Comunicato sull'udienza preliminare di
Ancona
5 novembre 2008
Oggi si è tenuta ad Ancona l’udienza preliminare per
l’inchiesta per diffamazione a carico
dei compagni dell’ASP (Associazione
Solidarietà Proletaria) e del Segretario
Nazionale del Partito dei Carc aperta
dal PM Marco
Pucilli, su richiesta di Enrico Di
Nicola (procuratore capo uscente di
Bologna - sul sito
www.carc.it è disponile il
curriculum di questo persecutore dei
comunisti) e dello stesso Giovagnoli che
recitando la parte dell’offeso ha
materialmente sporto querela.
Questo è il decimo procedimento giudiziario
contro la “carovana” del (n)PCI e si
inscrive nella ventennale persecuzione
condotta contro quest’area dalla destra
reazionaria ed eversiva, con l’obiettivo
di “soffocare il bambino nella culla” e
contrastare la lotta per dotare la
classe operaia e le masse popolari del
nostro paese di un vero partito
comunista che sappia guidarle verso
l’instaurazione del socialismo.
L’udienza è stata rinviata al giorno 17.4.09
alle ore 11.30 per vizi di forma, tra cui la mancata notifica agli imputati
dell’udienza (a ulteriore dimostrazione
di come una parte della magistratura, e
prima di tutto Giovagnoli, utilizzano le
leggi a loro “uso e consumo” e contro i
diritti delle masse popolari).
Davanti al Tribunale è stato organizzato un
presidio al quale hanno partecipato una
trentina di compagni del Partito dei
Carc, dell’ASP, del Lupo Osimo e del’Iqbal
Masiq di Lecce, più alcuni compagni di
Ancona che hanno portato direttamente la
loro solidarietà. Un presidio, come
sempre, caratterizzato da slogan e
canti e pieno di bandiere rosse,.
I compagni hanno volantinato tra la gente
presente al mercato adiacente il
tribunale, propagandando tra le masse
popolari la persecuzione nei confronti
dei comunisti e raccogliendo circa 50
firme all’appello NO alla
persecuzione dei comunisti!
La solidarietà è un’arma!
Costruiamo un fronte unito contro la
repressione!
La repressione non fermerà le lotte!
La repressione non fermerà la rinascita del
movimento comunista nel nostro paese!
Esiste una sola via di uscita positiva per le masse
popolari dal marasma in cui ci ha fatto
precipitare la borghesia: instaurare il
socialismo!
4.11.08
Solidarietà internazionale al Partito
dei CARC e all'Associazione Solidarietà
Proletaria
La
comunicazione del Gruppo di
coordinamento della Conferenza Internazionale dei
Partiti e delle Organizzazioni Marxiste
Leniniste (ICMLPO)
Il testo inviato dall'Organizzazione
Comunista di Grecia (KOE)
Communist Organization of Greece /
Kommounistiki Organosi Elladas (KOE) -
International Relations Department
Email: laokratia@yahoo.com * aristera@tellas.com
Web: www.koel.gr * In English:
international.koel.gr
Cari compagni,
l'Organizzazione Comunista di Grecia (KOE)
esprime il suo sostegno alla vostra
lotta contro la persecuzione dei
comunisti e aderisce ai presidi
organizzati dal vostro Partito e
dall'Associazione Solidarietà Proletaria
davanti al Tribunale di Ancona e anche
al presidio che si terrà a Roma.
Protestiamo contro la persecuzione
condotta dalla magistratura italiana nei
confronti degli oppositori politici,
violando i diritti di espressione e di
associazione.
Giù le mani dai comunisti! Lunga vita
alla solidarità internazionale!
Dear Comrades,
The Communist Organization of Greece (KOE)
fully supports your struggle against
Communists' persecution, signs the
relative call and
adheres to the
demonstrations organized by your Party
and the Association for Proletarian
Solidarity in front of the Ancona
Tribunal, as well as in Rome.
We join the protest against the
persecution the Italian magistracy
carries out against the dissent, the
freedom of expression and association.
Hands off the Communists! Long live the
internationalist solidarity!
Lettera aperta ai comunisti di Ancona
Milano, 3 novembre ‘08
Cari compagni e compagne,
il 5 novembre ad Ancona si terrà l’udienza preliminare
contro il Partito dei CARC e
l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP),
accusati di aver “diffamato il PM
Giovagnoli di Bologna” chiamandolo con
il suo vero nome: “novello Torquemada” e
“giudice dal 270 bis facile”. Giovagnoli
è infatti ormai celebre per le sue
numerose inchieste per “associazione
sovversiva” (la maggior parte delle
quali finite con l’archiviazione o il
“non luogo a procedere”) condotte contro
i comunisti, i no-global, gli anarchici
e gli studenti di Bologna. Con il suo
operato, Giovagnoli contribuisce ai
progetti della destra reazionaria ed
eversiva: mettere fuorilegge i
comunisti, istituire Tribunali Speciali,
aumentare la militarizzazione nelle
città, fomentare la guerra tra proletari
(lavoratori italiani contro immigrati,
disoccupati contro lavoratori, giovani
contro vecchi, uomini contro donne,
eterosessuali contro omosessuali,
settentrionali contro meridionali, ecc.)
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Lettera aperta del Partito dei CARC alla
dott.essa Giusi Fasano del Corriere
della Sera - 30.10.08
Salve dott.essa Fasano,
lei oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera
l’articolo “Stop intercettazioni, lo
Stato non paga. Gli amministratori delle
tre aziende hanno consegnato mercoledì
al ministero la loro lettera-ultimatum.”
In esso rende noto che lo Stato italiano
è in debito di 140 milioni di euro con
Research control system, Area e Sio,
ossia le tre società lombarde che
gestiscono oltre il 70% delle
intercettazioni telefoniche nel nostro
paese.
Le scriviamo per informarla che uno dei principali
responsabili di queste spese milionarie
è il PM Paolo Giovagnoli della procura
di Bologna, ormai noto come “novello
Torquemada” o “giudice dal 270 bis
facile” per via delle sue numerose
inchieste per “associazione eversiva”
contro gli oppositori politici in
particolare di sinistra, la maggior
parte delle quali concluse, dopo un
enorme dispendio di risorse pubbliche,
con l’“archiviazione” e il “non luogo a
procedere”.
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Comunicato DN P. dei CARC e ASP del
30.10.08
L’udienza preliminare per “diffamazione
del PM Giovagnoli” contro il Partito dei
CARC e l’ASP che si terrà il 5 novembre
ad Ancona deve essere rinviata
perché gli imputati non hanno ricevuto
la notifica!
Se la destra eversiva e reazionaria
cercherà di violare le leggi stesse
dello Stato borghese, daremo battaglia
dentro e fuori l’aula con tutte le
nostre forze per contrastare questo
attacco e far saltare i suoi piani!
No alla persecuzione dei comunisti!
E’ ormai scaduto il termine entro cui doveva
essere consegnata la notifica
dell’udienza preliminare del 5 novembre
ai compagni e compagne del Partito dei
CARC e dell’ASP accusati di aver
diffamato il PM Paolo Giovagnoli di
Bologna per averlo definito quello che è
nella sostanza: “novello Torquemada” e
“giudice dal 270 bis facile”. La legge
borghese stabilisce infatti che la
notifica agli imputati deve essere
effettuata entro massimo dieci giorni
dall’udienza e questo non è avvenuto per
la maggior parte dei compagni indagati.
Il GUP Paola Mureddu deve quindi
rinviare l’udienza preliminare!
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29.10.08 Lettera aperta ai compagni di
Proletari Comunisti attaccati dalla
repressione
Cari compagni,
vi scriviamo per rinnovarvi tutta la nostra solidarietà di
classe per l’attacco repressivo che
state subendo insieme ai compagni dello
Slai Cobas per il sindacato di classe.
In particolare esprimiamo la nostra
solidarietà alla compagna Margherita
Calderazzi di Taranto accusata da Riva,
padrone dell’Ilva, di essere la
“mandante” della scritta “Riva
assassino” apparsa sui muri della sua
fabbrica e per questo condannata a
pagare 100.000 euro.
Riva, con l’arroganza tipica della parte più reazionaria e
cinica della borghesia, con questo
attacco cerca di intimidire tutti i
lavoratori e isolare quelli più
combattivi, per continuare a portare
avanti indisturbato il suo sterminio
prodotto in nome del profitto: l’Ilva,
infatti, è la fabbrica con più morti,
infortuni e malattie professionali
d’Italia, fonte inoltre di tumori per
tutte le masse popolari della zona.
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Comunicato del 29.10.08
Chi è Enrico Di Nicola, uscente
Procuratore Capo di Bologna? Qual è
stato il suo ruolo nel progetto della
destra reazionaria ed eversiva di
mettere fuorilegge i comunisti e
istituire Tribunali Speciali?
Tre citazioni per introdurre il suo
dossier:
“Tutto quello che esce dalla procura
di Bologna è responsabilità del
Procuratore Capo: è mia!” (19 aprile
’06)
“Bisogna distinguere una volta per
tutte chi commette reati per uno scopo
prettamente politico e chi invece per
uno scopo sociale, umano: chi agisce per
sostituirsi alle istituzioni commette
un’aggravante che non può essere
tollerata!” (19 aprile ’06)
“L’unica giustizia che funziona è
quella per direttissima. Non siamo una
funzione forte ed è dimostrato dal fatto
che nessuno ha paura di noi!” (16
gennaio ‘08)
Continua
il nostro lavoro di ricerca, schedatura
e denuncia pubblica dei persecutori dei
comunisti, con l’obiettivo di mettere a
nudo quello che avviene dietro il
“teatrino della politica borghese” e
contrastare i progetti eversivi della
destra reazionaria, di quanti calpestano
i diritti e le libertà conquistate nel
nostro Paese con la Resistenza
antifascista. Con questo comunicato
rendiamo noto il dossier che abbiamo
realizzato su Enrico Di Nicola,
Procuratore Capo di Bologna andato in
pensione lo scorso luglio, dopo aver
servito fedelmente per una vita intera
la destra reazionaria ed eversiva e,
negli ultimi anni, essersi distinto per
aver diretto i lavori di una delle
procure che più hanno cercato di
contribuire alla messa fuorilegge dei
comunisti e all’istituzione di Tribunali
Speciali, aprendo inchieste su inchieste
per “associazione sovversiva”.
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Volantino nazionale del 29.10.08
Respingiamo
il decreto Gelmini
Difendiamo
la scuola pubblica
[scarica
il volantino] Il
decreto Gelmini (sostenuto dalla
creatività finanziaria di Tremonti,
dalla crociata contro i “fannulloni” di
Brunetta e dall’arroganza della banda di
fascisti, mafiosi, parassiti e
sfruttatori raccolta attorno a
Berlusconi) è parte di un progetto di
riforma della scuola e delle università
che ha l'obiettivo di smantellare
l’istruzione pubblica a beneficio di
quella privata.
Perché
tagliare i fondi alle scuole pubbliche,
ridurre il numero degli insegnanti e del
personale tecnico, sottoporli a
condizioni di lavoro sempre
peggiori (aumentano le responsabilità,
diminuiscono le retribuzioni), significa
creare le condizioni per il definitivo
smantellamento del servizio pubblico.
Il
colpo di grazia. Il processo
di “riforme e tagli” e
“razionalizzazione”, negli ultimi anni è
già toccato alle ferrovie, alla sanità,
alle autostrade, alle telecomunicazioni,
ecc. Con risultati disastrosi. Oggi
(ancora una volta) tocca alla scuola, ma
questa volta “in grande”.
Quando non
ci saranno più strutture per garantire
l'insegnamento a tutti, quando non ci
saranno più neppure un numero
sufficiente di docenti e di tecnici,
quando gli effetti di questa riforma
avranno saccheggiato i programmi
ministeriali di insegnamento in favore
delle “necessità di adeguare
l'insegnamento ai tempi moderni”;
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comunicato della DN del 28.10.08
Schediamo, smascheriamo e contrastiamo i
persecutori dei comunisti!
Marcello Branca, Avvocato
Generale della Repubblica presso la
Corte di Appello di Bologna,
contribuisce alla persecuzione dei
comunisti confermando le aspettative che
nel 2002 ripose in lui Castelli, che lo
preferì all’“inaffidabile” Mancuso!
Cossiga, nel frattempo,
indica alla banda Berlusconi la strada
da seguire per difendere la “democrazia”
e la “legalità”: infiltrare il movimento
studentesco e picchiare forte gli alunni
e soprattutto le maestre!!!
Il 13 ottobre Marcello
Branca, Avvocato Generale della
Repubblica presso la Corte di Appello di
Bologna, ha fatto ricorso in Cassazione
contro il “non luogo a procedere” con
cui il 1° luglio il GUP Rita Zaccariello
di Bologna ha rigettato la richiesta di
rinvio a giudizio per “associazione
sovversiva” avanzata dal PM Paolo
Giovagnoli nei confronti di alcuni
militanti del (n)PCI, del Partito dei
CARC e dell’ASP.
L’intervento di Branca,
del tutto straordinario, ha l’obiettivo
di sostenere il ricorso in Cassazione
presentato a sua volta da Giovagnoli,
ormai noto come “novello Torquemada” o
“giudice dal 270 bis facile”.
Questa operazione si
inquadra nel progetto promosso dalla
destra eversiva e reazionaria:
mettere fuorilegge i
comunisti e istituire Tribunali
Speciali. Il verdetto del 1° luglio è un
ostacolo alla realizzazione di questo
progetto, è un “cattivo esempio” di cui
bisogna liberarsi per evitare che altri
comunisti, anti-capitalisti,
sindacalisti ed elementi delle masse
popolari inquisiti e processati
applichino la linea del “processo di
rottura” per fronteggiare gli attacchi
repressivi: passare da accusati in
accusatori, chiamare al banco degli
imputati la borghesia, promuovere la
mobilitazione e la solidarietà delle
masse popolari e sfruttare a vantaggio
della lotta le contraddizioni presenti
in campo borghese per ritorcere contro
la destra reazionaria ed eversiva i suoi
attacchi repressivi.
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Lettera aperta del 22.10.08
Contro
la persecuzione dei comunisti
Ai singoli compagni, ai collettivi, alle
organizzazioni e partiti che lottano
contro la banda Berlusconi, per la
difesa dei diritti delle masse popolari
e la rinascita del movimento comunista
nel nostro paese
Cari
compagni,
come
abbiamo reso noto ieri con il
comunicato
congiunto P-CARC e ASP, il 5
novembre si terrà ad Ancona l’udienza
preliminare per il Decimo Procedimento
Giudiziario (DPG) montato dalle autorità
italiane contro la “carovana” del
(n)PCI. Titolare dell’inchiesta è il PM
Marco Pucilli di Ancona. I compagni del
P-CARC e dell’ASP sono accusati di
“diffamazione del PM Paolo Giovagnoli”
perché lo hanno chiamato con il suo vero
nome: “novello Torquemada” e “giudice
dal 270 bis facile”.
Il
procedimento giudiziario montato dal PM
Marco Pucilli fa il paio con il ricorso
in Cassazione fatto da Giovagnoli contro
il “non luogo a procedere” pronunciato
dal GUP Zaccariello il 1° luglio e con
il ricorso fatto al riguardo anche dal
Procuratore Generale di Bologna, cosa
del tutto eccezionale e di carattere
straordinario. Il procedimento di
Pucilli e questi due ricorsi in
Cassazione fanno parte di un unico
progetto promosso dalla destra
reazionaria ed eversiva: procedere nella
messa fuorilegge dei comunisti e
istituire Tribunali Speciali,
sgomberando il campo e ribaltando il
verdetto del 1° luglio poiché ostacola
la realizzazione di questo progetto
reazionario.
Questo
attacco mette in discussione l’agibilità
politica di tutti i comunisti. E’ un
attacco a tutto il movimento comunista
del nostro paese, a tutti gli
oppositori, a tutti quelli che si
ribellano e lottano contro la banda
Berlusconi, il Vaticano e gli
imperialisti USA per difendere, senza
se e senza ma, i diritti delle masse
popolari, conquistarne di nuovi e
mettere fine una volta per tutte al
sistema capitalista e costruire un mondo
diretto dai lavoratori.
La
persecuzione dei comunisti è il centro
della lotta tra masse popolari e
borghesia imperialista: solo i comunisti
che fanno i comunisti possono dirigere
la classe operaia e il resto delle masse
popolari nella lotta per mettere fine
allo “stato attuale delle cose” e
instaurare l’unico altro mondo
possibile, il socialismo.
E’
necessaria una risposta unitaria, di
classe, contro questo attacco.
L’esperienza dimostra chiaramente che la
solidarietà è un’arma e che la
repressione, se affrontata con una linea
d’attacco, può essere trasformata in un
contributo alla rinascita del movimento
comunista del nostro paese.
Vi
lanciamo l’appello a
- prendere
e far prendere posizione pubblica contro
la persecuzione dei comunisti
- firmare
e far firmare l’appello
“No alla persecuzione dei comunisti!”
- inviare
e far inviare il fax
qui allegato
al GUP Paola Mureddu di Ancona (Procura
della Repubblica presso il Tribunale di
Ancona, fax 0712072863;
e-mail:
procura.ancona@giustizia.it)
- aderire
e partecipare al presidio che il nostro
Partito e l’ASP stanno organizzando per
il
5
novembre, a
partire dalle h. 9:00, davanti al
Tribunale di Ancona (Palazzo di
Giustizia, Corso Mazzini, 95).
Vi
chiediamo inoltre di aderire e
partecipare al presidio che terremo il
13
novembre a Roma davanti alla
Corte di Cassazione (Piazza Cavour) a
partire sempre dalle h. 9:00, in
solidarietà con gli anti-fascisti
dell’11 marzo che quel giorno avranno la
loro udienza di cassazione e contro il
ricorso in Cassazione fatto da
Giovagnoli e dal Procuratore Generale di
Bologna.
La repressione non fermerà la rinascita
del movimento comunista nel nostro
paese!
La solidarietà è un’arma!
Costruiamo un fronte unito contro la
repressione!
Esiste una sola via di uscita positiva
per le masse popolari dal marasma in cui
ci ha fatto precipitare la borghesia:
instaurare il socialismo!
Comunicato del 21.10.08 della DN del P-CARC
e ASP
CHI DIFFAMA CHI?
Il 5 novembre ad Ancona ci sarà l’udienza
preliminare contro il Partito dei CARC e
l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
accusati di “diffamazione del giudice
Giovagnoli”.
Il PM Marco Pucilli di Ancona si associa e
dà il suo contributo alla persecuzione dei
comunisti condotta dal “novello Torquemada”
Paolo Giovagnoli di Bologna su mandato della
destra reazionaria ed eversiva!
Cosa farà il GUP Paola Mureddu che deve
decidere se sono i CARC e l’ASP ad aver
“diffamato” Giovagnoli o se è lui che in
questi anni ha condotto una persecuzione
continuata e arbitraria come è emerso anche
dalla sentenza di “non luogo procedere” del
GUP Zaccariello di Bologna?
In questi giorni è stato recapitato ad alcuni degli
avvocati difensori dei compagni del Partito
dei CARC e dell’Associazione Solidarietà
Proletaria (ASP), iscritti nel registro
degli indagati per il Decimo Procedimento
Giudiziario (DPG), la convocazione per
l’udienza preliminare che si terrà il 5
novembre alle 10:00 presso il Tribunale di
Ancona (Palazzo di Giustizia, sito in Corso
Mazzini n.95).
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Comunicato della DN del 03.10.08
Il governo Berlusconi usa le autorità
borghesi per passare dalle minacce ai fatti
Il Consiglio di Stato blocca il referendum
contro la costruzione della base a Vicenza,
cala la maschera e mostra la natura eversiva
della borghesia!
“Gravemente inopportuno” è il giudizio che
Berlusconi diede del referendum contro la
costruzione della nuova base USA, indetto
dalla giunta di Centro-sinistra di Vicenza,
sotto la spinta, le pressioni e le
mobilitazioni del movimento NO Dal Molin.
Era il 5 settembre scorso e poche ore dopo
le parole di Berlusconi, come per
sottolinearle, la celere caricava duramente
e senza pretesto un presidio di attivisti NO
Dal Molin.
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Comunicato del 1.10.08 della DN del P-CARC,
ASP e SLL
Processo contro gli “ineleggibili” della Lista Comunista
che ha fatto irruzione alle comunali di
Napoli nel 2006: la borghesia è in vicolo
cieco e rinvia ancora una volta il processo!
Questa mattina si è svolto presso il Tribunale di Napoli il
presidio di solidarietà con i compagni della
Lista Comunista che ha fatto irruzione alle
comunali che si sono tenute nel 2006 nel
capoluogo partenopeo. Ma il processo contro
i compagni che si doveva tenere presso la IX
sezione penale presieduta dalla D.ssa
Pandolfi, è stato per la terza volta
rinviato. La nuova data del processo contro
decine di persone ritenute “ineleggibili”,
tra cui i compagni della Lista Comunista, si
terrà il 3 dicembre prossimo.
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Resistenza numero 10 - ottobre 2008
In questo numero:
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Comunicato della DN del 01.10.08
Per rafforzare la lotta degli abitanti di
Vicenza e per rafforzare la lotta di tutte
le masse popolari, votare al referendum del
5 ottobre contro la basa USA!
Il Partito dei CARC sostiene, senza se e senza ma, la lotta
condotta dal Movimento No dal Molin e chiama
a votare al referendum che si terrà domenica
5 ottobre contro la costruzione della base
USA a Vicenza.
Inoltre raccogliamo e rilanciamo l’appello fatto dal
Movimento No dal Molin a votare on line, se
non si è residenti a Vicenza, attraverso il
sito
http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php
La vittoria del referendum costituirebbe un nuovo duro
colpo alla banda Berlusconi perché
rafforzerebbe la resistenza non solo degli
abitanti di Vicenza, ma di tutte le masse
popolari e dei lavoratori, indebolirebbe
tutta l’azione del nuovo governo, lo
metterebbe in un grave impiccio con i suoi
padroni americani, acuirebbe le
contraddizioni tra le forze di governo e le
metterebbe in difficoltà, in particolare la
Lega che si spaccia per il partito delle
autonomie locali: già adesso di fatto a
Vicenza (come in Val di Susa) difende gli
accordi internazionali stretti dal governo
di Roma contro la volontà delle comunità
locali nascondendosi dietro la foglia di
fico che sarebbe una “minoranza di
facinorosi” a non volere la nuova base USA:
come la metterebbe in caso di vittoria del
referendum?
Questo referendum è “gravemente inopportuno” perché
Berlusconi e i suoi sanno che il loro
teatrino funziona solo quando le masse
popolari vi partecipano per fare da claque e
per votare una o l’altra delle forze
borghesi e non da protagoniste e decise a
prendere in mano il proprio destino. Sanno
che le loro menzogne, i loro imbrogli, le
loro minacce, le loro promesse attecchiscono
quando le masse sono dirette da
un’“opposizione” compiacente e quindi sono
divise, disorientate, rassegnate, impotenti.
Non attecchiscono e non funzionano quando le
masse sono organizzate e mobilitate da una
direzione che mette davanti a ogni cosa la
volontà e gli interessi delle masse ed è
decisa a vincere.
Votiamo e facciamo votare contro la base USA
a Vicenza!
Uniamo le lotte nelle piazze con l’irruzione
nel “teatrino della politica borghese”!
Costruiamo il Blocco Popolare elettorale!
Comunicato della DN del 25.09.08
Il giudice Giovagnoli fa ricorso in Cassazione contro il
“non luogo a procedere” emesso dal giudice
Zaccariello e le dà dell’incompetente!
Lo scorso 3 settembre il giudice Paolo Giovagnoli della
procura di Bologna, meglio noto come
“novello Torquemada” per le sue gesta
repressive contro studenti, lavoratori,
comunisti, immigrati e centri sociali, ha
presentato ricorso in Cassazione contro il
“non luogo a procedere” emesso il 1° luglio
dal GUP Rita Zaccariello rispetto all’Ottavo
Procedimento Giudiziario per “associazione
sovversiva” montato da Giovagnoli contro il
(n)PCI, il Partito dei CARC e l’Associazione
Solidarietà Proletaria.
Questo è l’ennesimo “non luogo a procedere” che Giovagnoli
colleziona per procedimenti per
“associazione sovversiva” o affini da lui
aperti, per cui reagisce in modo
indispettito: ne va del suo prestigio e
della sua carriera!
Il novello Torquemada motiva il suo acceso e polemico
ricorso (disponibile sul nostro sito
www.carc.it, così come le Motivazioni
con cui il giudice Zaccariello ha sostenuto
il “non luogo a procedere”) per
“inosservanza ed erronea applicazione della
legge penale e per manifesta illogicità
delle motivazione risultante dal testo della
sentenza impugnata”.
Nelle 29 pagine del suo documento Giovagnoli attacca a
spada tratta il GUP Zaccariello, dandole, in
modo neanche troppo velato, dell’incapace
che si è fatta trarre in inganno dalla
“carovana” del (n)PCI e che ha una visione
distorta del concetto di difesa dell’ordine
“democratico”.
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Le
motivazioni della sentenza del primo luglio
Adesione allo sciopero generale del 17
ottobre 2008
Il Partito dei CARC aderisce allo sciopero generale
nazionale contro i progetti del padronato e
le scelte politiche e sociali del governo
indetto per il 17 ottobre dalla
Confederazione Cobas, dalla CUB e dal SdL
Intercategoriale.
Alitalia, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scuola,
carovita, salari, razzismo, devastazione
dell’ambiente, rifiuti, TAV, base Dal Molin,
stragi sul lavoro, precarietà, licenziamenti
politici e repressione: sono i principali
fronti aperti tra i lavoratori e le masse
popolari da una parte e i padroni, gli
speculatori, il Vaticano, gli imperialisti
USA e il loro governo dall’altra.
E’ possibile resistere, è possibile vincere su ognuno di
questi fronti!
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Comunicato DN del 23.09.2008
Il 3 novembre si terrà l’udienza di cassazione per gli
antifascisti dell’11 marzo 2006: costruiamo
un percorso di mobilitazione, denuncia e
solidarietà, contro il fascismo e il
razzismo, per la libertà dei compagni
condannati!
Ora e sempre Resistenza!
Il 3 novembre prossimo si terrà a Roma l’udienza di
cassazione per gli antifascisti che l’11
marzo 2006 a Milano scesero in strada per
cercare di impedire una parata neofascista
di Fiamma Tricolore nella città medaglia
d’oro per la Resistenza.
Lo scorso anno la corte d’appello di Milano confermò la
condanna di primo grado per 15 antifascisti
a 4 anni di detenzione (tra cui il compagno
Valter Ferrarato, membro della Direzione
Nazionale del nostro Partito), cercando di
far passare il messaggio “l’antifascismo è
un reato” e, inoltre, avallando l’accusa di
“concorso morale in devastazione e
saccheggio” che costituisce il tentativo di
“cancellare d’ufficio” l’articolo
costituzionale in cui si prevede che la
responsabilità penale è sempre personale e
che, nel caso di rinvio a giudizio, contro
ogni singolo imputato devono esserci prove
certe sulla sua attiva partecipazione al
reato che gli viene contestato.
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Comunicato della DN del 22.09.08
Mercoledì 1 ottobre tutti al Tribunale di Napoli
contro la persecuzione dei comunisti, per la
difesa dei diritti democratici conquistati
con la resistenza
Che le campagne elettorali del P-CARC siano
sempre ricche di “colpi di scena” e di
attacchi repressivi, ormai è noto.
Nel 2006
le Autorità cercarono di mandare in
aria la Lista Comunista presentata alle
comunali di Napoli montando una campagna
mediatica denigratoria e aprendo un
procedimento giudiziario contro alcuni
compagni candidati che avevano dei
precedenti penali e che quindi, secondo le
leggi dello Stato italiano, sono
“ineleggibili”… a meno che non paghino una
somma molto alta di denaro per ripulirsi la
fedina penale (come hanno fatto tutti i
“rispettabili cittadini” e “cavalieri del
lavoro” che oggi siedono in Parlamento, in
Senato e nelle varie assemblee elettive
nonostante condanne per corruzione,
tangenti, “collusioni con la Mafia”, stragi
di Stato, appartenenza ad organizzazioni
fasciste, falsa testimonianza e traffici
vari).
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Adesione al corteo dell'11 ottobre a Roma
Il Partito dei CARC aderisce alla manifestazione nazionale
dell’11 ottobre a Roma perché ritiene
importante sviluppare la più ampia e
partecipata mobilitazione.
Contro la banda di razzisti, fascisti, mafiosi, clericali,
criminali, avventurieri e speculatori che
governa il nostro paese!
Eliminare le conquiste e i diritti dei lavoratori,
strappare per i padroni e i ricchi del
nostro paese un ruolo di primo piano negli
affari mondiali, reprimere quanti si
organizzano e lottano: è questo il programma
del governo Berlusconi, è questo il compito
affidatogli dalla borghesia imperialista,
dal Vaticano, dagli imperialisti USA e dai
sionisti.
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Adesione al corteo antirazzista del 4
ottobre a Roma
Il Partito dei CARC aderisce e partecipa alla
manifestazione nazionale antirazzista che si
svolgerà il 4 ottobre a Roma contro
- il governo della persecuzione degli immigrati,
delle leggi razziste, delle ronde fasciste,
razziste e clericali, dei CPT e delle stragi
in mare, della guerra tra poveri;
- i padroni che sfruttano gli immigrati e li usano
come arma di ricatto contro i lavoratori
italiani;
- il Vaticano che predica l’accoglienza e la
tolleranza ma fomenta la “guerra di
civiltà”, va a braccetto con chi sfrutta e
affama le masse popolari italiane e
immigrate, si guarda bene dall’usare i mezzi
di cui dispone per risolvere i loro
problemi, fonda il suo potere e la sua
ricchezza su un sistema che produce
sfruttamento, miseria, degrado, elemosine
invece di diritti.
Se i quartieri sono degradati, se i posti di lavoro sono pochi e mal
pagati, se aumentano le persone che per
sopravvivere devono darsi alla piccola
criminalità o sperare nell’elemosina, se non
ci sono case, asili e ospedali a sufficienza
non è per colpa degli immigrati, ma dei
ricchi e del loro ordinamento sociale,
marcio, criminale e superato.
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Comunicato della DN del 11.09.2008
Solidarietà e sostegno senza condizioni agli
attivisti NO Dal Molin caricati dalla
polizia!
Quando le masse popolari irrompono a testa
alta e a gamba tesa nel teatrino della
politica, la democrazia borghese diventa
“gravemente inopportuna”!
Avanziamo sulla strada di unire in un Blocco
Popolare quanti sono senza se e senza ma
contro il programma di miseria, devastazione
e guerra della borghesia e per un altro
mondo possibile di pace, libertà,
uguaglianza e democrazia: il socialismo!
A Vicenza abbiamo visto di che pasta è fatto
il “grande consenso popolare” su cui
Berlusconi e la sua banda esultano e i
rottami della sinistra borghese invece
piangono! A Vicenza “gli italiani sono con
me” di Berlusconi non funziona, non riesce a
indurre le masse popolari a subire la
costruzione della nuova base USA e allora il
governo ha ordinato al questore Sarlo di
caricare i manifestanti riuniti in presidio:
cerca di imporre il “consenso” alla
costruzione della base a suon di botte e
manganellate, come in Afghanistan e in Iraq
gli imperialisti USA (di cui la banda
Berlusconi è al rimorchio) stanno esportando
la loro “democrazia” con bombardamenti,
stragi e torture.
Il movimento No Dal Molin è un “pericolo
pubblico” per la banda Berlusconi. Perché la
determinazione con cui lotta infonde fiducia
a tutte le masse popolari, contrasta la
rassegnazione e il disfattismo, insegna a
“osare lottare, osare vincere”. Perché
rappresenta un punto di forza per tutte le
masse popolari del nostro paese. Perché è un
esempio per tutti coloro che vogliono farla
finita con il programma di miseria,
precarietà, sfruttamento, devastazione,
guerra e degrado dei padroni, degli
speculatori, del Vaticano, degli
imperialisti USA e dei loro governi. Perché
indica la strada per farlo. In questi due
anni il Comitato No Dal Molin
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Comunicato della DN del 01.09.2008
Solidarietà con Dante De Angelis!
Sette buoni motivi per mobilitarsi e
mobilitare contro il licenziamento e per il
reintegro di Dante De Angelis!
Dante De Angelis, macchinista e responsabile
dei lavoratori per la sicurezza, il 15
agosto è stato licenziato (per la seconda
volta) da Trenitalia perché ha osato
denunciare pubblicamente che gli Eurostar si
spezzano per mancanza di manutenzione e che
questo può avere effetti gravi in termini di
sicurezza dei ferrovieri e dei viaggiatori.
“Perdita del rapporto di fiducia tra le
parti” è la formula usata da Trenitalia per
giustificare il licenziamento di Dante! E’
vero che, c’è una “perdita del rapporto di
fiducia”, ma tra i ferrovieri e Trenitalia
che licenzia, esternalizza, aumenta ritmi e
carichi di lavori, minaccia e attua
ritorsioni contro chi non accetta di chinare
la testa e subire, tra le masse popolari
costrette a utilizzare treni sporchi,
insicuri e in ritardo e Trenitalia che
aumenta i costi dei trasporti, risparmia
sulla manutenzione, sopprime treni e tratte
perché non redditizie (“rami secchi”, li
chiama) creando problemi ai pendolari, tra
le masse popolari e i governi che a partire
dal 1992 in poi hanno spinto verso la
privatizzazione delle ferrovie e la loro
trasformazione in merce, tra le masse e il
governo Berlusconi che è il governo
dell’arbitrio e dell’arroganza padronale!
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Comunicato della DN del 01.09.2008
Ai promotori dell'appello "Il 9 settembre,
per un autunno di mobilitazioni"
Come Partito dei CARC aderiamo all’appello “Il 9 settembre,
per un autunno di mobilitazioni”. Siamo
d’accordo sull’importanza
- di sviluppare su grande scala la resistenza al procedere
della crisi generale (politica, economica e
culturale), quindi di promuovere una vasta
mobilitazione contro il carovita e gli
speculatori e i loro complici, contro
l’attacco al contratto collettivo nazionale
di lavoro, in difesa del diritto di
sciopero, in difesa di quello che resta
delle libertà democratiche, contro la
repressione, per la sicurezza sul lavoro,
per la difesa della salute e dell’ambiente,
contro la rapina delle pensioni e
l’innalzamento dell’età pensionabile, contro
il razzismo e le squadre fasciste e
razziste, ecc. In sintesi contro il governo
Berlusconi e le misure con cui esso sta
attuando o si propone di attuare il
programma comune della borghesia
imperialista, il programma dettato da
industriali, banchieri, cardinali,
affaristi, mafiosi, imperialisti USA e
sionisti, imperialisti europei (eliminazione
di ciò che resta delle conquiste di civiltà
e benessere per le masse popolari in campo
economico, politico, sindacale, culturale;
lotta accanita per conquistare un
ruolo di primo piano negli affari mondiali,
nella spartizione dei profitti estorti ai
lavoratori e ai popoli oppressi che si
traduce in invasioni, aggressioni, guerre,
aumento delle spese per armi e soldati;
repressione del movimento di resistenza
delle masse popolari contro il “programma
comune” e in particolare nella persecuzione,
condotta all’insegna della “guerra contro il
terrorismo”, di quanti si organizzano e
lottano contro il sistema imperialista e per
la rinascita del movimento comunista);
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Resistenza numero 9 - settembre 2008
In questo numero:
-
La banda
Berlusconi è un gigante con i piedi
d'argilla
-
Contro il
carovita: lotta agli speculatori e ai loro
complici
-
Autonomie locali:_leghisti e comunisti a
confronto
-
Vittoria! L'ottavo procedimento si conclude
con un non luogo a procedere
-
Il metodo materialista e le balle
-
Contrastare la mobilitazione reazionaria e
il razzismo è possibile
-
I
congressi di PRC e PdCI
-
Intervista al compagno Gaurav del PCN(m)
-
La guerra
in Georgia
-
L'espulsione di Nazan Ercan in Germania...
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all'archivio]
La
rivista quindicinale Red
Star,
organo internazionale del partito
di governo del Nepal, il Partito
Comunista del Nepal (maoista) pubblica
la premessa a una traduzione che il
nostro Partito ha fatto di parte
dell'editoriale dell'ultimo numero de
La Voce
del (n)PCI. Tale premessa è
pubblicata integralmente da
Monthly
Review, nota e antica rivista
storica del movimento comunista e
progressista degli USA. Riportiamo sotto
l'articolo di
Monthly
Review, che commenta le nostre
valutazioni in un panorama generale
della situazione in Nepal, che
testimonia l'attenzione della redazione
per il movimento rivoluzionario
dell'Asia del Sud e internazionale
La rivoluzione nepalese avanza
di Bill Templer
Il 15 agosto 2008 a Kathmandu, in una
storica votazione, Pushpa Kamal Dahal (aka
Prachanda), presidente del Partito
Comunista del Nepal (maoista), è stato
eletto Primo Ministro della Repubblica
Federale Democratica del Nepal, dove ora
"un maoista governa dal tetto del mondo”.
Prachanda ha ottenuto l'80% dei voti
dell'Assemblea Costituente. Questa
tornata segue l'elezione a sorpresa di
Ram Baran Yadav del Partito del
Congresso come nuovo Presidente della
Repubblica il 22 luglio,
mossa considerata in tale data come un
colpo momentaneo serio al PCN(m).
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English
The Nepali Revolution Moves On
by Bill Templer
In a historic vote on 15 August 2008 in
Kathmandu, Pushpa Kamal Dahal (aka
Prachanda), chairman of the Communist Party
of Nepal-Maoist (CPN-M), was elected first
Prime Minister of the Federal Democratic
Republic of Nepal, where now a
"Maoist leads from the
top of the world."
Prachanda garnered 80% of the votes cast in
the Constituent Assembly. This turn came on
the heels of the surprise election of Ram
Baran Yadav of the Congress Party as new
President of the Republic on 22 July,
a move then regarded as a
momentary serious blow to the CPN-M.
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Comunicato della DN del 08.08.08
Il 1° luglio il GUP Zaccariello ha concluso con una
sentenza di non luogo a procedere
perché il fatto non sussiste l’udienza
preliminare per l’Ottavo Procedimento
Giudiziario per “associazione sovversiva”
(270 bis) montato contro il (n)PCI, il
Partito dei CARC e l’Associazione
Solidarietà Proletaria (ASP) dal “novello
Torquemada”, il sostituto procuratore Paolo
Giovagnoli.
Il 24 luglio lo stesso GUP ha depositato la motivazione
della sentenza (disponibile in versione
integrale sul sito www.carc.it), in cui, in
sostanza, illustra perché ha deciso per il
non luogo a procedere.
Nelle 84 pagine dell’articolata sentenza prodotto di un
accurato esame degli atti del procedimento,
il giudice Zaccariello, esponendo le
motivazione giuridiche del non luogo a
procedere, smonta punto per punto
i capi di imputazione (il metodo violento,
la clandestinità, i rapporti con altre
organizzazioni combattenti o clandestine di
matrice comunista) sui quali il PM
Giovagnoli aveva costruito la sua montatura
giudiziaria, liquida il “compendio
probatorio”, cioè la mole delle cosiddette
prove messe assieme da Giovagnoli con
intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni
e sequestri durati ben cinque anni, come
“del tutto inidoneo a qualificare tale
struttura (la CP del (n)PCI) come
associazione con finalità di terrorismo ed
eversione ai sensi dell’art. 270 bis” e
conclude che “il compendio probatorio
presenta (…) carenze fondamentali che non
potrebbero in alcun modo essere sanate in
una successiva fase dibattimentale e che
pertanto inducono a ritenere sin da ora,
dall’esito della udienza preliminare, che
sia impossibile formulare con ragionevole
fondamento una prognosi di condanna”.
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Agli avvocati che hanno difeso le compagne e i compagni
inquisiti dal PM Giovagnoli di Bologna
Milano, 16 luglio 2008
Cari avvocati
con questa lettera vogliamo esprimervi un pubblico
ringraziamento per il prezioso contributo
che avete dato per vincere una battaglia in
difesa della libertà di opinione,
organizzazione e propaganda dei comunisti
nel nostro Paese.
Il procedimento giudiziario orchestrato dall’inquisitore
Giovagnoli di Bologna per “associazione
sovversiva con finalità di terrorismo” (270
bis) contro alcuni membri del (nuovo)PCI,
del Partito dei CARC e dell’Associazione
Solidarietà Proletaria (ASP) è stata una
chiara montatura giudiziaria, l’ottava di
una lunga serie, di cui voi avete bene
illustrato l’iter di ciascuna e le
conclusioni (non luogo a procedere o
assoluzione). Voi avete dato un importante
contributo per smascherare il carattere
persecutorio del procedimento giudiziario,
la palese violazione della Costituzione e di
diverse norme delle leggi vigenti in materia
di diritti della difesa, di indipendenza
della magistratura, di procedura penale;
l’uso strumentale e prettamente politico che
viene fatto dell’imputazione di
“associazione sovversiva con finalità di
terrorismo” (art. 270 bis, c.p.) che veniva
utilizzato, anche in questo caso, per
colpire i comunisti, i rivoluzionari e gli
oppositori e non per verificare la
sussistenza o meno del reato.
Non solo. Siete andati giustamente oltre! Vi siete a vostro
modo legati alla lotta che decine di
compagni in presidio conducevano all’esterno
del Tribunale, partecipando anche voi
attivamente alla denuncia dell’attuale
ordinamento economico, politico e sociale
che semina terrorismo, guerra e morte.
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Comunicato della DN del 17.07.2008
Il Vaticano è
l'avamposto della mobilitazione reazionaria
delle masse popolari! La sua azione porta
odio e morte!!
Mentre il
Papa dall'Australia rinnova i moniti per “la
difesa del creato” e “contro l'aborto”, in
sua vece in Italia una schiera di porporati
e di “cardinali in borghese” intensifica
l'attacco ai diritti e alle conquiste di
civiltà che le masse popolari italiane hanno
conquistato con le lotte dei decenni
passati.
Schifani
ha
proposto di denunciare alla commissione
affari costituzionali del Senato la sentenza
della Cassazione che ha sancito il diritto
della famiglia di Eluana Englaro di
sospendere l'alimentazione forzata che tiene
la donna in vita da 16 anni, in condizioni
vegetative (sotto la tutela di suore che da
14 anni hanno il loro bel guadagno con i
rimborsi di denari pubblici che la Regione
versa per mantenere questa “assistita”) .
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Lettera aperta alla
redazione del quotidiano Libero
Milano, 17 luglio 2008
In data 12 luglio ’08 il vostro quotidiano ha
pubblicato un articolo sulla solidarietà
(che rivendichiamo con forza) espressa dal
nostro Partito a Sabina Guzzanti e alle
migliaia di persone scese in piazza per il
No-Cav day, dal pretestuoso titolo
I primi fan del nuovo partito sono indagati
per sovversione.
Come sicuramente sarete già al corrente, dati i buoni
rapporti che intercorrono tra la redazione
del vostro giornale, la Magistratura e le
forze dell’ordine e il risalto che abbiamo
dato attraverso i nostri comunicati stampa
inviati anche alla vostra redazione, il 1
luglio ‘08 il GUP Rita Zaccariello,
durante l’udienza preliminare tenutasi
presso il tribunale di Bologna, ha decretato
il non luogo a procedere per l’Ottavo
Procedimento Giudiziario per “associazione
sovversiva” (270 bis) montato contro il
(n)PCI, il Partito dei CARC e l’Associazione
Solidarietà Proletaria dal “novello
Torquemada”: il giudice Paolo Giovagnoli.
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Comunicato della DN del 16.07.08
Il governo
Berlusconi, con la copertura e il sostegno
del PD di Veltroni, avanza nella sua
politica reazionaria e antipopolare
Prima
l'assoluzione per i torturatori di Bolzaneto,
poi il via libera alle schedature di massa!
E' necessario
e possibile ricacciare indietro la banda
Berlusconi e il suo codazzo di lacchè!
Il 14 luglio
è stata emessa una “esemplare” sentenza per
i poliziotti che a Genova, nella caserma di
Bolzaneto, picchiarono, umiliarono e
torturarono i manifestanti arrestati nel
corso delle proteste contro il G8 del 2001:
TUTTI ASSOLTI O QUASI!
Il giudice ha
emesso 15 lievi condanne (le stesse che si
danno ad un poveraccio sorpreso a rubare un
pezzo di formaggio al supermercato) e 30
assoluzioni riconoscendo che “qualcosa di
grave è successo”, ma evidentemente non lo
ha ritenuto tanto grave da punirne i
responsabili e gli esecutori, da non
riconoscere la tortura e violenza gratuita,
ma al massimo l’ “abuso di potere”.
Il segnale di
come il governo, la magistratura e i partiti
di destra e sinistra intendevano gestire i
processi per il “massacro di Genova” lo si è
visto chiaramente con le dure condanne
inflitte nel dicembre scorso ad alcuni
compagni arrestati durante le proteste del
G8 (24 condanne di cui 2 a 11 anni di
reclusione per devastazione e saccheggio).
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Lettera aperta al giudice Paolo Giovagnoli della Procura di
Bologna
Milano, 16 luglio 2008
Giudice Giovagnoli,
per cinque anni (dal 2003 al 2008) lei ha condotto l’Ottavo
Procedimento Giudiziario (procedimento n.
9096/03)
per “associazione sovversiva” (art. 270 bis)
a carico di numerosi militanti del (n)PCI,
del Partito dei CARC e dell’ASP.
Il GUP Rita Zaccariello il 1° luglio ’08 ha decretato il
non luogo a procedere e ha stralciato la sua
richiesta di rinvio a giudizio.
Fin dal 2003 lei sapeva benissimo che questa inchiesta si
sarebbe conclusa con un non luogo a
procedere (come le sette precedenti e come
anche l’inchiesta francese che lei ha fatto
aprire), salvo modificazioni in corso delle
leggi del nostro paese e istituzione di
Tribunali Speciali (mettendo fuori legge il
comunismo e i comunisti, come fece il
fascismo nel 1926) o violazione delle stesse
da parte della magistratura.
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Comunicato DN del 15.07.08
Chi paga le spese per i cinque anni di inchiesta per
“associazione sovversiva” condotta dal
giudice Paolo Giovagnoli?
Il 1° luglio il GUP Rita Zaccariello ha decretato il non
luogo a procedere per l’Ottavo Procedimento
Giudiziario (OPG) per “associazione
sovversiva” (270 bis) portato avanti per
cinque anni dal giudice Paolo Giovagnoli
della procura di Bologna a carico del
(n)PCI, del P-CARC e dell’ASP.
Questa è una grande vittoria frutto della battaglia che
abbiamo condotto in questi anni,
della nostra
resistenza e della solidarietà
ricevuta da più di 7.000 lavoratori,
disoccupati, studenti, pensionati,
casalinghe, immigrati, sindacalisti e
sinceri democratici.
Adesso però chi paga le spese per i cinque anni di
inchiesta condotta dal novello Torquemada?
Chi paga per i soprusi e i danni materiali
(sequestro di attrezzature, documenti, furto
di somme sequestrate, danneggiamenti ad
autoveicoli per inserire sistemi di
controllo, ecc.) che abbiamo subito noi, i
nostri familiari e le decine di persone che
sono state coinvolte in indagini,
pedinamenti, provocazioni varie?
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Risposta del Partito dei CARC all’appello alla
partecipazione al coordinamento nazionale
contro la repressione lanciato
dall’assemblea del 21 giugno ’08 tenutasi a
Roma
Milano, 14 luglio 2008
Nell’assemblea nazionale contro la repressione tenutasi a
Roma il 21 giugno ’08 è stata lanciata la
proposta di costruire un coordinamento
nazionale contro la repressione. Il nostro
Partito in quella sede si è riservato di
analizzare la proposta e di comunicare
successivamente la sua posizione al
riguardo.
Con questo comunicato illustriamo la nostra posizione,
scusandoci per il ritardo dovuto alla lotta
(vincente) che abbiamo portato avanti contro
l’Ottavo Procedimenti Giudiziario (OPG)
condotto ai danni della “carovana” del
(n)PCI dal novello Torquemada, il giudice
Paolo Giovagnoli, su mandato delle Autorità
Italiane e all’intenso lavoro che abbiamo
condotto per realizzare la II Festa
Nazionale di Resistenza che si è
tenuta dal 2 al 7 luglio a Marina di Massa.
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Comunicato DN del 11.07.08
Solidarietà a Sabina Guzzanti e alle migliaia di persone
scese in piazza al No Cav-day!
La verità fa male alla casta e al Vaticano!
Questa campagna diffamatoria è un ulteriore attacco ai
diritti conquistati con la Resistenza!
Avanziamo nella costruzione del Blocco Popolare elettorale!
In questi giorni tutti i politicanti borghesi della vecchia
destra (banda Berlusconi) e della nuova
destra (PD), il Vaticano e i media stanno
dando addosso a Sabina Guzzanti per il suo
intervento al No Cav-day che si è tenuto a
Piazza Navona (Roma) l’8 luglio. La Sinistra
L’Arcobaleno è latitante e intellettuali
come Camilleri che, dopo aver partecipato,
all’ultimo si accodano alla campagna
denigratoria. Non solo! Veltroni ha
condannato duramente Di Pietro per aver
organizzato una manifestazione del genere a
cui hanno partecipato migliaia di persone
determinate a lottare contro la banda
Berlusconi e in rotta con la linea di
conciliazione del PD.
Questa campagna bi-partisan benedetta dalla Corte Vaticana
contro il No Cav-day è eversiva,
terroristica e mette in discussione i
diritti democratici conquistati con la
Resistenza dalle masse popolari del nostro
paese. E’ in atto il tentativo di mettere a
tacere tutte le forme di opposizione e
dissenso, a cominciare dalla libertà di
espressione e organizzazione delle masse
popolari.
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Lettera aperta al PCL - 10.07.08
Sulla
proposta di costruire un Parlamento dei
lavoratori per i lavoratori
Il 18 maggio ’08 Ferrando ha lanciato su Il Manifesto
l’appello a costruire un Parlamento dei
lavoratori per i lavoratori, ossia “un
Parlamento popolare eletto direttamente dal
popolo della sinistra a partire dalle
fabbriche, dai luoghi di lavoro, dal
territorio, con delegati permanentemente
revocabili e privi di ogni privilegio
sociale, con un criterio di rappresentanza
integralmente proporzionale tra le diverse
posizioni, organizzazioni, partiti, sarebbe
una grande espressione democratica di unità
e di forza. E al tempo stesso uno
straordinario laboratorio di
autorganizzazione di massa. Sarebbe la sede
pubblica di organizzazione della
mobilitazione popolare contro il governo, di
controinformazione e denuncia delle sue
politiche, di confronto libero e aperto tra
i lavoratori, in una grande casa di vetro,
sulla costruzione di un'alternativa di
società e di potere, fuori da un puro
dibattito accademico separato dalle lotte”.
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Comunicato DN del 02.07.08
Lo STOP al novello Torquemada Giovagnoli e ai suoi complici e mandanti
è una vittoria per i comunisti, per gli
antifascisti e per tutti i sinceri
democratici.
La chiusura dell’Ottavo procedimento
giudiziario contro la carovana del (n)PCI
segna un’importante tappa contro i propositi
di messa fuori legge dei comunisti e di
repressione del movimento popolare di
resistenza del nostro Paese!
“Nel capitalismo il proletario è
giuridicamente libero, non è legato né alla
terra né ad alcun padrone. Egli può andare a
chiedere lavoro nell’azienda dell’uno o
dell’altro capitalista. Però non può essere
libero rispetto alla borghesia nel suo
insieme. Privo dei mezzi di produzione, egli
è obbligato a cercare di vendere la sua
forza-lavoro e a subire perciò il giogo
dello sfruttamento. La borghesia ha bisogno
della libertà del venditore e del compratore
di merci, ma d’altra parte deve impedire che
i proletari si coalizzino e riducano il loro
sfruttamento. Deve cioè impedire sia che
elevino il loro salario al di sopra del
valore della loro forza-lavoro sia che
riducano il pluslavoro: la differenza tra il
tempo effettivo di lavoro e il tempo di
lavoro necessario a produrre un valore pari
a quello della forza-lavoro. Quindi deve
ostacolare la crescita della coscienza e
dell’organizzazione della massa dei
proletari. Se le è impossibile impedirla in
assoluto, deve deviare e periodicamente
stroncare e ricacciare indietro le
organizzazioni e la coscienza dei proletari.
Essa deve periodicamente rompere la sua
legalità democratica. Ma questo la
contrappone violentemente alle masse
popolari. Crea una situazione da guerra
civile. Se non basta minacciare la guerra
civile, bisogna farla. Questo, oltre che
essere dannoso per gli affari, per la
borghesia è molto pericoloso. Quando la
borghesia contrappone agli operai le armi,
prima o poi anche gli operai si armano.” Dal Manifesto Programma del (nuovo) Partito
comunista italiano, marzo 2008.
La giornata del 1° luglio a Bologna sarà ricordata come la
giornata della riscossa del movimento
comunista e proletario e del nostro Paese e
della potenza della linea che i comunisti,
adottata anche dal vecchio PCI durante il
regime fascista, non si fanno processare
dalla borghesia e che usano le aule dei
tribunale e le piazze per passare da
accusati ad accusatori, per far fronte agli
attacchi e raccogliere e accumulare le forze
rivoluzionari.
Illustrando brevemente gli eventi che si sono svolti nella
giornata di ieri, dalla piazza all’aula del
tribunale, capiamo bene perché è importante
che i comunisti e i lavoratori non si
facciano legare le mani dalle regole, dai
vincoli e dalla rete che la borghesia e i
suoi apparati mettono in atto contro di
loro.
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Comunicato DN del 01.07.08
LA LOTTA PAGA!!
Fermato l’inquisitore Giovagnoli e la sua corte di politici reazionari,
poliziotti e spioni!
Chiuso l’Ottavo procedimento giudiziario con
la carovana del (n)PCI, contro il Partito
dei CARC e l’ASP!
Oggi alle 17,30 il GUP Rita Zaccariello del Tribunale di
Bologna ha deliberato il “non luogo a
procedere” per tutti i 12 accusati di
associazione sovversiva con finalità di
terrorismo (art. 270 bis del CP),
sconfessando tutta la montatura giudiziaria
e poliziesca orchestrata dal PM Giovagnoli e
dalla sua banda, assestando un duro colpo ai
promotori (apparati giudiziari, polizieschi
e dei Servizi dello Stato italiano) della
ventennale persecuzione politica contro
quanti si propongono e lavorano alla
ricostruzione di un nuovo e vero partito
comunista. Il GUP ha inoltre stralciato la
posizione per quanto riguarda l’imputazione
di possesso di un carta di identità di un
compagno che l’aveva smarrita e di un timbro
vetusto contro il compagno Enrico Levoni,
dichiarando la non competenza territoriale e
trasmettendo gli atti per competenza alla
Procura di Milano.
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Comunicato DN del 20.06.2008
Lo spione Cancello si è rifatto vivo: è
stato un caso o c’è lo zampino di Giovagnoli
e del suo Gruppo?
Sviluppiamo la denuncia e la mobilitazione
contro la polizia politica e i suoi
infiltrati e spioni!
Rafforziamo la vigilanza rivoluzionaria
nelle nostra fila e tra le masse popolari!
Nei giorni scorsi mentre stavano facendo un
banchetto a Reggio Emilia, alcuni compagni
del nostro Partito sono stati avvicinati,
come se niente fosse, da Giovanni Battista
Cancello, che era lì con un’associazione di
volontariato; Cancello si è presentato come
ex membro dei CARC e ha cercato di attaccare
bottone con loro, puntando probabilmente sul
fatto che i nostri compagni erano giovani o
entrati da poco nel Partito. I nostri
compagni, grazie anche al comunicato del
nostro Partito in cui si denunciavano
Cancello e Foglia come spie, lo hanno
comunque individuato e allontanato
dicendogli chiaramente di non voler avere
niente a che fare con infiltrati, spie e
confidenti dei servizi segreti. Non sappiamo
se quanto successo è stato casuale o se
Giovagnoli e i suoi compari dei servizi
hanno mandato un loro spione a vedere, a
raccogliere informazioni in vista della
seconda parte dell’udienza preliminare per
l’ottavo procedimento giudiziario contro la
carovana del (n)PCI che si terrà il 1°
luglio (Giovagnoli infatti ha fatto capire
che intende continuare la sua persecuzione -
vedasi il comunicato dell’11 giugno a
proposito dell’ interrogatorio del compagno
Marco Lenzoni da lui ordinato nonostante
l’inchiesta sia chiusa da più di tre anni).
Non sappiamo se Cancello “lavora” ancora per
il SISDE (oggi SIN) o svolge la sua infame
opera per qualche altra struttura repressiva
o se è stato messo da parte perché
“bruciato”, se continua a riferire del suo
sporco lavoro ai due agenti del SIDSE
Marcello Nicola e Morganella Donato (il cui
ufficio di copertura era ubicato presso la
sede dell’INPS di Napoli, in via Nuova
Poggioreale e che per colloquiare con
l’infame confidente usavano il numero di
utenza telefonica 0817871916) o adesso i
suoi contatti sono altri, visto che l’hanno
trasferito in Emilia (per essere più vicino
al novello Torquemada?), prima a Modena,
dove gli avevano dato un posto all’ASL, e
ora a Reggio Emilia. Comunque il fatto che
si sia ripresentato in questo modo dimostra
che la denuncia fatta contro di lui e contro
Antonio Foglia (infiltrato della DIGOS) con
il Comunicato emesso l’11.02.08 dal nostro
Partito e dall’ASP è stata, oltre che
tardiva, insufficiente e quindi dobbiamo
andare più a fondo.
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Edizioni
Rapporti Sociali
presentano
Manifesto Programma del (n)PCI
pagg.
320; 20 euro.
Ordinalo c/o
Edizioni Rapporti Sociali
via Tanaro, 7 - 20128 Milano
Il testo è
interamente consultabile sul
sito del (n)PCI
Manifesto Programma del (n)PCI
Comunicato della DN del Partito dei CARC
e dell'ASP del 14.06.08
Ultimato il dossier sul
Gruppo
bilaterale italo-francese sul terrorismo
e le minacce gravi!
Ecco i nomi e le malefatte di tutti i
complici del giudice Giovagnoli
Come
avevamo annunciato nei precedenti
comunicati, il nostro Partito e
l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
in queste settimane hanno condotto un
approfondito lavoro di inchiesta sul
Gruppo bilaterale italo-francese sul
terrorismo e le minacce gravi
istituito nel 2004 su impulso del
giudice Giovagnoli per coordinare
l’attività repressiva tra Italia e
Francia nei confronti principalmente del
(n)PCI, del P-CARC e dell’ASP.
Sull’esistenza e l’attività di questo
Gruppo il senatore Russo Spena e la
senatrice Boccia nel novembre 2006
avevano interrogato il Parlamento, senza
però ottenere risposte.
Le abbiamo
quindi cercate noi: abbiamo scavato
negli atti dell’inchiesta Giovagnoli e
indagato sul percorso e sull’attività
degli “illustri” componenti del Gruppo,
attingendo alle informazioni disponibili
sui giornali e su internet e “tirate
fuori” quando l’una o l’altra componente
della “casta” ha deciso, per lotte
intestine, di montare qualche
“scandalo”.
Chi
leggerà il dossier che abbiamo
realizzato (allegato) si renderà conto
con che tipo di
carrieristi, faccendieri, mestatori e
macellai Giovagnoli si accompagna per
condurre la sua opera di persecuzione
dei comunisti.
scarica il dossier
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Lettera aperta ai democratici e alla
stampa dell'11.06.08
Ecco chi chiameremo a testimoniare!!!
Chiediamo alla stampa, ai giornalisti e
agli organi di informazione democratici
di contribuire, con le loro inchieste e
relazioni, a scoperchiare tutti gli
intrallazzi e le macchinazioni che sono
alla base dell’ottavo procedimento
giudiziario contro la “carovana” del
(n)PCI.
Il giudice
delle indagini preliminari, dottoressa
Rita Zaccariello ha fissato per il 1°
luglio 2008 a Bologna la seconda parte
dell’udienza preliminare per
“associazione sovversiva con finalità di
terrorismo” (270 e 270 bis) contro
alcuni membri del (nuovo)PCI, del
Partito dei CARC e dell’Associazione
Solidarietà Proletaria (ASP). Questa
udienza preliminare si tiene nell’ambito
dell’ottava inchiesta a carico della
carovana del (n)PCI, aperta nel 2003 dal
sostituto procuratore Paolo Giovagnoli
della Procura della Repubblica di
Bologna. Con essa la GIP Zaccariello
dovrà decidere se istruire il processo e
quindi diventare complice di Paolo
Giovagnoli nella sua opera di
persecuzione dei comunisti o chiudere
l’inchiesta e quindi una posizione
coerente con i diritti e le libertà
democratiche sancite dalla Costituzione.
Giovagnoli
per portare avanti la sua “missione”
persecutoria (per conto e con l’accordo
di chi? a quale organismo
politico-militare sta offrendo i suoi
servigi in cambio di gloria e carriera?)
ha messo in piedi una montatura
giudiziaria violando la legislazione e
la Costituzione del nostro paese,
sperperando milioni di euro delle casse
pubbliche (pagate dalle tasche dei
lavoratori e delle masse popolari) in
pedinamenti, controlli e operazioni di
spionaggio, manipolando le autorità di
altri paesi, calpestando i principi
democratici a cui, almeno formalmente,
si richiamano le istituzioni dello stato
italiano e tanto più organismi come
Magistratura Democratica e Magistrati
Europei per la Democrazia e le Libertà
(MEDEL) che se ne dichiarano difensori e
a cui Giovagnoli stesso aderisce.
Lo zelante
Giovagnoli riprende con particolare
passione e solerzia un’operazione che
dura da vent’anni e che ha visto
avvicendarsi magistrati, servizi
segreti, poliziotti, carabinieri e varie
personalità istituzionali.
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Comunicato della DN dei CARC del 09.06.08
11 Giugno presidio davanti alla questura di Napoli alle ore
10.00 e davanti la questura di Massa alle
ore 11.00 in sostegno ai compagni del
Partito dei CARC e dell’ASP
Giovagnoli continua imperterrito la sua opera di novello
Torquemada. Pur avendo chiuso nel maggio
2005 le indagini per l’ottavo procedimento
giudiziario (procedimento n. 98096/03) a
carico del nostro partito, dei compagni
dell’Associazione solidarietà Proletaria (ASP)
e del (n)PCI e pur avendo già iniziato
l’udienza preliminare il 13 maggio a
Bologna, continua le indagini chiamando in
questura nuovi testi. Del resto all’udienza
preliminare, a fronte delle eccezioni
sollevate dagli avvocati della difesa e
nonostante le perplessità espresse dallo
stesso Gup Rita Zaccariello, Giovagnoli
aveva chiesto di aggiungere, dopo
l’indicazione temporale del 26 maggio 2005
(momento di chiusura delle indagini e del
rinvio a giudizio), la dicitura “e
successivamente perdurante” (ossia
prolungare i tempi di inchiesta
illimitatamente), confermando pubblicamente
la sua intenzione di continuare a
perseguitare i comunisti per tutto il tempo
che vuole.
Ancora una volta Giovagnoli, forte dei suoi appoggi e delle
sue amicizie, se ne frega delle leggi della
democrazia borghese e le fa e disfa a suo
piacimento.
A indagini chiuse, infatti, Giovagnoli chiama a
testimoniare il giorno 11 giugno Marco
Lenzoni, membro dell’ASP, nonché candidato
alla presidenza della Provincia di
Massa-Carrara nel 2008 e candidato sindaco
nel 2007 a Carrara per la Lista Comunista.
Marco Lenzoni è anche indagato nel
cosiddetto decimo procedimento di Ancona,
quel procedimento per diffamazione voluto da
Giovagnoli che si è “offeso” di essere stato
chiamato nei volantini “novello Torquemada”
e si è evidentemente irritato con l’ASP per
aver osato denunciare una semplice verità:
che Giovagnoli dispensa l’articolo 270 e 270
bis (associazione sovversiva) a tutti a
cominciare dagli studenti “rei” di essersi
autoridotti il prezzo della mensa
universitaria.
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Comunicato della DN dei CARC del 05.06.08
Prosegue la nostra ricerca sulla vita e
sulle opere dei personaggi che, a vario
livello, ricoprono un ruolo nell'Ottavo
Procedimento Giudiziario contro la carovana
del (n)PCI.
Nel
comunicato DN del 26.05.08 abbiamo reso
pubbliche le nostre prime scoperte sugli
amici e gli amici degli amici di Giovagnoli.
Oggi
pubblichiamo un comunicato sui nemici di
Giovagnoli! Per Giovagnoli i nemici sono i
lavoratori e chi li difende. Il titolare
dell'inchiesta, il PM Paolo Giovagnoli, non
è soltanto un persecutore di comunisti e
dispensatore del reato di associazione
sovversiva a studenti e centri sociali. No!
Giovagnoli è un incallito persecutore, ma
proprio incallito, delle masse popolari in
genere, zelante aguzzino di immigrati e
lavoratori!
Infatti nel
2002 arrestò, con l’accusa di essere
“terroristi islamici”, quattro operai
marocchini di religione musulmana perché
mentre filmavano un affresco che ritrae
Maometto torturato dai demoni, nella
basilica di S.Petronio a Bologna, avevano
espresso il loro augurio che qualcuno
tirasse giù quell’affresco blasfemo!
Giovagnoli, attento vigilante dell’ordine
democratico e ricercatore di “terroristi”,
pensava che i quattro lavoratori, andati a
Bologna per sbrigare alcune pratiche
burocratiche al Consolato del loro paese,
stessero progettando un attentato! (articolo
pubblicato da Repubblica, 22 agosto 2002,
pagina 8, sezione Politica Interna).
Ancora: nel
2004, dopo l’esplosione di grisù nella
galleria della TAV a Monte Bibele che
provocò gravi ustioni a cinque operai,
anziché inquisire i responsabili del Cavet
(il consorzio che ha in appalto i lavori
dell’Alta Velocità), mise sotto inchiesta
due degli operai ustionati rei, secondo
Giovagnoli, di non aver rispettato le
istruzioni e le disposizioni del Cavet in
materia di controlli e sicurezza! Mentre
nessun dirigente del consorzio per l'Alta
Velocità, il Cavet, venne chiamato a
rispondere dello scoppio (Repubblica, 7 e 9
luglio 2004).
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Comunicato della DN dei CARC del 03.06.08
MERCOLEDI 4 GIUGNO TUTTI AL TRIBUNALE DI NAPOLI
CONTRO LA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI,
PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEMOCRATICI
CONQUISTATI CON LA RESISTENZA
Che le campagne elettorali del P-CARC siano sempre ricche
di “colpi di scena” e di attacchi
repressivi, ormai è noto.
Nel 2006 le Autorità cercarono di mandare in aria la Lista
Comunista presentata alle comunali di Napoli
montando una campagna mediatica denigratoria
e aprendo un procedimento giudiziario contro
alcuni compagni candidati che avevano dei
precedenti penali e che quindi, secondo le
leggi dello Stato italiano, sono
“ineleggibili”… a meno che non paghino una
somma molto alta di denaro per ripulirsi la
fedina penale (come hanno fatto tutti i
“rispettabili cittadini” e “cavalieri del
lavoro” che oggi siedono in Parlamento, in
Senato e nelle varie assemblee elettive
nonostante condanne per corruzione,
tangenti, “collusioni con la Mafia”, stragi
di Stato, appartenenza ad organizzazioni
fasciste, falsa testimonianza e traffici
vari).
Perché i nostri compagni sono “ineleggibili”?
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Comunicato della DN dei CARC del 26.05.08
Presto sarà pubblicato un nuovo dossier con
interessanti notizie e novità.
Gli amici e gli amici degli amici del PM
Paolo Giovagnoli
Ne segue una piccola anticipazione.
Alle udienze preliminari riguardanti l’ottavo procedimento
contro la carovana del (n)Pci andremo in
Tribunale, a Bologna, ad accusare i nostri
accusatori. Ci accusano di terrorismo, ma è
la borghesia a macchiarsi di terrorismo,
ogni giorno, bombardando intere popolazioni
inermi, condannando a morte sicura milioni
di bambini in tutto il mondo per malattie
curabili non curate, fame, sete. Ogni
giorno, nei paesi industrializzati come
l’Italia, 5 lavoratori vengono uccisi sul
posto di lavoro e sempre di più sono quelli
costretti a vivere nella miseria e
nell’abbrutimento culturale imposto alle
masse popolari dai padroni di tutto il mondo
che invece vivono nel lusso e nello spreco
più odioso. Sono loro i veri terroristi.
Ma scendiamo nel particolare del processo di Bologna: chi
sono, nome per nome, i nostri accusatori, i
loro mandanti e i loro amici?
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Comunicato della DN dei CARC e dell'ASP del
15.05.08
Prima udienza preliminare: l’arroganza del
persecutore, la forza della mobilitazione
Il 13 maggio alla Procura della Repubblica di Bologna è
iniziata l’udienza preliminare
dell’inchiesta contro i compagni del Partito
dei CARC, dell’ASP e del (n)PCI.
L’udienza si è svolta mentre si teneva un presidio
organizzato per l’occasione nei giardini
davanti alla Procura. Alle h. 9.30, un
picchetto d’onore con le bandiere rosse
sventolanti e i pugni alzati, la musica
dell’Internazionale e una nuvola di fumogeni
rossi hanno accompagnato i compagni che
entravano in aula ad accusare i loro
accusatori. Il presidio è stato un momento
importante di lotta e di solidarietà. Erano
presenti circa 150 compagni, di varie
organizzazioni: oltre ai militanti dei CARC,
dell’ASP e del Sindacato Lavoratori in Lotta
(SLL), hanno dato la loro solidarietà e
hanno partecipato al presidio i compagni di
Proletari Comunisti, della Rete Antifascista
Perugina, del comitato 18 giugno di Torino,
della Rete dei comunisti, del PCL, del
circolo Iqbal Masiq di Lecce e il circolo
Iqbal Masiq di Bologna, presente anche un
rappresentate del CLEA arrivato per
l’occasione direttamente da Bruxelles. Hanno
espresso la loro solidarietà, pur non
potendo essere presenti, i compagni di
Piattaforma Comunista, di Lampada –
organizzazione migranti di Milano e tante
organizzazioni e partiti stranieri: il MLPD
– Germania; Fronte Nazionale Democratico
delle Filippine; Union of African Workers
/Senegal; CEBRASPO - Centro Brasiliano di
solidarietà ai popoli; The United Peoples –
USA; KKEml – Grecia; KOE – Grecia; MLKP -
Turchia e Nord Kurdistan;
Arnljot Ask – Responsabile Relazioni
Internazionali del Party Red di Norvegia;
Comitato per la Libertà di espressione e di
associazione (CLEA) del Belgio; We Want
Freedom; ICAD - International
Committee against Disappearances; Sinistra Radicale dell’Afghanistan – LRA; Partito
Comunista di Cecoslovacchia; Consiglio di
Coordinamento del Movimento Operaio
dell’Ucraina.
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Lettera aperta ai promotori e ai firmatari
dell’appello “COMUNISTE E COMUNISTI:
COMINCIAMO DA NOI”
IL COMUNISMO NON E’ UN’OPINIONE!
La rinascita del movimento comunista è la
strada per la riscossa dei lavoratori!
La lotta per fare dell’Italia un nuovo paese
socialista è l’unica via d’uscita dal
marasma attuale!
La disfatta della Sinistra l’Arcobaleno alle
elezioni del 13 e 14 aprile e la conseguente
assenza dal Parlamento, per la prima volta
dal dopoguerra, dei partiti della sinistra
hanno spinto molti compagni e compagne a
reagire, a domandarsi che fare, a promuovere
un percorso di riflessione sul perché del
tracollo elettorale e ancora prima “sulle
ragioni che hanno reso fragile e inadeguato
il radicamento sociale e di classe dei
partiti che provengono dall’esperienza della
rifondazione comunista”.
Giustamente l’appello dice “comuniste e
comunisti: iniziamo da noi”. Bisogna cioè
partire dal bilancio di quanto hanno fatto
il PRC e il PdCI dalla loro nascita ad oggi,
dalla concezione, dalla linea, dai programmi
che hanno guidato e orientato l’attività
svolta dal PRC e dal PdCI in questi anni e
in nome dei quali questi partiti (confluiti
nella Sinistra l’Arcobaleno) hanno chiesto
ai lavoratori e alle masse popolari del
nostro paese di votarli.
Vedendo così la questione, è chiaro allora
che quella del 13 e 14 aprile è stata, in
realtà, una disfatta annunciata.
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Lettera aperta ai democratici, ai magistrati
e alla stampa
Il 13 maggio a Bologna si terrà l’udienza
preliminare sulla montatura giudiziaria
messa in piedi dal giudice Giovagnoli
violando la legislazione e la Costituzione
del nostro paese!
Il 13 maggio a Bologna il giudice delle
indagini preliminari, dott.essa Zaccariello,
terrà l’udienza preliminare per
“associazione sovversiva con finalità di
terrorismo” (270 bis) contro alcuni membri
del (nuovo)PCI, del Partito dei CARC e
dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP).
Questa udienza preliminare conclude
l’inchiesta aperta nel 2003 dal sostituto
procuratore Paolo Giovagnoli della Procura
di Bologna.
Giovagnoli ha messo in piedi una montatura
giudiziaria violando la legislazione e la
Costituzione del nostro paese, manipolando
le autorità di altri paesi, calpestando i
principi democratici a cui, almeno
formalmente, si richiamano organismi come
Magistratura Democratica e Magistrati
Europei per la Democrazia e le Libertà a cui
Giovagnoli aderisce.
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Campagna contro la persecuzione dei comunisti
Raggiunte
7050
adesioni all'appello
Le adesioni pervenute al
08.5.2008
Intervista al Segretario Nazionale
del Partito dei CARC, Pietro Vangeli
IL 13 MAGGIO SI APRE A BOLOGNA UN PROCESSO
POLITICO CONTRO I COMUNISTI!
"In aula ribalteremo i ruoli, passeremo da
accusati ad accusatori: metteremo sotto processo
la borghesia italiana, senza farci legare le
mani dalle leggi dello Stato"
Intervista della rivista Rapporti Sociali a
Pietro Vangeli, SN del Partito dei CARC e uno
dei 12 imputati all'udienza che si terrà il 13
maggio a Bologna per "associazione sovversiva"
contro il (nuovo)Partito comunista italiano, il
Partito dei CARC, l'Associazione Solidarietà
Proletaria (ASP).
D- In questi giorni Il Tempo, Il Messaggero,
Studio Aperto e il TG 2 stanno montando una
campagna stampa diffamatoria contro il Partito
dei CARC, agitando ancora una volta lo
spauracchio del "terrorismo". Quale il legame
tra questa campagna mediatica e l'udienza
preliminare che si terrà il 13 maggio a Bologna
contro alcuni militanti del (nuovo)PCI, del
P-CARC e dell'ASP?
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Comunicato della DN del 07.05.08
Gli assassini fascisti e la mobilitazione
reazionaria nel nostro paese
Le canaglie nazifasciste sono tornate a colpire.
Una squadraccia fascista, rafforzata dal clima
di legittimazione e di revisionismo, alimentato
in questi anni dal centro destra e dal centro
sinistra e rinvigorito dalla vittoria della
banda di mafiosi, razzisti, fascisti di
Berlusconi, Bossi e Fini, ammazza a Verona in
un’aggressione premeditata Nicola Tommasoli. Di
nuovo un giovane barbaramente ucciso da una
delle tante squadracce fasciste che imperversano
a Verona come in molte parti del nostro paese;
in queste ore tragiche non possono non ritornare
alla memoria le altre vittime della mano
fascista di questi ultimi anni: il compagno Dax
di Milano ucciso nel marzo 2003 e il giovane
compagno Renato Biagetti ucciso nell’estate
2006 a Focene per mano di due nazisti della
Legio Aurelia.
Solo pochi giorni fa abbiamo assistito ai lugubri saluti
romani sulla scalinata del Campidoglio a Roma
che festeggiavano la vittoria di Alemanno e alle
martellate a Ostia contro la stele che ricordava
l’eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine.
La borghesia nei suoi rappresentanti politici del PDL,
polizia e carabinieri sostengono, foraggiano e
proteggono le bande fasciste e le loro sedi; il
PD e i partiti della sinistra borghese tollerano
e in parte partecipano alla riabilitazione dei
fascisti. Tutti insieme sostengono invece, chi
attivamente e chi con il silenzio assenso, alla
persecuzione dei comunisti, delle avanguardie
sindacali, degli antimperialisti, degli
antifascisti.
Fini (lo stesso che era in
questura e nelle caserme a Genova del 2001, a
guidare il massacro in diretta), nella sua
prima apparizione televisiva da presidente della
Camera,
dichiara che le contestazioni contro Israele dei
centri sociali e della sinistra
radicale alla Fiera del Libro di Torino sono
"più gravi" di quanto accaduto a Verona dove dei
nazisti, conosciuti per le loro vili aggressioni
e “tollerati” da anni da Digos, magistratura e
forze politiche democratiche, hanno aggredito e
ammazzato a calci e pugni Nicola Tommasoli.
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Comunicato della DN del 18.04.08
Sulle elezioni del 13 e 14 aprile
La disfatta elettorale della sinistra borghese
sgombera il campo e segna una svolta.
La Sinistra l’Arcobaleno non ha perso per colpa
di Veltroni e del suo ricatto sul voto utile (Sansonetti),
né perché ha pagato “per tutti gli scontenti
del governo Prodi” (Vendola), né per i ritardi
e le resistenze con cui è stata costruita la
Sinistra l’Arcobaleno (Bertinotti). Il problema
non è neanche, come pensano alcuni compagni del
PRC, che non bisognava sciogliersi in una
formazione amorfa come la Sinistra l’Arcobaleno.
E neanche, come sostengono PCL e PDAC, perché il
PRC è entrato nel governo Prodi anziché restare
all’opposizione: compagni, questa non è la causa
ma solo l’effetto, l’entrata nel governo Prodi
ha solo fatto precipitare una crisi che era in
corso da tempo! Ed è solo vergognoso che alcuni
dirigenti della Sinistra l’Arcobaleno scarichino
la colpa del loro tracollo alle masse popolari
“pecorone” e “ignoranti” che si sono astenute o
che hanno votato per Berlusconi e per la Lega:
per quale motivo le masse popolari avrebbero
dovuto ancora dargli fiducia e voti dopo che le
hanno guidate a cedere pezzo per pezzo quello
che avevano conquistato a prezzo di dure lotte e
dopo che in due anni di governo Prodi hanno dato
una prova provata dell’impotenza e della
velleità della loro linea di “condizionare i
padroni e i loro governi”?
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Comunicato della DN del 9.4.08
Aggressione fascista a un compagno operaio
candidato della Lista comunista per il Blocco
Popolare di Massa durante un confronto
elettorale!!!
Un pugno in pieno viso.
In questo modo ieri sera un fascista ha cercato
di chiudere la bocca ad un compagno
metalmeccanico del nostro Partito candidato
nella Lista Comunista per il Blocco Popolare
alle elezioni comunali di Massa. Questa vile
aggressione è avvenuta durante un’assemblea
pubblica tra i candidati sindaci organizzata dal
giornale locale “La Nazione”.
Il compagno è stato aggredito perché durante il
suo intervento ha attaccato la banda di fascisti
presente in sala, che faceva da claque al
candidato de “La Destra”, con saluti romani e
inneggiando al duce. Tra loro anche Piero
Carmassi, noto fascista picchiatore che ha
partecipato all’operazione Condor in Cile
diretta da Pinochet (per maggiori informazioni
basta scrivere il suo nome su uno dei tanti
motori di ricerca presenti in rete).
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Lettera aperta a Francesco Caruso
Nei prossimi giorni 10, 100, 1000 dichiarazioni come quelle
su Treu e Biagi!
Caro Francesco,
anche se con un po’ di ritardo, ti scriviamo in merito al
tuo articolo pubblicato su Liberazione
del 25 Marzo ’08. In esso, infatti, sviluppi
delle riflessioni rispetto a questioni centrali,
che riguardano tutti coloro che lottano per la
difesa dei diritti conquistati dalle masse
popolari e per la costruzione di un’alternativa
al sistema vigente: il sistema capitalista.
Abbiamo quindi deciso di intervenire
pubblicamente per dire la nostra e contribuire
al dibattito sulle questioni che sollevi.
Nell’articolo metti in luce la linea che guida la direzione
del PRC nella scelta di candidarti in Veneto,
per di più come secondo della lista: cercare di
tagliarti fuori dal Parlamento in quanto
deputato “non allineato” con il programma comune
degli schieramenti borghesi (eliminazione dei
diritti, saccheggio e occupazione dei paesi
oppressi, repressione). Concordiamo pienamente
con la tua analisi. Né la direzione del PRC, né
le altre componenti del “teatrino della politica
borghese” hanno infatti accettato la tua
insubordinazione rispetto, ad esempio, alla
drammatica questione delle morti sul lavoro. La
tua giusta dichiarazione sulle responsabilità
politiche di Treu e Biagi è infatti
incompatibile con la funzione che ha il
“teatrino” per la classe dominante: intossicare
e ingannare le masse popolari del nostro paese
per mantenerle in una posizione di
subordinazione politica e ideologica. Questo
“teatrino” per essere funzionale ha quindi
bisogno di teatranti che accettano tacitamente
la legge non scritta che “i panni sporchi si
lavano in famiglia, lontani dagli occhi delle
masse popolari”. La direzione del PRC partecipa
a questo gioco e condivide questa legge non
scritta (degli accordi dietro le quinte, anche
se in pubblico fanno finta di litigare). Tu sei
di troppo. Questa è la verità.
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A
Vicenza sosteniamo la lista Vicenza Libera - No
Dal Molin
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il volantino]
Sostieni la campagna contro la persecuzione dei
comunisti!

Acquista la
maglia "fermiamo Giovagnoli" con un
versamento di 10 euro su ccp n.60973856
intestato a M. Maj, via Tanaro, 7 - 20128 Milano
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ccp, scrivendo nella causale "sottoscrizione
contro l'ottavo procedimento giudiziario".
Rapporti
Sociali n. 39 - marzo 2008

in questo numero:
- Bilancio della
lotta contro il governo Prodi e prospettive per
la costruzione del Blocco Popolare
- Appello:
Costruiamo il blocco Popolare per irrompere alle
prossime elezioni
- Liberarsi dal
politicantismo per avanzare
- Intervista al
compagno Francesco Caruso
- comunisti,
antifascisti e antimperialisti
- Malattie
curabili...ma non per tutti
- Sul Partito
comunista delle filippine
- Intervento di
José Maria Sison
- L'antifascismo
non è un'opinione
- Movimento delle
donne e degli omosessuali: unire ciò che la
borghesia divide
- Un esempio di
letteratura comunista: Il comitato clandestino
al lavoro
- Lettere /
dibattito
[presentazione
-
bilancio di un anno di attività]
Comunicazione del 20.03.08
Usare fino in fondo la campagna elettorale
per far avanzare la rinascita del movimento
comunista!
Il 9 marzo era il termine ultimo per
raccogliere le firme necessarie alla
presentazione delle liste per le elezioni
politiche. Come avevamo previsto, non siamo
riusciti a raccogliere la quantità di firme
sufficienti a presentare la LC-BP alle
politiche, anche se a Napoli ci siamo andati
molto vicini: in tre settimane abbiamo
raccolto 1.700 firme delle 2.000 necessarie;
per quanto riguarda le amministrative invece
la LC-BP si presenta alle comunali di Massa,
Viareggio e Priverno e alle provinciali di
Massa-Carrara, non si presenta a Roma (dove
sono state raccolte 1.058 firme, ma poi 150
sono state annullate) e neanche a Campi
Bisenzio (dove è stato impostato il lavoro
di raccolta firme, ma poiché non vi erano le
condizioni per presentare una lista con
candidati del posto si è deciso di
sospendere la raccolta). Un inciso: a quanto
ci risulta nessuna nuova lista è riuscita a
presentarsi alle elezioni raccogliendo le
firme necessarie, con l’eccezione delle
liste di Beppe Grillo. Comunque non è ancora
tempo di bilancio del nostro lavoro: lo
faremo a elezioni concluse così come
analizzeremo la situazione politica
determinata dall’esito delle elezioni e
definiremo come sviluppare il nostro lavoro
in questa situazione. Adesso dobbiamo
portare a fondo la campagna elettorale o
meglio andare fino in fondo nell’usare la
campagna elettorale per condurre la nostra
campagna di propaganda e organizzazione, di
semina e raccolta delle forze.
[leggi
tutto]
Venerdì 28 marzo 2008, ore 21:00
ASSEMBLEA
c\o
Presidio NO TAV di Bruzolo di Susa.

Monnezza e TAV:
Gli interessi
delle popolazioni, da Nord a Sud, sono gli
stessi e hanno di fronte gli stessi nemici:
le grandi lobbies e il partito trasversale
degli affari.
“In Campania
la monnezza, qui la TAV e le manganellate di
Pianura non fanno meno male di quelle prese
a Venaus”
Interviene:
Davide Secone
del Comitato
Salute e Territorio di Quarto (NA)
e membro del
Partito dei CARC
(Comitati di
Appoggio alla Resistenza per il Comunismo)
[leggi
l'intervista al compagno Davide,
pubblicata su
Resistenza n. 2 del febbraio 2008]
Comunicazione del 20.03.08
Pubblicazione degli atti del convegno sul
90° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre
Pubblichiamo
gli “Atti
del convegno”
del 90° anniversario della Rivoluzione
Socialista d’Ottobre, realizzati dalle forze
promotrici della campagna.
Nella raccolta
sono presenti i documenti della campagna, i
contributi scritti, i messaggi di saluto e
le trascrizioni pervenute degli interventi
svolti nell’assemblea nazionale del 10
novembre
2007 a Roma.
Come diciamo
nella prefazione, il bilancio di questa
esperienza di lavoro, caratterizzata
dall’alto valore politico-ideologico
dell’iniziativa e dalla riuscita delle
manifestazioni locali e centrale, è
indubbiamente positivo.
Il percorso
compiuto, il suo carattere rivoluzionario,
lo spirito unitario, il metodo di lavoro
seguito, sono valori da non perdere, per
fare ancora meglio in futuro.
Nel rinnovare
la disponibilità a proseguire il confronto
con tutte le realtà interessate, invitiamo i
compagni a studiare gli “Atti del convegno”,
per ricavarne tutti quegli elementi utili
allo sviluppo del lavoro tra la classe
operaia e le masse popolari.
Siamo
particolarmente lieti di offrire questo
contributo in occasione del 5 marzo 2008,
55° anniversario della scomparsa del
compagno Stalin, che insieme a Lenin portò
alla vittoria
la Rivoluzione Socialista
d’Ottobre, diresse la costruzione del
socialismo in Unione Sovietica e lo difese
contro tutti i nemici.
Partito dei
Carc:
resistenza@carc.it
Piattaforma
Comunista (già Teoria & Prassi e Circolo
Lenin di CT):
teoriaeprassi@yahoo.it
Proletari
Comunisti:
ro.red@libero.it
Comunicato del 6.03.08
Giovagnoli
rinvia a giudizio a giudizio i compagni della
carovana del (n)PCI. Il 13 maggio tutti al
tribunale di Bologna per l'udienza preliminare!
La Direzione
Nazionale del Partito dei CARC rende noto che, a
distanza di circa cinque anni dall’apertura
dell’ottavo procedimento giudiziario
(procedimento n. 9096/03) contro il nostro
Partito e contro la carovana del (n)PCI, la
Procura di Bologna e il “novello Torquemada”
Paolo Giovagnoli hanno
infine
deciso di fissare la data dell’udienza
preliminare: 13 maggio 2008, c/o il Tribunale di
Bologna, ufficio del GIP in Piazza Trento e
Trieste n. 3.
Sono chiamati alla
“sbarra” molti dirigenti del Partito dei CARC,
tra cui il segretario nazionale, dirigenti dell’ASP
e del (n)PCI o presunti tali. L’accusa per tutti
è “associazione sovversiva con finalità di
terrorismo”.
Questo è il primo
processo che viene istruito in Italia contro la
“carovana” del (n)PCI, in vent’anni di
persecuzione politica. A partire dagli inizi
degli anni ’80 fino ad oggi, infatti, sono state
condotte dieci inchieste per “associazione
sovversiva” dalle procure di Bergamo, Venezia,
Milano, Roma, Napoli, Bologna e adesso Ancona,
più le procure di diverse parti d’Europa:
Francia, Svizzera, Germania. Queste inchieste,
dopo aver arrecato seri danni all’attività
politica della “carovana” con intercettazioni,
pedinamenti, perquisizioni, sequestri di
materiale, furto di soldi, intimidazioni,
infiltrazioni e arresti preventivi, sono tutte
finite con buchi nell’acqua.
[leggi
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volantino della DN del 8.03.08
Contro la “santa” alleanza tra Vaticano,
borghesia e polizia
Compagne, lavoratrici, studentesse, casalinghe e
disoccupate! Donne delle masse popolari,
italiane e immigrate!
Tutto quello che abbiamo conquistato fino ad ora
lo abbiamo conquistato grazie alla lotta, lo
abbiamo conquistato grazie alla vittoria della
Resistenza e alle lotte degli anni ’60 e ’70, lo
abbiamo conquistato quando il movimento
comunista era forte e all’attacco: dal voto al
divorzio, dalla 194
(per la tutela sociale della maternità e
sull’interruzione volontaria della gravidanza)
alle leggi a tutela del lavoro femminile,
dall’equiparazione salariale agli asili, dalla
sanità all’istruzione pubblica.
Oggi la borghesia, il Vaticano e le altre forze
reazionarie stanno attaccando ed eliminando le
nostre conquiste e i nostri diritti, insieme a
quelli dei lavoratori e del resto delle masse
popolari. In nome della salvezza della “economia
nazionale” e del “risanamento dei conti
pubblici” vogliono farci tornare indietro di
cent’anni! La crisi del loro sistema peggiora le
condizioni di vita e di lavoro di tutte le
masse, ma in particolare di noi donne. La
privatizzazione e la riduzione dei servizi
pubblici fa ricadere principalmente sulle nostre
spalle la cura dei bambini, degli anziani, dei
malati. Il carovita ci costringe ad arrabattarci
per arrivare a fine mese, a dedicare gran parte
delle nostre energie e del nostro tempo alla
sopravvivenza. Nel mondo del lavoro ci vengono
riservati i salari più bassi, i lavori più
sporchi e modesti o precari, le prime ad essere
licenziate siamo noi. I soprusi, le violenze e
gli stupri contro le donne aumentano giorno per
giorno.
[leggi
tutto]
Comunicato della DN del 7.03.08
Dopo la perquisizione, dopo le minacce e le
aggressioni, arriva anche la querela!!
La borghesia ne
tira fuori una dopo l'altra per impedire la
presentazione della Lista Comunista per il
Blocco Popolare
Alle 22:00 di
venerdi 7 marzo abbiamo appreso che tal Marco
Bordi, sconosciuto ai più e anche a noi, ha
sporto querela nei confronti del nostro compagno
Beniamino La Franca in relazione al fatto che ha
presentato il simbolo della Lista Comunista per
il Blocco Popolare per le elezioni politiche.
Sabato 8 marzo
alle ore 12:30 il nostro compagno deve comparire
“per direttissima” di fronte alla Cassazione di
Roma.
La comunicazione
della querela e della richiesta di comparizione
per Beniamino non sono state accompagnate da
nessuna spiegazione se non “per il simbolo”.
Questa è l'ultima
provocazione, in ordine cronologico, con cui la
borghesia tenta di impedire la presentazione
della Lista Comunista per il Blocco Popolare
alle prossime elezioni.
Nel pomeriggio
abbiamo inoltre appreso che le forze dell'ordine
continuano a perpetrare nei confronti dei nostri
compagni di Napoli intimidazioni e provocazioni:
questa mattina Carabinieri e Polizia si sono
presentati nel quartiere di Ponticelli alla
“ricerca” di un nostro compagno che non abita
più nella zona da oltre 2 anni!!
La mattina del 5
marzo i carabinieri in forze hanno utilizzato
una scusa banale (ricerca di stupefacenti) per
effettuare una perquisizione senza mandato da
parte delle Autorità Giudiziarie. E' stata
occasione per mettere a soqquadro la sede di
Ponticelli e saccheggiarla (dopo la
perquisizione è sparito un computer...e non c'è
traccia del verbale di sequestro!). La
“brillante operazione” ha portato all'arresto di
un simpatizzante per possesso di marijuana.
Il pomeriggio del
6 marzo i carabinieri hanno importunato,
provocato e intimidito due giovani compagni
della sezione di Quarto del Partito dei CARC e
un altrettanto giovane simpatizzante che stavano
chiacchierando davanti al portone di casa, dopo
aver raccolto le firme. Dopo averli minacciati e
intimiditi, i carabinieri si sono giustificati
dicendo che cercavano un ubriacone della zona.
Difficile a credersi, visto che hanno anche dato
una violenta sportellata alla gamba di un
compagno!!!
Carabinieri che “cercano”, poliziotti che
controllano, privati cittadini che querelano,
giudici che convocano, agenti che danno
“democratiche” sportellate.
[LEGGI
TUTTO]
Per inviare fax
di protesta:
Prefettura di Napoli
fax: 08.17.94.35.55
Comunicato della DN del 6.03.08
PERQUISIZIONE AL PARTITO DEI CARC!
Grave attacco alle libertà “democratiche”!
Ieri mattina,
05.03.2008, quattro volanti dei Carabinieri
hanno fatto irruzione nella sede del Partito dei
Carc di Napoli Ponticelli e della Casa del
Popolo.
Con la scusa di
ricercare stupefacenti hanno messo a soqquadro
l’intera sede, rovistando tra striscioni,
volantini, manifesti, documenti politici e i
moduli per la raccolta firme per le prossime
elezioni politiche. Per giustificare questa
perquisizione in grande stile e fatta d’urgenza
senza permesso dell’autorità giudiziaria hanno
infine condotto in questura un simpatizzante del
quartiere presente nella sede della Casa del
Popolo trovato in possesso di marijuana.
Oggi, 06.03.08, a
Quarto di Napoli i Carabinieri con fare
provocatorio hanno fermato due compagni dei CARC
e un simpatizzante, che dopo aver raccolto le
firme per le elezioni stavano chiacchierando
nell’atrio del portone della propria abitazione,
chiedendo loro i documenti personali e
dell’auto. Infine hanno giustificato la
provocazione dicendo che stavano cercando una
persona alcolizzata.
[LEGGI
TUTTO]
FAX da
inviare alla Prefettura di Napoli
Prefettura di Napoli
fax: 08.17.94.35.55
Al Prefetto di Napoli
Signor Prefetto,
Le scrivo per manifestare la mia collera
rispetto al gravissimo attacco
intimidatorio, anti-democratico e repressivo
sferrato il 5 marzo e il 6 marzo ai danni
del Partito dei CARC da parte dei
Carabiniere di Napoli.
Questo Partito è impegnato nella raccolta
firme per presentarsi alle elezioni
politiche nella circoscrizione di sua
competenza. Ha inoltre presentato il simbolo
al Ministero degli Interni.
La sezione di Ponticelli di questo Partito è
stata perquisita il 5 marzo da cinque
pattuglie di Carabiniere. Per di più senza
alcun mandato dell’autorità giudiziaria!!!
Il 6 marzo due militanti e un simpatizzante
del Partito sono stati aggrediti, insultati
e identificati dai Carabinieri poco dopo
aver terminato di raccogliere delle firme a
Quarto, nell’atrio della propria
abitazione!!!
L’obiettivo di questi attacchi è chiaro:
cercare di impedire la partecipazione di
questo Partito alle elezioni! E’ forse un
reato essere comunisti?
Essendo Lei il responsabile della tutela dei
diritti democratici e della campagna
elettorale della città di Napoli, Le chiedo,
in nome della Costituzione, di intervenire
per fermare questo vergognoso e
inaccettabile attacco repressivo.
Un Suo non intervento è da considerarsi
un’inammissibile complicità con questo
attacco ai diritti e alle libertà
democratiche del nostro paese.
Comunicato della DN del 22.02.08
Antifascisti senza se e senza ma! Solidarietà
all’ANPI di Viterbo!
La notte del 13 febbraio scorso, sul muro della sede Anpi
di Viterbo, sono apparse le scritte “Partigiano
verme”, “W Adolf Hitler”, “Anpi siete solo merde”.
La data che i fascisti hanno scelto per attuare
questo lurido ed infame attacco non è
assolutamente casuale, infatti coincide con la
celebrazione della “Giornata del ricordo” tanto
voluta dai fascisti e sostenuta dai dirigenti
della sinistra borghese alla Violante e alla
Bertinotti, per concedere dignità alle così
dette “vittime” delle Foibe, per procedere con
l’opera di riappacificazione nazionale utile
alla borghesia per cancellare le ragioni e gli
alti valori di una vittoriosa guerra di popolo
contro il fascismo. Contro questo infame
programma conciliatorio che valorizza il
carattere “patriottico” dei ragazzi di Salò e
dei loro collaboratori, la sezione dell’Anpi di
Viterbo si è distinta sostenendo con forza le
ragioni storiche e politiche della Resistenza e
i valori, sempre attuali, dell’antifascismo
scatenando la rappresaglia fascista che, per il
momento, si è limitata alle scritte sotto la
loro sede ma che, in altre occasioni, si è
espressa in agguati e aggressioni omicide,
molotov contro i centri sociali o i campi Rom e
bombe contro le sedi di partito come successe
l’anno scorso alla sede del Partito dei CARC ad
Ercolano.
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Comunicazione ai curatori del sito
Altravicenza.it e agli interessati
Cari compagni e
amici,
questa
comunicazione che vi inviamo riguarda un
documento dal titolo “PERCHE’ VOTARE, PER CHI
VOTARE”, firmato da un “FRONTE POPOLARE per il
COMUNISMO”, e che riporta accanto alla firma
l’indicazione del nostro sito web,
www.carc.it. Il documento riporta il testo
di un articolo pubblicato sul nostro mensile
Resistenza lo scorso maggio 2007, con alcune
modifiche per adattarlo ai lettori vicentini.
Noi siamo ovviamente contenti che si scelga un
nostro articolo come materiale per elaborare un
documento, perché questo significa che
l’estensore apprezza quello che scriviamo al
punto da ritenere che possa essere uno strumento
per convincere i propri interlocutori a
scegliere l’opzione che propone, cioè a votare
per il PDAC. Tuttavia l’estensore fa confusione,
mettendo a lato della firma il nostro sito web e
firmando “Fronte Popolare per il Comunismo” che,
a quanto ci risulta, è qualcosa che allo stato
presente non esiste. In altre parole, il Partito
dei CARC non è estensore del documento
pubblicato nel vostro sito dove si dà
indicazione di voto per il PDAC e non è parte di
un “Fronte Popolare del Comunismo”. Vi chiediamo
di pubblicare questa nostra comunicazione e
siamo a vostra disposizione per ogni ulteriore
chiarimento. Approfittiamo dell’occasione per
augurare successo alla resistenza contro chi
vuole svendere la vostra terra ai guerrafondai
statunitensi, resistenza a cui date un
contributo importante, che noi sosteniamo con
convinzione e partecipazione e che è seguita con
molta attenzione a livello internazionale da
coloro che in altri paesi sono protagonisti
della stessa vostra lotta.
Volantino della DN del 19.02.08
Contro la “santa” alleanza tra Vaticano,
borghesia e polizia.
Difendiamo senza se e senza ma le conquiste
delle donne delle masse popolari
Il 12 febbraio la
polizia ha fatto irruzione al Policlinico di
Napoli e ha brutalmente interrogato una donna
appena uscita dalla sala operatoria dopo
un’interruzione di gravidanza: “una telefonata
anonima ha denunciato che si stava perpetrando
un infanticidio e quindi era nostro dovere
intervenire” si è giustificato il questore di
Napoli.
Perché allora
non agiscono allo stesso modo contro i padroni
della Thyssen-Krupp e tutti gli altri padroni
delle fabbriche, dei cantieri, degli scali
portuali dove ogni giorno i lavoratori muoiono o
restano mutilati? Perché non agiscono nello
stesso modo contro i responsabili delle montagne
di rifiuti che ammorbano la vita delle masse a
Napoli e in Campania? Perché non agiscono allo
stesso modo contro le squadracce fasciste che
vigliaccamente aggrediscono immigrati, islamici,
omosessuali, giovani di sinistra? Perché
non hanno riservato lo stesso trattamento alla
moglie di Mastella inquisita per concussione?
Perché non hanno riservato lo stesso trattamento
alla moglie di Berlusconi che qualche anno fa,
come dichiarato dallo stesso Berlusconi in
un’intervista, ha abortito?
La polizia che ha
fatto irruzione al Policlinico di Napoli è il
braccio armato di Ratzinger, di Ruini e di tutta
la gerarchia vaticana e della sua pretesa di
dettare legge sulla società civile: dalla scesa
in campo contro la fecondazione assistita alla
levata di scudi contro il riconoscimento dei
diritti delle famiglie di fatto e dei
conviventi, dalla campagna contro l’uso della
RU486 ai martellanti e quotidiani attacchi alla
194 e al diritto a una maternità consapevole e
tutelata!
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Comunicato della DN del 10.02.08
Lettera aperta
Ai compagni di Sinistra Critica
A tutti compagni e organismi interessati a
costruire una lista della Sinistra
anticapitalista
Cari compagni e care compagne,
il partito dei CARC raccoglie l’invito lanciato
dai compagni Cannavò e Turigliatto sul
Manifesto del 7 febbraio e aderisce alla
proposta di raccogliere le forze di quanti si
posizionano a sinistra della nuova formazione
della sinistra borghese (la Sinistra-l’Arcobaleno)
per partecipare alle prossime elezioni politiche
del 13-14 aprile con una propria lista. “Una
lista della Sinistra anticapitalista su una
piattaforma avanzata di lotta e di
rivendicazioni generali: aumento reale del
salario, ripubblicizzazione dei servizi sociali,
lotta senza quartiere contro gli omicidi sul
lavoro, un piano di «rifiuti zero», contrasto
alle spedizioni militari, riduzione spese
militari e riconversione industria bellica,
difesa dei diritti delle donne, dei diritti
civili contro ogni ingerenza vaticana,
abolizione della legge 30 e della Bossi-Fini,
drastica riduzione dei privilegi istituzionali.
Una lista con caratteristiche di unità,
pluralità e di innovazione: rotazione degli
eletti, tetto ferreo alle indennità percepite,
presenza di soggetti diversi. Una lista
indisponibile ad alleanze e coalizioni con il
Partito Democratico ma che sappia ridare fiato e
prospettiva ad un'alternativa di sistema.”
Condividiamo anche lo spirito di unità, pluralità e di
innovazione proposto perché rappresenta
concretamente la rottura con la degenerazione da
politicanti borghesi e da casta politica che ha
caratterizzato in questi anni i partiti che si
definiscono comunisti (PRC, PdCI, SD, ecc.).
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Comunicato congiunto della DN e dell'ASP del 11.02.08
Per la vigilanza rivoluzionaria!
Denunciamo il confidente del SISDE di Napoli,
Giovanni Battista Cancello e il confidente della
polizia politica (DIGOS) di Modena, Antonio
Foglia.
La repressione e la persecuzione delle
avanguardie di lotta, degli elementi delle masse
popolari, degli antifascisti, dei rivoluzionari
e dei comunisti si intensifica. La repressione è
uno dei modi con cui la borghesia risponde alle
richieste di una vita dignitosa da parte delle
masse popolari; è un modo per impedire che la
resistenza delle masse popolari possa trovare
obiettivi comuni e organizzazione sotto la
direzione dei comunisti. La repressione delle
masse popolari e dei comunisti è un aspetto
della lotta di classe.
La borghesia, alle prese con la crisi economica
e la crisi politica e sociale del suo sistema,
peggiora le condizioni di vita delle masse,
cerca di riportarle indietro nella storia,
coniugando violenza e repressione a
mistificazione, corruzione, ecc. La necessità di
contenere il malcontento, di reprimere la
resistenza delle masse, pur continuando a
mantenere la parvenza di un regime democratico,
spinge la borghesia a scavalcare in
continuazione, nella maniera più occulta
possibile, le sue stesse leggi, gli stessi
principi che stanno alla base della democrazia
borghese.
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Comunicato della DN del 25.01.08
Solidarietà all’on. Francesco Caruso, al Sud
Ribelle e a tutti i compagni sotto processo a
Cosenza
Il nostro Partito esprime solidarietà all’on.
Francesco Caruso oggetto, insieme ad altri
compagni, di un vile attacco repressivo da parte
della Procura di Cosenza. Questi compagni
vengono attaccati perché hanno osato alzare la
testa contro la barbarie capitalista.
La Procura di Cosenza sta operando sulla scia
della condanna emessa dalla Procura di Genova
nel mese di novembre contro i manifestanti del
G8, della condanna emessa dalla Procura di
Milano contro gli antifascisti dell’11 marzo,
dell’espulsione dai sindacati di regime delle
avanguardie di lotta, della criminalizzazione di
Potere Operaio di Pomigliano D’Arco, dei
tentativi di criminalizzare lo Slai-cobas per il
sindacato di classe, delle due inchieste per
“associazione sovversiva” condotte dal giudice
Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna contro
il nostro Partito e il (n)PCI e del procedimento
giudiziario per “diffamazione” aperto dalla
Procura di Ancona contro il nostro Partito e l’ASP
su richiesta del giudice Giovagnoli perché
abbiamo osato chiamarlo con il suo vero nome:
“novello Torquemada”.
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Volantino della DN del 25.01.08
Destro e sinistro: dopo Berlusconi è toccato a
Prodi!
Le masse popolari hanno dato una sonora lezione
anche a questa cricca di imbroglioni!
Avanziamo nella costruzione del Blocco Popolare
per mettere davanti a tutto gli interessi delle
masse!
In ogni campo
il governo Prodi-D'Alema-Bertinotti (più Epifani)
ha attuato lo stesso programma del governo
Berlusconi, il programma comune della
borghesia imperialista: sfruttare all'osso i
lavoratori, rapinare i paesi oppressi, devastare
l'ambiente. Con un'unica differenza: che l'ha
coperto e condito con i quotidiani proclami a
favore della pace e della democrazia, con le
prediche del Papa sulla fratellanza tra i
popoli, con il memorandum sulla pena di morte,
con le tante promesse di miglioramenti salariali
e di interventi fiscali a favore dei redditi
delle masse popolari da realizzare in un futuro
non definito, con qualche elemosina elargita ai
lavoratori. E che ha puntato sui partiti della
sinistra borghese e sui sindacati di regime per
farlo digerire pacificamente alle masse
popolari.
Le cose però
non sono andate come contavano lorsignori. A
dare il là al movimento delle masse è stata la
parte avanzata delle masse popolari, i
comunisti, i lavoratori avanzati, i sindacalisti
onesti, gli antifascisti (la sinistra delle
masse popolari) e non i Bertinotti, i Giordano,
gli Epifani e quanti sostenevano di “lasciar
fare a Prodi. Il risultato è che la
mobilitazione delle masse popolari contro le
misure di miseria e guerra del governo Prodi è
diventata più vasta, diffusa, combattiva,
anziché arretrare. E' questo che ha reso il
circo Prodi sempre meno adeguato allo scopo per
cui i suoi “grandi elettori” gli avevano
affidato il governo del paese e ha acuito le
contraddizioni al suo interno, fino a farlo
esplodere.
Adesso i vari
gruppi che compongono la borghesia imperialista
(industriali, banchieri, Vaticano imperialisti
USA e sionisti, malavita organizzata)
contratteranno e si scanneranno tra loro per
trovare un ricambio a Prodi. La lotta dei
teatranti nelle prossime ore e nei prossimi
giorni si incentrerà su questo.
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Volantino del 21.01.08
Avanzare nella lotta per fare dell’Italia un
nuovo paese socialista!
21
gennaio 2008: anniversario della fondazione del
primo PCI
Nel 1921,
sull’onda della vittoria della Rivoluzione
d’Ottobre, nasceva a Livorno il primo Partito
comunista italiano, che ha guidato la vittoriosa
Resistenza delle masse popolari del nostro paese
contro la dittatura fascista dei padroni, dei
ricchi e del clero. Grazie alla vittoria della
Resistenza e allo sviluppo del movimento
comunista nel mondo, nei trent’anni di ripresa e
sviluppo seguiti alla conclusione della Seconda
guerra mondiale i lavoratori del nostro paese
hanno strappato l’istruzione gratuità, la sanità
pubblica, lo Statuto dei lavoratori e tutte le
altre conquiste di civiltà e benessere,
imponendo così mille lacci e laccioli allo
sfruttamento e all’oppressione dei padroni.
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Comunicato della DN del 17.01.08
Pulizia, non polizia! Fatti, non ecoballe né
ecopromesse
Lo smaltimento dei
rifiuti a Napoli e in Campania è un problema
annoso che chiamarlo “emergenza” è la beffa che
si aggiunge al danno inflitto alle masse
popolari e all’ambiente. Dal 1994 sulla
cosiddetta emergenza rifiuti è stato costruito
un sistema di potere e affaristico che ha
arricchito politici di destra e sinistra,
malavita e industriali, commissari straordinari,
commissioni e sottocommisioni, consorzi. Un
sistema che ha ingoiato miliardi di euro tra
finanziamenti pubblici e tasse rifiuti sempre
più salate pagate dalle masse popolari della
Campania.
Poco sono servite
le diverse inchieste giudiziarie (tutte concluse
con un nulla di fatto) o la Commissione
parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
in Campania istituita nel 1995. I rifiuti sono
diventati il principale centro di affari e
profitti per i governi locali e i partiti di
Centro sinistra (con a capo Bassolino e
Jervolino) e di Centro destra, per la camorra e
per gli industriali di tutta Italia che hanno
trovato posti per smaltire a basso costo il loro
rifiuti tossici, riducendo la Campania a
pattumiera d’Italia. Tutti continuano a lucrare
sulla pelle e sulla salute delle masse popolari
-della regione. Il risultato è il disastro
ambientale e igienico-sanitario è sotto gli
occhi di tutto il paese e del mondo intero!
Contro questa
banda di criminali sta lottando con
determinazione il movimento popolare contro le
discariche e quello contro gli inceneritori
sceso in campo in questi anni.
In questi giorni
(e ad ogni periodica “crisi rifiuti”) politici
parassiti e speculatori, assieme a vescovi,
sindacalisti, esperti, giornalisti e
intellettuali vari raccontano un sacco di
panzane sulle cause di questo disastro,
cercando di confondere le acque per coprire i
veri responsabili, per perpetuare il “sistema
affaristico”.
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Comunicato della DN del 15.01.08
Solidarietà
antifascista a Celeste Garanci accoltellato da
uno squadrista.
Domenica 13 gennaio ad
Isernia, Celeste Garanci, presidente dell’ARCI,
veniva accoltellato da un fascista al quale era
stato impedito (proprio perché fascista)
l’ingresso nella struttura del circolo ARCI.
Celeste è stato raggiunto da due coltellate, una
all’inguine e una al torace. Soltanto per una
pura casualità il fascista non è riuscito ad
ucciderlo ed ora Celeste si trova ricoverato
all’ospedale.
Il tentato omicidio di
Celeste Garanci non è stato causato da “futili
motivi”, come questura e organi di stampa locali
hanno dichiarato. Il tentato omicidio del
presidente dell’ARCI di Isernia è un attentato
politico, un attentato fascista!
Impedire ai fascisti
di avere agibilità politica, di riemergere dalle
fogne in cui la storia li ha ricacciati, di
essere riabilitati politicamente e socialmente,
significa anche impedire loro di entrare in
luoghi di aggregazione popolari conquistati
grazie alla vittoriosa lotta di Resistenza.
Celeste Garanci è
stato accoltellato per avere impedito ai
fascisti di varcare la soglia del circolo ARCI,
in continuità con la difesa dei valori della
Resistenza e con la lotta alla riabilitazione
del fascismo e all’agibilità politica dei suoi
esponenti e apologeti!
Per la questura e per
i pennivendoli borghesi che ne hanno dato
notizia, questi sarebbero i “futili motivi”?
Possono essere considerate “futili motivazioni”
la difesa dei valori della Resistenza e
l’antifascismo che hanno scatenato la reazione
omicida del “camerata” che ha accoltellato il
presidente dell’ARCI?
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Costruiamo il Blocco Popolare!!!
Blog locali:
Comunicato della DN del 15.01.08
Quanto fa paura un banchetto di propaganda!
Il PM Giovagnoli mobilita le “forze dell’ordine”
per impedirci di volantinare!
Sabato 12 gennaio,
il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà
Proletaria (ASP) hanno organizzato a Bologna un
banchetto per la raccolta di firme all’appello
NO alla persecuzione dei comunisti! e per
la propaganda di materiale informativo riguardo
agli ultimi procedimenti giudiziari a carico
della carovana del (n)PCI, portati avanti dal PM
Giovagnoli della Procura di Bologna. Le ultime
novità riguardano la chiusura dell’inchiesta e
il rinvio a giudizio da parte della procura di
Ancona di alcuni compagni dell’ASP e del
Segretario Nazionale del Partito dei CARC per il
reato di diffamazione: si accusano i compagni di
aver “offeso la reputazione” del PM Giovagnoli,
definendolo nell’appello No alla persecuzione
dei comunisti! (sottoscritto da più di 5.000
persone) il “Novello Torquemada”!
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Comunicato della DN del 11.01.08
Il governo
sionista di Israele ha rifiutato il permesso di
entrare nella Striscia di Gaza alla delegazione
italiana di solidarietà organizzata dal Comitato
“Gaza vivrà”.
Questo divieto
dimostra ancora una volta che tutta la fanfara
sul “processo di pace” promosso dal governo USA
con il vertice di Annapolis e poi con la
Conferenza dei donatori serve solo a nascondere
il genocidio che il governo sionista sta
perpetrando contro il popolo palestinese e in
particolare contro la città simbolo della
resistenza all’oppressione e all’occupazione
sionista.
I crimini del
governo sionista sono tanti e tali che non
possono permettere a una delegazione realmente
indipendente e non imbavagliata di entrare a
Gaza per constatare di persona la situazione
creata da mesi e mesi di embargo, dalle
quotidiane incursioni militari, dai ripetuti
omicidi extra-giudiziari contro i dirigenti di
Hamas e di tutte le organizzazioni che
promuovono e guidano la resistenza palestinese.
I sionisti che
dirigono lo Stato di Israele sono i degni eredi
dei nazisti e dei fascisti: hanno dichiarato la
Striscia di Gaza “entità ostile” e stanno
cercando di trasformarla in un enorme campo di
concentramento come quelli di Auschwitz, Dachau,
Mauthausen; le stragi che compiono a Gaza, in
Palestina e in Libano non sono da meno per
brutalità ed efferatezza di quelle perpetrate
dai nazisti a Marzabotto e alle Fosse Ardeatine;
come i nazisti che giustiziavano dieci civili
per ogni soldato tedesco ucciso per mettere la
popolazione contro i partigiani, a Gaza i
sionisti stanno affamando e tenendo imprigionati
un milione e mezzo di palestinesi per spezzare
la loro eroica resistenza e l’appoggio popolare
al legittimo governo di Hamas, colpevole di
dirigere la lotta contro la colonizzazione e
l’aggressione e di non sottostare ai disegni
degli imperialisti USA e sionisti. Non importa
che Hamas abbia avuto la maggioranza dei voti
nelle elezioni svoltesi lo scorso anno, a
dimostrazione che anche solo la parvenza della
democrazia sta sempre più stretta ai borghesi e
va bene solo se produce i risultati da loro
voluti, a dimostrazione che la loro legalità è
uno strumento di sottomissione, oppressione e
guerra!
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Campagna contro la persecuzione dei comunisti
Raggiunte 5293 adesioni all'appello
Le adesioni pervenute al
2.1.2008
Comunicato della DN del 31.12.07
Giovagnoli apre il 10° procedimento a carico
del Partito dei Carc e dell’ASP!
Giovagnoli attacca la libertà di pensiero e
di parola!
Giovagnoli continua ad ergersi a paladino
della repressione contro i comunisti e contro
ogni forma di protesta e ribellione.
Giovagnoli, magistrato
appartenente a Magistratura democratica, ci dà
un’ulteriore prova di democrazia attaccando
direttamente l’articolo
21 della Costituzione: “Tutti
hanno diritto di manifestare liberamente il
proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione”.
Questo diritto non
esiste se viene criticato il Sig. Giovagnoli.
Giovagnoli ha dato mandato alla procura di
Ancona di difendere la sua “rispettabilità”. Ha
fatto aprire al PM Marco Pucilli, che si è
prestato immediatamente al gioco politico e agli
interessi personali di Giovagnoli, un’inchiesta
a carico dei compagni dell’ASP Rosalba Romano,
Massimo Amore e Marco Lenzoni, e a carico del
segretario nazionale del Partito dei Carc,
Pietro Vangeli, per gli articoli 110 (concorso)
e 595 (diffamazione). Il reato per cui
Giovagnoli ha fatto indagare e accusare i
compagni dell’ASP è quello di aver scritto e
diffuso un volantino con questa frase “Dopo 25
anni di persecuzione politica e 7 procedimenti
conclusisi tutti con un nulla di fatto (se non a
volte con il risarcimento dei danni per gli
indagati) la procura di Bologna, capitanata dal
procuratore Paolo Giovagnoli (lo stesso che ha
indagato per associazione sovversiva gli
studenti universitari bolognesi colpevoli di
essersi auto-ridotti il costo della mensa
universitaria) è ora pronta ad andare a fondo
con l’ottavo procedimento che ha come vero unico
scopo l’eliminazione del (nuovo) Partito
comunista italiano e della sua carovana. Gli
inquisitori dello Stato borghese cercano di
colpire il rinascente movimento comunista
servendosi delle leggi speciali antiterrorismo e
di mezzi spesso illegali”; e il segretario del
Partito dei Carc per aver inviato via e-mail un
comunicato in cui “si offendeva la reputazione
di Paolo Giovagnoli magistrato in servizio
presso la Procura della Repubblica di Bologna.
In particolare nel testo il detto magistrato
veniva definito “zelante persecutore di turno”,
“novello Torquemada” e “dispensatore del reato
associativo a Bologna”.
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Su
mandato del giudice Giovagnoli, la Procura di
Ancona apre il decimo procedimento giudiziario
contro la carovana del (n)PCI. Seguirà un
comunicato della DN, intanto rendiamo pubblica
la comunicazione di chiusura delle
indagini....si commenta da sé!
chiusura
indagini per diffamazione.PDF
Comunicato della DN del 22.12.07
Una nuova sonora batosta per il giudice
Giovagnoli!
Come farà adesso il novello Torquemada a
giustificare
l’Ottavo e il Nono procedimento giudiziario
per “associazione sovversiva” condotti contro il
(n)PCI e il Partito dei CARC?
Dopo l’abbandono in Francia nel 2006 dell’accusa
di “terrorismo” nei confronti di Giuseppe Maj,
Giuseppe Czeppel e Angelo D’Arcangeli e dopo la
vittoria dello scorso anno contro la loro
estradizione, il 20 dicembre dalla Francia è
giunta una nuova bella notizia.
Il
20 dicembre, infatti, è stato comunicato il
verdetto dell’appello fatto dai tre compagni
contro il processo-farsa orchestrato lo scorso
anno nei loro confronti per il capo
d’imputazione di “associazione di malfattori per
la fabbricazione e l’utilizzo di documenti
falsi”.
Il
giudice della corte d’appello
-
ha
annullano per “vizio di procedura” il
processo-farsa dello scorso anno;
-
ha
ridotto il periodo di detenzione per i tre
compagni ai mesi già fatti “preventivamente”;
-
ha
annullato l’interdizione a vita dalla Francia e
il mandato d’arresto per Maj e Czeppel.
Questa sentenza è una nuova importante vittoria
contro la persecuzione del (n)PCI e del Partito
dei CARC!
Questo risultato è stato ottenuto grazie alla
nostra mobilitazione e alla solidarietà espressa
da più di 5000 lavoratori, studenti, pensionati
delle masse popolari e da numerose
organizzazioni, associazioni e personalità.
Questa solidarietà ha tenuto testa alla campagna
stampa denigratoria fatta nei nostri confronti,
ai tentativi della direzione sindacale della
CGIL di far pressione sui suoi iscritti per far
loro ritirare la firma al nostro appello “No
alla persecuzione dei comunisti!”, alle continue
interpellanze parlamentari fatte dalla destra
contro il nostro Partito e il (n)PCI.
La
nostra campagna si è combinata con la campagna
condotta in Francia dal CAP(n)PCI-Parigi, che ha
aperto contraddizioni nel campo della borghesia
e contribuito al processo di costruzione di un
fronte unito contro la repressione.
Perché parliamo di vittoria?
Perché grazie alla mobilitazione il giudice
della corte d’appello è stato costretto a
riconoscere il carattere iniquo del processo
dello scorso anno e ad annullare le condanne
esorbitanti emesse nei confronti dei tre
compagni (in primis l’interdizione a vita dalla
Francia e il mandato d’arresto per Maj e Czeppel).
L’unica cosa che il giudice della corte
d’appello ha potuto fare contro i tre compagni è
stato condannarli al periodo di detenzione già
scontato “preventivamente”, per cercare di
“giustificare” questo periodo di privazione
della libertà.
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Comunicato del CAP (n)PCI - Sentenza al processo
di Parigi
Il processo di rottura ha costretto le
Autorità Francesi a fare un nuovo passo
indietro!
Un nuovo duro colpo per il “Gruppo
franco-italiano sulle minacce gravi”!
Il 20.12.07
Parigi è stato emesso il verdetto dell’appello
fatto dai compagni Maj, Czeppel e D’Arcangeli
contro il processo-farsa orchestrato lo scorso
anno dal “Gruppo franco-italiano sulle minacce
gravi”.
Il
capo d’imputazione è “associazione di malfattori
per la fabbricazione e l’utilizzo di documenti
falsi”.
Il processo di rottura effettuato dai tre
compagni ha pagato:
-
il giudice Gouyette ha annullato per “vizi
di procedura” il processo fatto lo scorso
anno dal giudice Beauguion (Maj e Czeppel
non furono infatti convocati);
-
è stata ridotta la condanna per Maj e
Czeppel: lo scorso anno erano stati
condannati a 3 anni di detenzione, 2 anni di
condizionale, interdizione a vita dalla
Francia ed era stato emesso un mandato
d’arresto immediato; il verdetto di oggi
invece riduce la detenzione a 18 mesi (ossia
i mesi che i compagni hanno già trascorso in
carcere “preventivamente”) e sancisce 42
mesi di condizionale, è stata annullata
l’interdizione a vita dalla Francia ed è
caduto il mandato d’arresto;
-
D’Arcangeli lo scorso anno era stato
condannato ad 1 anno di detenzione più 1
anno di condizionale; il giudice ha ridotto
a 4 mesi il periodo di detenzione (ossia i
mesi che il compagno ha già trascorso in
carcere “preventivamente”) ma ha aumentato
il periodo di condizionale (da un anno a 32
mesi);
-
il giudice Gouyette ha ordinato la
restituzione del passaporto di Czeppel,
della raccolta de La Voce e di alcuni
libri sequestrati nel domicilio di Maj e
Czeppel. Non sono stati restituiti invece i
soldi sequestrati nel 2003 e nel 2005 ai
domicili dei due compagni.
Gli elementi che emergono dall’analisi del
verdetto:
-
la campagna su “due gambe” condotta dal
Partito (mobilitazione di massa e intervento
nelle contraddizioni presenti nella classe
dominante) combinata con una linea d’attacco
durante il processo (passare d’accusati ad
accusatori, svelare il carattere repressivo
e fraudolento del procedimento e mettere in
difficoltà le Autorità sulle loro stesse
leggi), ha costretto il “Gruppo
franco-italiano sulle minacce gravi” a fare
un nuovo passo indietro (dopo la rinuncia al
progetto di estradizione lo scorso anno):
annullamento del processo di primo grado,
riduzione delle condanne per Maj e Czeppel,
riduzione del periodo di detenzione per
D’Arcangeli. Questa è una grande vittoria e
costituisce l’aspetto principale di questo
verdetto. Un boccone amaro che il “Gruppo
franco-italiano sulle minacce gravi” dovrà
digerire! Una conquista importante per
rafforzare la lotta in Italia contro
l’Ottavo e il Nono Procedimento Giudiziario
condotto dal giudice Paolo Giovagnoli della
Procura di Bologna.
Per
avere maggiori informazioni sul processo di
rottura effettuato in Francia, vedere il
bilancio della campagna contro il processo-farsa
prodotto dal CAP(n)PCI-Parigi, reperibile sul
sito cap-npci.awardspace.com e sul sito del
P-CARC www.carc.it
-
l’aumento del periodo di condizionale per
D’Arcangeli e il rifiuto di restituire i
soldi sequestrati nei domicili di Maj e
Czeppel nel 2003 e nel 2005, sono la
rappresaglia fatta dal “Gruppo” per
vendicarsi della sconfitta subita. Questo
dimostra che il carattere “democratico” del
giudice Gouyette è stato determinato dal
processo di rottura, che ha messo alla luce
del sole il carattere repressivo del
procedimento. I tre compagni nei prossimi
giorni faranno il ricorso in Cassazione. La
lotta continua, ma da un livello qualitativo
superiore!
È possibile trasformare la repressione in un
boomerang per la borghesia: la linea da adottare
è il processo di rottura, combinazione della
campagna su “due gambe” con la linea d’attacco
nei tribunali!
Resistere alla repressione, lottare contro la
repressione, sviluppare la solidarietà di
classe!
CAP(n)PCI-Parigi
e-mail:
cap-npci-paris@voila.fr
sito: cap-npci.awardspace.com
Comunicato stampa del 12.12.07
La classe operaia piange i suoi morti. La
borghesia difende i suoi assassini.
Negli articoli
pubblicati sulla stampa che trattavano della
manifestazione svoltasi a Torino a seguito della
strage di operai alla Thyssen Krupp, in
particolare quello del Corriere della sera
del 11/12/2007, emerge una descrizione del
nostro Partito che vorrebbe essere, nell’intento
del giornalista Marco Imarisio, patetica. Il
giornalista scrive: “(…)Le solite sigle CARC e
Iniziativa Comunista ormai una tassa consueta da
pagare ad ogni manifestazione. Ci provano anche
stavolta, alcuni ragazzini tirano qualche uovo,
qualche sasso contro la facciata del palazzo. I
colleghi delle vittime del rogo li fronteggiano,
chiedono spiegazioni per quella mancanza di
rispetto al loro dolore. Capiscono che con
questa gente non c’è nulla da spartire e da
parlare. Con un gesto bellissimo, che rivendica
una vera diversità, li lasciano soli alle loro
finte guerre e tornano al presidio davanti alla
fabbrica (…)”.
Teniamo a
precisare che il rapporto del nostro Partito con
gli operai e in particolare con gli operai dello
spezzone della Thyssen Krupp, è stato un
rapporto di condivisione dello stesso lutto e
delle stesse istanze che essi hanno espresso
chiaramente durante la manifestazione.
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Comunicato
della DN dell'8.12.07
Strage
alla Thissen-Krupp di Torino, ancora operai
uccisi per salvaguardare i profitti e lo sfarzo
di industriali, affaristi, banchieri e politici
borghesi di destra e di sinistra.
Mentre tutta la
“buona” borghesia, il Presidente della
Repubblica, i ministri del circo Prodi ed
esponenti politici borghesi di ogni colore
festeggiano e banchettano alla prima della
Scala, a Torino si è consumata l’ennesima strage
sul lavoro: 4 operai morti e altri 5 gravemente
feriti alle acciaierie Thyssen-Krupp, una
fabbrica in dismissione con l’accordo e il
beneplacito dei sindacati di regime
CGIL-CISL-UIL. Nella stessa fabbrica, alcuni
anni fa, ci sono stati gravi incidenti e
infortuni per il mancato rispetto delle più
elementari norme di sicurezza, ma nessuno ha
pagato. Anzi di processo in processo i padroni
se lo sono cavata bellamente (ricorsi, amnistia,
prescrizione, ecc.).
La strage di Torino
è anche il frutto degli accordi al ribasso fatti
dai sindacati di regime e accettati dai
lavoratori senza una lotta adeguata. Ai
lavoratori non porta che miseria e morte
accettare la politica di sindacati che invece di
difendere gli interessi e i diritti dei
lavoratori, si fanno promotori e sostenitori
degli interessi dei padroni e del loro sistema
capitalista, quelli che loro chiamano “interessi
del Paese”.
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CAP (n)PCI -
Parigi
Lettera aperta
al giudice Thiel
Pubblichiamo,
come azione di solidarietà, la lettera
aperta che i militanti del (nuovo)Partito
comunista italiano Giuseppe Maj e Giuseppe
Czeppel e il compagno Angelo D’Arcangeli
hanno inviato al giudice Thiel.
Thiel è il
giudice che ha condotto l’inchiesta a carico
dei tre compagni per "associazione di
malfattori in vista di preparare atti di
terrorismo", accusa che poi ha derubricato a
“associazione di malfattori per la
fabbricazione e l’utilizzo di documenti
falsi” per la quale i compagni sono stati
“preventivamente” reclusi nelle carceri
parigine: il processo presenta chiaramente
un carattere politico!
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CAP (n)PCI -
Parigi
Bilancio
della mobilitazione per il processo del 21 e 22
novembre a Parigi
Diffondiamo, come azione di solidarietà,
questo comunicato del CAP(n)PCI-Parigi.
Esso non è un semplice resoconto del
processo, ma è un bilancio di tutta la
campagna condotta dal CAP(n)PCI-Parigi
dal mese di settembre fino ad oggi
contro il processo iniquo e le pene
esorbitanti. Questo bilancio realizzato
alla luce del materialismo dialettico,
concezione del mondo, metodo di
conoscenza e guida per l'azione dei
comunisti, oltre a fare il "punto della
situazione" sull'appello, fornisce
quindi elementi di riflessione di
carattere generale:
1) sulla lotta per la difesa
dell'agibilità politica;
2) sulla linea che bisogna adottare per
affrontare un processo politico.
Un esempio-tipo di processo di rottura,
in cui il soggetto politico facendo leva
sull'autonomia ideologica dal nemico di
classe gli strappa di mano la direzione
della situazione e dirige di fatto il
processo, trasformandolo in
un'irruzione nel "teatrino della
politica borghese". Consigliamo
vivamente ai compagni che lottano contro
la repressione e per la difesa dei
diritti politici lo studio e la
diffusione di questo bilancio.
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Aggiornamenti
sulla campagna
contro la persecuzione dei comunisti
Pubblichiamo il comunicato stampa del
Sindacato della Magistratura francese,
appartenente al MEDEL (coordinamento
internazionale dei sindacati di magistrati
che lottano per la difesa dell’indipendenza
del potere giudiziario), che ha emesso in
occasione del processo svoltosi a Parigi il
21 e 22 novembre a carico dei compagni del
(n)PCI Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel e
Angelo D’Arcangeli.
Parigi, 20 novembre 2007
COMUNICATO
ANTI-TERRORISMO: UNA GIUSTIZIA D'ECCEZIONE
SEMPRE DISCUTIBILE
Diversi militanti della nuovo partito comunista
italiano (NPCI) dovranno essere giudicati domani
per diversi giorni dalla decima camera della
Corte d'Appello di Parigi.
Fra loro, Angelo D’Arcangeli, studente di 23
anni, inizialmente incriminato per associazione
di malfattori in concorso con un'impresa
terroristica, e ora rinviato dinanzi alla corte,
dopo quattro mesi di detenzione provvisoria nel
2005, per reati di diritto comune.
Nell'occasione del rinvio del procedimento del
gennaio scorso, la stampa - diffondendo una
petizione nazionale – aveva parlato di
accanimento delle autorità giudiziarie francesi,
che, su spinta della giustizia italiana, mirava
ad assimilare al terrorismo i movimenti politici
italiani derivati dalla sinistra alternativa.
Al di là delle particolarità di questo dossier,
e in particolare del linguaggio per lo meno
inusuale dell'ordinanza di rinvio riguardante
personalità della sinistra francese, il
Sindacato della Magistratura ricorda i rischi di
deriva della giustizia antiterrorismo: custodie
cautelari di lungo termine con restrizione dei
diritti, ricorso sistematico alla detenzione
provvisoria, utilizzo di qualificazioni penali
iniziali spesso sproporzionate allo scopo di
beneficiare del regime di deroga...
Al termine di un'inchiesta durata molti anni, il
giudice doveva finire per ammettere che " non è
stato messo in evidenza l'esistenza di un
progetto terroristico imminente, e tantomeno
quello di un progetto terroristico programmato
in un futuro definibile" e che l'associazione
"non mirava a disturbare gravemente l'ordine
pubblico né con l'intimidazione né con il
terrorismo, né ora, né in un futuro prossimo, e
neppure in futuro dai contorni definibili".
È molto probabile che la giustizia di diritto
comune sarebbe ugualmente pervenuta a un cosi’
brillante risultato.
Il Sindacato della Magistratura manifesta la sua
contrarietà a questa giustizia d'eccezione la
cui pertinenza sull'utilizzo dell’arsenale delle
misure di coercizione di cui dispone appare
sempre assai poco convincente ed auspica che
questo processo d’appello sia infine l'occasione
per mettere in luce il divario tra i mezzi
regolarmente utilizzati dalla giustizia
antiterrorista e i risultati giudiziari.
Aggiornamento sul processo da Parigi #1
Comunicato del CAP(n)PCI-Parigi del 21.11.07
Questa mattina
ha avuto luogo il primo giorno dell'appello
presso la X camera della Corte di Parigi.
Erano presenti una trentina di persone.
Presenti anche
una delegazione del P-CARC, SLL e ASP.
Il giudice Gouyette ha ascoltato il
testimone avv. Giuseppe Pelazza, il quale ha
illustrato dettagliatamente per più di venti
minuti la persecuzione condotta dalle
Autorità Italiane contro il (n)PCI e
l'attività del Gruppo franco-italiano sulle
minacce gravi.
Il giudice Gouyette ha accettato anche di
ascoltare domani il secondo testimone, il
deputato Francesco Caruso, il quale per
impegni di lavoro non poteva essere presente
oggi.
Il giudice ha sollevato dei dubbi sul
carattere contraddittorio del processo che
si è tenuto lo scorso aprile nei confronti
di Maj e Czeppel. Ha dichiarato: "Bisogna
analizzare se è possibile ritenere
contraddittorio il processo d'aprile: Maj e
Czeppel infatti non erano presenti
all'udienza di gennaio e non sono stati
convocati al processo d'aprile. Se si
fossero presentati all'udienza sarebbe stata
un'iniziativa personale e non la risposta ad
una convocazione (che non c'é stata)".
Il giudice ha anche detto che bisogna
verificare se i documenti falsi fossero solo
per utilizzo personale oppure anche per
traffico.
L'appello non è continuato nel pomeriggio.
L'udienza è stata fissata per domani alle
14,30.
La difesa del (n)PCI ribadirà lo stato di
necessità in cui si trovavano Maj e Czeppel,
sosterrà il carattere non contraddittorio
(per i due) del processo di aprile e
sosterrà che i documenti falsi non erano
legati ad un traffico, ma solo ad uso
personale.
Questa sera si terrà alla
Bourse du
Travail di St.Denis l'assemblea
contro la repressione promossa dal nostro
comitato, dai corsi del CAR e dai baschi del
CSPB.
Raggiunte 4917 adesioni all'appello
Le adesioni pervenute al
22.11.2007
Il giudice Giovagnoli è colpevole
[comunicato
del CAP(n)PCI di Parigi del 1.11.07]
Il rigetto da parte del GIP U. Antico della
domanda di custodia cautelare avanzata dal PM
Il documento che segue è il rigetto della
richiesta di arresti cautelari a carico degli
indagati nel procedimento di Napoli aperto nel
2001 dal PM Stefania Castaldi contro la carovana
del (n)PCI (il 7° procedimento giudiziario).
Questo documento, redatto dal GIP Umberto
Antico, così come probabilmente altri documenti
relativi al procedimento di Napoli, sono oggi
inseriti nel 9° procedimento (il n. 14304/05)
aperto nel 2005 contro la stessa carovana senza
neanche aspettare di chiudere l’8° (il n.
9096/03)!
Nel documento di rigetto degli arresti cautelari
a carico degli indagati, il GIP Umberto Antico,
esponendo limpidamente le motivazione
giuridiche, smonta punto per punto i pilastri
(l’interlocuzione, il metodo violento, la
clandestinità) su cui si fonda non solo la
richiesta di arresto, ma anche l’accusa di 270
(associazione sovversiva), 270 bis (associazione
sovversiva con finalità di terrorismo) e 272
(propaganda sovversiva). In particolare parla
della clandestinità non come reato o prova di
reato: “voler diventare clandestino (…) può
significare, semplicemente, tentare di sfuggire
a qualsivoglia controllo dalle forze di polizia
(…) e scegliere di operare in modo occulto”; in
qualche modo quindi il GIP Antico riconosce la
necessità di essa come mezzo necessario per
evitare il controllo e la persecuzione da parte
della borghesia!!! Controllo e persecuzione
sempre più confermata anche dagli avvenimenti
degli ultimi giorni (indagini a carico dei
compagni dello Slai cobas – per il sindacato di
classe, licenziamento degli operai della Fiat
Sata di Melfi, licenziamento dell’operaio Mimmo
Mignano della Fiat di Pomigliano d’Arco).
Abbiamo deciso di
pubblicare questo documento (che viene da fonti
“non sospette”!) perchè svela la pretestuosità
dei capi di imputazione mossi da più di
vent’anni contro la carovana del (n)PCI e il
reale intento per cui il PM Paolo Giovagnoli di
Bologna ha aperto prima l’8° e poi, in
contemporanea, anche il 9° procedimento contro i
compagni del (n)PCI e del Partito dei CARC:
perseguitare, controllare, reprimere e
ostacolare l’attività dei comunisti. E perché la
dice lunga anche sul fatto che Giovagnoli e
simili non si fanno nessuno scrupolo nel violare
le stesse leggi della democrazia borghese: il
giudice Paolo Giovagnoli è colpevole della
violazione di uno dei principi giuridici
fondamentali della democrazia: il “no bis in
idem” (non è possibile giudicare due volte le
stesse persone per lo stesso capo
d’imputazione).
La lettura dell’intero documento è ricca di
insegnamenti e offre lo spunto per molte
riflessioni.
rigetto custodia cautelare
La Casa Editrice Rapporti Sociali presenta
Problemi di
metodo - antologia a cura di M. Martinengo
La
Casa Editrice Rapporti Sociali pubblica questa breve
raccolta di testi curata da M. Martinengo per dare
un contributo alla formazione dei comunisti e dei
lavoratori avanzati.
Questa breve antologia raccoglie alcuni testi che
riguardano il metodo di lavoro, che spiegano come il
materialismo dialettico sia sì concezione del mondo,
ma anche metodo di conoscenza e di azione, quindi
metodo per leggere la realtà e per trasformarla.
Questo opuscolo
può essere un ottimo strumento di formazione per
i nostri compagni, ma anche per ogni lavoratore
ed elemento avanzato delle masse che voglia
migliorare la propria comprensione della realtà,
che voglia contribuire alla trasformazione di
ciò che gli sta intorno direttamente e che
voglia lottare per un nuovo ordinamento sociale.
Dobbiamo
comprendere il mondo per trasformarlo.
Imparare un metodo
che ci dia gli strumenti per comprendere e
analizzare i fenomeni che ci stanno intorno,
capire le leggi che li governano vuol dire
acquisire un’arma potente: per tracciare la
strada per trasformare questa società e per
avanzare nella lotta per fare dell’Italia un
nuovo paese socialista.
Problemi di
metodo -
a cura di M. Martinengo; 24 pagg. - 3 euro
Volantino del
17.11.07
Tenere alta la
vigilanza democratica, resistere alla repressione!
Nel 2001 e negli
anni successivi in tutte le TV e giornali
italiani e stranieri si denunciò l’inaudita
violenza delle “forze dell’ordine” durante le
manifestazioni contro il G8 di Genova. Sfilarono
giornalisti, gente comune, studenti, pacifisti,
lavoratori che denunciarono senza mezzi termini
il clima di terrore di quei giorni. Durante i
fermi, furono minacciati, picchiati
selvaggiamente, obbligati da poliziotti e
carabinieri a fare il saluto fascista e a
cantare canzoni fasciste. Addirittura l’allora
vicequestore
Fournier definì al processo l’operazione
alla scuola Diaz una “macelleria messicana”. In
piazza fu ammazzato il compagno Carlo Giuliani.
Le mobilitazioni che
seguirono costrinsero il governo di allora e il
governo che gli è succeduto a promettere che
sarebbe stata fatta giustizia. Il governo Prodi
nel suo programma elettorale prevedeva
esplicitamente la costituzione di una
commissione di inchiesta sui fatti di Genova. A
sei anni di distanza la maggior parte dei
responsabili della “macelleria messicana” sono
stati promossi, tutti sono rimasti impuniti,
mentre il PM Canepa ha chiesto per i
manifestanti condanne eclatanti per devastazione
e saccheggio: fino a 16 anni di carcere, la
stessa condanna, come fanno notare gli avvocati
difensori, che normalmente si chiede per
omicidio!
[leggi
tutto]
La Casa Editrice Rapporti Sociali presenta
Teatrino,
masse popolari e comunisti - A. D'Arcangeli
Il
presente opuscolo è un lavoro del compagno
Angelo D’Arcangeli, collaboratore della
delegazione del (n)PCI. Angelo, dopo aver
partecipato nella zona dei Monti Lepini, assieme
ai compagni del Partito dei CARC, alla
costruzione di alcune iniziative (GIRP, Giornata
Internazionale del rivoluzionario prigioniero,
festa di Resistenza) a Priverno (LT), sua
città d’origine e a Roccasecca dei Volsci (LT),
ha steso questo bilancio partendo dalla sua
esperienza specifica e traendo da essa
insegnamenti generali e particolari, riflessioni
significative sulla nostra esperienza di
irruzione nel teatrino della politica borghese,
confermando la linea portata avanti da vari
organismi e organizzazioni che fanno parte della
“carovana” del (n)PCI e la loro pratica e
giungendo a nuove considerazioni.
L’opuscolo, oltre ad
essere un ottimo esempio, in termini di metodo,
di stesura di un bilancio, offre una serie di
sollecitazioni, di spunti per approfondire la
nostra riflessione sulla linea di intervento nel
teatrino della politica borghese e in
particolare sul nostro intervento nel campo
elettorale.
La pubblicazione di
questo lavoro, in prossimità della prossima
tornata elettorale della primavera 2008, vuole
favorire l’approfondimento e lo sviluppo del
dibattito intorno al tema per i compagni del
Partito dei CARC e per tutti coloro che sono
interessati alla costruzione del Blocco
Popolare.
Ringraziamo quindi
il compagno Angelo D’Arcangeli per il suo
prezioso contributo e ci auguriamo che esso
possa infondere ancora più vitalità al
dibattito.
pagg.
44 - 3.50 euro
Comunicazione
del Partito dei CARC del 26.10.07
A Fosco Giannini.
A nome del Partito dei Comitati d'Appoggio alla
Resistenza - per il Comunismo (CARC), esprimo il
nostro apprezzamento per il discorso tenuto da
Fosco Giannini al Senato oggi 25 ottobre 2007 in
difesa ed esaltazione della Rivoluzione
d'Ottobre, discorso significativo non solo per
il suo contenuto ma per il coraggio che serve
oggi a parlare in mezzo al verminaio di
reazionari, di fascisti, di traditori ed
opportunisti che governa il nostro paese e che
non perde occasione per gettare fango sulla
storia del comunismo in modo sempre più
vergognoso e infame. Esprimo anche la
solidarietà di tutti noi di fronte agli attacchi
e al veleno con cui la marmaglia ha risposto al
suo intervento.
Caro compagno, l'isolamento che oggi colpisce
coloro che nel teatrino della politica borghese
difendono le ragioni del comunismo rende loro
onore. Fuori da questo teatro, hai l'appoggio
dei comunisti, degli operai, dei lavoratori e di
tanti altri appartenenti alle masse popolari, in
Italia e in tutto il mondo.
L’eredità della Rivoluzione d’Ottobre è intatta,
la verità è dalla nostra parte e il futuro
anche.
Viva la Rivoluzione d'Ottobre e viva il
comunismo!
Paolo Babini - Direzione Nazionale del Partito
dei CARC
Comunicato della
DN del 28.09.07
La persecuzione contro la carovana del (n)PCI
continua e si allarga! Aperto il nono
procedimento contro il Partito dei
CARC e il (n)PCI!
Nell’Appello NO alla persecuzione dei comunisti!
abbiamo denunciato che dal 1981 a oggi sono otto i
procedimenti giudiziari aperti, sovrapposti tra
loro, a carico della carovana del (n)PCI, chiusi
tutti per archiviazione, non luogo a procedere o
assoluzione. Per l’ultimo procedimento, l’ottavo, il
giudice Giovagnoli ha chiuso le indagini nel luglio
2006, solo nel marzo 2007 ha inviato gli
incartamenti agli uffici del GUP (Rita Zaccariello)
con la richiesta di rinvio a giudizio degli
indagati. Anche se il codice di procedura penale
prevede il termine di 30 giorni per lo svolgimento
dell’udienza preliminare dal momento della richiesta
del rinvio a giudizio, ancora dopo sei mesi non si
sa nulla! Le possibilità sono due. O il GUP non
vuole fra le mani questa inchiesta legalmente
inconsistente e politicamente persecutoria oppure la
Procura bolognese vuole tenere questa spada di
Damocle sulla nostra testa! I magistrati bolognesi
vogliono tenersi la possibilità, in qualunque
momento a loro faccia comodo, di istruire un
processo contro il Partito dei CARC e il (n)PCI per
associazione sovversiva! Aspettano il processo di
appello che si celebrerà a Parigi il 21 e 22
novembre per convalidare le condanne, pesanti,
esemplari e legalmente ingiustificabili, che hanno
inflitto ai compagni del (n)Pci e ai loro
simpatizzanti nell’aprile 2007 per montare un
teorema giudiziario tale da condannare anche noi in
Italia. Non solo. Mentre tiene “in caldo” l’udienza
preliminare per l’8° procedimento, il Pm Giovagnoli,
a nome del gruppo franco-italiano sulle minacce
gravi (gruppo che viola evidentemente la nostra
Costituzione in quanto elimina l’indipendenza del
potere giudiziario da quello esecutivo e di cui è
parte lo stesso Giovagnoli assieme a giudici e
politici francesi e italiani), ha aperto un altro
procedimento, il nono procedimento, (n. 1430
del 2005) per continuare a indagare, intercettare,
pedinare; insomma per avere la “copertura legale”
per continuare a infrangere, come fanno da anni, il
nostro diritto di fare politica...
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Nuova
pubblicazione della Casa Editrice Rapporti Sociali
Il futuro del
Vaticano
Per
la prima volta negli ultimi decenni (dalla deriva
revisionista del PCI) la storia il ruolo e
l’influenza del Vaticano vengono analizzati sulla
base del materialismo dialettico e storico, la
scienza dei comunisti.
Questo scritto infatti rispecchia la concezione del
mondo dei comunisti, promuove il metodo di
conoscenza materialista dialettico ed è uno
strumento d’azione su cui sviluppare l’attività dei
comunisti.
Rispecchia la concezione del mondo dei comunisti
perché mette al centro della trattazione un preciso
fenomeno, le sue caratteristiche, le leggi che lo
regolano. La nascita e lo sviluppo del Vaticano non
è presentata come un’astrazione, un dato di fatto,
una circostanza, piuttosto come il frutto di una
precisa evoluzione dei bisogni umani, che risponde a
precise leggi storiche e sociali.
Promuove il metodo di conoscenza materialista
dialettico perché analizza la nascita e lo sviluppo
del Vaticano e della Chiesa di Roma partendo dalle
contraddizioni proprie del Vaticano, dalle influenze
che ha generato e genera, dalle tendenze che ne
hanno attraversato l’esistenza e dagli aspetti che
ne hanno condizionato la funzione e il ruolo e ne
condizionano il futuro.
E’ uno strumento d’azione perché offre elementi
affinché i comunisti si inseriscano nelle
contraddizioni che l’esistenza e lo sviluppo del
Vaticano ha prodotto e produce, affinché agiscano
sulla base dell’evoluzione concreta della realtà e
la trasformino. La soppressione del Vaticano e del
potere politico, economico e culturale della Chiesa
di Roma spetta alle masse popolari, alla classe
operaia e ai comunisti italiani, come sottolineato
nell’articolo: “sbaglieremmo noi comunisti italiani
se oggi nascondessimo alla classe operaia e alle
masse popolari questo loro compito storico e
internazionalista imprescindibile”.
Il futuro del Vaticano
pagg. 120 - 8 euro
pagamento su ccp n.
60973856 intestato a Manuela Maj
via Tanaro, 7
20128 Milano