, nel partito sono infine prevalsi i revisionisti moderni gui-dati da Togliatti, che hanno ricondotto le masse popolari sotto la direzione della bor-ghesia imperialista e hanno portato il par-tito stesso alla corruzione, alla disgrega-zione e infine alla sua dissoluzione. Trasformazione dei CARC in partito. La nascita del (n)PCI ha avviato un dibattito all’interno dei CARC, che si è concluso nella primavera del 2005. I CARC hanno riconosciuto nel (n)PCI l’embrione del futuro stato maggiore della classe operaia accordandogli la loro piena fiducia. Dopo di ché, con un congresso straordinario tenutosi nell’aprile 2005, è stata sancita la trasformazione dei CARC stessi da orga-nizzazione che lavora alla ricostruzione del partito comunista in un partito che riporta i comunisti a intervenire in un campo che per anni è stato lasciato in mano ai partiti borghesi e revisionisti, quello della lotta politica borghese, assumendo questo com-pito particolare nella più generale lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista,portata avanti dal (n)PCI. Nascita del Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL), primavera 2004: trattiamo,in questo numero, del suo primo congresso e del ruolo che questo nuovo sindacato può svolgere per il rinnovamento del movi-mento sindacale italiano. Conclusione dell’esperienza del Fronte Popolare perla ricostruzione del partito comunista(FP-rpc), di cui illustriamo il bilancio che ne traiamo. In questi due anni abbiamo inoltre visto concretizzarsi:- la fine del governo della banda Berlusconi,che non è riuscito a portare avanti il programma, affidatogli dalla classe che governa realmente nel nostro paese (la borghesia imperialista costituita da industriali, banchieri, Vaticano, impe-rialisti USA e mafia): andare più a fondo e il più rapidamente possibile nell’attacco ai diritti e alle conquiste dei lavoratori e delle masse popolari. Le vaste e significa-tive lotte dei lavoratori e delle masse popolari (da Scanzano, alla Fiat di Melfi,passando per i tranvieri di Milano) hanno fatto saltare i piani della borghesia e hanno travolto la banda Berlusconi;- l’inizio del governo del circo Prodi-D’Alema-Bertinotti (più Epifani), che ora cerca di riuscire laddove Berlusconi ha fal-lito. Gli avvenimenti in corso confermano appieno la nostra tesi che centro destra e centro sinistra hanno lo stesso programma comune. Il governo Prodi spera di riuscire a realizzarlo adottando metodi diversi: non più con metodi arroganti e attraverso lo scontro con i sindacati di regime ma coin-volgendo direttamente, e per la prima volta,tutti partiti della sinistra borghese e sedicen-ti comunisti (che hanno ottenuto vari mini-steri, sottosegretari e la presidenza della Camera) e ottenendo l’accordo e il sostegno dei sindacati di regime, in particolare della CGILe del suo segretario Epifani. Il gover-no di centro sinistra è impegnato inoltre a creare commissioni e sottocommissioni,gruppi di studio per elargire ricche preben-de a migliaia di esponenti dell’aristocrazia operaia (sindacalisti, esponenti del PRC, PdCI, verdi e sinistra DS). A livello internazionale assistiamo alla disfatta degli imperialisti USA, dei sionisti e dei loro alleati (tra cui gli imperialisti ita-liani) in Iraq, in Afghanistan, in Palestina e in Libano grazie allo sviluppo di una forte resistenza popolare antimperialista nei paesi occupati dagli imperialisti e a un forte movimento contro la guerra negli stessi paesi imperialisti. Nello stesso tempo avanzano le guerre popolari rivolu-zionarie in Nepal, Filippine, India, pro-mosse e dirette da partiti comunisti maoi-sti. In America Latina è nato e si sta raffor-zando un forte movimento antimperialista. Cresce in tutto il mondo un forte movi-mento popolare conto il sistema imperiali-sta e contro la guerra imperialista. Tutto ciò testimonia e dimostra chiaramente chela rinascita del movimento comunista e popolare avanza in tutto il mondo. In questa situazione il compito principale dei comunisti e delle altre avanguardie di lotta del nostro paese è mantenere alta la mobilitazione delle masse popolari contro il programma comune della borghesia imperialista. È l’unico modo per impedire al circo Prodi di riuscire laddove la banda Berlusconi ha fallito. Data l’azione corrut-trice e disgregatrice che i partiti del centrosinistra e i sindacati di regime svolgono trai lavoratori e le masse popolari, la lotta contro il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti (più Epifani), per essere efficace,richiede un salto qualitativo. Secondo noi oggi questo salto qualitativo significa svi-luppo di una politica da fronte popolare nella lotta contro l’attuazione del program-ma comune della borghesia, per la difesa el’estensione dei diritti e delle conquiste dei lavoratori e delle masse popolari in ogni campo (politico, sindacale, sociale e cultu-rale). Per fare questo occorre costruire una più ramificata e forte organizzazione delle masse popolari, realmente autonoma (ideo-logicamente e politicamente) dalla borghe-sia e bisogna dare obiettivi politici più defi-niti e lungimiranti ad ogni lotta di resisten-za e ad ogni aggregazione popolare. Questi avanzati obiettivi sono riassunti nelle paro-le d’ordine “fare dell’Italia un nuovo paese socialista” e “rinascita del movimento comunista internazionale”. Libero confronto, unità nella lotta e soli-darietà di classe sono le parole d’ordine che indicano il processo per la trasforma-zione e il rafforzamento della lotta contro l’imperialismo e per il socialismo. La redazione invita compagni e compagne,organizzazioni e partiti a sviluppare il con-fronto e la critica sui temi che trattiamo, a inviare articoli, note e segnalare argomenti. Il confronto collettivo è la base per sviluppare una conoscenza più scientifica,per migliorare la nostra teoria e la nostra pratica.

 

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