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Contenuti


Salutiamo la vittoria

dei compagni nepalesi!


 

presentazione e programma

 


volantino contro la presenza di Bush a Roma - 11 giugno 2008


 

Irrompere nel teatrino della politica borghese:

sostieni e partecipa alla

Lista Comunista

per il Blocco Popolare

 

[leggi il programma]

 

In tutte le città dove è presente con proprie sezioni, il Partito dei CARC raccoglie firme per presentare la Lista comunista per il Blocco Popolare alle politiche e alle amministrative del 13 e 14 aprile.

Per conoscere nello specifico l'attività vi invitiamo a contattare la sezione più vicina a voi, vi invitiamo a collaborare a rafforzare l'irruzione dei comunisti nel teatrino della politica borghese, vi invitiamo a firmare e far firmare per presentare la Lista comunista, a sottoscrivere per le spese della campagna elettorale. Diventate protagonisti della riscossa delle masse popolari!

 

i link delle Liste Comuniste

 

 

 

 


 

Martedi 18 dicembre

ore 17:30 c/o Casa della Pace - Roma

incontro con

 Hisila Yami (compagnaParvati)

dirigente del Partito Comunista Nepalese(maoista), leader delle donne rivoluzionarie nepalesi ed ex-ministro maoista del recente governo di coalizione


 

 

Il Partito dei CARC aderisce e partecipa al corteo di Vicenza del 15 dicembre.

Ore 14:00 - piazza della stazione

 


 

Processo d’appello

ai compagni del (n)PCI

 

Il 21 e il 22 novembre si svolge a Parigi il processo d’appello ai compagni del (n)PCI.

  • 16 novembre: presidio di solidarietà a Napoli. 

  • 17 novembre: il presidio previsto a Bologna (la città della Procura di Giovagnoli) è spostato a Genova, per partecipare alla mobilitazione in solidarietà e sostegno agli imputati del processo per il G8

  • 21 e 22 novembre: una delegazione del Partito dei CARC, dell’ASP, del SLL presenzierà alle udienze e alle mobilitazioni a Parigi.

NO alla persecuzione dei comunisti

Difendere i diritti e le libertà conquistati con la Resistenza

Solidarietà a Maj, Czeppel e D’Arcangeli

 


Contro il programma comune della borghesia!

 

Contro il governo degli imbroglioni, della guerra e della sudditanza agli imperialisti USA e sionisti, della rapina ai danni dei lavoratori e dei pensionati, dei morti sul lavoro e della devastazione ambientale; per difendere ed estendere i diritti dei lavoratori e delle masse popolari

  • 4 novembre a Cameri (NO). Marcia antimilitarista contro i cacciabombardieri F35, promossa dal Coordinamento contro gli F35 di Novara.  

  • 9 novembre. Sciopero generale nazionale, con cortei in tutte le grandi città, contro il Protocollo del 23 luglio, contro la rapina delle pensioni e l’innalzamento dell’età pensionabile, contro le spese militari e le basi straniere, contro la precarietà. E’ indetto da tutto il sindacalismo di base. 

  • 17 novembre a Genova. Manifestazione contro il processo per il G8 e in solidarietà con gli imputati. 

  • 14-15-16 dicembre a Vicenza. Tre giornate di mobilitazione contro la costruzione della base americana organizzate dal Presidio Permanente Contro il Dal Molin. Il 15 dicembre si svolge una manifestazione europea.

Impedire che al circo Prodi riesca ciò che non è riuscito alla banda Berlusconi!

 


Novantesimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

 

 

Roma, 10 novembre

ore 16:30 conferenza dibattito
ore 21:30 spettacolo teatrale e concerto

Villaggio Globale (Lungotevere Testaccio)

 


 

Blog di riferimento per info e coordinamento

http://13ottobre2007.splinder.com/

indirizzo per le adesioni

ad13ottobre@yahoo.it

 

[scarica il PDF.formato A3]

 

Mobilitazione antifascista

Milano, 13 ottobre 2007

Piazza Fontana ore 15

 

Le libertà democratiche conquistate con la Resistenza sono sempre più in pericolo.

Scendiamo in piazza per difenderle e riaffermarle con forza!

 

Fra ottobre e novembre è prevista la sentenza del processo d’appello agli antifascisti arrestati per il corteo dell’11 marzo 2006. In primo grado il Tribunale ha condannato 18 antifascisti a 4 anni di carcere per concorso morale in devastazione e saccheggio: è una sentenza che si abbatte su tutti i movimenti di protesta e le mobilitazioni popolari perchè prevede la condanna collettiva (il concorso morale) seppure a carico degli imputati non vi sia nessuna prova del reato che viene contestato. In sostanza è sufficiente la presenza a un corteo, secondo la Procura, per essere moralmente corresponsabile di eventuali disordini. Con questa sentenza il Tribunale di Milano smantella l’articolo 27 della Costituzione che sancisce la responsabilità penale individuale. E’ un altro tassello che si aggiunge agli attacchi sempre più aperti e decisi alle conquiste e ai diritti conquistati con la vittoria della Resistenza sul fascismo.

Gli episodi di violenza fascista e razzista non si contano più. In tutta Italia si registrano aggressioni, pestaggi, intimidazioni, agguati, atti di squadrismo.

In questo clima, centro destra e centro sinistra continuano un’aperta campagna di riabilitazione e sdoganamento del fascismo e dei fascisti: il centro destra apre alle organizzazioni di estrema destra le porte delle coalizioni elettorali, il centro sinistra continua a trattare il fenomeno come un aspetto di costume o culturale. Il tribunale continua a condannare chi si oppone e resiste a questa ondata reazionaria.

 

Contro la riabilitazione del fascismo

Per difendere i valori della Resistenza

Solidarietà e libertà per gli antifascisti

Difendere gli spazi di agibilità politica

 


Mobilitazione per il processo d'appello agli antifascisti arrestati l'11 marzo 2006 a Milano, a seguito di un corteo antifascista - per una mobilitazione nazionale a Milano.

  • 5 ottobre 07- Milano. Presidio fuori dal Palazzo di giustizia in occasione dell'udienza del processo di appello

  • 26 ottobre 07 - Milano. Mobilitazione in occasione della sentenza d'appello

La mobilitazione contro la repressione, in difesa della libertà di manifestare, contro le sentenze che condannano gli antifascisti con i reati di guerra "devastazione e saccheggio" , in difesa dei diritti democratici conquistati con la vittoria della Resistenza deve passare da Milano in quanto la sentenza al processo d'appello agli antifascisti condannati per il corteo dell'11 marzo è il primo verdetto a cui faranno seguito

  • il processo del 30 ottobre agli antifascisti torinesi

  • la sentenza per i compagni processati per le giornate di Genova, a dicembre

Siamo convinti che una vasta mobilitazione in occasione del processo d'appello di Milano sia il miglior modo per preparare le mobilitazioni successive. Per questo motivo siamo fra i promotori, con altre realtà e  organismi, di una mobilitazione a Milano prevista per il 13 ottobre, fra l'udienza del 5 e la sentenza del 26. Vi invitiamo a partecipare al percorso collettivo di confronto e dibattito per l'organizzazione di quella mobilitazione.

 

Appello per una mobilitazione nazionale a Milano il 13 ottobre 2007

 

Fra i primi sottoscrittori: Partito dei CARC; Comitato antifascista "18 giugno" - Torino; Comitato Pace Robassomero - Torino; Circolo Gramsci - Garbagnate; Comitato Studentesco Autonomo - Massa; PCL - Versilia; Comitato autonomo Modenese - Modena; Collettivo universitatio Thomas Muntzer - Torino; Don Vitaliano Della Sala - Avellino; Mauro Bertini; già sindaco di Marano - Napoli; Andrea Vecchi, Comitato Politico Regionale del PRC - Emilia Romagna; Associazione solidarietà Proletaria;

 

Promuovi l'iniziativa sottoscrivi l'appello

solo la mobilitazione rompe l'isolamento

la solidarietà è un'arma

 


Appello per il 90° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

La Rivoluzione è la festa degli oppressi e degli sfruttati

 

 

[leggi l'Appello completo]

 


 

Il Primo Congresso del Partito dei CARC rappresenta una tappa importante nel cammino che abbiamo intrapreso per la nostra trasformazione in partito da secondo fronte. E’ l’occasione per fare un bilancio dell’attività svolta negli ultimi due anni sulla base del quale impostare il nostro lavoro per il futuro. Le tesi che la Direzione Nazionale uscente sottopone alla discussione rappresentano la sintesi dell’elaborazione politica e dell’iniziativa pratica che abbiamo promosso e condotto; definiscono sia la traccia sulla quale approfondire l’analisi della fase attuale, sia le prospettive per lo sviluppo del movimento comunista nel nostro paese, come contributo alla rinascita del movimento comunista internazionale.

 

[le tesi del congresso]

 


Riproduci questo manifestino

aderisci alla campagna di attacchinaggio contro la criminalizzazione del comunismo

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Comunicato sull'udienza preliminare di Ancona

5 novembre 2008

 

Oggi si è tenuta ad Ancona l’udienza preliminare per l’inchiesta per diffamazione a carico dei compagni dell’ASP (Associazione Solidarietà Proletaria) e del Segretario Nazionale del Partito dei Carc aperta dal PM Marco Pucilli, su richiesta di Enrico Di Nicola (procuratore capo uscente di Bologna - sul sito www.carc.it è disponile il curriculum di questo persecutore dei comunisti) e dello stesso Giovagnoli che recitando la parte dell’offeso ha materialmente sporto querela.

Questo è il decimo procedimento giudiziario contro la “carovana” del (n)PCI e si inscrive nella ventennale persecuzione condotta contro quest’area dalla destra reazionaria ed eversiva, con l’obiettivo di “soffocare il bambino nella culla” e contrastare la lotta per dotare la classe operaia e le masse popolari del nostro paese di un vero partito comunista che sappia guidarle verso l’instaurazione del socialismo.

L’udienza è stata rinviata al giorno 17.4.09 alle ore 11.30 per vizi di forma, tra cui la mancata notifica agli imputati dell’udienza (a ulteriore dimostrazione di come una parte della magistratura, e prima di tutto Giovagnoli, utilizzano le leggi a loro “uso e consumo” e contro i diritti delle masse popolari).

Davanti al Tribunale è stato organizzato un presidio al quale hanno partecipato una trentina di compagni del Partito dei Carc, dell’ASP, del Lupo Osimo e del’Iqbal Masiq di Lecce, più alcuni compagni di Ancona che hanno portato direttamente la loro solidarietà. Un presidio, come sempre, caratterizzato da  slogan e canti  e pieno di bandiere rosse,.

I compagni hanno volantinato tra la gente presente al mercato adiacente il tribunale, propagandando tra le masse popolari la persecuzione nei confronti dei comunisti e raccogliendo circa 50 firme all’appello NO alla persecuzione dei comunisti!

 

La solidarietà è un’arma!

Costruiamo un fronte unito contro la repressione!

La repressione non fermerà le lotte!

La repressione non fermerà la rinascita del movimento comunista nel nostro paese!

 

Esiste una sola via di uscita positiva per le masse popolari dal marasma in cui ci ha fatto precipitare la borghesia: instaurare il socialismo!   

 


 

4.11.08

Solidarietà internazionale al Partito dei CARC e all'Associazione Solidarietà Proletaria

 

La comunicazione del Gruppo di coordinamento della Conferenza Internazionale dei Partiti e delle Organizzazioni Marxiste Leniniste (ICMLPO)

 

Il testo inviato dall'Organizzazione Comunista di Grecia (KOE)

 

Communist Organization of Greece / Kommounistiki Organosi Elladas (KOE) - International Relations Department

Email: laokratia@yahoo.com * aristera@tellas.com
Web: www.koel.gr * In English: international.koel.gr

Cari compagni,

l'Organizzazione Comunista di Grecia (KOE) esprime il suo sostegno alla vostra lotta contro la persecuzione dei comunisti e aderisce ai presidi organizzati dal vostro Partito e dall'Associazione Solidarietà Proletaria davanti al Tribunale di Ancona e anche al presidio che si terrà a Roma.

Protestiamo contro la persecuzione condotta dalla magistratura italiana nei confronti degli oppositori politici, violando i diritti di espressione e di associazione.

Giù le mani dai comunisti! Lunga vita alla solidarità internazionale!

 

Dear Comrades,
The Communist Organization of Greece (KOE) fully supports your struggle against Communists' persecution, signs the relative call and adheres to the demonstrations organized by your Party and the Association for Proletarian Solidarity in front of the Ancona Tribunal, as well as in Rome.
We join the protest against the persecution the Italian magistracy carries out against the dissent, the freedom of expression and association.
Hands off the Communists! Long live the internationalist solidarity!

 


 

Lettera aperta ai comunisti di Ancona

Milano, 3 novembre ‘08

Cari compagni e compagne,

il 5 novembre ad Ancona si terrà l’udienza preliminare contro il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP), accusati di aver “diffamato il PM Giovagnoli di Bologna” chiamandolo con il suo vero nome: “novello Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”. Giovagnoli è infatti ormai celebre per le sue numerose inchieste per “associazione sovversiva” (la maggior parte delle quali finite con l’archiviazione o il “non luogo a procedere”) condotte contro i comunisti, i no-global, gli anarchici e gli studenti di Bologna. Con il suo operato, Giovagnoli contribuisce ai progetti della destra reazionaria ed eversiva: mettere fuorilegge i comunisti, istituire Tribunali Speciali, aumentare la militarizzazione nelle città, fomentare la guerra tra proletari (lavoratori italiani contro immigrati, disoccupati contro lavoratori, giovani contro vecchi, uomini contro donne, eterosessuali contro omosessuali, settentrionali contro meridionali, ecc.)

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Lettera aperta del Partito dei CARC alla dott.essa Giusi Fasano del Corriere della Sera - 30.10.08

 

Salve dott.essa Fasano,

 

lei oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera l’articolo “Stop intercettazioni, lo Stato non paga. Gli amministratori delle tre aziende hanno consegnato mercoledì al ministero la loro lettera-ultimatum.” In esso rende noto che lo Stato italiano è in debito di 140 milioni di euro con Research control system, Area e Sio, ossia le tre società lombarde che gestiscono oltre il 70% delle intercettazioni telefoniche nel nostro paese. 

Le scriviamo per informarla che uno dei principali responsabili di queste spese milionarie è il PM Paolo Giovagnoli della procura di Bologna, ormai noto come “novello Torquemada” o “giudice dal 270 bis facile” per via delle sue numerose inchieste per “associazione eversiva” contro gli oppositori politici in particolare di sinistra, la maggior parte delle quali concluse, dopo un enorme dispendio di risorse pubbliche, con l’“archiviazione” e il “non luogo a procedere”.

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Comunicato DN P. dei CARC e ASP del 30.10.08

L’udienza preliminare per “diffamazione del PM Giovagnoli” contro il Partito dei CARC e l’ASP che si terrà il 5 novembre ad Ancona deve essere rinviata perché gli imputati non hanno ricevuto la notifica!

 

Se la destra eversiva e reazionaria cercherà di violare le leggi stesse dello Stato borghese, daremo battaglia dentro e fuori l’aula con tutte le nostre forze per contrastare questo attacco e far saltare i suoi piani!

 

No alla persecuzione dei comunisti!

 

E’ ormai scaduto il termine entro cui doveva essere consegnata la notifica dell’udienza preliminare del 5 novembre ai compagni e compagne del Partito dei CARC e dell’ASP  accusati di aver diffamato il PM Paolo Giovagnoli di Bologna per averlo definito quello che è nella sostanza: “novello Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”. La legge borghese stabilisce infatti che la notifica agli imputati deve essere effettuata entro massimo dieci giorni dall’udienza e questo non è avvenuto per la maggior parte dei compagni indagati. Il GUP Paola Mureddu deve quindi rinviare l’udienza preliminare!

 

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29.10.08 Lettera aperta ai compagni di Proletari Comunisti attaccati dalla repressione

 

Cari compagni,

 

vi scriviamo per rinnovarvi tutta la nostra solidarietà di classe per l’attacco repressivo che state subendo insieme ai compagni dello Slai Cobas per il sindacato di classe. In particolare esprimiamo la nostra solidarietà alla compagna Margherita Calderazzi di Taranto accusata da Riva, padrone dell’Ilva, di essere la “mandante” della scritta “Riva assassino” apparsa sui muri della sua fabbrica e per questo condannata a pagare 100.000 euro.

Riva, con l’arroganza tipica della parte più reazionaria e cinica della borghesia, con questo attacco cerca di intimidire tutti i lavoratori e isolare quelli più combattivi, per continuare a portare avanti indisturbato il suo sterminio prodotto in nome del profitto: l’Ilva, infatti, è la fabbrica con più morti, infortuni e malattie professionali d’Italia, fonte inoltre di tumori per tutte le masse popolari della zona.

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Comunicato del 29.10.08

Chi è Enrico Di Nicola, uscente Procuratore Capo di Bologna? Qual è stato il suo ruolo nel progetto della destra reazionaria ed eversiva di mettere fuorilegge i comunisti e istituire Tribunali Speciali?

 

Tre citazioni per introdurre il suo dossier:

 

Tutto quello che esce dalla procura di Bologna è responsabilità del Procuratore Capo: è mia!” (19 aprile ’06)

 

Bisogna distinguere una volta per tutte chi commette reati per uno scopo prettamente politico e chi invece per uno scopo sociale, umano: chi agisce per sostituirsi alle istituzioni commette un’aggravante che non può essere tollerata!” (19 aprile ’06)

 

L’unica giustizia che funziona è quella per direttissima. Non siamo una funzione forte ed è dimostrato dal fatto che nessuno ha paura di noi!” (16 gennaio ‘08)

 

Continua il nostro lavoro di ricerca, schedatura e denuncia pubblica dei persecutori dei comunisti, con l’obiettivo di mettere a nudo quello che avviene dietro il “teatrino della politica borghese” e contrastare i progetti eversivi della destra reazionaria, di quanti calpestano i diritti e le libertà conquistate nel nostro Paese con la Resistenza antifascista. Con questo comunicato rendiamo noto il dossier che abbiamo realizzato su Enrico Di Nicola, Procuratore Capo di Bologna andato in pensione lo scorso luglio, dopo aver servito fedelmente per una vita intera la destra reazionaria ed eversiva e, negli ultimi anni, essersi distinto per aver diretto i lavori di una delle procure che più hanno cercato di contribuire alla messa fuorilegge dei comunisti e all’istituzione di Tribunali Speciali, aprendo inchieste su inchieste per “associazione sovversiva”.

 

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Volantino nazionale del 29.10.08

Respingiamo il decreto Gelmini

Difendiamo la scuola pubblica

 

[scarica il volantino] Il decreto Gelmini (sostenuto dalla creatività finanziaria di Tremonti, dalla crociata contro i “fannulloni” di Brunetta e dall’arroganza della banda di fascisti, mafiosi, parassiti e sfruttatori raccolta attorno a Berlusconi) è parte di un progetto di riforma della scuola e delle università che ha l'obiettivo di smantellare l’istruzione pubblica a beneficio di quella privata.

Perché tagliare i fondi alle scuole pubbliche, ridurre il numero degli insegnanti e del personale tecnico, sottoporli a condizioni di  lavoro sempre peggiori (aumentano le responsabilità, diminuiscono le retribuzioni), significa creare le condizioni per il definitivo smantellamento del servizio pubblico.

 

Il colpo di grazia. Il processo di “riforme e tagli” e “razionalizzazione”, negli ultimi anni è già toccato alle ferrovie, alla sanità, alle autostrade, alle telecomunicazioni, ecc. Con risultati disastrosi. Oggi (ancora una volta) tocca alla scuola, ma questa volta “in grande”.

 

Quando non ci saranno più strutture per garantire l'insegnamento a tutti, quando non ci saranno più neppure un numero sufficiente di docenti e di tecnici, quando gli effetti di questa riforma avranno saccheggiato i programmi ministeriali di insegnamento in favore delle “necessità di adeguare l'insegnamento ai tempi moderni”;

 

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comunicato della DN del 28.10.08

Schediamo, smascheriamo e contrastiamo i persecutori dei comunisti!

 

Marcello Branca, Avvocato Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bologna, contribuisce alla persecuzione dei comunisti confermando le aspettative che nel 2002 ripose in lui Castelli, che lo preferì all’“inaffidabile” Mancuso!

 

Cossiga, nel frattempo, indica alla banda Berlusconi la strada da seguire per difendere la “democrazia” e la “legalità”: infiltrare il movimento studentesco e picchiare forte gli alunni e soprattutto le maestre!!!

 

Il 13 ottobre Marcello Branca, Avvocato Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bologna, ha fatto ricorso in Cassazione contro il “non luogo a procedere” con cui il 1° luglio il GUP Rita Zaccariello di Bologna ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio per “associazione sovversiva” avanzata dal PM Paolo Giovagnoli nei confronti di alcuni militanti del (n)PCI, del Partito dei CARC e dell’ASP. 

L’intervento di Branca, del tutto straordinario, ha l’obiettivo di sostenere il ricorso in Cassazione presentato a sua volta da Giovagnoli, ormai noto come “novello Torquemada” o “giudice dal 270 bis facile”.

Questa operazione si inquadra nel progetto promosso dalla destra eversiva e reazionaria: mettere fuorilegge i comunisti e istituire Tribunali Speciali. Il verdetto del 1° luglio è un ostacolo alla realizzazione di questo progetto, è un “cattivo esempio” di cui bisogna liberarsi per evitare che altri comunisti, anti-capitalisti, sindacalisti ed elementi delle masse popolari inquisiti e processati applichino la linea del “processo di rottura” per fronteggiare gli attacchi repressivi: passare da accusati in accusatori, chiamare al banco degli imputati la borghesia, promuovere la mobilitazione e la solidarietà delle masse popolari e sfruttare a vantaggio della lotta le contraddizioni presenti in campo borghese per ritorcere contro la destra reazionaria ed eversiva i suoi attacchi repressivi.

 

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Lettera aperta del 22.10.08

Contro la persecuzione dei comunisti

 

Ai singoli compagni, ai collettivi, alle organizzazioni e partiti che lottano contro la banda Berlusconi, per la difesa dei diritti delle masse popolari e la rinascita del movimento comunista nel nostro paese

 

Cari compagni,

come abbiamo reso noto ieri con il comunicato congiunto P-CARC e ASP,  il 5 novembre si terrà ad Ancona l’udienza preliminare per il Decimo Procedimento Giudiziario (DPG) montato dalle autorità italiane contro la “carovana” del (n)PCI. Titolare dell’inchiesta è il PM Marco Pucilli di Ancona. I compagni del P-CARC e dell’ASP sono accusati di “diffamazione del PM Paolo Giovagnoli” perché lo hanno chiamato con il suo vero nome: “novello Torquemada” e “giudice dal 270 bis facile”.

Il procedimento giudiziario montato dal PM Marco Pucilli fa il paio con il ricorso in Cassazione fatto da Giovagnoli contro il “non luogo a procedere” pronunciato dal GUP Zaccariello il 1° luglio e con il ricorso fatto al riguardo anche dal Procuratore Generale di Bologna, cosa del tutto eccezionale e di carattere straordinario. Il procedimento di Pucilli e questi due ricorsi in Cassazione fanno parte di un unico progetto promosso dalla destra reazionaria ed eversiva: procedere nella messa fuorilegge dei comunisti e istituire Tribunali Speciali, sgomberando il campo e ribaltando il verdetto del 1° luglio poiché ostacola la realizzazione di questo progetto reazionario.

Questo attacco mette in discussione l’agibilità politica di tutti i comunisti. E’ un attacco a tutto il movimento comunista del nostro paese, a tutti gli oppositori, a tutti quelli che si ribellano e lottano contro la banda Berlusconi, il Vaticano e gli imperialisti USA per  difendere, senza se e senza ma, i diritti delle masse popolari, conquistarne di nuovi e mettere fine una volta per tutte al sistema capitalista e costruire un mondo diretto dai lavoratori.    

La persecuzione dei comunisti è il centro della lotta tra masse popolari e borghesia imperialista: solo i comunisti che fanno i comunisti possono dirigere la classe operaia e il resto delle masse popolari nella lotta per mettere fine allo “stato attuale delle cose” e instaurare l’unico altro mondo possibile, il socialismo.

E’ necessaria una risposta unitaria, di classe, contro questo attacco. L’esperienza dimostra chiaramente che la solidarietà è un’arma e che la repressione, se affrontata con una linea d’attacco, può essere trasformata in un contributo alla rinascita del movimento comunista del nostro paese.

 

Vi lanciamo l’appello a

- prendere e far prendere posizione pubblica contro la persecuzione dei comunisti

- firmare e far firmare l’appello “No alla persecuzione dei comunisti!”

- inviare e far inviare il fax qui allegato al GUP Paola Mureddu di Ancona (Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, fax 0712072863; e-mail: procura.ancona@giustizia.it)   

- aderire e partecipare al presidio che il nostro Partito e l’ASP stanno organizzando per il 5 novembre, a partire dalle h. 9:00, davanti al Tribunale di Ancona (Palazzo di Giustizia, Corso Mazzini, 95).

 

Vi chiediamo inoltre di aderire e partecipare al presidio che terremo il 13 novembre a Roma davanti alla Corte di Cassazione (Piazza Cavour) a partire sempre dalle h. 9:00, in solidarietà con gli anti-fascisti dell’11 marzo che quel giorno avranno la loro udienza di cassazione e contro il ricorso in Cassazione fatto da Giovagnoli e dal Procuratore Generale di Bologna.

 

La repressione non fermerà la rinascita del movimento comunista nel nostro paese!

La solidarietà è un’arma!

Costruiamo un fronte unito contro la repressione!

Esiste una sola via di uscita positiva per le masse popolari dal marasma in cui ci ha fatto precipitare la borghesia: instaurare il socialismo!

 


 

Comunicato del 21.10.08 della DN del P-CARC e ASP

CHI DIFFAMA CHI?

 

Il 5 novembre ad Ancona ci sarà l’udienza preliminare contro il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) accusati di “diffamazione del giudice Giovagnoli”.

 

Il PM Marco Pucilli di Ancona si associa e dà il suo contributo alla persecuzione dei comunisti condotta dal “novello Torquemada” Paolo Giovagnoli di Bologna su mandato della destra reazionaria ed eversiva!  

 

Cosa farà il GUP Paola Mureddu che deve decidere se sono i CARC e l’ASP ad aver “diffamato” Giovagnoli o se è lui che in questi anni ha condotto una persecuzione continuata e arbitraria come è emerso anche dalla sentenza di “non luogo procedere” del GUP Zaccariello di Bologna?

 

In questi giorni è stato recapitato ad alcuni degli avvocati difensori dei compagni del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP), iscritti nel registro degli indagati per il Decimo Procedimento Giudiziario (DPG), la convocazione per l’udienza preliminare che si terrà il 5 novembre alle 10:00 presso il Tribunale di Ancona (Palazzo di Giustizia, sito in Corso Mazzini n.95).

 

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Comunicato della DN del 03.10.08

Il governo Berlusconi usa le autorità borghesi per passare dalle minacce ai fatti

Il Consiglio di Stato blocca il referendum contro la costruzione della base a Vicenza, cala la maschera e mostra la natura eversiva della borghesia!

 

“Gravemente inopportuno” è il giudizio che Berlusconi diede del referendum contro la costruzione della nuova base USA, indetto dalla giunta di Centro-sinistra di Vicenza, sotto la spinta, le pressioni e le mobilitazioni del movimento NO Dal Molin. Era il 5 settembre scorso e poche ore dopo le parole di Berlusconi, come per sottolinearle, la celere caricava duramente e senza pretesto un presidio di attivisti NO Dal Molin.

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Comunicato del 1.10.08 della DN del P-CARC, ASP e SLL

Processo contro gli “ineleggibili” della Lista Comunista che ha fatto irruzione alle comunali di Napoli nel 2006: la borghesia è in vicolo cieco e rinvia ancora una volta il processo!

 

Questa mattina si è svolto presso il Tribunale di Napoli il presidio di solidarietà con i compagni della Lista Comunista che ha fatto irruzione alle comunali che si sono tenute nel 2006 nel capoluogo partenopeo. Ma il processo contro i compagni che si doveva tenere presso la IX sezione penale presieduta dalla D.ssa Pandolfi, è stato per la terza volta rinviato. La nuova data del processo contro decine di persone ritenute “ineleggibili”, tra cui i compagni della Lista Comunista, si terrà il 3 dicembre prossimo.

 

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Resistenza numero 10 - ottobre 2008

 

In questo numero:

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Comunicato della DN del 01.10.08

Per rafforzare la lotta degli abitanti di Vicenza e per rafforzare la lotta di tutte le masse popolari, votare al referendum del 5 ottobre contro la basa USA!

 

Il Partito dei CARC sostiene, senza se e senza ma, la lotta condotta dal Movimento No dal Molin e chiama a votare al referendum che si terrà domenica 5 ottobre contro la costruzione della base USA a Vicenza.

Inoltre raccogliamo e rilanciamo l’appello fatto dal Movimento No dal Molin a votare on line, se non si è residenti a Vicenza, attraverso il sito

http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php

 

La vittoria del referendum costituirebbe un nuovo duro colpo alla banda Berlusconi perché rafforzerebbe la resistenza non solo degli abitanti di Vicenza, ma di tutte le masse popolari e dei lavoratori, indebolirebbe tutta l’azione del nuovo governo, lo metterebbe in un grave impiccio con i suoi padroni americani, acuirebbe le contraddizioni tra le forze di governo e le metterebbe in difficoltà, in particolare la Lega che si spaccia per il partito delle autonomie locali: già adesso di fatto a Vicenza (come in Val di Susa) difende gli accordi internazionali stretti dal governo di Roma contro la volontà delle comunità locali nascondendosi dietro la foglia di fico che sarebbe una “minoranza di facinorosi” a non volere la nuova base USA: come la metterebbe in caso di vittoria del referendum?

 

Questo referendum è “gravemente inopportuno” perché Berlusconi e i suoi sanno che il loro teatrino funziona solo quando le masse popolari vi partecipano per fare da claque e per votare una o l’altra delle forze borghesi e non da protagoniste e decise a prendere in mano il proprio destino. Sanno che le loro menzogne, i loro imbrogli, le loro minacce, le loro promesse attecchiscono quando le masse sono dirette da un’“opposizione” compiacente e quindi sono divise, disorientate, rassegnate, impotenti. Non attecchiscono e non funzionano quando le masse sono organizzate e mobilitate da una direzione che mette davanti a ogni cosa la volontà e gli interessi delle masse ed è decisa a vincere.

 

Votiamo e facciamo votare contro la base USA a Vicenza!

Uniamo le lotte nelle piazze con l’irruzione nel “teatrino della politica borghese”!

Costruiamo il Blocco Popolare elettorale!

 


 

Comunicato della DN del 25.09.08

Il giudice Giovagnoli fa ricorso in Cassazione contro il “non luogo a procedere” emesso dal giudice Zaccariello e le dà dell’incompetente!

 

Lo scorso 3 settembre il giudice Paolo Giovagnoli della procura di Bologna, meglio noto come “novello Torquemada” per le sue gesta repressive contro studenti, lavoratori, comunisti, immigrati e centri sociali, ha presentato ricorso in Cassazione contro il “non luogo a procedere” emesso il 1° luglio dal GUP Rita Zaccariello rispetto all’Ottavo Procedimento Giudiziario per “associazione sovversiva” montato da Giovagnoli contro il (n)PCI, il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria.

 

Questo è l’ennesimo “non luogo a procedere” che Giovagnoli colleziona per procedimenti per “associazione sovversiva” o affini da lui aperti, per cui reagisce in modo indispettito: ne va del suo prestigio e della sua carriera!

 

Il novello Torquemada motiva il suo acceso e polemico ricorso (disponibile sul nostro sito www.carc.it, così come le Motivazioni con cui il giudice Zaccariello ha sostenuto il “non luogo a procedere”) per “inosservanza ed erronea applicazione della legge penale e per manifesta illogicità delle motivazione risultante dal testo della sentenza impugnata”.

Nelle 29 pagine del suo documento Giovagnoli attacca a spada tratta il GUP Zaccariello, dandole, in modo neanche troppo velato, dell’incapace che si è fatta trarre in inganno dalla “carovana” del (n)PCI e che ha una visione distorta del concetto di difesa dell’ordine “democratico”.

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Le motivazioni della sentenza del primo luglio


 

Adesione allo sciopero generale del 17 ottobre 2008

 

Il Partito dei CARC aderisce allo sciopero generale nazionale contro i progetti del padronato e le scelte politiche e sociali del governo indetto per il 17 ottobre dalla Confederazione Cobas, dalla CUB e dal SdL Intercategoriale.

 

Alitalia, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scuola, carovita, salari, razzismo, devastazione dell’ambiente, rifiuti, TAV, base Dal Molin, stragi sul lavoro, precarietà, licenziamenti politici e repressione: sono i principali fronti aperti tra i lavoratori e le masse popolari da una parte e i padroni, gli speculatori, il Vaticano, gli imperialisti USA e il loro governo dall’altra.

 

E’ possibile resistere, è possibile vincere su ognuno di questi fronti!

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Comunicato DN del 23.09.2008 

Il 3 novembre si terrà l’udienza di cassazione per gli antifascisti dell’11 marzo 2006: costruiamo un percorso di mobilitazione, denuncia e solidarietà, contro il fascismo e il razzismo, per la libertà dei compagni condannati!

 

Ora e sempre Resistenza!

 

Il 3 novembre prossimo si terrà a Roma l’udienza di cassazione per gli antifascisti che l’11 marzo 2006 a Milano scesero in strada per cercare di impedire una parata neofascista di Fiamma Tricolore nella città medaglia d’oro per la Resistenza.

 

Lo scorso anno la corte d’appello di Milano confermò la condanna di primo grado per 15 antifascisti a 4 anni di detenzione (tra cui il compagno Valter Ferrarato, membro della Direzione Nazionale del nostro Partito), cercando di far passare il messaggio “l’antifascismo è un reato” e, inoltre, avallando l’accusa di “concorso morale in devastazione e saccheggio” che costituisce il tentativo di “cancellare d’ufficio” l’articolo costituzionale in cui si prevede che la responsabilità penale è sempre personale e che, nel caso di rinvio a giudizio, contro ogni singolo imputato devono esserci prove certe sulla sua attiva partecipazione al reato che gli viene contestato.

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Comunicato della DN del 22.09.08

Mercoledì 1 ottobre tutti al Tribunale di Napoli contro la persecuzione dei comunisti, per la difesa dei diritti democratici conquistati con la resistenza

 

Che le campagne elettorali del P-CARC siano sempre ricche di “colpi di scena” e di attacchi repressivi, ormai è noto.

 

Nel 2006 le Autorità cercarono di mandare in aria la Lista Comunista presentata alle comunali di Napoli montando una campagna mediatica denigratoria e aprendo un procedimento giudiziario contro alcuni  compagni candidati che avevano dei precedenti penali e che quindi, secondo le leggi dello Stato italiano, sono “ineleggibili”… a meno che non paghino una somma molto alta di denaro per ripulirsi la fedina penale (come hanno fatto tutti i “rispettabili cittadini” e “cavalieri del lavoro” che oggi siedono in Parlamento, in Senato e nelle varie assemblee elettive nonostante condanne per corruzione, tangenti, “collusioni con la Mafia”, stragi di Stato, appartenenza ad organizzazioni fasciste, falsa testimonianza e traffici vari).

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Adesione al corteo dell'11 ottobre a Roma

 

Il Partito dei CARC aderisce alla manifestazione nazionale dell’11 ottobre a Roma perché ritiene importante sviluppare la più ampia e partecipata mobilitazione.

 

Contro la banda di razzisti, fascisti, mafiosi, clericali, criminali, avventurieri e speculatori che governa il nostro paese!

Eliminare le conquiste e i diritti dei lavoratori, strappare per i padroni e i ricchi del nostro paese un ruolo di primo piano negli affari mondiali, reprimere quanti si organizzano e lottano: è questo il programma del governo Berlusconi, è questo il compito  affidatogli dalla borghesia imperialista, dal Vaticano, dagli imperialisti USA e dai sionisti.

 

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Adesione al corteo antirazzista del 4 ottobre a Roma

 

Il Partito dei CARC aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale antirazzista che si svolgerà il 4 ottobre a Roma contro

- il governo della persecuzione degli immigrati, delle leggi razziste, delle ronde fasciste, razziste e clericali, dei CPT e delle stragi in mare, della guerra tra poveri;

- i padroni che sfruttano gli immigrati e li usano come arma di ricatto contro i lavoratori italiani;

- il Vaticano che predica l’accoglienza e la tolleranza ma fomenta la “guerra di civiltà”, va a braccetto con chi sfrutta e affama le masse popolari italiane e immigrate, si guarda bene dall’usare i mezzi di cui dispone per risolvere i loro problemi, fonda il suo potere e la sua ricchezza su un sistema che produce sfruttamento, miseria, degrado, elemosine invece di diritti.

 

Se i quartieri sono degradati, se i posti di lavoro sono pochi e mal pagati, se aumentano le persone che per sopravvivere devono darsi alla piccola criminalità o sperare nell’elemosina, se non ci sono case, asili e ospedali a sufficienza non è per colpa degli immigrati, ma dei ricchi e del loro ordinamento sociale, marcio, criminale e superato.

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Comunicato della DN del 11.09.2008

Solidarietà e sostegno senza condizioni agli attivisti NO Dal Molin caricati dalla polizia!

Quando le masse popolari irrompono a testa alta e a gamba tesa nel teatrino della politica, la democrazia borghese diventa “gravemente inopportuna”!

Avanziamo sulla strada di unire in un Blocco Popolare quanti sono senza se e senza ma contro il programma di miseria, devastazione e guerra della borghesia e per un altro mondo possibile di pace, libertà, uguaglianza e democrazia: il socialismo!

 

A Vicenza abbiamo visto di che pasta è fatto il “grande consenso popolare” su cui  Berlusconi e la sua banda  esultano e i rottami della sinistra borghese invece piangono! A Vicenza “gli italiani sono con me” di Berlusconi non funziona, non riesce a indurre le masse popolari a subire la costruzione della nuova base USA e allora il governo ha ordinato al questore Sarlo di caricare i manifestanti riuniti in presidio: cerca di imporre il “consenso” alla costruzione della base a suon di botte e manganellate, come in Afghanistan e in Iraq gli imperialisti USA (di cui la banda Berlusconi è al rimorchio) stanno esportando la loro “democrazia” con bombardamenti, stragi e torture.

Il movimento No Dal Molin è un “pericolo pubblico” per la banda Berlusconi. Perché la determinazione con cui lotta infonde fiducia a tutte le masse popolari, contrasta la rassegnazione e il disfattismo, insegna a “osare lottare, osare vincere”. Perché rappresenta un punto di forza per tutte le masse popolari del nostro paese. Perché è un esempio per tutti coloro che vogliono farla finita con il programma di miseria, precarietà, sfruttamento, devastazione, guerra e degrado dei padroni, degli speculatori, del Vaticano, degli imperialisti USA e dei loro governi. Perché indica la strada per farlo. In questi due anni il Comitato No Dal Molin

 

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Comunicato della DN del 01.09.2008

Solidarietà con Dante De Angelis!

Sette buoni motivi per mobilitarsi e mobilitare contro il licenziamento e per il reintegro di Dante De Angelis!

Dante De Angelis, macchinista e responsabile dei lavoratori per la sicurezza, il 15 agosto è stato licenziato (per la seconda volta) da Trenitalia perché ha osato denunciare pubblicamente che gli Eurostar si spezzano per mancanza di manutenzione e che questo può avere effetti gravi in termini di sicurezza dei ferrovieri e dei viaggiatori. “Perdita del rapporto di fiducia tra le parti” è la formula usata da Trenitalia per giustificare il licenziamento di Dante! E’ vero che, c’è una “perdita del rapporto di fiducia”, ma tra i ferrovieri e Trenitalia che licenzia, esternalizza, aumenta ritmi e carichi di lavori, minaccia e attua ritorsioni contro chi non accetta di chinare la testa e subire, tra le masse popolari costrette a utilizzare treni sporchi, insicuri e in ritardo e Trenitalia che aumenta i costi dei trasporti, risparmia sulla manutenzione, sopprime treni e tratte perché non redditizie (“rami secchi”, li chiama) creando problemi ai pendolari, tra le masse popolari e i governi che a partire dal 1992 in poi hanno spinto verso la privatizzazione delle ferrovie e la loro trasformazione in merce,  tra le masse e il governo Berlusconi che è il governo dell’arbitrio e dell’arroganza padronale!

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Comunicato della DN del 01.09.2008

Ai promotori dell'appello "Il 9 settembre, per un autunno di mobilitazioni"

 

Come Partito dei CARC aderiamo all’appello “Il 9 settembre, per un autunno di mobilitazioni”. Siamo d’accordo sull’importanza

- di sviluppare su grande scala la resistenza al procedere della crisi generale (politica, economica e culturale), quindi di promuovere una vasta mobilitazione contro il carovita e gli speculatori e i loro complici, contro l’attacco al contratto collettivo nazionale di lavoro, in difesa del diritto di sciopero, in difesa di quello che resta delle libertà democratiche, contro la repressione, per la sicurezza sul lavoro, per la difesa della salute e dell’ambiente, contro la rapina delle pensioni e l’innalzamento dell’età pensionabile, contro il razzismo e le squadre fasciste e razziste, ecc. In sintesi contro il governo Berlusconi e le misure con cui esso sta attuando o si propone di attuare il programma comune della borghesia imperialista, il programma dettato da industriali, banchieri, cardinali, affaristi, mafiosi, imperialisti USA e sionisti, imperialisti europei (eliminazione di ciò che resta delle conquiste di civiltà e benessere per le masse popolari in campo economico, politico, sindacale, culturale; lotta accanita per conquistare un ruolo di primo piano negli affari mondiali, nella spartizione dei profitti estorti ai lavoratori e ai popoli oppressi che si traduce in invasioni, aggressioni, guerre, aumento delle spese per armi e soldati; repressione del movimento di resistenza delle masse popolari contro il “programma comune” e in particolare nella persecuzione, condotta all’insegna della “guerra contro il terrorismo”, di quanti si organizzano e lottano contro il sistema imperialista e per la rinascita del movimento comunista);

 

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Resistenza numero 9 - settembre 2008

 

In questo numero:

  1. La banda Berlusconi è un gigante con i piedi d'argilla

  2. Contro il carovita: lotta agli speculatori e ai loro complici

  3. Autonomie locali:_leghisti e comunisti a confronto

  4. Vittoria! L'ottavo procedimento si conclude con un non luogo a procedere

  5. Il metodo materialista e le balle

  6. Contrastare la mobilitazione reazionaria e il razzismo è possibile

  7. I congressi di PRC e PdCI

  8. Intervista al compagno Gaurav del PCN(m)

  9. La guerra in Georgia

  10. L'espulsione di Nazan Ercan in Germania...

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La rivista quindicinale Red Star, organo internazionale del partito di governo del Nepal, il Partito Comunista del Nepal (maoista) pubblica la premessa a una traduzione che il nostro Partito ha fatto di parte dell'editoriale dell'ultimo numero de La Voce del (n)PCI. Tale premessa è pubblicata integralmente da Monthly Review, nota e antica rivista storica del movimento comunista e progressista degli USA. Riportiamo sotto l'articolo di Monthly Review, che commenta le nostre valutazioni in un panorama generale della situazione in Nepal, che testimonia l'attenzione della redazione per il movimento rivoluzionario dell'Asia del Sud e internazionale

 

La rivoluzione nepalese avanza

di Bill Templer

Il 15 agosto 2008 a Kathmandu, in una storica votazione, Pushpa Kamal Dahal (aka Prachanda), presidente del Partito Comunista del Nepal (maoista), è stato eletto Primo Ministro della Repubblica Federale Democratica del Nepal, dove ora "un maoista governa dal tetto del mondo”. Prachanda ha ottenuto l'80% dei voti dell'Assemblea Costituente. Questa tornata segue l'elezione a sorpresa di Ram Baran Yadav del Partito del Congresso come nuovo Presidente della Repubblica il 22 luglio, mossa considerata in tale data come un colpo momentaneo serio al PCN(m).

 

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English

The Nepali Revolution Moves On
by Bill Templer
 

In a historic vote on 15 August 2008 in Kathmandu,  Pushpa Kamal Dahal (aka Prachanda), chairman of the Communist Party of Nepal-Maoist (CPN-M), was elected first Prime Minister of the Federal Democratic Republic of Nepal, where now a "Maoist leads from the top of the world."  Prachanda garnered 80% of the votes cast in the Constituent Assembly.  This turn came on the heels of the surprise election of Ram Baran Yadav of the Congress Party as new President of the Republic on 22 July, a move then regarded as a momentary serious blow to the CPN-M.

 

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Comunicato della DN del 08.08.08

 

Il 1° luglio il GUP Zaccariello ha concluso con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste l’udienza preliminare per l’Ottavo Procedimento Giudiziario per “associazione sovversiva” (270 bis) montato contro il (n)PCI, il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) dal “novello Torquemada”, il sostituto procuratore Paolo Giovagnoli.

Il 24 luglio lo stesso GUP ha depositato la motivazione della sentenza (disponibile in versione integrale sul sito www.carc.it), in cui, in sostanza, illustra perché ha deciso per il non luogo a procedere.

Nelle 84 pagine dell’articolata sentenza prodotto di un accurato esame degli atti del procedimento, il giudice Zaccariello, esponendo le motivazione giuridiche del non luogo a procedere, smonta punto per punto i capi di imputazione (il metodo violento, la clandestinità, i rapporti con altre organizzazioni combattenti o clandestine di matrice comunista) sui quali il PM Giovagnoli aveva costruito la sua montatura giudiziaria, liquida il “compendio probatorio”, cioè la mole delle cosiddette prove messe assieme da Giovagnoli con intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni e sequestri durati ben cinque anni, come “del tutto inidoneo a qualificare tale struttura (la CP del (n)PCI) come associazione con finalità di terrorismo ed eversione ai sensi dell’art. 270 bis” e conclude che “il compendio probatorio presenta (…) carenze fondamentali che non potrebbero in alcun modo essere sanate in una successiva fase dibattimentale e che pertanto inducono a ritenere sin da ora, dall’esito della udienza preliminare, che sia impossibile formulare con ragionevole fondamento una prognosi di condanna”.

 

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Agli avvocati che hanno difeso le compagne e i compagni inquisiti dal PM Giovagnoli  di Bologna

Milano,  16 luglio 2008

Cari avvocati

con questa lettera vogliamo esprimervi un pubblico ringraziamento per il prezioso contributo che avete dato  per vincere una battaglia in difesa della libertà di opinione, organizzazione e propaganda dei comunisti nel nostro Paese.

Il procedimento giudiziario orchestrato dall’inquisitore Giovagnoli di Bologna per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (270 bis) contro alcuni membri del (nuovo)PCI, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) è stata una chiara montatura giudiziaria, l’ottava di una lunga serie, di cui voi avete bene illustrato l’iter di ciascuna e le conclusioni (non luogo a procedere o assoluzione). Voi avete dato un importante contributo per smascherare il carattere persecutorio del procedimento giudiziario, la palese violazione della Costituzione e di diverse norme delle leggi vigenti in materia di diritti della difesa, di indipendenza della magistratura, di procedura penale; l’uso strumentale e prettamente politico che viene fatto dell’imputazione di “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis, c.p.) che veniva utilizzato, anche in questo caso, per colpire i comunisti, i rivoluzionari e gli oppositori e non per verificare la sussistenza o meno del reato.

Non solo. Siete andati giustamente oltre! Vi siete a vostro modo legati alla lotta che decine di compagni in presidio conducevano all’esterno del Tribunale, partecipando anche voi attivamente alla denuncia dell’attuale ordinamento economico, politico e sociale che semina terrorismo, guerra e morte.

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Comunicato della DN del 17.07.2008

Il Vaticano è l'avamposto della mobilitazione reazionaria delle masse popolari! La sua azione porta odio e morte!!

 

Mentre il Papa dall'Australia rinnova i moniti per “la difesa del creato” e “contro l'aborto”, in sua vece in Italia una schiera di porporati e di “cardinali in borghese” intensifica l'attacco ai diritti e alle conquiste di civiltà che le masse popolari italiane hanno conquistato con le lotte dei decenni passati.

Schifani ha proposto di denunciare alla commissione affari costituzionali del Senato la sentenza della Cassazione che ha sancito il diritto della famiglia di Eluana Englaro di sospendere l'alimentazione forzata che tiene la donna in vita da 16 anni, in condizioni vegetative (sotto la tutela di suore che da 14 anni hanno il loro bel guadagno con i rimborsi di denari pubblici che la Regione versa per mantenere questa “assistita”) .

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Lettera aperta alla redazione del quotidiano Libero

 

Milano, 17 luglio 2008

 

In data 12 luglio ’08 il vostro quotidiano ha pubblicato un articolo sulla solidarietà (che rivendichiamo con forza) espressa dal nostro Partito a Sabina Guzzanti e alle migliaia di persone scese in piazza per il No-Cav day, dal pretestuoso titolo I primi fan del nuovo partito sono indagati per sovversione.

Come sicuramente sarete già al corrente, dati i buoni rapporti che intercorrono tra la redazione del vostro giornale, la Magistratura e le forze dell’ordine e il risalto che abbiamo dato attraverso i nostri comunicati stampa inviati anche alla vostra redazione, il 1 luglio ‘08 il GUP Rita Zaccariello, durante l’udienza preliminare tenutasi presso il tribunale di Bologna, ha decretato il non luogo a procedere per l’Ottavo Procedimento Giudiziario per “associazione sovversiva” (270 bis) montato contro il (n)PCI, il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria dal “novello Torquemada”: il giudice Paolo Giovagnoli.

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Comunicato della DN del 16.07.08

Il governo Berlusconi, con la copertura e il sostegno del PD di Veltroni, avanza nella sua politica reazionaria e antipopolare

Prima l'assoluzione per i torturatori di Bolzaneto, poi il via libera alle schedature di massa!

E' necessario e possibile ricacciare indietro la banda Berlusconi e il suo codazzo di lacchè!

 

Il 14 luglio è stata emessa una “esemplare” sentenza per i poliziotti che a Genova, nella caserma di Bolzaneto, picchiarono, umiliarono e torturarono i manifestanti arrestati nel corso delle proteste contro il G8 del 2001: TUTTI ASSOLTI O QUASI!

Il giudice ha emesso 15 lievi condanne (le stesse che si danno ad un poveraccio sorpreso a rubare un pezzo di formaggio al supermercato) e 30 assoluzioni riconoscendo che “qualcosa di grave è successo”, ma evidentemente non lo ha ritenuto tanto grave da punirne i responsabili e gli esecutori, da non riconoscere la tortura e violenza gratuita, ma al massimo l’ “abuso di potere”.

Il segnale di come il governo, la magistratura e i partiti di destra e sinistra intendevano gestire i processi per il “massacro di Genova” lo si è visto chiaramente con le dure condanne inflitte nel dicembre scorso ad alcuni compagni arrestati durante le proteste del G8 (24 condanne di cui 2 a 11 anni di reclusione per devastazione e saccheggio).

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Lettera aperta al giudice Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna

 

Milano, 16 luglio 2008

 

Giudice Giovagnoli,

per cinque anni (dal 2003 al 2008) lei ha condotto l’Ottavo Procedimento Giudiziario (procedimento n. 9096/03) per “associazione sovversiva” (art. 270 bis) a carico di numerosi militanti del (n)PCI, del Partito dei CARC e dell’ASP.

Il GUP Rita Zaccariello il 1° luglio ’08 ha decretato il non luogo a procedere e ha stralciato la sua richiesta di rinvio a giudizio.

Fin dal 2003 lei sapeva benissimo che questa inchiesta si sarebbe conclusa con un non luogo a procedere (come le sette precedenti e come anche l’inchiesta francese che lei ha fatto aprire), salvo modificazioni in corso delle leggi del nostro paese e istituzione di Tribunali Speciali (mettendo fuori legge il comunismo e i comunisti, come fece il fascismo nel 1926) o violazione delle stesse da parte della magistratura.

 

 

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Comunicato DN del 15.07.08

Chi paga le spese per i cinque anni di inchiesta per “associazione sovversiva” condotta dal giudice Paolo Giovagnoli?

 

Il 1° luglio il GUP Rita Zaccariello ha decretato il non luogo a procedere per l’Ottavo Procedimento Giudiziario (OPG) per “associazione sovversiva” (270 bis) portato avanti per cinque anni dal giudice Paolo Giovagnoli della procura di Bologna a carico del (n)PCI, del P-CARC e dell’ASP.

Questa è una grande vittoria frutto della battaglia che abbiamo condotto in questi anni, della nostra resistenza e della solidarietà ricevuta da più di 7.000 lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati, casalinghe, immigrati, sindacalisti e sinceri democratici.

Adesso però chi paga le spese per i cinque anni di inchiesta condotta dal novello Torquemada? Chi paga per i soprusi e i danni materiali (sequestro di attrezzature, documenti, furto di somme sequestrate, danneggiamenti ad autoveicoli per inserire sistemi di controllo, ecc.) che abbiamo subito noi, i nostri familiari e le decine di persone che sono state coinvolte in indagini, pedinamenti, provocazioni varie?

 

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Risposta del Partito dei CARC all’appello alla partecipazione al coordinamento nazionale contro la repressione lanciato dall’assemblea del 21 giugno ’08 tenutasi a Roma

 

Milano, 14 luglio 2008

 

Nell’assemblea nazionale contro la repressione tenutasi a Roma il 21 giugno ’08 è stata lanciata la proposta di costruire un coordinamento nazionale contro la repressione. Il nostro Partito in quella sede si è riservato di analizzare la proposta e di comunicare successivamente la sua posizione al riguardo.

Con questo comunicato illustriamo la nostra posizione, scusandoci per il ritardo dovuto alla lotta (vincente) che abbiamo portato avanti contro l’Ottavo Procedimenti Giudiziario (OPG) condotto ai danni della “carovana” del (n)PCI dal novello Torquemada, il giudice Paolo Giovagnoli, su mandato delle Autorità Italiane e all’intenso lavoro che abbiamo condotto per realizzare la II Festa Nazionale di Resistenza che si è tenuta dal 2 al 7 luglio a Marina di Massa.

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Comunicato DN del 11.07.08

Solidarietà a Sabina Guzzanti e alle migliaia di persone scese in piazza al No Cav-day!

La verità fa male alla casta e al Vaticano!

Questa campagna diffamatoria è un ulteriore attacco ai diritti conquistati con la Resistenza!

Avanziamo nella costruzione del Blocco Popolare elettorale!

In questi giorni tutti i politicanti borghesi della vecchia destra (banda Berlusconi) e della nuova destra (PD), il Vaticano e i media stanno dando addosso a Sabina Guzzanti per il suo intervento al No Cav-day che si è tenuto a Piazza Navona (Roma) l’8 luglio. La Sinistra L’Arcobaleno è latitante e intellettuali come Camilleri che, dopo aver partecipato, all’ultimo si accodano alla campagna denigratoria. Non solo! Veltroni ha condannato duramente Di Pietro per aver organizzato una manifestazione del genere a cui hanno partecipato migliaia di persone determinate a lottare contro la banda Berlusconi e in rotta con la linea di conciliazione del PD.

Questa campagna bi-partisan benedetta dalla Corte Vaticana contro il No Cav-day è eversiva, terroristica e mette in discussione i diritti democratici conquistati con la Resistenza dalle masse popolari del nostro paese. E’ in atto il tentativo di mettere a tacere tutte le forme di opposizione e dissenso, a cominciare dalla libertà di espressione e organizzazione delle masse popolari.

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Lettera aperta al PCL - 10.07.08

Sulla proposta di costruire un Parlamento dei lavoratori per i lavoratori

 

Il 18 maggio ’08 Ferrando ha lanciato su Il Manifesto l’appello a costruire un Parlamento dei lavoratori per i lavoratori, ossia “un Parlamento popolare eletto direttamente dal popolo della sinistra a partire dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro, dal territorio, con delegati permanentemente revocabili e privi di ogni privilegio sociale, con un criterio di rappresentanza integralmente proporzionale tra le diverse posizioni, organizzazioni, partiti, sarebbe una grande espressione democratica di unità e di forza. E al tempo stesso uno straordinario laboratorio di autorganizzazione di massa. Sarebbe la sede pubblica di organizzazione della mobilitazione popolare contro il governo, di controinformazione e denuncia delle sue politiche, di confronto libero e aperto tra i lavoratori, in una grande casa di vetro, sulla costruzione di un'alternativa di società e di potere, fuori da un puro dibattito accademico separato dalle lotte”.

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Comunicato DN del 02.07.08

Lo STOP al novello Torquemada Giovagnoli e ai suoi complici e mandanti è una vittoria per i comunisti, per gli antifascisti e per tutti i sinceri democratici.

 

La chiusura dell’Ottavo procedimento giudiziario contro la carovana del (n)PCI segna un’importante tappa contro i propositi di messa fuori legge dei comunisti e di repressione del movimento popolare di resistenza del nostro Paese!

 

“Nel capitalismo il proletario è giuridicamente libero, non è legato né alla terra né ad alcun padrone. Egli può andare a chiedere lavoro nell’azienda dell’uno o dell’altro capitalista. Però non può essere libero rispetto alla borghesia nel suo insieme. Privo dei mezzi di produzione, egli è obbligato a cercare di vendere la sua forza-lavoro e a subire perciò il giogo dello sfruttamento. La borghesia ha bisogno della libertà del venditore e del compratore di merci, ma d’altra parte deve impedire che i proletari si coalizzino e riducano il loro sfruttamento. Deve cioè impedire sia che elevino il loro salario al di sopra del valore della loro forza-lavoro sia che riducano il pluslavoro: la differenza tra il tempo effettivo di lavoro e il tempo di lavoro necessario a produrre un valore pari a quello della forza-lavoro. Quindi deve ostacolare la crescita della coscienza e dell’organizzazione della massa dei proletari. Se le è impossibile impedirla in assoluto, deve deviare e periodicamente stroncare e ricacciare indietro le organizzazioni e la coscienza dei proletari. Essa deve periodicamente rompere la sua legalità democratica. Ma questo la contrappone violentemente alle masse popolari. Crea una situazione da guerra civile. Se non basta minacciare la guerra civile, bisogna farla. Questo, oltre che essere dannoso per gli affari, per la borghesia è molto pericoloso. Quando la borghesia contrappone agli operai le armi, prima o poi anche gli operai si armano.”  Dal Manifesto Programma del (nuovo) Partito comunista italiano, marzo 2008.

 

La giornata del 1° luglio a Bologna sarà ricordata come la giornata della riscossa del movimento comunista e proletario e del nostro Paese e della potenza della linea che i comunisti, adottata anche dal vecchio PCI durante il regime fascista, non si fanno processare dalla borghesia e che usano le aule dei tribunale e le piazze per passare da accusati ad accusatori, per far fronte agli attacchi e raccogliere e accumulare le forze rivoluzionari.

Illustrando brevemente gli eventi che si sono svolti nella giornata di ieri, dalla piazza all’aula del tribunale, capiamo bene perché è importante che i comunisti e i lavoratori non si facciano legare le mani dalle regole, dai vincoli e dalla rete che la borghesia e i suoi apparati mettono in atto contro di loro.

 

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Comunicato DN del 01.07.08

LA LOTTA PAGA!!

Fermato l’inquisitore Giovagnoli e la sua corte di politici reazionari, poliziotti e spioni!

Chiuso l’Ottavo procedimento giudiziario con la carovana del (n)PCI, contro il Partito dei CARC e l’ASP!

 

Oggi alle 17,30 il GUP Rita Zaccariello del Tribunale di Bologna ha deliberato il “non luogo a procedere” per tutti i 12 accusati  di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis del CP), sconfessando tutta la montatura giudiziaria e poliziesca orchestrata dal PM Giovagnoli e dalla sua banda, assestando un duro colpo ai promotori (apparati giudiziari, polizieschi e dei Servizi dello Stato italiano) della ventennale persecuzione politica contro quanti si propongono e lavorano  alla ricostruzione di un nuovo e vero partito comunista. Il GUP ha inoltre stralciato la posizione per quanto riguarda l’imputazione di possesso di un carta di identità di un compagno che l’aveva smarrita e di un timbro vetusto contro il compagno Enrico Levoni, dichiarando la non competenza territoriale e trasmettendo gli atti per competenza alla Procura di Milano.

 

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Comunicato DN del 20.06.2008

Lo spione Cancello si è rifatto vivo: è stato un caso o c’è lo zampino di Giovagnoli e del suo Gruppo?

Sviluppiamo la denuncia e la mobilitazione contro la polizia politica e i suoi infiltrati e spioni!

Rafforziamo la vigilanza rivoluzionaria nelle nostra fila e tra le masse popolari!

 

Nei giorni scorsi mentre stavano facendo un banchetto a Reggio Emilia, alcuni compagni del nostro Partito sono stati avvicinati, come se niente fosse, da Giovanni Battista Cancello, che era lì con un’associazione di volontariato; Cancello si è presentato come ex membro dei CARC e ha cercato di attaccare bottone con loro, puntando probabilmente sul fatto che i nostri compagni erano giovani o entrati da poco nel Partito. I nostri compagni, grazie anche al comunicato del nostro Partito in cui si denunciavano Cancello e Foglia come spie, lo hanno comunque individuato e allontanato dicendogli chiaramente di non voler avere niente a che fare con infiltrati, spie e confidenti dei servizi segreti. Non sappiamo se quanto successo è stato casuale o se Giovagnoli e i suoi compari dei servizi hanno mandato un loro spione a vedere, a raccogliere informazioni in vista della seconda parte dell’udienza preliminare per l’ottavo procedimento giudiziario contro la carovana del (n)PCI che si terrà il 1° luglio (Giovagnoli infatti ha fatto capire che intende continuare la sua persecuzione - vedasi il comunicato dell’11 giugno a proposito dell’ interrogatorio del compagno  Marco Lenzoni da lui ordinato nonostante l’inchiesta sia chiusa da più di tre anni). Non sappiamo se Cancello “lavora” ancora per il SISDE (oggi SIN) o svolge la sua infame opera per qualche altra struttura repressiva o se è stato messo da parte perché “bruciato”, se continua a riferire del suo sporco lavoro ai due agenti del SIDSE Marcello Nicola e Morganella Donato (il cui ufficio di copertura era ubicato presso la sede dell’INPS di Napoli, in via Nuova Poggioreale e che per colloquiare con l’infame confidente usavano il numero di utenza telefonica 0817871916) o adesso i suoi contatti sono altri, visto che l’hanno trasferito in Emilia (per essere più vicino al novello Torquemada?), prima a Modena, dove gli avevano dato un posto all’ASL, e ora a Reggio Emilia. Comunque il fatto che si sia ripresentato in questo modo dimostra che la denuncia fatta contro di lui e contro Antonio Foglia (infiltrato della DIGOS) con il Comunicato emesso l’11.02.08 dal nostro Partito e dall’ASP è stata, oltre che tardiva, insufficiente e quindi dobbiamo andare più a fondo.

 

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Edizioni Rapporti Sociali presentano

Manifesto Programma del (n)PCI

 

pagg. 320; 20 euro.

Ordinalo c/o

Edizioni Rapporti Sociali

via Tanaro, 7 - 20128 Milano

 

Il testo è interamente consultabile sul sito del (n)PCI

 

 

 

 

 

Manifesto Programma del (n)PCI

 


 

Comunicato della DN del Partito dei CARC e dell'ASP del 14.06.08

Ultimato il dossier sul Gruppo bilaterale italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi!

Ecco i nomi e le malefatte di tutti i complici del giudice Giovagnoli

 

Come avevamo annunciato nei precedenti comunicati, il nostro Partito e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) in queste settimane hanno condotto un approfondito lavoro di inchiesta sul Gruppo bilaterale italo-francese sul terrorismo e le minacce gravi istituito nel 2004 su impulso del giudice Giovagnoli per coordinare l’attività repressiva tra Italia e Francia nei confronti principalmente del (n)PCI, del P-CARC e dell’ASP.

 

Sull’esistenza e l’attività di questo Gruppo il senatore Russo Spena e la senatrice Boccia nel novembre 2006 avevano interrogato il Parlamento, senza però ottenere risposte.

 

Le abbiamo quindi cercate noi: abbiamo scavato negli atti dell’inchiesta Giovagnoli e indagato sul percorso e sull’attività degli “illustri” componenti del Gruppo, attingendo alle informazioni disponibili sui giornali e su internet e “tirate fuori” quando l’una o l’altra componente della “casta” ha deciso, per lotte intestine, di montare qualche “scandalo”.

 

Chi leggerà il dossier che abbiamo realizzato (allegato) si renderà conto con che tipo di carrieristi, faccendieri, mestatori e macellai Giovagnoli si accompagna per condurre la sua opera di persecuzione dei comunisti.

 

scarica il dossier

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Lettera aperta ai democratici e alla stampa dell'11.06.08

Ecco chi chiameremo a testimoniare!!!

 

Chiediamo alla stampa, ai giornalisti e agli organi di informazione democratici di contribuire, con le loro inchieste e relazioni, a scoperchiare tutti gli intrallazzi e le macchinazioni che sono alla base dell’ottavo procedimento giudiziario contro la  “carovana” del (n)PCI.

 

Il giudice delle indagini preliminari, dottoressa Rita Zaccariello ha fissato per il 1° luglio 2008 a Bologna la seconda parte dell’udienza preliminare per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (270 e 270 bis) contro alcuni membri del (nuovo)PCI, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP). Questa udienza preliminare si tiene nell’ambito dell’ottava inchiesta a carico della carovana del (n)PCI, aperta nel 2003 dal sostituto procuratore Paolo Giovagnoli della Procura della Repubblica di Bologna. Con essa la GIP Zaccariello dovrà decidere se istruire il processo e quindi diventare complice di Paolo Giovagnoli nella sua opera di persecuzione dei comunisti o chiudere l’inchiesta e quindi una posizione coerente con i diritti e le libertà democratiche sancite dalla Costituzione.

Giovagnoli per portare avanti la sua “missione” persecutoria (per conto e con l’accordo di chi? a quale organismo politico-militare sta offrendo i suoi servigi in cambio di gloria e carriera?) ha messo in piedi una montatura giudiziaria violando la legislazione e la Costituzione del nostro paese, sperperando milioni di euro delle casse pubbliche (pagate dalle tasche dei lavoratori e delle masse popolari) in pedinamenti, controlli e operazioni di spionaggio, manipolando le autorità di altri paesi, calpestando i principi democratici a cui, almeno formalmente, si richiamano le istituzioni dello stato italiano e tanto più organismi come Magistratura Democratica e Magistrati Europei per la Democrazia e le Libertà  (MEDEL) che se ne dichiarano difensori e a cui Giovagnoli stesso aderisce.

Lo zelante Giovagnoli riprende con particolare passione e solerzia un’operazione che dura da vent’anni e che ha visto avvicendarsi magistrati, servizi segreti, poliziotti, carabinieri e varie personalità istituzionali.

 

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Comunicato della DN dei CARC del 09.06.08

11 Giugno presidio davanti alla questura di Napoli alle ore 10.00 e davanti la questura di Massa alle ore 11.00 in sostegno ai compagni del Partito dei CARC e dell’ASP

 

Giovagnoli continua imperterrito la sua opera di novello Torquemada. Pur avendo chiuso nel maggio 2005 le indagini  per l’ottavo procedimento giudiziario (procedimento n. 98096/03) a carico del nostro partito, dei compagni dell’Associazione solidarietà Proletaria (ASP) e del (n)PCI e pur avendo già iniziato l’udienza preliminare il 13 maggio a Bologna, continua le indagini chiamando in questura nuovi testi. Del resto all’udienza preliminare, a fronte delle eccezioni sollevate dagli avvocati della difesa e nonostante le perplessità espresse dallo stesso Gup Rita Zaccariello, Giovagnoli aveva chiesto di aggiungere, dopo l’indicazione temporale del 26 maggio 2005 (momento di chiusura delle indagini e del rinvio a giudizio), la dicitura “e successivamente perdurante” (ossia prolungare i tempi di inchiesta illimitatamente), confermando pubblicamente la sua intenzione di continuare a perseguitare i comunisti per tutto il tempo che vuole.

Ancora una volta Giovagnoli, forte dei suoi appoggi e delle sue amicizie, se ne frega delle leggi della democrazia borghese e le fa e disfa a suo piacimento.

A indagini chiuse, infatti, Giovagnoli chiama a testimoniare il giorno 11 giugno Marco Lenzoni, membro dell’ASP, nonché candidato alla presidenza della Provincia di Massa-Carrara nel 2008 e candidato sindaco nel 2007 a Carrara per la Lista Comunista. Marco Lenzoni è anche indagato nel cosiddetto decimo procedimento di Ancona, quel procedimento per diffamazione voluto da Giovagnoli che si è “offeso” di essere stato chiamato nei volantini “novello Torquemada” e si è evidentemente irritato con l’ASP per aver osato denunciare una semplice verità: che Giovagnoli dispensa l’articolo 270 e 270 bis (associazione sovversiva) a tutti a cominciare dagli studenti “rei” di essersi autoridotti il prezzo della mensa universitaria.

 

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Comunicato della DN dei CARC del 05.06.08

Prosegue la nostra ricerca sulla vita e sulle opere dei personaggi che, a vario livello, ricoprono un ruolo nell'Ottavo Procedimento Giudiziario contro la carovana del (n)PCI.

 

Nel comunicato DN del 26.05.08 abbiamo reso pubbliche le nostre prime scoperte sugli amici e gli amici degli amici di Giovagnoli. 

Oggi pubblichiamo un comunicato sui nemici di Giovagnoli! Per Giovagnoli i nemici sono i lavoratori e chi li difende. Il titolare dell'inchiesta, il PM Paolo Giovagnoli, non è soltanto un persecutore di comunisti e dispensatore del reato di associazione sovversiva a studenti e centri sociali. No! Giovagnoli è un incallito persecutore, ma proprio incallito, delle masse popolari in genere, zelante aguzzino di immigrati e lavoratori!

Infatti nel 2002 arrestò, con l’accusa di essere “terroristi islamici”, quattro operai marocchini di religione musulmana perché mentre filmavano un affresco che ritrae Maometto torturato dai demoni, nella basilica di S.Petronio a Bologna, avevano espresso il loro augurio che qualcuno tirasse giù quell’affresco blasfemo! Giovagnoli, attento vigilante dell’ordine democratico e ricercatore di “terroristi”, pensava che i quattro lavoratori, andati a Bologna per sbrigare alcune pratiche burocratiche al Consolato del loro paese, stessero progettando un attentato! (articolo pubblicato da Repubblica, 22 agosto 2002, pagina 8, sezione Politica Interna).  

Ancora: nel 2004, dopo l’esplosione di grisù nella galleria della TAV a Monte Bibele che provocò gravi ustioni a cinque operai, anziché inquisire i responsabili del Cavet (il consorzio che ha in appalto i lavori dell’Alta Velocità), mise sotto inchiesta due degli operai ustionati rei, secondo Giovagnoli, di non aver rispettato le istruzioni e le disposizioni del Cavet in materia di controlli e sicurezza! Mentre nessun dirigente del consorzio per l'Alta Velocità, il Cavet, venne chiamato a rispondere dello scoppio (Repubblica,  7 e 9 luglio 2004). 

 

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Comunicato della DN dei CARC del 03.06.08

MERCOLEDI 4 GIUGNO TUTTI AL TRIBUNALE DI NAPOLI

CONTRO LA PERSECUZIONE DEI COMUNISTI, PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEMOCRATICI CONQUISTATI CON LA RESISTENZA

 

Che le campagne elettorali del P-CARC siano sempre ricche di “colpi di scena” e di attacchi repressivi, ormai è noto.

 

Nel 2006 le Autorità cercarono di mandare in aria la Lista Comunista presentata alle comunali di Napoli montando una campagna mediatica denigratoria e aprendo un procedimento giudiziario contro alcuni  compagni candidati che avevano dei precedenti penali e che quindi, secondo le leggi dello Stato italiano, sono “ineleggibili”… a meno che non paghino una somma molto alta di denaro per ripulirsi la fedina penale (come hanno fatto tutti i “rispettabili cittadini” e “cavalieri del lavoro” che oggi siedono in Parlamento, in Senato e nelle varie assemblee elettive nonostante condanne per corruzione, tangenti, “collusioni con la Mafia”, stragi di Stato, appartenenza ad organizzazioni fasciste, falsa testimonianza e traffici vari).

 

Perché i nostri compagni sono “ineleggibili”?

 

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Comunicato della DN dei CARC del 26.05.08

Presto sarà pubblicato un nuovo dossier con interessanti notizie e novità.

Gli amici e gli amici degli amici del PM Paolo Giovagnoli

Ne segue una piccola anticipazione.

Alle udienze preliminari riguardanti l’ottavo procedimento contro la carovana del (n)Pci andremo in Tribunale, a Bologna, ad accusare i nostri accusatori. Ci accusano di terrorismo, ma è la borghesia a macchiarsi di terrorismo, ogni giorno, bombardando intere popolazioni inermi, condannando a morte sicura milioni di bambini in tutto il mondo per malattie curabili non curate, fame, sete. Ogni giorno, nei paesi industrializzati come l’Italia, 5 lavoratori vengono uccisi sul posto di lavoro e sempre di più sono quelli costretti a vivere nella miseria e nell’abbrutimento culturale imposto alle masse popolari dai padroni di tutto il mondo che invece vivono nel lusso e nello spreco più odioso. Sono loro i veri terroristi.

Ma scendiamo nel particolare del processo di Bologna: chi sono, nome per nome, i nostri accusatori, i loro mandanti e i loro amici?

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Comunicato della DN dei CARC e dell'ASP del 15.05.08

Prima udienza preliminare: l’arroganza del persecutore, la forza della mobilitazione

 

Il 13 maggio alla Procura della Repubblica di Bologna è iniziata l’udienza preliminare dell’inchiesta contro i compagni del Partito dei CARC, dell’ASP e del (n)PCI.

L’udienza si è svolta mentre si teneva un presidio organizzato per l’occasione nei giardini davanti alla Procura. Alle h. 9.30, un picchetto d’onore con le bandiere rosse sventolanti e i pugni alzati, la musica dell’Internazionale e una nuvola di fumogeni rossi hanno accompagnato i compagni che entravano in aula ad accusare i loro accusatori. Il presidio è stato un momento importante di lotta e di solidarietà. Erano presenti circa 150 compagni, di varie organizzazioni: oltre ai militanti dei CARC, dell’ASP e del Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL), hanno dato la loro solidarietà e hanno partecipato al presidio i compagni di Proletari Comunisti, della Rete Antifascista Perugina, del comitato 18 giugno di Torino, della Rete dei comunisti, del PCL, del circolo Iqbal Masiq di Lecce e il circolo Iqbal Masiq di Bologna, presente anche un rappresentate del CLEA arrivato per l’occasione direttamente da Bruxelles. Hanno espresso la loro solidarietà, pur non potendo essere presenti, i compagni di Piattaforma Comunista, di Lampada – organizzazione migranti di Milano e tante organizzazioni e partiti stranieri: il  MLPD – Germania; Fronte Nazionale Democratico delle Filippine; Union of African Workers /Senegal; CEBRASPO - Centro Brasiliano di solidarietà ai popoli; The United Peoples – USA; KKEml – Grecia; KOE – Grecia; MLKP - Turchia e Nord Kurdistan; Arnljot Ask – Responsabile Relazioni Internazionali del Party Red di Norvegia; Comitato per la Libertà di espressione e di associazione (CLEA) del Belgio; We Want Freedom; ICAD - International Committee against Disappearances; Sinistra Radicale dell’Afghanistan – LRA; Partito Comunista di Cecoslovacchia; Consiglio di Coordinamento del Movimento Operaio dell’Ucraina.

 

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Lettera aperta ai promotori e ai firmatari dell’appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”

 

IL COMUNISMO NON E’ UN’OPINIONE!

La rinascita del movimento comunista è la strada per la riscossa dei lavoratori!

La lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista è l’unica via d’uscita dal marasma attuale!

 

La disfatta della Sinistra l’Arcobaleno alle elezioni del 13 e 14 aprile e la conseguente assenza dal Parlamento, per la prima volta dal dopoguerra, dei partiti della sinistra hanno spinto molti compagni e compagne a reagire, a domandarsi che fare, a promuovere un percorso di riflessione sul perché del tracollo elettorale e ancora prima “sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono dall’esperienza della rifondazione comunista”.

Giustamente l’appello dice “comuniste e comunisti: iniziamo da noi”. Bisogna cioè partire dal bilancio di quanto hanno fatto il PRC e il PdCI dalla loro nascita ad oggi, dalla concezione, dalla linea, dai programmi che hanno guidato e orientato l’attività svolta dal PRC e dal PdCI in questi anni e in nome dei quali questi partiti (confluiti nella Sinistra l’Arcobaleno) hanno chiesto ai lavoratori e alle masse popolari del nostro paese di votarli. 

Vedendo così la questione, è chiaro allora che quella del 13 e 14 aprile è stata, in realtà, una disfatta annunciata.

 

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Lettera aperta ai democratici, ai magistrati e alla stampa

 

Il 13 maggio a Bologna si terrà l’udienza preliminare sulla montatura giudiziaria messa in piedi dal giudice Giovagnoli violando la legislazione e la Costituzione del nostro paese!

 

Il 13 maggio a Bologna il giudice delle indagini preliminari, dott.essa Zaccariello, terrà l’udienza preliminare per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (270 bis) contro alcuni membri del (nuovo)PCI, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP). Questa udienza preliminare conclude l’inchiesta aperta nel 2003 dal sostituto procuratore Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna.

Giovagnoli ha messo in piedi una montatura giudiziaria violando la legislazione e la Costituzione del nostro paese, manipolando le autorità di altri paesi, calpestando i principi democratici a cui, almeno formalmente, si richiamano organismi come Magistratura Democratica e Magistrati Europei per la Democrazia e le Libertà a cui Giovagnoli aderisce. 

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Campagna contro la persecuzione dei comunisti

Raggiunte 7050 adesioni all'appello

Le adesioni pervenute al 08.5.2008


Intervista al Segretario Nazionale

del Partito dei CARC, Pietro Vangeli

IL 13 MAGGIO SI APRE A BOLOGNA UN PROCESSO POLITICO CONTRO I COMUNISTI!

 

"In aula ribalteremo i ruoli, passeremo da accusati ad accusatori: metteremo sotto processo la borghesia italiana, senza farci legare le mani dalle leggi dello Stato"

 

Intervista della rivista Rapporti Sociali a Pietro Vangeli, SN del Partito dei CARC e uno dei 12 imputati all'udienza che si terrà il 13 maggio a Bologna per "associazione sovversiva" contro il (nuovo)Partito comunista italiano, il Partito dei CARC, l'Associazione Solidarietà Proletaria (ASP).

 

D- In questi giorni Il Tempo, Il Messaggero, Studio Aperto e il TG 2 stanno montando una campagna stampa diffamatoria contro il Partito dei CARC, agitando ancora una volta lo spauracchio del "terrorismo". Quale il legame tra questa campagna mediatica e l'udienza preliminare che si terrà il 13 maggio a Bologna contro alcuni militanti del (nuovo)PCI, del P-CARC e dell'ASP?

 

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Comunicato della DN del 07.05.08

Gli assassini fascisti e la mobilitazione reazionaria nel nostro paese

 

Le canaglie nazifasciste sono tornate a colpire. Una squadraccia fascista, rafforzata dal clima di legittimazione e di revisionismo, alimentato in questi anni dal centro destra e dal centro sinistra e rinvigorito dalla vittoria della banda di mafiosi, razzisti, fascisti di Berlusconi, Bossi e Fini, ammazza a Verona in un’aggressione premeditata Nicola Tommasoli. Di nuovo un giovane barbaramente ucciso da una delle tante squadracce fasciste che imperversano a Verona come in molte parti del nostro paese; in queste ore tragiche non possono non ritornare alla memoria le altre vittime della mano fascista di questi ultimi anni: il compagno Dax di Milano ucciso nel marzo 2003 e il giovane compagno Renato Biagetti ucciso nell’estate 2006  a Focene per mano di due nazisti della Legio Aurelia.

Solo pochi giorni fa abbiamo assistito ai lugubri saluti romani sulla scalinata del Campidoglio a Roma che festeggiavano la vittoria di Alemanno e alle martellate a Ostia contro la stele che ricordava l’eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine.

La borghesia nei suoi rappresentanti politici del PDL, polizia e carabinieri sostengono, foraggiano e proteggono le bande fasciste e le loro sedi; il PD e i partiti della sinistra borghese tollerano e in parte partecipano alla riabilitazione dei fascisti. Tutti insieme sostengono invece, chi attivamente e chi con il silenzio assenso, alla persecuzione dei comunisti, delle avanguardie sindacali, degli antimperialisti, degli antifascisti.

Fini (lo stesso che era in questura e nelle caserme a Genova del 2001, a guidare il massacro in diretta), nella sua prima apparizione televisiva da presidente della Camera, dichiara che le contestazioni contro Israele dei centri sociali e della sinistra radicale alla Fiera del Libro di Torino sono "più gravi" di quanto accaduto a Verona dove dei nazisti, conosciuti per le loro vili aggressioni e “tollerati” da anni da Digos, magistratura e forze politiche democratiche, hanno aggredito e ammazzato a calci e pugni Nicola Tommasoli.

 

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Comunicato della DN del 18.04.08

Sulle elezioni del 13 e 14 aprile

 

La disfatta elettorale della sinistra borghese sgombera il campo e segna una svolta. La Sinistra l’Arcobaleno non ha perso per colpa di Veltroni e del suo ricatto sul voto utile (Sansonetti), né perché ha pagato “per tutti gli scontenti del  governo Prodi” (Vendola), né per i ritardi e le resistenze con cui è stata costruita la Sinistra l’Arcobaleno (Bertinotti). Il problema non è neanche, come pensano alcuni compagni del PRC, che non bisognava sciogliersi in una formazione amorfa come la Sinistra l’Arcobaleno. E neanche, come sostengono PCL e PDAC, perché il PRC è entrato nel governo Prodi anziché restare all’opposizione: compagni, questa non è la causa ma solo l’effetto, l’entrata nel governo Prodi ha solo fatto precipitare una crisi che era in corso da tempo! Ed è solo vergognoso che alcuni dirigenti della Sinistra l’Arcobaleno scarichino la colpa del loro tracollo alle masse popolari “pecorone” e “ignoranti” che si sono astenute o che hanno votato per Berlusconi e per la Lega: per quale motivo le masse popolari avrebbero dovuto ancora dargli fiducia e voti dopo che le hanno guidate a cedere pezzo per pezzo quello che avevano conquistato a prezzo di dure lotte e dopo che in due anni di governo Prodi hanno dato una prova provata dell’impotenza e della velleità della loro linea di “condizionare i padroni e i loro governi”?

 

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Comunicato della DN del 9.4.08

Aggressione fascista a un compagno operaio candidato della Lista comunista per il Blocco Popolare di Massa durante un confronto elettorale!!!

 

Un pugno in pieno viso. In questo modo ieri sera un fascista ha cercato di chiudere la bocca ad un compagno metalmeccanico del nostro Partito candidato nella Lista Comunista per il Blocco Popolare alle elezioni comunali di Massa. Questa vile aggressione è avvenuta durante un’assemblea pubblica tra i candidati sindaci organizzata dal giornale locale “La Nazione”.

 

Il compagno è stato aggredito perché durante il suo intervento ha attaccato la banda di fascisti presente in sala, che faceva da claque al candidato de “La Destra”, con saluti romani e inneggiando al duce. Tra loro anche Piero Carmassi, noto fascista picchiatore che ha partecipato all’operazione Condor in Cile diretta da Pinochet (per maggiori informazioni basta scrivere il suo nome su uno dei tanti motori di ricerca presenti in rete).

 

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Lettera aperta a Francesco Caruso

Nei prossimi giorni 10, 100, 1000 dichiarazioni come quelle su Treu e Biagi!

 

Caro Francesco,

anche se con un po’ di ritardo, ti scriviamo in merito al tuo articolo pubblicato su Liberazione del 25 Marzo ’08. In esso, infatti, sviluppi delle riflessioni rispetto a questioni centrali, che riguardano tutti coloro che lottano per la difesa dei diritti conquistati dalle masse popolari e per la costruzione di un’alternativa al sistema vigente: il sistema capitalista. Abbiamo quindi deciso di intervenire pubblicamente per dire la nostra e contribuire al dibattito sulle questioni che sollevi.

 

Nell’articolo metti in luce la linea che guida la direzione del PRC nella scelta di candidarti in Veneto, per di più come secondo della lista: cercare di tagliarti fuori dal Parlamento in quanto deputato “non allineato” con il programma comune degli schieramenti borghesi (eliminazione dei diritti, saccheggio e occupazione dei paesi oppressi, repressione). Concordiamo pienamente con la tua analisi. Né la direzione del PRC, né le altre componenti del “teatrino della politica borghese” hanno infatti accettato la tua insubordinazione rispetto, ad esempio, alla drammatica questione delle morti sul lavoro. La tua giusta dichiarazione sulle responsabilità politiche di Treu e Biagi è infatti incompatibile con la funzione che ha il “teatrino” per la classe dominante: intossicare e ingannare le masse popolari del nostro paese per mantenerle in una posizione di subordinazione politica e ideologica. Questo “teatrino” per essere funzionale ha quindi bisogno di teatranti che accettano tacitamente la legge non scritta che “i panni sporchi si lavano in famiglia, lontani dagli occhi delle masse popolari”. La direzione del PRC partecipa a questo gioco e condivide questa legge non scritta (degli accordi dietro le quinte, anche se in pubblico fanno finta di litigare). Tu sei di troppo. Questa è la verità.

 

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A Vicenza sosteniamo la lista Vicenza Libera - No Dal Molin

 

[leggi il volantino]

 


 

Sostieni la campagna contro la persecuzione dei comunisti!

 

Acquista la maglia "fermiamo Giovagnoli" con un  versamento di 10 euro su ccp n.60973856 intestato a M. Maj, via Tanaro, 7 - 20128 Milano

 

Sottoscrivi per contribuire alle spese legali, sullo stesso ccp, scrivendo nella causale "sottoscrizione contro l'ottavo procedimento giudiziario".

 

 

 

 

 

 


 

Rapporti Sociali n. 39 - marzo 2008

 

in questo numero:

- Bilancio della lotta contro il governo Prodi e prospettive per la costruzione del Blocco Popolare

- Appello: Costruiamo il blocco Popolare per irrompere alle prossime elezioni

- Liberarsi dal politicantismo per avanzare

- Intervista al compagno Francesco Caruso

- comunisti, antifascisti e antimperialisti

- Malattie curabili...ma non per tutti

- Sul Partito comunista delle filippine

- Intervento di José Maria Sison

- L'antifascismo non è un'opinione

- Movimento delle donne e degli omosessuali: unire ciò che la borghesia divide

- Un esempio di letteratura comunista: Il comitato clandestino al lavoro

- Lettere / dibattito

 

[presentazione - bilancio di un anno di attività]

 

 


 

Comunicazione del 20.03.08

Usare fino in fondo la campagna elettorale per far avanzare la rinascita del movimento comunista!

 

Il 9 marzo era il termine ultimo per raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste per le elezioni politiche. Come avevamo previsto, non siamo riusciti a raccogliere la quantità di firme sufficienti a presentare la LC-BP alle politiche, anche se a Napoli ci siamo andati molto vicini: in tre settimane abbiamo raccolto 1.700 firme delle 2.000 necessarie; per quanto riguarda le amministrative invece la LC-BP si presenta alle comunali di Massa, Viareggio e Priverno e alle provinciali di Massa-Carrara, non si presenta a Roma (dove sono state raccolte 1.058 firme, ma poi 150 sono state annullate) e neanche a Campi Bisenzio (dove è stato impostato il lavoro di raccolta firme, ma poiché non vi erano le condizioni per presentare una lista con candidati del posto si è deciso di sospendere la raccolta). Un inciso: a quanto ci risulta nessuna nuova lista è riuscita a presentarsi alle elezioni raccogliendo le firme necessarie, con l’eccezione delle liste di Beppe Grillo. Comunque non è ancora tempo di bilancio del nostro lavoro: lo faremo a elezioni concluse così come analizzeremo la situazione politica determinata dall’esito delle elezioni e definiremo come sviluppare il nostro lavoro in questa situazione. Adesso dobbiamo portare a fondo la campagna elettorale o meglio andare fino in fondo nell’usare la campagna elettorale per condurre la nostra campagna di propaganda e organizzazione, di semina e raccolta delle forze.

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Venerdì 28 marzo 2008, ore 21:00

ASSEMBLEA c\o Presidio NO TAV di Bruzolo di Susa.

 

Monnezza e TAV:

Gli interessi delle popolazioni, da Nord a Sud, sono gli stessi e hanno di fronte gli stessi nemici: le grandi lobbies e il partito trasversale degli affari.

 “In Campania la monnezza, qui la TAV e le manganellate di Pianura non fanno meno male di quelle prese a Venaus”

 

Interviene: Davide Secone

del Comitato Salute e Territorio di Quarto (NA)

e membro del Partito dei CARC

(Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo)

 

 

[leggi l'intervista al compagno Davide,

pubblicata su Resistenza n. 2 del febbraio 2008]

 


 

Comunicazione del 20.03.08

Pubblicazione degli atti del convegno sul 90° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

 

Pubblichiamo gli Atti del convegno del 90° anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, realizzati dalle forze promotrici della campagna.

Nella raccolta sono presenti i documenti della campagna, i contributi scritti, i messaggi di saluto e le trascrizioni pervenute degli interventi svolti nell’assemblea nazionale del 10 novembre 2007 a Roma.

Come diciamo nella prefazione, il bilancio di questa esperienza di lavoro, caratterizzata dall’alto valore politico-ideologico dell’iniziativa e dalla riuscita delle manifestazioni locali e centrale, è indubbiamente positivo. 

Il percorso compiuto, il suo carattere rivoluzionario, lo spirito unitario, il metodo di lavoro seguito, sono valori da non perdere, per fare ancora meglio in futuro.

Nel rinnovare la disponibilità a proseguire il confronto con tutte le realtà interessate, invitiamo i compagni a studiare gli “Atti del convegno”, per ricavarne tutti quegli elementi utili allo sviluppo del lavoro tra la classe operaia e le masse popolari.  

Siamo particolarmente lieti di offrire questo contributo in occasione del 5 marzo 2008, 55° anniversario della scomparsa del compagno Stalin, che insieme a Lenin portò alla vittoria la Rivoluzione Socialista d’Ottobre, diresse la costruzione del socialismo in Unione Sovietica e lo difese contro tutti i nemici.

 

Partito dei Carc: resistenza@carc.it

 

Piattaforma Comunista (già Teoria & Prassi e Circolo Lenin di CT): teoriaeprassi@yahoo.it

 

Proletari Comunisti: ro.red@libero.it

 


 

Comunicato del 6.03.08

Giovagnoli rinvia a giudizio a giudizio i compagni della carovana del (n)PCI. Il 13 maggio tutti al tribunale di Bologna per l'udienza preliminare!

 

La Direzione Nazionale del Partito dei CARC rende noto che, a distanza di circa cinque anni dall’apertura dell’ottavo procedimento giudiziario (procedimento n. 9096/03) contro il nostro Partito e contro la carovana del (n)PCI, la Procura di Bologna e il “novello Torquemada” Paolo Giovagnoli hanno infine deciso di fissare la data dell’udienza preliminare: 13 maggio 2008, c/o il Tribunale di Bologna, ufficio del GIP in Piazza Trento e Trieste n. 3.

Sono chiamati alla “sbarra” molti dirigenti del Partito dei CARC, tra cui il segretario nazionale, dirigenti dell’ASP e del (n)PCI o presunti tali. L’accusa per tutti è “associazione sovversiva con finalità di terrorismo”.

Questo è il primo processo che viene istruito in Italia contro la “carovana” del (n)PCI, in vent’anni di persecuzione politica. A partire dagli inizi degli anni ’80 fino ad oggi, infatti, sono state condotte dieci inchieste per “associazione sovversiva” dalle procure di Bergamo, Venezia, Milano, Roma, Napoli, Bologna e adesso Ancona, più le procure di diverse parti d’Europa: Francia, Svizzera, Germania. Queste inchieste, dopo aver arrecato seri danni all’attività politica della “carovana” con intercettazioni, pedinamenti, perquisizioni, sequestri di materiale, furto di soldi, intimidazioni, infiltrazioni e arresti preventivi, sono tutte finite con buchi nell’acqua.

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volantino della DN del 8.03.08

Contro la “santa” alleanza tra Vaticano, borghesia e polizia

 

Compagne, lavoratrici, studentesse, casalinghe e disoccupate! Donne delle masse popolari, italiane e immigrate!

 

Tutto quello che abbiamo conquistato fino ad ora lo abbiamo conquistato grazie alla lotta, lo abbiamo conquistato grazie alla vittoria della Resistenza e alle lotte degli anni ’60 e ’70, lo abbiamo conquistato quando il movimento comunista era forte e all’attacco: dal voto al divorzio, dalla 194 (per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza) alle leggi a tutela del lavoro femminile, dall’equiparazione salariale agli asili, dalla sanità all’istruzione pubblica.

Oggi la borghesia, il Vaticano e le altre forze reazionarie stanno attaccando ed eliminando le nostre conquiste e i nostri diritti, insieme a quelli dei lavoratori e del resto delle masse popolari. In nome della salvezza della “economia nazionale” e del “risanamento dei conti pubblici” vogliono farci tornare indietro di cent’anni! La crisi del loro sistema peggiora le condizioni di vita e di lavoro di tutte le masse, ma in particolare di noi donne. La privatizzazione e la riduzione dei servizi pubblici fa ricadere principalmente sulle nostre spalle la cura dei bambini, degli anziani, dei malati. Il carovita ci costringe ad arrabattarci per arrivare a fine mese, a dedicare gran parte delle nostre energie e del nostro tempo alla sopravvivenza. Nel mondo del lavoro ci vengono riservati i salari più bassi, i lavori più sporchi e modesti o precari, le prime ad essere licenziate siamo noi. I soprusi, le violenze e gli stupri contro le donne aumentano giorno per giorno.

 

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Comunicato della DN del 7.03.08

Dopo la perquisizione, dopo le minacce e le aggressioni, arriva anche la querela!!

La borghesia ne tira fuori una dopo l'altra per impedire la presentazione della Lista Comunista per il Blocco Popolare

 

Alle 22:00 di venerdi 7 marzo abbiamo appreso che tal Marco Bordi, sconosciuto ai più e anche a noi, ha sporto querela nei confronti del nostro compagno Beniamino La Franca in relazione al fatto che ha presentato il simbolo della Lista Comunista per il Blocco Popolare per le elezioni politiche.

Sabato 8 marzo alle ore 12:30 il nostro compagno deve comparire “per direttissima” di fronte alla Cassazione di Roma.

La comunicazione della querela e della richiesta di comparizione per Beniamino non sono state accompagnate da nessuna spiegazione se non “per il simbolo”.

Questa è l'ultima provocazione, in ordine cronologico, con cui la borghesia tenta di impedire la presentazione della Lista Comunista per il Blocco Popolare alle prossime elezioni.

 

Nel pomeriggio abbiamo inoltre appreso che le forze dell'ordine continuano a perpetrare nei confronti dei nostri compagni di Napoli intimidazioni e provocazioni: questa mattina Carabinieri e Polizia si sono presentati nel quartiere di Ponticelli alla “ricerca” di un nostro compagno che non abita più nella zona da oltre 2 anni!!

 

La mattina del 5 marzo i carabinieri in forze hanno utilizzato una scusa banale (ricerca di stupefacenti) per effettuare una perquisizione senza mandato da parte delle Autorità Giudiziarie. E' stata occasione per mettere a soqquadro la sede di Ponticelli e saccheggiarla (dopo la perquisizione è sparito un computer...e non c'è traccia del verbale di sequestro!). La “brillante operazione” ha portato all'arresto di un simpatizzante per possesso di marijuana.

 

Il pomeriggio del 6 marzo i carabinieri hanno importunato, provocato e intimidito due giovani compagni della sezione di Quarto del Partito dei CARC e un altrettanto giovane simpatizzante che stavano chiacchierando davanti al portone di casa, dopo aver raccolto le firme. Dopo averli minacciati e intimiditi, i carabinieri si sono giustificati dicendo che cercavano un ubriacone della zona. Difficile a credersi, visto che hanno anche dato una violenta sportellata alla gamba di un compagno!!!


Carabinieri che “cercano”, poliziotti che controllano, privati cittadini che querelano, giudici che convocano, agenti che danno “democratiche” sportellate.

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Per inviare fax di protesta:

Prefettura di Napoli

fax: 08.17.94.35.55


Comunicato della DN del 6.03.08

PERQUISIZIONE AL PARTITO DEI CARC!

Grave attacco alle libertà “democratiche”!

 

Ieri mattina, 05.03.2008, quattro volanti dei Carabinieri hanno fatto irruzione nella sede del Partito dei Carc di Napoli Ponticelli e della Casa del Popolo.

Con la scusa di ricercare stupefacenti hanno messo a soqquadro l’intera sede, rovistando tra striscioni, volantini, manifesti, documenti politici e i moduli per la raccolta firme per le prossime elezioni politiche. Per giustificare questa perquisizione in grande stile e fatta d’urgenza senza permesso dell’autorità giudiziaria hanno infine condotto in questura un simpatizzante del quartiere presente nella sede della Casa del Popolo trovato in possesso di marijuana.

Oggi, 06.03.08, a Quarto di Napoli i Carabinieri con fare provocatorio hanno fermato due compagni dei CARC e un simpatizzante, che dopo aver raccolto le firme per le elezioni stavano chiacchierando nell’atrio del portone della propria abitazione, chiedendo loro i documenti personali e dell’auto. Infine hanno giustificato la provocazione dicendo che stavano cercando una persona alcolizzata.

 

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FAX da inviare alla Prefettura di Napoli

 

Prefettura di Napoli

fax: 08.17.94.35.55

 

Al Prefetto di Napoli

 

Signor Prefetto,

Le scrivo per manifestare la mia collera rispetto al gravissimo attacco intimidatorio, anti-democratico e repressivo sferrato il 5 marzo e il 6 marzo ai danni del Partito dei CARC da parte dei Carabiniere di Napoli.

Questo Partito è impegnato nella raccolta firme per presentarsi alle elezioni politiche nella circoscrizione di sua competenza. Ha inoltre presentato il simbolo al Ministero degli Interni.

La sezione di Ponticelli di questo Partito è stata perquisita il 5 marzo da cinque pattuglie di Carabiniere. Per di più senza alcun mandato dell’autorità giudiziaria!!!

Il 6 marzo due militanti e un simpatizzante del Partito sono stati aggrediti, insultati e identificati dai Carabinieri poco dopo aver terminato di raccogliere delle firme a Quarto, nell’atrio della propria abitazione!!!

L’obiettivo di questi attacchi è chiaro: cercare di impedire la partecipazione di questo Partito alle elezioni! E’ forse un reato essere comunisti?

Essendo Lei il responsabile della tutela dei diritti democratici e della campagna elettorale della città di Napoli, Le chiedo, in nome della Costituzione, di intervenire per fermare questo vergognoso e inaccettabile attacco repressivo.

Un Suo non intervento è da considerarsi un’inammissibile complicità con questo attacco ai diritti e alle libertà democratiche del nostro paese.

 


 

Comunicato della DN del 22.02.08

Antifascisti senza se e senza ma! Solidarietà all’ANPI di Viterbo!

La notte del 13 febbraio scorso, sul muro della sede Anpi di Viterbo, sono apparse le scritte “Partigiano verme”, “W Adolf Hitler”, “Anpi siete solo merde”. La data che i fascisti hanno scelto per attuare questo lurido ed infame attacco non è assolutamente casuale, infatti coincide con la celebrazione della “Giornata del ricordo” tanto voluta dai fascisti e sostenuta dai dirigenti della sinistra borghese alla Violante e alla Bertinotti, per concedere dignità alle così dette “vittime” delle Foibe, per procedere con l’opera di riappacificazione nazionale utile alla borghesia per cancellare le ragioni e gli alti valori di una vittoriosa guerra di popolo contro il fascismo. Contro questo infame programma conciliatorio che valorizza il carattere “patriottico” dei ragazzi di Salò e dei loro collaboratori, la sezione dell’Anpi di Viterbo si è distinta sostenendo con forza le ragioni storiche e politiche della Resistenza e i valori, sempre attuali, dell’antifascismo scatenando la rappresaglia fascista che, per il momento, si è limitata alle scritte sotto la loro sede ma che, in altre occasioni, si è espressa in agguati e aggressioni omicide, molotov contro i centri sociali o i campi Rom e bombe contro le sedi di partito come successe l’anno scorso alla sede del Partito dei CARC ad Ercolano.

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Comunicazione ai curatori del sito Altravicenza.it e agli interessati

 

Cari compagni e amici,

questa comunicazione che vi inviamo riguarda un documento dal titolo “PERCHE’ VOTARE, PER CHI VOTARE”, firmato da un “FRONTE POPOLARE per il COMUNISMO”, e che riporta accanto alla firma l’indicazione del nostro sito web, www.carc.it. Il documento riporta il testo di un articolo pubblicato sul nostro mensile Resistenza lo scorso maggio 2007, con alcune modifiche per adattarlo ai lettori vicentini. Noi siamo ovviamente contenti che si scelga un nostro articolo come materiale per elaborare un documento, perché questo significa che l’estensore apprezza quello che scriviamo al punto da ritenere che possa essere uno strumento per convincere i propri interlocutori a scegliere l’opzione che propone, cioè a votare per il PDAC. Tuttavia l’estensore fa confusione, mettendo a lato della firma il nostro sito web e firmando “Fronte Popolare per il Comunismo” che, a quanto ci risulta, è qualcosa che allo stato presente non esiste. In altre parole, il Partito dei CARC non è estensore del documento pubblicato nel vostro sito dove si dà indicazione di voto per il PDAC e non è parte di un “Fronte Popolare del Comunismo”. Vi chiediamo di pubblicare questa nostra comunicazione e siamo a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Approfittiamo dell’occasione per augurare successo alla resistenza contro chi vuole svendere la vostra terra ai guerrafondai statunitensi, resistenza a cui date un contributo importante, che noi sosteniamo con convinzione e partecipazione e che è seguita con molta attenzione a livello internazionale da coloro che in altri paesi sono protagonisti della stessa vostra lotta.

 


 

Volantino della DN del 19.02.08

Contro la “santa” alleanza tra Vaticano, borghesia e polizia.

Difendiamo senza se e senza ma le conquiste delle donne delle masse popolari

 

Il 12 febbraio la polizia ha fatto irruzione al Policlinico di Napoli e ha brutalmente interrogato una donna appena uscita dalla sala operatoria dopo un’interruzione di gravidanza: “una telefonata anonima ha denunciato che si stava perpetrando un infanticidio e quindi era nostro dovere intervenire” si è giustificato il questore di Napoli.  

Perché allora non agiscono allo stesso modo contro i padroni della Thyssen-Krupp e tutti gli altri padroni delle fabbriche, dei cantieri, degli scali portuali dove ogni giorno i lavoratori muoiono o restano mutilati? Perché non agiscono nello stesso modo contro i responsabili delle montagne di rifiuti che ammorbano la vita delle masse a Napoli e in Campania? Perché non agiscono allo stesso modo contro le squadracce fasciste che vigliaccamente aggrediscono immigrati, islamici, omosessuali, giovani di sinistra? Perché non hanno riservato lo stesso trattamento alla moglie di Mastella inquisita per concussione? Perché non hanno riservato lo stesso trattamento alla moglie di Berlusconi che qualche anno fa, come dichiarato dallo stesso Berlusconi in un’intervista, ha abortito?

La polizia che ha fatto irruzione al Policlinico di Napoli è il braccio armato di Ratzinger, di Ruini e di tutta la gerarchia vaticana e della sua pretesa di dettare legge sulla società civile: dalla scesa in campo contro la fecondazione assistita alla levata di scudi contro il riconoscimento dei diritti delle famiglie di fatto e dei conviventi, dalla campagna contro l’uso della RU486 ai martellanti e quotidiani attacchi alla 194 e al diritto a una maternità consapevole e tutelata!

 

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Comunicato della DN del 10.02.08

Lettera aperta

Ai compagni di Sinistra Critica

A tutti compagni e organismi interessati a costruire una lista della Sinistra anticapitalista

 

Cari compagni e care compagne,

 

il partito dei CARC raccoglie l’invito lanciato dai compagni Cannavò e Turigliatto sul Manifesto del 7 febbraio e aderisce alla proposta di raccogliere le forze di quanti si posizionano a sinistra della nuova formazione della sinistra borghese (la Sinistra-l’Arcobaleno) per partecipare alle prossime elezioni politiche del 13-14 aprile con una propria lista. “Una lista della Sinistra anticapitalista su una piattaforma avanzata di lotta e di rivendicazioni generali: aumento reale del salario, ripubblicizzazione dei servizi sociali, lotta senza quartiere contro gli omicidi sul lavoro, un piano di «rifiuti zero», contrasto alle spedizioni militari, riduzione spese militari e riconversione industria bellica, difesa dei diritti delle donne, dei diritti civili contro ogni ingerenza vaticana, abolizione della legge 30 e della Bossi-Fini, drastica riduzione dei privilegi istituzionali. Una lista con caratteristiche di unità, pluralità  e di innovazione: rotazione degli eletti, tetto ferreo alle indennità percepite, presenza di soggetti diversi. Una lista indisponibile ad alleanze e coalizioni con il Partito Democratico ma che sappia ridare fiato e prospettiva ad un'alternativa di sistema.”

Condividiamo anche lo spirito di unità, pluralità e di innovazione proposto perché rappresenta concretamente la rottura con la degenerazione da politicanti borghesi e da casta politica che ha caratterizzato in questi anni i partiti che si definiscono comunisti (PRC, PdCI, SD, ecc.).

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Comunicato congiunto della DN e dell'ASP del 11.02.08

Per la vigilanza rivoluzionaria!

Denunciamo il confidente del SISDE di Napoli, Giovanni Battista Cancello e il confidente della polizia politica (DIGOS) di Modena, Antonio Foglia.

 

La repressione e la persecuzione delle avanguardie di lotta, degli elementi delle masse popolari, degli antifascisti, dei rivoluzionari e dei comunisti si intensifica. La repressione è uno dei modi con cui la borghesia risponde alle richieste di una vita dignitosa da parte delle masse popolari; è un modo per impedire che la resistenza delle masse popolari possa trovare obiettivi comuni e organizzazione sotto la direzione dei comunisti. La repressione delle masse popolari e dei comunisti è un aspetto della lotta di classe.

La borghesia, alle prese con la crisi economica e la crisi politica e sociale del suo sistema, peggiora le condizioni di vita delle masse, cerca di riportarle indietro nella storia, coniugando violenza e repressione a mistificazione, corruzione, ecc. La necessità di contenere il malcontento, di reprimere la resistenza delle masse, pur continuando a mantenere la parvenza di un regime democratico, spinge la borghesia a scavalcare in continuazione, nella maniera più occulta possibile, le sue stesse leggi, gli stessi principi che stanno alla base della democrazia borghese.

 

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Comunicato della DN del 25.01.08

Solidarietà all’on. Francesco Caruso, al Sud Ribelle e a tutti i compagni sotto processo a Cosenza

 

Il nostro Partito esprime solidarietà all’on. Francesco Caruso oggetto, insieme ad altri compagni, di un vile attacco repressivo da parte della Procura di Cosenza. Questi compagni vengono attaccati perché hanno osato alzare la testa contro la barbarie capitalista.

La Procura di Cosenza sta operando sulla scia della condanna emessa dalla Procura di Genova nel mese di novembre contro i manifestanti del G8, della condanna emessa dalla Procura di Milano contro gli antifascisti dell’11 marzo, dell’espulsione dai sindacati di regime delle avanguardie di lotta, della criminalizzazione di Potere Operaio di Pomigliano D’Arco, dei tentativi di criminalizzare lo Slai-cobas per il sindacato di classe, delle due inchieste per “associazione sovversiva” condotte dal giudice Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna contro il nostro Partito e il (n)PCI e del procedimento giudiziario per “diffamazione” aperto dalla Procura di Ancona contro il nostro Partito e l’ASP su richiesta del giudice Giovagnoli perché abbiamo osato chiamarlo con il suo vero nome: “novello Torquemada”.

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Volantino della DN del 25.01.08

Destro e sinistro: dopo Berlusconi è toccato a Prodi!

Le masse popolari hanno dato una sonora lezione anche a questa cricca di imbroglioni!
Avanziamo nella costruzione del Blocco Popolare per mettere davanti a tutto gli interessi delle masse!

 

In ogni campo il governo Prodi-D'Alema-Bertinotti (più Epifani) ha attuato lo stesso programma del governo Berlusconi, il programma comune della borghesia imperialista: sfruttare all'osso i lavoratori, rapinare i paesi oppressi, devastare l'ambiente. Con un'unica differenza: che l'ha coperto e condito con i quotidiani proclami a favore della pace e della democrazia, con le prediche del Papa sulla fratellanza tra i popoli, con il memorandum sulla pena di morte, con le tante promesse di miglioramenti salariali e di interventi fiscali a favore dei redditi delle masse popolari da realizzare in un futuro non definito, con qualche elemosina elargita ai lavoratori. E che ha puntato sui partiti della sinistra borghese e sui sindacati di regime per farlo digerire pacificamente alle masse popolari.

 

Le cose però non sono andate come contavano lorsignori. A dare il là al movimento delle masse è stata la parte avanzata delle masse popolari, i comunisti, i lavoratori avanzati, i sindacalisti onesti, gli antifascisti (la sinistra delle masse popolari) e non i Bertinotti, i Giordano, gli Epifani e quanti sostenevano di “lasciar fare a Prodi. Il risultato è che la mobilitazione delle masse popolari contro le misure di miseria e guerra del governo Prodi è diventata più vasta, diffusa, combattiva, anziché arretrare. E' questo che ha reso il circo Prodi sempre meno adeguato allo scopo per cui i suoi “grandi elettori” gli avevano affidato il governo del paese e ha acuito le contraddizioni al suo interno, fino a farlo esplodere.

Adesso i vari gruppi che compongono la borghesia imperialista (industriali, banchieri, Vaticano imperialisti USA e sionisti, malavita organizzata) contratteranno e si scanneranno tra loro per trovare un ricambio a Prodi. La lotta dei teatranti nelle prossime ore e nei prossimi giorni si incentrerà su questo.

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Volantino del 21.01.08

Avanzare nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

21 gennaio 2008: anniversario della fondazione del primo PCI

 

Nel 1921, sull’onda della vittoria della Rivoluzione d’Ottobre, nasceva a Livorno il primo Partito comunista italiano, che ha guidato la vittoriosa Resistenza delle masse popolari del nostro paese contro la dittatura fascista dei padroni, dei ricchi e del clero. Grazie alla vittoria della Resistenza e allo sviluppo del movimento comunista nel mondo, nei trent’anni di ripresa e sviluppo seguiti alla conclusione della Seconda guerra mondiale i lavoratori del nostro paese hanno strappato l’istruzione gratuità, la sanità pubblica, lo Statuto dei lavoratori e tutte le altre conquiste di civiltà e benessere, imponendo così mille lacci e laccioli allo sfruttamento e all’oppressione dei padroni.

 

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Comunicato della DN del 17.01.08

Pulizia, non polizia! Fatti, non ecoballe né ecopromesse

 

Lo smaltimento dei rifiuti a Napoli e in Campania è un problema annoso che chiamarlo “emergenza” è la beffa che si aggiunge al danno inflitto alle masse popolari e all’ambiente. Dal 1994 sulla cosiddetta emergenza rifiuti è stato costruito un sistema di potere e affaristico che ha arricchito politici di destra e sinistra, malavita e industriali, commissari straordinari, commissioni e sottocommisioni, consorzi. Un sistema che ha ingoiato miliardi di euro tra finanziamenti pubblici e tasse rifiuti sempre più salate pagate dalle masse popolari della Campania.

Poco sono servite le diverse inchieste giudiziarie (tutte concluse con un nulla di fatto) o la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Campania istituita nel 1995. I rifiuti sono diventati il principale centro di affari e profitti per i governi locali e i partiti di Centro sinistra (con a capo Bassolino e Jervolino) e di Centro destra, per la camorra e per gli industriali di tutta Italia che hanno trovato posti per smaltire a basso costo il loro rifiuti tossici, riducendo la Campania a pattumiera d’Italia. Tutti continuano a lucrare sulla pelle e sulla salute delle masse popolari -della regione. Il risultato è il disastro ambientale e igienico-sanitario è sotto gli occhi di tutto il paese e del mondo intero!

Contro questa banda di criminali sta lottando con determinazione il movimento popolare contro le discariche e quello contro gli inceneritori sceso in campo in questi anni.

In questi giorni (e ad ogni periodica “crisi rifiuti”) politici parassiti e speculatori, assieme a vescovi, sindacalisti, esperti, giornalisti e intellettuali vari raccontano un sacco di panzane sulle cause di questo disastro, cercando di confondere le acque per coprire i veri responsabili, per perpetuare il “sistema affaristico”.

 

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Comunicato della DN del 15.01.08

Solidarietà antifascista a Celeste Garanci accoltellato da uno squadrista.

 

Domenica 13 gennaio ad Isernia, Celeste Garanci, presidente dell’ARCI, veniva accoltellato da un fascista al quale era stato impedito (proprio perché fascista) l’ingresso nella struttura del circolo ARCI. Celeste è stato raggiunto da due coltellate, una all’inguine e una al torace. Soltanto per una pura casualità il fascista non è riuscito ad ucciderlo ed ora Celeste si trova ricoverato all’ospedale.

Il tentato omicidio di Celeste Garanci non è stato causato da “futili motivi”, come questura e organi di stampa locali hanno dichiarato. Il tentato omicidio del presidente dell’ARCI di Isernia è un attentato politico, un attentato fascista!

Impedire ai fascisti di avere agibilità politica, di riemergere dalle fogne in cui la storia li ha ricacciati, di essere riabilitati politicamente e socialmente, significa anche impedire loro di entrare in luoghi di aggregazione popolari conquistati grazie alla vittoriosa lotta di Resistenza.

Celeste Garanci è stato accoltellato per avere impedito ai fascisti di varcare la soglia del circolo ARCI, in continuità con la difesa dei valori della Resistenza e con la lotta alla riabilitazione del fascismo e all’agibilità politica dei suoi esponenti e apologeti!

Per la questura e per i pennivendoli borghesi che ne hanno dato notizia, questi sarebbero i “futili motivi”? Possono essere considerate “futili motivazioni” la difesa dei valori della Resistenza e l’antifascismo che hanno scatenato la reazione omicida del “camerata” che ha accoltellato il presidente dell’ARCI?

 

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Costruiamo il Blocco Popolare!!!

Blog locali:


 

Comunicato della DN del 15.01.08

Quanto fa paura un banchetto di propaganda!

Il PM Giovagnoli mobilita le “forze dell’ordine” per impedirci di volantinare!

 

Sabato 12 gennaio, il Partito dei CARC e l’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) hanno organizzato a Bologna un banchetto per la raccolta di firme all’appello NO alla persecuzione dei comunisti! e per la propaganda di materiale informativo riguardo agli ultimi procedimenti giudiziari a carico della carovana del (n)PCI, portati avanti dal PM Giovagnoli della Procura di Bologna. Le ultime novità riguardano la chiusura dell’inchiesta e il rinvio a giudizio da parte della procura di Ancona di alcuni compagni dell’ASP e del Segretario Nazionale del Partito dei CARC per il reato di diffamazione: si accusano i compagni di aver “offeso la reputazione” del PM Giovagnoli, definendolo nell’appello No alla persecuzione dei comunisti! (sottoscritto da più di 5.000 persone) il “Novello Torquemada”!

 

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Comunicato della DN del 11.01.08

Il governo sionista di Israele ha rifiutato il permesso di entrare nella Striscia di Gaza alla delegazione italiana di solidarietà organizzata dal Comitato “Gaza vivrà”.

 

Questo divieto dimostra ancora una volta che tutta la fanfara sul “processo di pace” promosso dal governo USA con il vertice di Annapolis e poi con la Conferenza dei donatori serve solo a nascondere il genocidio che il governo sionista sta perpetrando contro il popolo palestinese e in particolare contro la città simbolo della resistenza all’oppressione e all’occupazione sionista.

I crimini del governo sionista sono tanti e tali che non possono permettere a una delegazione realmente indipendente e non imbavagliata di entrare a Gaza per constatare di persona la situazione creata da mesi e mesi di embargo, dalle quotidiane incursioni militari, dai ripetuti omicidi extra-giudiziari contro i dirigenti di Hamas e di tutte le organizzazioni che promuovono e guidano la resistenza palestinese.

I sionisti che dirigono lo Stato di Israele sono i degni eredi dei nazisti e dei fascisti: hanno dichiarato la Striscia di Gaza “entità ostile” e stanno cercando di trasformarla in un enorme campo di concentramento come quelli di Auschwitz, Dachau, Mauthausen; le stragi che compiono a Gaza, in Palestina e in Libano non sono da meno per brutalità ed efferatezza di quelle perpetrate dai nazisti a Marzabotto e alle Fosse Ardeatine; come i nazisti che giustiziavano dieci civili per ogni soldato tedesco ucciso per mettere la popolazione contro i partigiani, a Gaza i sionisti stanno affamando e tenendo imprigionati un milione e mezzo di palestinesi per spezzare la loro eroica resistenza e l’appoggio popolare al legittimo governo di Hamas, colpevole di dirigere la lotta contro la colonizzazione e l’aggressione e di non sottostare ai disegni degli imperialisti USA e sionisti. Non importa che Hamas abbia avuto la maggioranza dei voti nelle elezioni svoltesi lo scorso anno, a dimostrazione che anche solo la parvenza della democrazia sta sempre più stretta ai borghesi e va bene solo se produce i risultati da loro voluti, a dimostrazione che la loro legalità è uno strumento di sottomissione, oppressione e guerra!

 

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Campagna contro la persecuzione dei comunisti

Raggiunte 5293 adesioni all'appello

Le adesioni pervenute al 2.1.2008


 

Comunicato della DN del 31.12.07

Giovagnoli apre il 10° procedimento a carico del Partito dei Carc e dell’ASP!

Giovagnoli attacca la libertà di pensiero e di parola!

Giovagnoli continua ad ergersi a paladino della repressione contro i comunisti e contro ogni forma di protesta e ribellione.

 

Giovagnoli, magistrato appartenente a Magistratura democratica, ci dà un’ulteriore prova di democrazia attaccando direttamente l’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Questo diritto non esiste se viene criticato il Sig. Giovagnoli.

 

Giovagnoli ha dato mandato alla procura di Ancona di difendere la sua “rispettabilità”. Ha fatto aprire al PM Marco Pucilli, che si è prestato immediatamente al gioco politico e agli interessi personali di Giovagnoli, un’inchiesta a carico dei compagni dell’ASP Rosalba Romano, Massimo Amore e Marco Lenzoni, e a carico del segretario nazionale del Partito dei Carc, Pietro Vangeli, per gli articoli 110 (concorso) e 595 (diffamazione). Il reato per cui Giovagnoli ha fatto indagare e accusare i compagni dell’ASP è quello di aver scritto e diffuso un volantino con questa frase “Dopo 25 anni di persecuzione politica e 7 procedimenti conclusisi tutti con un nulla di fatto (se non a volte con il risarcimento dei danni per gli indagati) la procura di Bologna, capitanata dal procuratore Paolo Giovagnoli (lo stesso che ha indagato per associazione sovversiva gli studenti universitari bolognesi colpevoli di essersi auto-ridotti il costo della mensa universitaria) è ora pronta ad andare a fondo con l’ottavo procedimento che ha come vero unico scopo l’eliminazione del (nuovo) Partito comunista italiano e della sua carovana. Gli inquisitori dello Stato borghese cercano di colpire il rinascente movimento comunista servendosi delle leggi speciali antiterrorismo e di mezzi spesso illegali”; e il segretario del Partito dei Carc per aver inviato via e-mail un comunicato in cui “si offendeva la reputazione di Paolo Giovagnoli magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di Bologna. In particolare nel testo il detto magistrato veniva definito “zelante persecutore di turno”, “novello Torquemada” e “dispensatore del reato associativo a Bologna”.

 

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Su mandato del giudice Giovagnoli, la Procura di Ancona apre il decimo procedimento giudiziario contro la carovana del (n)PCI. Seguirà un comunicato della DN, intanto rendiamo pubblica la comunicazione di chiusura delle indagini....si commenta da sé!

 

chiusura indagini per diffamazione.PDF

 


 

Comunicato della DN del 22.12.07

Una nuova sonora batosta per il giudice Giovagnoli!

Come farà adesso il novello Torquemada a giustificare

l’Ottavo e il Nono procedimento giudiziario per “associazione sovversiva” condotti contro il (n)PCI e il Partito dei CARC?

 

Dopo l’abbandono in Francia nel 2006 dell’accusa di “terrorismo” nei confronti di Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel e Angelo D’Arcangeli e dopo la vittoria dello scorso anno contro la loro estradizione, il 20 dicembre dalla Francia è giunta una nuova bella notizia.

Il 20 dicembre, infatti, è stato comunicato il verdetto dell’appello fatto dai tre compagni contro il processo-farsa orchestrato lo scorso anno nei loro confronti per il capo d’imputazione di “associazione di malfattori per la fabbricazione e l’utilizzo di documenti falsi”.

Il giudice della corte d’appello

-         ha annullano per “vizio di procedura” il processo-farsa dello scorso anno;

-         ha ridotto il periodo di detenzione per i tre compagni ai mesi già fatti “preventivamente”;

-         ha annullato l’interdizione a vita dalla Francia e il mandato d’arresto per Maj e Czeppel.

 

Questa sentenza è una nuova importante vittoria contro la persecuzione del (n)PCI e del Partito dei CARC!

Questo risultato è stato ottenuto grazie alla nostra mobilitazione e alla solidarietà espressa da più di 5000 lavoratori, studenti, pensionati delle masse popolari e da numerose organizzazioni, associazioni e personalità.

Questa solidarietà ha tenuto testa alla campagna stampa denigratoria fatta nei nostri confronti, ai tentativi della direzione sindacale della CGIL di far pressione sui suoi iscritti per far loro ritirare la firma al nostro appello “No alla persecuzione dei comunisti!”, alle continue interpellanze parlamentari fatte dalla destra contro il nostro Partito e il (n)PCI.

La nostra campagna si è combinata con la campagna condotta in Francia dal CAP(n)PCI-Parigi, che ha aperto contraddizioni nel campo della borghesia e contribuito al processo di costruzione di un fronte unito contro la repressione.

 

Perché parliamo di vittoria?

Perché grazie alla mobilitazione il giudice della corte d’appello è stato costretto a riconoscere il carattere iniquo del processo dello scorso anno e ad annullare le condanne esorbitanti emesse nei confronti dei tre compagni (in primis l’interdizione a vita dalla Francia e il mandato d’arresto per Maj e Czeppel).

L’unica cosa che il giudice della corte d’appello ha potuto fare contro i tre compagni è stato condannarli al periodo di detenzione già scontato “preventivamente”, per cercare di “giustificare” questo periodo di privazione della libertà.

 

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Comunicato del CAP (n)PCI - Sentenza al processo di Parigi

Il processo di rottura ha costretto le Autorità Francesi a fare un nuovo passo indietro!

Un nuovo duro colpo per il “Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi”!

 

Il 20.12.07 Parigi è stato emesso il verdetto dell’appello fatto dai compagni Maj, Czeppel e D’Arcangeli contro il processo-farsa orchestrato lo scorso anno dal “Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi”.

Il capo d’imputazione è “associazione di malfattori per la fabbricazione e l’utilizzo di documenti falsi”.

Il processo di rottura effettuato dai tre compagni ha pagato:

  • il giudice Gouyette ha annullato per “vizi di procedura” il processo fatto lo scorso anno dal giudice Beauguion (Maj e Czeppel non furono infatti convocati);

  • è stata ridotta la condanna per Maj e Czeppel: lo scorso anno erano stati condannati a 3 anni di detenzione, 2 anni di condizionale, interdizione a vita dalla Francia ed era stato emesso un mandato d’arresto immediato; il verdetto di oggi invece riduce la detenzione a 18 mesi (ossia i mesi che i compagni hanno già trascorso in carcere “preventivamente”) e sancisce 42 mesi di condizionale, è stata annullata l’interdizione a vita dalla Francia ed è caduto il mandato d’arresto;

  • D’Arcangeli lo scorso anno era stato condannato ad 1 anno di detenzione più 1 anno di condizionale; il giudice ha ridotto a 4 mesi il periodo di detenzione (ossia i mesi che il compagno ha già trascorso in carcere “preventivamente”) ma ha aumentato il periodo di condizionale (da un anno a 32 mesi);

  • il giudice Gouyette ha ordinato la restituzione del passaporto di Czeppel, della raccolta de La Voce e di alcuni libri sequestrati nel domicilio di Maj e Czeppel. Non sono stati restituiti invece i soldi sequestrati nel 2003 e nel 2005 ai domicili dei due compagni.

Gli elementi che emergono dall’analisi del verdetto:

  • la campagna su “due gambe” condotta dal Partito (mobilitazione di massa e intervento nelle contraddizioni presenti nella classe dominante) combinata con una linea d’attacco durante il processo (passare d’accusati ad accusatori, svelare il carattere repressivo e fraudolento del procedimento e mettere in difficoltà le Autorità sulle loro stesse leggi), ha costretto il “Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi” a fare un nuovo passo indietro (dopo la rinuncia al progetto di estradizione lo scorso anno): annullamento del processo di primo grado, riduzione delle condanne per Maj e Czeppel, riduzione del periodo di detenzione per D’Arcangeli. Questa è una grande vittoria e costituisce l’aspetto principale di questo verdetto. Un boccone amaro che il “Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi” dovrà digerire! Una conquista importante per rafforzare la lotta in Italia contro l’Ottavo e il Nono Procedimento Giudiziario condotto dal giudice Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna.

Per avere maggiori informazioni sul processo di rottura effettuato in Francia, vedere il bilancio della campagna contro il processo-farsa prodotto dal CAP(n)PCI-Parigi, reperibile sul sito cap-npci.awardspace.com e sul sito del P-CARC www.carc.it

  • l’aumento del periodo di condizionale per D’Arcangeli e il rifiuto di restituire i soldi sequestrati nei domicili di Maj e Czeppel nel 2003 e nel 2005, sono la rappresaglia fatta dal “Gruppo” per vendicarsi della sconfitta subita. Questo dimostra che il carattere “democratico” del giudice Gouyette è stato determinato dal processo di rottura, che ha messo alla luce del sole il carattere repressivo del procedimento. I tre compagni nei prossimi giorni faranno il ricorso in Cassazione. La lotta continua, ma da un livello qualitativo superiore!

È possibile trasformare la repressione in un boomerang per la borghesia: la linea da adottare è il processo di rottura, combinazione della campagna su “due gambe” con la linea d’attacco nei tribunali!

Resistere alla repressione, lottare contro la repressione, sviluppare la solidarietà di classe!


 

CAP(n)PCI-Parigi

e-mail: cap-npci-paris@voila.fr

sito: cap-npci.awardspace.com

 


 

Comunicato stampa del 12.12.07

La classe operaia piange i suoi morti. La borghesia difende i suoi assassini.

 

Negli articoli pubblicati sulla stampa che trattavano della manifestazione svoltasi a Torino a seguito della strage di operai alla Thyssen Krupp, in particolare quello del Corriere della sera del 11/12/2007, emerge una descrizione del nostro Partito che vorrebbe essere, nell’intento del giornalista Marco Imarisio, patetica. Il giornalista scrive: “(…)Le solite sigle CARC e Iniziativa Comunista ormai una tassa consueta da pagare ad ogni manifestazione. Ci provano anche stavolta, alcuni ragazzini tirano qualche uovo, qualche sasso contro la facciata del palazzo. I colleghi delle vittime del rogo li fronteggiano, chiedono spiegazioni per quella mancanza di rispetto al loro dolore. Capiscono che con questa gente non c’è nulla da spartire e da parlare. Con un gesto  bellissimo, che rivendica una vera diversità, li lasciano soli alle loro finte guerre e tornano al presidio davanti alla fabbrica (…)”.

Teniamo a precisare che il rapporto del nostro Partito con gli operai e in particolare con gli operai dello spezzone della Thyssen Krupp, è stato un rapporto di condivisione dello stesso lutto e delle stesse istanze che essi hanno espresso chiaramente durante la manifestazione.

 

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Comunicato della DN dell'8.12.07

Strage alla Thissen-Krupp di Torino, ancora operai uccisi per salvaguardare i profitti e lo sfarzo di industriali, affaristi, banchieri e politici borghesi di destra e di sinistra.

 

Mentre tutta la “buona” borghesia, il Presidente della Repubblica, i ministri del circo Prodi ed esponenti politici borghesi di ogni colore festeggiano e banchettano alla prima della Scala, a Torino si è consumata l’ennesima strage sul lavoro: 4 operai morti e altri 5 gravemente feriti alle acciaierie Thyssen-Krupp, una fabbrica in dismissione con l’accordo e il beneplacito dei sindacati di regime CGIL-CISL-UIL. Nella stessa fabbrica, alcuni anni fa, ci sono stati gravi incidenti e infortuni per il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza, ma nessuno ha pagato. Anzi di processo in processo i padroni se lo sono cavata bellamente (ricorsi, amnistia, prescrizione, ecc.).

 

La strage di Torino è anche il frutto degli accordi al ribasso fatti dai sindacati di regime e accettati dai lavoratori senza una lotta adeguata. Ai lavoratori non porta che miseria e morte accettare la politica di sindacati che invece di difendere gli interessi e i diritti dei lavoratori, si fanno promotori e sostenitori degli interessi dei padroni e del loro sistema capitalista, quelli che loro chiamano “interessi del Paese”.

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CAP (n)PCI - Parigi

Lettera aperta al giudice Thiel

Pubblichiamo, come azione di solidarietà, la lettera aperta che i militanti del (nuovo)Partito comunista italiano Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel e il compagno Angelo D’Arcangeli hanno inviato al giudice Thiel.

Thiel è il giudice che ha condotto l’inchiesta a carico dei tre compagni per "associazione di malfattori in vista di preparare atti di terrorismo", accusa che poi ha derubricato a “associazione di malfattori per la fabbricazione e l’utilizzo di documenti falsi” per la quale i compagni sono stati “preventivamente” reclusi nelle carceri parigine: il processo presenta chiaramente un carattere politico!

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CAP (n)PCI - Parigi

Bilancio della mobilitazione per il processo del 21 e 22 novembre a Parigi

 

Diffondiamo, come azione di solidarietà, questo comunicato del CAP(n)PCI-Parigi. Esso non è un semplice resoconto del processo, ma è un bilancio di tutta la campagna condotta dal CAP(n)PCI-Parigi dal mese di settembre fino ad oggi contro il processo iniquo e le pene esorbitanti. Questo bilancio realizzato alla luce del materialismo dialettico, concezione del mondo, metodo di conoscenza e guida per l'azione dei comunisti, oltre a fare il "punto della situazione" sull'appello, fornisce quindi elementi di riflessione di carattere generale:

1) sulla lotta per la difesa dell'agibilità politica;

2) sulla linea che bisogna adottare per affrontare un processo politico.

 

Un esempio-tipo di processo di rottura, in cui il soggetto politico facendo leva sull'autonomia ideologica dal nemico di classe gli strappa di mano la direzione della situazione e dirige di fatto il processo, trasformandolo in un'irruzione nel "teatrino della politica borghese". Consigliamo vivamente ai compagni che lottano contro la repressione e per la difesa dei diritti politici lo studio e la diffusione di questo bilancio.  

 

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Aggiornamenti sulla campagna

contro la persecuzione dei comunisti

Pubblichiamo il comunicato stampa del Sindacato della Magistratura francese, appartenente al MEDEL (coordinamento internazionale dei sindacati di magistrati che lottano per la difesa dell’indipendenza del potere giudiziario), che ha emesso in occasione del processo svoltosi a Parigi il 21 e 22 novembre a carico dei compagni del (n)PCI Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel e Angelo D’Arcangeli.

 

Parigi, 20 novembre 2007

 

COMUNICATO

ANTI-TERRORISMO: UNA GIUSTIZIA D'ECCEZIONE SEMPRE DISCUTIBILE

 

Diversi militanti della nuovo partito comunista italiano (NPCI) dovranno essere giudicati domani per diversi giorni dalla decima camera della Corte d'Appello di Parigi.

Fra loro, Angelo D’Arcangeli, studente di 23 anni, inizialmente incriminato per associazione di malfattori in concorso con un'impresa terroristica, e ora rinviato dinanzi alla corte, dopo quattro mesi di detenzione provvisoria nel 2005, per reati di diritto comune.

 

Nell'occasione del rinvio del procedimento del gennaio scorso, la stampa - diffondendo una petizione nazionale – aveva parlato di accanimento delle autorità giudiziarie francesi, che, su spinta della giustizia italiana, mirava ad assimilare al terrorismo i movimenti politici italiani derivati dalla sinistra alternativa.

 

Al di là delle particolarità di questo dossier, e in particolare del linguaggio per lo meno inusuale dell'ordinanza di rinvio riguardante personalità della sinistra francese, il Sindacato della Magistratura ricorda i rischi di deriva della giustizia antiterrorismo: custodie cautelari di lungo termine con restrizione dei diritti, ricorso sistematico alla detenzione provvisoria, utilizzo di qualificazioni penali iniziali spesso sproporzionate allo scopo di beneficiare del regime di deroga...

 

Al termine di un'inchiesta durata molti anni, il giudice doveva finire per ammettere che " non è stato messo in evidenza l'esistenza di un progetto terroristico imminente, e tantomeno quello di un progetto terroristico  programmato in un futuro definibile" e che l'associazione "non mirava a disturbare gravemente l'ordine pubblico né con l'intimidazione né con il terrorismo, né ora, né in un futuro prossimo, e neppure in futuro dai contorni definibili".

 

È molto probabile che la giustizia di diritto comune sarebbe ugualmente pervenuta a un cosi’ brillante risultato.

 

Il Sindacato della Magistratura manifesta la sua contrarietà a questa giustizia d'eccezione la cui pertinenza sull'utilizzo dell’arsenale delle misure di coercizione di cui dispone appare sempre assai poco convincente ed auspica che questo processo d’appello sia infine l'occasione per mettere in luce il divario tra i mezzi regolarmente utilizzati dalla giustizia antiterrorista e i risultati giudiziari.

 

Aggiornamento sul processo da Parigi   #1

Comunicato del CAP(n)PCI-Parigi del 21.11.07

 

Questa mattina ha avuto luogo il primo giorno dell'appello presso la X camera della Corte di Parigi.
Erano presenti una trentina di persone.

Presenti anche una delegazione del P-CARC, SLL e ASP.
Il giudice Gouyette ha ascoltato il testimone avv. Giuseppe Pelazza, il quale ha illustrato dettagliatamente per più di venti minuti la persecuzione condotta dalle Autorità Italiane contro il (n)PCI e l'attività del Gruppo franco-italiano sulle minacce gravi.
Il giudice Gouyette ha accettato anche di ascoltare domani il secondo testimone, il deputato Francesco Caruso, il quale per impegni di lavoro non poteva essere presente oggi.
Il giudice ha sollevato dei dubbi sul carattere contraddittorio del processo che si è tenuto lo scorso aprile nei confronti di Maj e Czeppel. Ha dichiarato: "Bisogna analizzare se è possibile ritenere contraddittorio il processo d'aprile: Maj e Czeppel infatti non erano presenti all'udienza di gennaio e non sono stati convocati al processo d'aprile. Se si fossero presentati all'udienza sarebbe stata un'iniziativa personale e non la risposta ad una convocazione (che non c'é stata)".
Il giudice ha anche detto che bisogna verificare se i documenti falsi fossero solo per utilizzo personale oppure anche per traffico.
L'appello non è continuato nel pomeriggio. L'udienza è stata fissata per domani alle 14,30.

La difesa del (n)PCI ribadirà lo stato di necessità in cui si trovavano Maj e Czeppel, sosterrà il carattere non contraddittorio (per i due) del processo di aprile e sosterrà che i documenti falsi non erano legati ad un traffico, ma solo ad uso personale.

Questa sera si terrà alla Bourse du Travail di St.Denis l'assemblea contro la repressione promossa dal nostro comitato, dai corsi del CAR e dai baschi del CSPB.

 

Raggiunte 4917 adesioni all'appello

Le adesioni pervenute al 22.11.2007 

Il giudice Giovagnoli è colpevole

[comunicato del CAP(n)PCI di Parigi del 1.11.07]

 

 

Il rigetto da parte del GIP U. Antico della domanda di custodia cautelare avanzata dal PM

 

Il documento che segue è il rigetto della richiesta di arresti cautelari a carico degli indagati nel procedimento di Napoli aperto nel 2001 dal PM Stefania Castaldi contro la carovana del (n)PCI (il 7° procedimento giudiziario). Questo documento, redatto dal GIP Umberto Antico, così come probabilmente altri documenti relativi al procedimento di Napoli, sono oggi inseriti nel 9° procedimento (il n. 14304/05) aperto nel 2005 contro la stessa carovana senza neanche aspettare di chiudere l’8° (il n. 9096/03)!

Nel documento di rigetto degli arresti cautelari a carico degli indagati, il GIP Umberto Antico, esponendo limpidamente le motivazione giuridiche, smonta punto per punto i pilastri (l’interlocuzione, il metodo violento, la clandestinità) su cui si fonda non solo la richiesta di arresto, ma anche l’accusa di 270 (associazione sovversiva), 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) e 272 (propaganda sovversiva). In particolare parla della clandestinità non come reato o prova di reato: “voler diventare clandestino (…) può significare, semplicemente, tentare di sfuggire a qualsivoglia controllo dalle forze di polizia (…) e scegliere di operare in modo occulto”; in qualche modo quindi il GIP Antico riconosce la necessità di essa come mezzo necessario per evitare il controllo e la persecuzione da parte della borghesia!!! Controllo e persecuzione sempre più confermata anche dagli avvenimenti degli ultimi giorni (indagini a carico dei compagni dello Slai cobas – per il sindacato di classe, licenziamento degli operai della Fiat Sata di Melfi, licenziamento dell’operaio Mimmo Mignano della Fiat di Pomigliano d’Arco).

Abbiamo deciso di pubblicare questo documento (che viene da fonti “non sospette”!) perchè svela la pretestuosità dei capi di imputazione mossi da più di vent’anni contro la carovana del (n)PCI e il reale intento per cui il PM Paolo Giovagnoli di Bologna ha aperto prima l’8° e poi, in contemporanea, anche il 9° procedimento contro i compagni del (n)PCI e del Partito dei CARC: perseguitare, controllare, reprimere e ostacolare l’attività dei comunisti. E perché la dice lunga anche sul fatto che Giovagnoli e simili non si fanno nessuno scrupolo nel violare le stesse leggi della democrazia borghese: il giudice Paolo Giovagnoli è colpevole della violazione di uno dei principi giuridici
fondamentali della democrazia: il “no bis in idem” (non è possibile giudicare due volte le stesse persone per lo stesso capo d’imputazione).    

La lettura dell’intero documento è ricca di insegnamenti e offre lo spunto per molte riflessioni. 

 

rigetto custodia cautelare

 


 

La Casa Editrice Rapporti Sociali presenta

Problemi di metodo - antologia a cura di M. Martinengo

 

La Casa Editrice Rapporti Sociali pubblica questa breve raccolta di testi curata da M. Martinengo per dare un contributo alla formazione dei comunisti e dei lavoratori avanzati.

Questa breve antologia raccoglie alcuni testi che riguardano il metodo di lavoro, che spiegano come il materialismo dialettico sia sì concezione del mondo, ma anche metodo di conoscenza e di azione, quindi metodo per leggere la realtà e per trasformarla.

Questo opuscolo può essere un ottimo strumento di formazione per i nostri compagni, ma anche per ogni lavoratore ed elemento avanzato delle masse che voglia migliorare la propria comprensione della realtà,  che voglia contribuire alla trasformazione di ciò che gli sta intorno direttamente e che voglia lottare per un nuovo ordinamento sociale.

Dobbiamo comprendere il mondo per trasformarlo.

Imparare un metodo che ci dia gli strumenti per comprendere e analizzare i fenomeni che ci stanno intorno, capire le leggi che li governano vuol dire acquisire un’arma potente: per tracciare la strada per trasformare questa società e per avanzare nella lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

 

Problemi di metodo - a cura di M. Martinengo; 24 pagg. - 3 euro

 


 

Volantino del 17.11.07

Tenere alta la vigilanza democratica, resistere alla repressione!

 

Nel 2001 e negli anni successivi in tutte le TV e giornali italiani e stranieri si denunciò l’inaudita violenza delle “forze dell’ordine” durante le manifestazioni contro il G8 di Genova. Sfilarono giornalisti, gente comune, studenti, pacifisti, lavoratori che denunciarono senza mezzi termini il clima di terrore di quei giorni. Durante i fermi, furono minacciati, picchiati selvaggiamente, obbligati da poliziotti e carabinieri a fare il saluto fascista e a cantare canzoni fasciste. Addirittura l’allora vicequestore Fournier definì al processo l’operazione alla scuola Diaz una “macelleria messicana”. In piazza fu ammazzato il compagno Carlo Giuliani.

Le mobilitazioni che seguirono costrinsero il governo di allora e il governo che gli è succeduto a promettere che sarebbe stata fatta giustizia. Il governo Prodi nel suo programma elettorale prevedeva esplicitamente la costituzione di una commissione di inchiesta sui fatti di Genova. A sei anni di distanza la maggior parte dei responsabili della “macelleria messicana” sono stati promossi, tutti sono rimasti impuniti, mentre il PM Canepa ha chiesto per i manifestanti condanne eclatanti per devastazione e saccheggio: fino a 16 anni di carcere, la stessa condanna, come fanno notare gli avvocati difensori, che normalmente si chiede per omicidio!

 

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La Casa Editrice Rapporti Sociali presenta

Teatrino, masse popolari e comunisti - A. D'Arcangeli

 

Il presente opuscolo è un lavoro del compagno Angelo D’Arcangeli, collaboratore della delegazione del (n)PCI. Angelo, dopo aver partecipato nella zona dei Monti Lepini, assieme ai compagni del Partito dei CARC, alla costruzione di alcune iniziative (GIRP, Giornata Internazionale del rivoluzionario prigioniero, festa di Resistenza) a Priverno (LT), sua città d’origine e a Roccasecca dei Volsci (LT), ha steso questo bilancio partendo dalla sua esperienza specifica e traendo da essa insegnamenti generali e particolari, riflessioni significative sulla nostra esperienza di irruzione nel teatrino della politica borghese, confermando la linea portata avanti da vari organismi e organizzazioni che fanno parte della “carovana” del (n)PCI e la loro pratica e giungendo a nuove considerazioni.

L’opuscolo, oltre ad essere un ottimo esempio, in termini di metodo, di stesura di un bilancio, offre una serie di sollecitazioni, di spunti per approfondire la nostra riflessione sulla linea di intervento nel teatrino della politica borghese e in particolare sul nostro intervento nel campo elettorale.

La pubblicazione di questo lavoro, in prossimità della prossima tornata elettorale della primavera 2008, vuole favorire l’approfondimento e lo sviluppo del dibattito intorno al tema per i compagni del Partito dei CARC e per tutti coloro che sono interessati alla costruzione del Blocco Popolare.

Ringraziamo quindi il compagno Angelo D’Arcangeli per il suo prezioso contributo e ci auguriamo che esso possa infondere ancora più vitalità al dibattito.

 

 pagg. 44 - 3.50 euro

 


 

Comunicazione del Partito dei CARC del 26.10.07

A Fosco Giannini.

 

A nome del Partito dei Comitati d'Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC), esprimo il nostro apprezzamento per il discorso tenuto da Fosco Giannini al Senato oggi 25 ottobre 2007 in difesa ed esaltazione della Rivoluzione d'Ottobre, discorso significativo non solo per il suo contenuto ma per il coraggio che serve oggi a parlare in mezzo al verminaio di reazionari, di fascisti, di traditori ed opportunisti che governa il nostro paese e che non perde occasione per gettare fango sulla storia del comunismo in modo sempre più vergognoso e infame. Esprimo anche la solidarietà di tutti noi di fronte agli attacchi e al veleno con cui la marmaglia ha risposto al suo intervento.

Caro compagno, l'isolamento che oggi colpisce coloro che nel teatrino della politica borghese difendono le ragioni del comunismo rende loro onore. Fuori da questo teatro, hai l'appoggio dei comunisti, degli operai, dei lavoratori e di tanti altri appartenenti alle masse popolari, in Italia e in tutto il mondo.

L’eredità della Rivoluzione d’Ottobre è intatta, la verità è dalla nostra parte e il futuro anche.

Viva la Rivoluzione d'Ottobre e viva il comunismo!

 

Paolo Babini - Direzione Nazionale del Partito dei CARC

 


 

Comunicato della DN del 28.09.07

La persecuzione contro la carovana del (n)PCI continua e si allarga! Aperto il nono procedimento contro il Partito dei CARC e il (n)PCI!

 

Nell’Appello NO alla persecuzione dei comunisti! abbiamo denunciato che dal 1981 a oggi sono otto i procedimenti giudiziari aperti, sovrapposti tra loro, a carico della carovana del (n)PCI, chiusi tutti per archiviazione, non luogo a procedere o assoluzione. Per l’ultimo procedimento, l’ottavo, il giudice Giovagnoli ha chiuso le indagini nel luglio 2006, solo nel marzo 2007 ha inviato gli incartamenti agli uffici del GUP (Rita Zaccariello) con la richiesta di rinvio a giudizio degli indagati. Anche se il codice di procedura penale prevede il termine di 30 giorni per lo svolgimento dell’udienza preliminare dal momento della richiesta del rinvio a giudizio, ancora dopo sei mesi non si sa nulla! Le possibilità sono due. O il GUP non vuole fra le mani questa inchiesta legalmente inconsistente e politicamente persecutoria oppure la Procura bolognese vuole tenere questa spada di Damocle sulla nostra testa! I magistrati bolognesi vogliono tenersi la possibilità, in qualunque momento a loro faccia comodo, di istruire un processo contro il Partito dei CARC e il (n)PCI per associazione sovversiva! Aspettano il processo di appello che si celebrerà a Parigi il 21 e 22 novembre per convalidare le condanne, pesanti, esemplari e legalmente ingiustificabili, che hanno inflitto ai compagni del (n)Pci e ai loro simpatizzanti nell’aprile 2007 per montare un teorema giudiziario tale da condannare anche noi in Italia. Non solo. Mentre tiene “in caldo” l’udienza preliminare per l’8° procedimento, il Pm Giovagnoli, a nome del gruppo franco-italiano sulle minacce gravi (gruppo che viola evidentemente la nostra Costituzione in quanto elimina l’indipendenza del potere giudiziario da quello esecutivo e di cui è parte lo stesso Giovagnoli assieme a giudici e politici francesi e italiani), ha aperto un altro procedimento, il nono procedimento, (n. 1430 del 2005) per continuare a indagare, intercettare, pedinare; insomma per avere la “copertura legale” per continuare a infrangere, come fanno da anni, il nostro diritto di fare politica...

 

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Nuova pubblicazione della Casa Editrice Rapporti Sociali

Il futuro del Vaticano

 

Per la prima volta negli ultimi decenni (dalla deriva revisionista del PCI) la storia il ruolo e l’influenza del Vaticano vengono analizzati sulla base del materialismo dialettico e storico, la scienza dei comunisti.
Questo scritto infatti rispecchia la concezione del mondo dei comunisti, promuove il metodo di conoscenza materialista dialettico ed è uno strumento d’azione su cui sviluppare l’attività dei comunisti.

Rispecchia la concezione del mondo dei comunisti perché mette al centro della trattazione un preciso fenomeno, le sue caratteristiche, le leggi che lo regolano. La nascita e lo sviluppo del Vaticano non è presentata come un’astrazione, un dato di fatto, una circostanza, piuttosto come il frutto di una precisa evoluzione dei bisogni umani, che risponde a precise leggi storiche e sociali.

Promuove il metodo di conoscenza materialista dialettico perché analizza la nascita e lo sviluppo del Vaticano e della Chiesa di Roma partendo dalle contraddizioni proprie del Vaticano, dalle influenze che ha generato e genera, dalle tendenze che ne hanno attraversato l’esistenza e dagli aspetti che ne hanno condizionato la funzione e il ruolo e ne condizionano il futuro.

E’ uno strumento d’azione perché offre elementi affinché i comunisti si inseriscano nelle contraddizioni che l’esistenza e lo sviluppo del Vaticano ha prodotto e produce, affinché agiscano sulla base dell’evoluzione concreta della realtà e la trasformino. La soppressione del Vaticano e del potere politico, economico e culturale della Chiesa di Roma spetta alle masse popolari, alla classe operaia e ai comunisti italiani, come sottolineato nell’articolo: “sbaglieremmo noi comunisti italiani se oggi nascondessimo alla classe operaia e alle masse popolari questo loro compito storico e internazionalista imprescindibile”.

 

Il futuro del Vaticano

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Campagna contro la persecuzione dei comunisti

Sul sito del CAP di Parigi pubblicato per intero il dossier dei ROS sulle indagini contro i CARC e la Commissione Preparatoria del Congresso di Fondazione del (n)PCI


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[aggiornamento]

 


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Federazione Lazio

 

Roma:
via dei Quintili, 1/a
tel. 339.46.47.867 / 339.29.47.724
e-mail: carc.rm@virgilio.it

apertura sede:
mercoledì 18 - 20

 

Sezione "Luigi Di Rosa"
Roccasecca dei Volsci (LT):

Piazza S.Maria, 8
tel. 335.54.30.321
e-mail: roccaseccapriverno@carc.it

 

 

Federazione Campania

 

Napoli:
c/o C. Doc. Filorosso,
via Ulisse Prota Giurleo, 199  tel. 340.51.01.789
e-mail: carcna@libero.it
apertura sede:
martedi 17 - 18

 

Napoli
zona flegrea:

tel. 333.16.67.859
e-mail: carc-flegreo@libero.it

Ercolano (NA):
 Via Marconi, 99
tel. 3397288505
e-mail:
carc-vesuviano@libero.it
apertura sede: lunedì, giovedì, venerdì 17 - 20

 

Matera:
tel. 3387437355
e-mail: carc.matera@gmail.com

 

altri contatti

 

Catania:

tel: 347.25.92.061

e-mail: ettore@giunta@tiscali.it

 

Reggio Emilia:

tel: 339.57.09.561

e-mail: carc.reggioem@gmail.com